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Discussione: Chi sa cos'è il TTIP?

  1. #191
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio
    Perché abbiamo avviato i negoziati per un accordo UE-USA su commercio e investimenti?

    La decisione di avviare i negoziati è stata in gran parte dovuta al persistere della crisi economica e allo stallo dei negoziati commerciali multilaterali nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio - la cosiddetta agenda di Doha per lo sviluppo. Inoltre, la riforma della politica agricola comune UE e i prezzi elevati delle materie prime hanno predisposto entrambe le parti a discutere dell'agricoltura e a negoziare l'apertura dei propri mercati.

    Un accordo su commercio e investimenti tra le due maggiori economie al mondo offre l'opportunità di dare impulso alla crescita e all'occupazione su entrambe le sponde dell'Atlantico.

    E all'UE cosa ne viene?

    Come sempre, prima di decidere di negoziare un accordo commerciale, l'UE ha effettuato una valutazione d'impatto dei potenziali effetti dell'accordo. Tale valutazione non si è limitata ad esaminare l'impatto economico, ma anche le potenziali ripercussioni sociali e ambientali. Sono state prese in considerazione le possibili situazioni risultanti da diversi gradi di liberalizzazione tra UE e USA. In tutti i casi l'effetto complessivo per l'UE si è rivelato positivo, ma è emerso in maniera chiara che esso sarebbe tanto più positivo quanto più elevato il grado di liberalizzazione.
    Uno degli studi su cui si è basata la valutazione d'impatto della Commissione è una relazione indipendente commissionata dall'UE al Centro di ricerca per la politica economica (CEPR) di Londra. Lo studio, intitolato Reducing barriers to Transatlantic Trade ("ridurre gli ostacoli agli scambi transatlantici"), delinea gli effetti economici di un TTIP sia per l'UE che per gli USA.
    Esso suggerisce che il beneficio per l'economia dell'UE potrebbe ammontare a 119 miliardi di EUR l'anno — equivalente a un importo supplementare pari a 545 EUR per una famiglia media dell'UE.

    Ancora con sti studi fatti alla cazzo di cane.
    Ma porcaccia la miseria proprio non vi rendete conto che tale ipotesi ha UN SOLO FATTORE COMPRIMIBILE ovvero il costo del lavoro?
    Non vi rendete conto che anche ammesso E NON CONCESSO che questi numeri fatti alla cazzo di cane siano verosimili, che il prezzo pagato per gli ipotetici "545 euro" a famiglia è la distruzione del tessuto produttivo italiano e che quindi è piu' che verosimile che a fronte dell'ipotetico "vantaggio" di 545 euro sui prodotti ci sia lo svantaggio di stare sotto un ponte senza piu' reddito e aziende?

    PROPRIO NON VI PASSA PER L'ANTICAMERA DEL CERVELLO.

    Volete aprire agli investimenti statunitensi la Romania e la Bulgaria per produrvi tutto quello che attualmente facciamo in Italia? Volete azzerare l'agricoltura italiana facendola comprare a prezzi stracciati e condizioni da diktat ai grossi gruppi americani?
    Volete "importare" le normative alla cazzo di cane sulla sicurezza alimentare? Volete annientare il DOCG, il DOP e quant'altro di produzioni specializzate italiane?
    MA CHE CAZZO DI ITALIANI O EUROPEI SIETE?
    Ultima modifica di Fuori_schema; 02-05-14 alle 14:13
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
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  2. #192
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da pedro Visualizza Messaggio
    Anche il figlio di mio zio non e' a libro paga di nessuno. Copio il suo ultimo tema sulla mamma?
    Puoi confutare UNO SOLO dei dati che ha esposto?

    Anche se lo avesse scritto il figlio di tuo zio, confuta i dati, perchè dei curricula dei tuoi eminenti tromboni da strapazzo a libro paga mi ci pulisco il culo.
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  3. #193
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Puoi confutare UNO SOLO dei dati che ha esposto?

    Anche se lo avesse scritto il figlio di tuo zio, confuta i dati, perchè dei curricula dei tuoi eminenti tromboni da strapazzo a libro paga mi ci pulisco il culo.
    Tu che dati hai esposto? Sai la differenza tra "dire cose" e "argomentare una tesi"?

  4. #194
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da pedro Visualizza Messaggio
    Tu che dati hai esposto? Sai la differenza tra "dire cose" e "argomentare una tesi"?
    Io la tesi ce l'ho e ripeto che ragiono con la mia testa, lascio a voi la reverenza per qualche coglione pagato profumatamente per dire le cose che vogliono farsi dire.

