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Discussione: Chi sa cos'è il TTIP?

  1. #51
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio
    Il fan club di Putin, riunitosi in questa discussione, non gradisce che UE e USA diventino ancora più amiche, così si sono inventati che dietro il TTIP c'è il pericolo dittatura pluto-masso-corporations-ammmeregane.

    Ah ah ah... Quante ne studiano sempre di minchiate... Un fiume in piena...

    Quindi spiegaci dove sono i vantaggi per l'europa e l'italia.

  2. #52
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Quindi spiegaci dove sono i vantaggi per l'europa e l'italia.
    Tieni, io ho iniziato a leggere poco fa: http://ec.europa.eu/trade/policy/in-...p/index_it.htm

    In parte già ho risposto sopra; quando avrò finito tutto ti saprò dire più precisamente.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 01-05-14 alle 00:12 Motivo: Edit: ho messo il link in ITALIANO
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  3. #53
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Quindi spiegaci dove sono i vantaggi per l'europa e l'italia.
    Intanto la RAM costa di meno.

  4. #54
    Forumista assiduo
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Direi che è l'ennesima incul4t4 che il capitalismo ci sta per rifilare:


  5. #55
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio
    Tieni, io ho iniziato a leggere poco fa: Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) - Trade - European Commission

    In parte già ho risposto sopra; quando avrò finito tutto ti saprò dire più precisamente.
    Beh ma la ram costa di meno, se avrai ancora soldi per comprarla

    Con il Ttip, addio made in Italy e sicurezza alimentare | Informare per Resistere
    Con il Ttip, addio made in Italy e sicurezza alimentare


    La nostra salute e il futuro del nostro clima? Fastidiose variabili, da cui il libero scambio Usa-Europa dovrebbe essere liberato, con l’adozione del riservatissimo Trattato Transatlantico, intavolato da 600 emissari delle principali multinazionali, a cui Washington e Bruxelles si preparano a spianare la strada. Proprio per «combattere le critiche contro la segretezza di un negoziato tanto importante per la credibilità politica dell’élite che l’ha lanciata», osserva Monica Di Sisto, l’Unione Europea ha appena varato una sorta di “confronto” pubblico, fatto di «piccole presentazioni e piccole domande, studiate per ottenere piccole risposte». Meno ipocrita, sul “misterioso” Ttip, l’atteggiamento degli Usa, che «con il solito approccio ruvido e diretto» affidano a un comunicato la “lista della spesa” dei nostri pezzi di mercato in cui vogliono entrare coi loro servizi e prodotti, inclusi quelli oggi vietati in Europa perché pericolosi.
    Scorrerla è istruttivo, scrive Di Sisto in un post ripreso da “Senza Soste”, soprattutto perché chiarisce i contorni concreti della questione, visto che si apre con la volontà dichiarata di «eliminare tutti i dazi e le tariffe sui prodotti agricoli, industriali e di consumo, una sostanziale parte dei quali da eliminare con l’entrata in vigore dell’accordo».A fronte degli oltre 730 milioni di dollari di prodotti che gli Stati Uniti esportano in Europa, e della ripresa della produzione manifatturiera negli Usa, l’obiettivo è quello di vendere sempre più pezzi e componenti a quell’Europa che non li produce più, e per farlo c’è un’unica condizione: abbattere anche gli standard di sicurezza, qualità e salute che al momento li mettono fuorilegge da noi. Quelle su Ogm, residui chimici, pesticidi e ormoni sono considerate dagli Usa «restrizioni non basate sulla scienza, ingiustificate barriere tecniche al commercio, che limitano le opportunità degli esportatori Usa di competere». Washington si appella alle disposizioni del Wto per imporre «una maggiore compatibilità tra livelli di regole e standard tra Usa e Ue».
    La qualità dei prodotti agricoli e del cibo in America – dove sono tuttora sul mercato sostanze e prodotti da noi vietati da anni perché provatamente tossici e cancerogeni – dovrebbero essere perfettamente legali anche da noi, secondo il comunicato del ministero del commercio Usa, perché «si basano su evidenze scientifiche e non su ostacoli al commercio infondati». Questo non renderebbe solo più competitive le imprese americane, assicurano, ma stabilirebbe un meccanismo permanente innovativo per risolvere questi problemi. «L’idea, dunque – riassume Monica Di Sisto – è di introdurre un nuovo organismo congiunto di cooperazione sugli standard, che si porrebbe ad un livello superiore rispetto alle legislazioni nazionali e che, stando al numero di righe ad esso dedicate dal comunicato, è uno degli obiettivi più importanti da portare a casa per i negoziatori americani». Obiettivo: “semplificare” le regole, anche per evitare che alcuni prodotti restino particolarmente protetti, «con buona pace del Made in Italy come del Borgogna».
    Questo, aggiunge Di Sisto, «è un altro obiettivo degli esportatori a stelle e strisce: impedire ai nostri produttori di opporsi alle loro copie a basso costo dei nostri prodotti tipici, e di abbattere le denominazioni d’origine e di qualità che sono tanto care ai consumatori attenti, ma tanto penalizzano i produttori intensivi delle due sponde dell’Oceano». Gli Stati Uniti, che non hanno mai sottoscritto il Protocollo di Kyoto per l’abbattimento delle emissioni climanteranti, né «una montagna di altre convenzioni internazionali per la protezione dell’ambiente», oggi si dichiarano «leader nella ricerca di misure di protezione ambientale d’alto livello e di un’efficace implementazione delle leggi a difesa dell’ambiente all’interno delle regole commerciali». Per questo, dicono, intendono «abbattere tutte le barriere commerciali in atto rispetto ai prodotti, alle tecnologie e ai servizi ambientali come l’energia pulita», tra cui essi inseriscono anche il “nucleare pulito” e il gas derivato dal fracking. Questo è il futuro che ci stanno preparando gli strateghi di Wall Street e i loro colleghi della Commissione Europea.

