







Non sono d'accordo su troppi punti per ribattere ora.
P.S. Per evitare che qualcuno si faccia strane idee affibiandomi qualche partito italiano, specifico che alle ultime elezioni ho annullato la scheda e considero il berlusconismo la più grande disgrazia del nostro paese.




Come al solito il tuo discorso è: la Chiesa dice xy, ma non capisce un caxxo di quello che sta dicendo perchè in realtà xy porta a kz.
La Chiesa dice questo:
"La Chiesa non ha modelli da proporre. I modelli reali e veramente efficaci possono solo nascere nel quadro delle diverse situazioni storiche, grazie allo sforzo di tutti i responsabili che affrontino i problemi concreti in tutti i loro aspetti sociali, economici, politici e culturali che si intrecciano tra loro. A tale impegno la Chiesa offre, come indispensabile orientamento ideale, la propria dottrina sociale, che - come si è detto - riconosce la positività del mercato e dell'impresa, ma indica, nello stesso tempo, la necessità che questi siano orientati verso il bene comune." (Centesimus Annus, n.43)
Se poi tu questo bene comune lo vedi inconciliabile con il capitalismo e con uno stato snello, sono fatti tuoi e della tua ideologia politica.
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complimenti, Machiavelli era un buon anticlericale. Ma non seguierne troppo l'esempio. Mi sembra però che per Machiavelli l'idea dell'ingaglioffirsi ( per poi mettersi i buoni panni dell'uomo di pensiero) , volesse essere un po' un modo per sottolineare una situazione di vita da lui non liberamente scelta; tu sei ancora giovine quanto basta per pensare ad una vita nella quale vestire i panni che ti sono più acconci di giorno e di notte.


EH?, che è sta roba?
Dovrebbero essere anche fatti tuoi invece, ti consiglio di leggere per bene il nerettoLa Chiesa dice questo:
"La Chiesa non ha modelli da proporre. I modelli reali e veramente efficaci possono solo nascere nel quadro delle diverse situazioni storiche, grazie allo sforzo di tutti i responsabili che affrontino i problemi concreti in tutti i loro aspetti sociali, economici, politici e culturali che si intrecciano tra loro. A tale impegno la Chiesa offre, come indispensabile orientamento ideale, la propria dottrina sociale, che - come si è detto - riconosce la positività del mercato e dell'impresa, ma indica, nello stesso tempo, la necessità che questi siano orientati verso il bene comune." (Centesimus Annus, n.43)
Se poi tu questo bene comune lo vedi inconciliabile con il capitalismo e con uno stato snello, sono fatti tuoi e della tua ideologia politica.
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, perchè esprime esattamente quanto dicevo io prima, cioè un contraddirsi.
Si vuole la luna nel pozzo, questo è il punto: un conto è accumulare per fare solidarietà (chiesa) e un conto è fare solidarietà per accumulare (capitalismo), nel primo caso il capitalismo non esiste, nel secondo caso si.
Si può ribattere che è possibile svolgere due compiti contemporaneamente, chi non lo fa? a patto che due scopi non siano antiteci (e il loro codice sia un contraddirsi) allora posson risultare compatibili, complementari.
Si tratta invece di rilevare che la contraddizione sussiste anche in questo caso: la volontà che vuole unicamente il profitto è qualcosa di diverso dalla volontà che vuole tener fermi profitto e solidarietà: nella seconda volontà il profitto non può aver lo spazio che gli è dedicato dalla prima volontà, ed è ovvio che una delle due volontà subordina l'altra a sè.
Questo non significa che la dimensione capitalistica neghi la solidarietà, significa che (come accade) il capitalismo concede solidarietà SOLO perchè è nei suoi interessi, ha cioè interesse che i suoi operatori non siano dei morti di fame: devono consumare (e allargare il profitto) ed evitare di protestare.
Ma, daccapo, fare solidarietà per far profitto è altro dal far profitto per solidarietà: la solidarietà capitalistica è funzionale al profitto e vincolata (e dunque limitata da) ad esso, non viceversa.
PS: e nel caso tu nn l'abbia ancora capito, io non abbraccio ideologie politiche