    Magari argomenta su questo, e magari chiama il figlio di tuo zio, magari ragiona meglio di te.

    Durante gli anni ’90 si è registrata una bilancia commerciale agricola negativa, per cui le importazioni alimentari hanno superato le esportazioni (eccezion fatta per il ’95) ed una diminuzione dell’occupazione nel settore agricolo, con la perdita di 2 milioni di posti di lavoro a fronte dei solamente 700 mila impieghi creati dall’industria.
    Poi discutiamo anche dell'ipotetico (nel caso dell'Italia) "incremento degli occupati nell'industria", che possiamo farci 4 risate.
    Ultima modifica di Fuori_schema; 02-05-14 alle 14:21
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  5. #195
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da pedro Visualizza Messaggio
    Comunque col kittipaka siamo arrivati al complottismo grillino isterico.
    link

    PROPOSTE POLITICHE
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  6. #196
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Hermes Visualizza Messaggio
    Perchè hai evidenziato i lavoratori?
    Nemmeno lo capisci. Perchè nella vostra visione i lavoratori sono più o meno come i servi della gleba medievali, che hanno diritto a campare finchè producono nel nel feudo del Signore pagando le decime, lavorando alle corvee e assoggettandosi ai tributi.

    Poi ci sono i cortigiani: scrivani, bravi, saltimbanchi, famigli, strozzini, mignotte, preti, nobili, sceriffi, guardiani...
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  7. #197
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Nemmeno lo capisci. Perchè nella vostra visione i lavoratori sono più o meno come i servi della gleba medievali, che hanno diritto a campare finchè producono nel nel feudo del Signore pagando le decime, lavorando alle corvee e assoggettandosi ai tributi.

    Poi ci sono i cortigiani: scrivani, bravi, saltimbanchi, famigli, strozzini, mignotte, preti, nobili, sceriffi, guardiani...
    hai descritto perfettamente il modello di sviluppo fasciocomunista
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  8. #198
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Ah beh certo, se vuoi diventare come il Messico fammelo sapere
    Share of world total 2000 Share of world total 2014 Share of world total 2019
    1 United States 24,00% 1 United States 19,24% 1 China 18,48%
    2 Japan 7,61% 2 China 16,06% 2 United States 18,22%
    3 China 7,04% 3 India 5,96% 3 India 6,78%
    4 Germany 5,01% 4 Japan 5,31% 4 Japan 4,60%
    5 India 3,75% 5 Germany 3,66% 5 Germany 3,25%
    6 France 3,58% 6 Russia 2,89% 6 Russia 2,70%
    7 United Kingdom 3,53% 7 Brazil 2,75% 7 Brazil 2,65%
    8 Italy 3,28% 8 United Kingdom 2,74% 8 United Kingdom 2,55%
    9 Brazil 2,88% 9 France 2,57% 9 France 2,32%
    10 Russia 2,62% 10 Mexico 2,12% 10 Mexico 2,10%
    11 Mexico 2,52% 11 Italy 2,03% 11 Korea 1,92%
    12 Canada 2,13% 12 Korea 1,93% 12 Italy 1,77%
    13 Spain 2,10% 13 Canada 1,74% 13 Indonesia 1,68%
    14 Korea 1,81% 14 Spain 1,56% 14 Canada 1,61%
    15 Australia 1,23% 15 Indonesia 1,52% 15 Spain 1,37%
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  9. #199
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio
    Perché abbiamo avviato i negoziati per un accordo UE-USA su commercio e investimenti?

    La decisione di avviare i negoziati è stata in gran parte dovuta al persistere della crisi economica e allo stallo dei negoziati commerciali multilaterali nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio - la cosiddetta agenda di Doha per lo sviluppo. Inoltre, la riforma della politica agricola comune UE e i prezzi elevati delle materie prime hanno predisposto entrambe le parti a discutere dell'agricoltura e a negoziare l'apertura dei propri mercati.

    Un accordo su commercio e investimenti tra le due maggiori economie al mondo offre l'opportunità di dare impulso alla crescita e all'occupazione su entrambe le sponde dell'Atlantico.

    E all'UE cosa ne viene?

