Credo che un ulteriore profilo da sottolineare e tenere bene a mente sia la differenza che intercorre tra flussi migratori di massa e normali flussi di migrazione conoscibili in ogni periodo in pressoché ogni tipo di civiltà.
É chiaro che nell'epoca attuale la problematica si ponga in maniera molto più vasta e in proporzioni qualitative e quantitative non trascurabili, anche e soprattutto a causa dell'evoluzione di trasporti e comunicazione.
Ma in vista di queste evoluzioni non si può apprezzare l'approccio qualunquista che si è imposto alle nostre menti negli ultimi decenni, sia in un senso repressivo dai tratti sciovinisti e xenofobi sia nel senso di inutile terzomondismo del tutto distruttivo.
Lo spartiacque per una saggia gestione del fenomeno migratorio è segnato proprio dalla capacità di riuscire a garantire standard alti di diritti per tutti senza per questo flettere la dizione di cittadinanza in senso frivolo e vuoto. Mantenere un alto profilo da entrambe le prospettive è necessario per permettere ad un paese di sopravvivere dinanzi a stimoli così diversi e a volte conflittuali. Inutile negare che questi particolari fenomeni diventano problematici proprio in relazioni alle dinamiche traumatiche che spesso generano...





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