    Come sempre, prima di decidere di negoziare un accordo commerciale, l'UE ha effettuato una valutazione d'impatto dei potenziali effetti dell'accordo. Tale valutazione non si è limitata ad esaminare l'impatto economico, ma anche le potenziali ripercussioni sociali e ambientali. Sono state prese in considerazione le possibili situazioni risultanti da diversi gradi di liberalizzazione tra UE e USA. In tutti i casi l'effetto complessivo per l'UE si è rivelato positivo, ma è emerso in maniera chiara che esso sarebbe tanto più positivo quanto più elevato il grado di liberalizzazione.
    Uno degli studi su cui si è basata la valutazione d'impatto della Commissione è una relazione indipendente commissionata dall'UE al Centro di ricerca per la politica economica (CEPR) di Londra. Lo studio, intitolato Reducing barriers to Transatlantic Trade ("ridurre gli ostacoli agli scambi transatlantici"), delinea gli effetti economici di un TTIP sia per l'UE che per gli USA.
    Esso suggerisce che il beneficio per l'economia dell'UE potrebbe ammontare a 119 miliardi di EUR l'anno — equivalente a un importo supplementare pari a 545 EUR per una famiglia media dell'UE. Secondo lo studio, l'economia statunitense potrebbe ricavarne un utile supplementare di 95 miliardi di EUR l'anno, pari a 655 EUR per famiglia americana. Questi benefici avrebbero un costo esiguo perché deriverebbero dall'eliminazione delle tariffe doganali e dalla soppressione delle norme inutili e delle lungaggini amministrative che rendono difficile acquistare e vendere oltreoceano. La crescita economica supplementare che dovrebbe derivare dal TTIP sarà vantaggiosa per tutti. Rilanciare il commercio è un buon modo di dare impulso alle nostre economie creando una maggiore domanda e offerta senza dover aumentare la spesa o l'indebitamento pubblici. Il TTIP sarebbe il più economico pacchetto di stimolo che si possa immaginare.
    Benché le tariffe tra l'UE e gli Stati Uniti siano già basse (attestandosi in media al 4%), le dimensioni sia delle economie dell'Unione europea e degli USA che dei loro scambi commerciali indicano che uno smantellamento tariffario sarebbe vantaggioso sul piano della crescita e dell'occupazione. L'area in cui tali negoziati potrebbero realizzare un notevole risparmio per le imprese, creare occupazione e garantire maggiori vantaggi per i consumatori è quella che prevede l'eliminazione di norme e disposizioni inutili — i cosiddetti ostacoli non tariffari. Gli ostacoli non tariffari sono causati dalle differenze nelle disposizioni e nelle norme. Eliminarli può rivelarsi complicato in quanto, sebbene sia l'UE che gli USA abbiano sistemi altamente sviluppati in grado di garantire la sicurezza e la tutela dei consumatori, spesso adottano approcci diversi per conseguire lo stesso obiettivo. Dover rispettare due normative distinte può costare tempo e denaro.
    I costi causati dalla burocrazia inutile possono maggiorare i prezzi dei beni per un importo equivalente a tariffe del 10-20%, costo supplementare a carico del consumatore. In effetti, in base ai calcoli effettuati da uno studio indipendente del Centro di ricerca per la politica economica (CEPR) di Londra, intitolato Reducing barriers to Transatlantic Trade ("ridurre gli ostacoli agli scambi transatlantici"), circa l'80 % dei vantaggi economici del TTIP deriverebbero dalla riduzione dei costi imposti dalla burocrazia e dalle disposizioni normative, nonché da una liberalizzazione degli scambi di servizi e delle gare d'appalto pubbliche. Alcuni esempi pratici:

    • Sia l'UE che gli USA hanno norme rigorose in materia di sicurezza dei veicoli. Il TTIP potrebbe fare in modo che l'UE e gli USA riconoscano reciprocamente tali norme per far sì che le automobili dichiarate sicure per la vendita su una sponda dell'Atlantico possano essere vendute nell'altra senza dover passare ulteriori prove o essere adattate per soddisfare specifiche supplementari.
    • Aprire le gare d'appalto pubbliche negli USA a imprese edili europee significherebbe che queste ultime potrebbero competere per i grandi progetti nel settore edile e dei trasporti pubblici negli Stati Uniti.

    Le imprese, i lavoratori e i cittadini europei trarrebbero un enorme vantaggio da una maggiore apertura del mercato statunitense. L'UE dispone di molte imprese altamente competitive che producono prodotti e offrono servizi di qualità eccellente, tra cui rientrano molti leader mondiali e marche di punta. Nel settore agricolo, ad esempio, le disposizioni fitosanitarie statunitensi vietano le mele europee, mentre in base alle loro norme in materia di sicurezza alimentare l'importazione di molti formaggi europei è illegale. L'eliminazione delle tariffe e di altri ostacoli al commercio consentirà ai produttori europei di incrementare le vendite agli americani, fattore positivo sia per le imprese che per l'occupazione. Rimuovere gli ostacoli ai prodotti e agli investimenti originari degli Stati Uniti d'America e dell'UE si traduce in una più ampia scelta e in prezzi inferiori per la popolazione europea. È chiaro che per entrambe le parti un'ulteriore apertura dei propri mercati al commercio e agli investimenti sarà vantaggiosa. Si tratta di una situazione da cui tutti escono vincenti.

    Chi trarrà beneficio dal TTIP?

    I negoziati per il TTIP riguarderanno molti settori economici, compreso quello manifatturiero, dei servizi e dell'agricoltura. L'eliminazione degli ostacoli agli scambi commerciali stimolerà la crescita economica e l'occupazione e ridurrà i prezzi. Uno studio indipendente del Centro di ricerca per la politica economica (CEPR) di Londra suggerisce che il beneficio per l'economia dell'UE potrebbe ammontare a 119 miliardi di EUR l'anno — equivalente a un importo supplementare pari a 545 EUR per una famiglia media dell'UE — e a 95 miliardi di EUR l'anno per gli USA.
    Si prevede un aumento delle esportazioni da tutti i comparti dell'economia, con un conseguente effetto positivo per l'occupazione. In alcuni settori le esportazioni aumenteranno probabilmente più che in altri. Le esportazioni di autoveicoli UE verso gli USA, ad esempio, dovrebbero aumentare del 149%. Questo rispecchia in parte l'importanza di scambi commerciali bidirezionali di parti e componenti e l'ulteriore integrazione prevista dei due settori di attività economica al di qua e al di là dell'Atlantico.
    Non è anticipato solo un aumento degli scambi tra l'UE e gli USA: in seguito alla maggiore domanda di materie prime, componenti e altri fattori di produzione, anche per le esportazioni UE verso altri paesi è prevista una crescita.
    Le esportazioni di prodotti metallici verso il resto del mondo dovrebbero aumentare del 12%, quelle degli alimenti trasformati del 9%, dei prodotti chimici del 9%, di altri prodotti finiti del 6% e di altri mezzi di trasporto del 6%.
    Il TTIP sarà un accordo commerciale al passo con il XXI secolo — l'incremento delle attività commerciali non andrà solo a vantaggio delle imprese multinazionali, ma anche delle piccole e medie imprese, tramite l'esportazione diretta o in quanto fornitori di imprese più grandi.
    La crescita economica e l'aumento della produttività derivanti dall'accordo favoriranno sia i lavoratori dell'UE che degli Stati Uniti, tanto in termini di salari complessivi quanto sotto forma di nuove opportunità di lavoro per i lavoratori sia altamente che scarsamente qualificati.

    Come cambieranno le nostre vite con il TTIP?

    In generale, tutti i cittadini dell'UE dovrebbero poter trarre un vantaggio dal TTIP — pari a circa 545 EUR per una famiglia media dell'UE. Tale vantaggio deriverà da prodotti e servizi più economici. I prezzi caleranno in quanto i dazi all'importazione per i beni statunitensi saranno aboliti e le norme inutili che comportano costi per operazioni di acquisto e di vendita tra l'Unione europea e gli Stati Uniti saranno eliminate. Ma i vantaggi deriveranno anche dal fatto che UE e USA raggiungeranno un accordo per accettare reciprocamente le rispettive norme tecniche in molti settori: in tal modo, anziché dover produrre beni in base a due serie distinte di specifiche, i fabbricanti avranno la possibilità di adeguarsi ad una sola serie di norme sia per l'UE e che per gli USA. Tale riduzione delle formalità burocratiche ridurrà i costi e, di conseguenza, i prezzi.

    ---

    La fonte è sempre quella, il sito della Commisione UE: Questions and answers (TTIP) - Trade - European Commission
    Peccato che sono tutte falsita smentite.
    Partendo da 545 euro a famiglia, quella poi è la trappola per allocchi, mi ricorda la massima di prodi sull'euro, quella che con l'euro è come lavorare un giorno di meno e aver guaaganto come un giorno in più..
    http://www.dirittiglobali.it/2014/04...egreto-usa-ue/
    Ultima modifica di Metabo; 02-05-14 alle 14:48

  10. #200
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Ttip, tutte le bugie sul trattato segreto Usa-Ue | Diritti Globali 3.0Diritti Globali 3.0 | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali
    Ttip, tutte le bugie sul trattato segreto Usa-Ue

    Ttip. La “Nato economica”. Altro che 545 euro a famiglia come sostiene il Sole 24 Ore. Secondo i ricercatori austriaci i gravi rischi per le piccole imprese e i lavoratori superano i pochi benefici
    Stampa|PDF


    Thomas Fazi, il manifesto • 20 apr 14 • Copertina, Europa, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 27 Viste • Nessun commento
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    Col recente arti*colo uscito sul Sole 24 Ore («Ecco per*ché l’accordo com*mer*ciale Ue-Usa ‘regala’ 545 euro a ogni fami*glia euro*pea») pos*siamo con*si*de*rare uffi*cial*mente inau*gu*rata la cam*pa*gna di pro*pa*ganda a favore del Par*te*na*riato tran*sa*tlan*tico per il com*mer*cio e gli inve*sti*menti (Ttip), l’accordo di libero scam*bio e inve*sti*mento che Unione Euro*pea e Stati Uniti stanno nego*ziando in gran segreto. A sen*tire l’autore – che cita uno stu*dio rea*liz*zato dal Cen*tre for Eco*no*mic Policy Research (Cepr) di Lon*dra per la Com*mis*sione Euro*pea – il Ttip rap*pre*sen*te*rebbe una manna dal cielo per le asfit*ti*che eco*no*mie Ue.
    E natu*ral*mente anche per quella ita*liana: più espor*ta*zioni per tutti (Pmi com*prese); più cre*scita (addi*rit*tura 119 miliardi l’anno per l’Ue, pari a 545 euro per fami*glia), non solo per l’Europa e per gli Usa ma per l’economia glo*bale nel suo com*plesso; meno buro*cra*zia e con*trolli; ecc.
    Il mes*sag*gio è chiaro: col Ttip ci lasce*remmo final*mente la crisi alle spalle. Pec*cato che tale otti*mi*smo sia men*tito anche dalla valu*ta*zione d’impatto sull’Italia com*mis*sio*nata dal governo all’istituto di ricerca Pro*me*teia, che giu*dica posi*ti*va*mente l’accordo (e que*sto non sor*prende) ma sot*to*li*nea che i bene*fici eco*no*mici delle libe*ra*liz*za*zioni si mani*fe*ste*reb*bero non prima di 3 anni dall’entrata in vigore, in una misura che va da un gua*da*gno pari a zero in uno sce*na*rio di libe*ra*liz*za*zione limi*tata ad uno 0.5% di Pil in più in uno sce*na*rio – defi*nito «otti*mi*stico» ma impro*ba*bile dagli autori dello stu*dio – di libe*ra*liz*za*zione totale. La con*clu*sione è più o meno in linea con quella dei quat*tro studi “uffi*ciali” che hanno finora det*tato il tono del dibat*tito pub*blico in Europa, sug*ge*rendo che l’accordo appor*te*rebbe nume*rosi bene*fici all’Ue, tanto più se lo sce*na*rio è quello di una «libe*ra*liz*za*zione profonda».
    Gli studi in que*stione, per*lo*più com*mis*sio*nati dalla Com*mis*sione Euro*pea, sono quello sopra*ci*tato del Cepr, quello dell’Ecorys, quello del Cepii e quello di Bertelsmann/ifo. E le con*clu*sioni sono più o meno le stesse di quelle enun*ciate nell’articolo del Sole: più cre*scita, più espor*ta*zioni, più occu*pa*zione, meno «lacci e lac*ciuoli», ecc. E gli even*tuali effetti col*la*te*rali? Zero.
    Dia*me*tral*mente oppo*sta, invece, è l’analisi del più recente stu*dio finora rea*liz*zato sul Ttip, a cura dell’Öfse, uno dei più auto*re*voli cen*tri di ricerca austriaci. Secondo il rap*porto dell’istituto vien*nese, com*mis*sio*nato dal gruppo par*la*men*tare euro*peo del Gue/Ngl, tutti gli studi pro-Ttip pre*sen*tano gravi omis*sioni ed errori meto*do*lo*gici che enfa*tiz*zano i pre*sunti bene*fici dell’accordo, igno*ran*done invece i rischi.
    Par*tiamo dagli effetti sulla cre*scita. Gli aumenti in ter*mini di Pil e di salari reali, secondo i quat*tro paper sopra*ci*tati, vanno dallo 0.3 all’1.3% nel corso di un «periodo di tran*si*zione» di 10–20 anni. Anche pren*dendo come valide que*ste stime, stiamo par*lando di una cre*scita annuale che va dallo 0.03 allo 0.13% l’anno. Bri*ciole. Sul fronte dell’impiego, gli studi «uffi*ciali» pre*ve*dono che la disoc*cu*pa*zione rimarrà sta*bile, o al mas*simo scen*derà di uno 0,42%. Una stima (già poco allet*tante di suo) che l’Öfse defi*ni*sce «del tutto irrea*li*stica», pre*ve*dendo invece un aumento signi*fi*ca*tivo della disoc*cu*pa*zione (anche a lungo ter*mine) durante il periodo di tran*si*zione a causa della rior*ga*niz*za*zione dei mer*cati del lavoro nazionali.
    Per quanto riguarda l’impatto del Ttip sul volume degli scambi com*mer*ciali, l’Öfse rico*no*sce che è pre*ve*di*bile un aumento delle espor*ta*zioni dell’Ue nel suo com*plesso, ma sot*to*li*nea che a bene*fi*ciare di que*sto incre*mento saranno soprat*tutto i grandi gruppi indu*striali, a sca*pito delle Pmi.
    L’Italia è un caso esem*plare: secondo i dati for*niti dall’Organizzazione mon*diale del com*mer*cio le imprese ita*liane che espor*tano sono 210 mila, ma sono le prime dieci che deten*gono il 72% delle espor*ta*zioni nazio*nali – e che dun*que bene*fi*ce*ranno mag*gior*mente del Ttip. Gli autori, inol*tre, pre*ve*dono che l’ingresso di pro*dotti sta*tu*ni*tensi a basso costo sul mer*cato euro*peo ridurrà note*vol*mente il com*mer*cio intra-europeo (addi*rit*tura fino al 30%), a sca*pito soprat*tutto delle eco*no*mie meno export-oriented, che subi*reb*bero un pro*ba*bile dete*rio*ra*mento delle loro bilance commerciali.
    Viene inol*tre cate*go*ri*ca*mente smen*tita la tesi, soste*nuta anche dal Sole, secondo cui la libe*ra*liz*za*zione degli scambi tra Usa ed Ue «non avver*rebbe a sca*pito del resto del mondo». Secondo l’Öfse, il Ttip impat*te*rebbe nega*ti*va*mente le espor*ta*zioni e il Pil dei paesi meno svi*lup*pati, in vio*la*zione degli impe*gni dell’Ue a pro*muo*vere la Coe*renza delle Poli*ti*che per lo Sviluppo.
    Ampio spa*zio è poi dedi*cato ai costi sociali ed eco*no*mici deri*vanti dall’eliminazione delle cosid*dette «bar*riere non tarif*fa*rie» – sarebbe a dire tutte le regole e gli stan*dard che ci siamo dati in mate*ria di nor*ma*tiva ambien*tale, diritti dei lavo*ra*tori, sicu*rezza ali*men*tare, ecc. –, su cui si gioca effet*ti*va*mente la par*tita del Ttip (visto che le bar*riere tarif*fa*rie tra Ue ed Usa sono già ai livelli minimi).
    Tutti gli studi main*stream sul Ttip con*si*de*rano l’eliminazione di que*ste «bar*riere» un fatto welfare-enhancing, di benes*sere per la società. «Ma que*sto è sem*pli*ce*mente falso», dice Wer*ner Raza, uno degli autori del rap*porto Öfse. «Que*ste regole sono state create pre*ci*sa*mente per miglio*rare il benes*sere della col*let*ti*vità, e la loro eli*mi*na*zione avrebbe un costo sociale molto alto».
    Infine, lo stu*dio dell’Öfse prende in con*si*de*ra*zione un aspetto del tutto sot*ta*ciuto dagli altri isti*tuti di ricerca: l’impatto che l’eliminazione degli introiti deri*vanti dalle bar*riere tarif*fa*rie rima*nenti avrebbe sul bud*get euro*peo, pari a una per*dita di 2,6 miliardi di euro l’anno. L’ultima cosa di cui l’Europa ha biso*gno in un momento in cui le finanze pub*bli*che sono già messe a dura prova dalle poli*ti*che di auste*rity. «Pochi i bene*fici eco*no*mici, molti i rischi e i costi poten*ziali» è in sostanza il giu*di*zio che l’Öfse dà del Ttip. Impos*si*bile allora non doman*darsi: per*ché il nostro governo ha abbrac*ciato il pro*getto con tanto entusiasmo?

 

 
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