  6. #56
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    TI obbligheranno per legge a comprare frutta made in USA

    PS vendi il pc
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  7. #57
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio
    Va bè, a parte le solite becere cazzate dei complottisti delle scie chimiche che hanno postato sopra, questi TTIP sembrano una bella cosa.

    Formare un'area economica particolarmente stretta tra USA-UE avrebbe ottime conseguenze economiche, in particolare per l'occupazione.

    Finora le informazioni provengono solo dai complottisti di ogni risma, per giudicare bene aspetto informazioni serie, veritiere.

    Comunque, se questi TTIP sono odiati da comunisti, complottisti e nazionalisti, c'è il sospetto che sia una cosa veramente buona.

    P.s.: mi sto preoccupando per Fuori_schema, qualcuno gli spari un tranquillante nel sedere, altrimenti lo perdiamo definitivamente.
    Guarda che qui il complottismo c'entra un emerita sega.

    E non c'entra altrettanto un emerita sega la costruzione di aree di scambio comuni, che peraltro ci sono già.

    Ti diro' per paradosso che in linea di principio non ho perfino nulla in contrario ad una moneta unica tra la UE o gli USA, tenendo sempre presente che le pressioni valutarie vengono "indotte" e quindi non è di alcun reale interesse per gli USA fare una cosa del genere.

    Qui si parla di TUTT'ALTRO.
    Ovvero eliminare qualsiasi possibile inferenza e potere dello stato nei confronti di corporations straniere, manco di "investitori", perchè dovresti leggerti bene la "definizione" di investitori per capire che trattasi soltanto di grossi gruppi.

    La questione è presto detta, noi abbiamo il 70% del PIL generato da piccole e medie aziende.

    Sai cos'è che succede?
    Che le corporations mirano a disintegrare queste strutture prendendosi le quote di mercato (se non le aziende stesse) utilizzando un "dumping normativo" e mettendo lo Stato nelle condizioni di non poter "nuocere".

    Ti diro' perfino di piu', ovvero che quello che succederebbe è trovarsi con tutti i semilavorati e prodotti finiti direttamente concorrenti delle nostre PMI provenienti direttamente dalla Cina e "rimarchiati" Made in USA a prezzi ridicoli, cosi' da devastare completamente tutto il tessuto economico italiano.

    Oltre che mettere sotto schiaffo qualunque politico si azzardi a cercare di salvare la situazione.

    Se non ci arrivi da solo, non è colpa mia, qui i commerci c'entrano sega, qui si crea una struttura "repressiva" con tribunali esterni alle leggi dello Stato, nominati non si sa da chi, e soggetti soltanto alle pressioni delle lobbyes.

    Abbiamo già visto gli effetti letteralmente devastanti di accordi di questo tipo già del decennio passato, vogliamo pure continuare?
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  8. #58
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Che poi io mi domando e dico:

    Questo "sarebbe" un accordo per l'ipotetica "protezione" degli investimenti, tra Stati Uniti e UE.

    Qualcuno mi sa dire un solo caso in cui ad una corporation statunitense e/o investitore è stato "vietato" ingiustamente un investimento in Italia?

    UNO SOLO.

    Ve lo dico io, NON ESISTE NESSUN CASO al riguardo.

    Mi chi si vuole prendere per il culo?
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  9. #59
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Che poi io mi domando e dico:

    Questo "sarebbe" un accordo per l'ipotetica "protezione" degli investimenti, tra Stati Uniti e UE.

    Qualcuno mi sa dire un solo caso in cui ad una corporation statunitense e/o investitore è stato "vietato" ingiustamente un investimento in Italia?

    UNO SOLO.

    Ve lo dico io, NON ESISTE NESSUN CASO al riguardo.

    Mi chi si vuole prendere per il culo?
    Al limite le aziende straniere non investono in italia, per la corruzione, la classe politica, il sistema scolastico che fa pena, le tasse, ma di certo non le caccia nessuno, poi i dazi sono già bassi e al limite si possono abbassare di più.
    Come già detto è un tentativo disperato degli usa di salvarsi economicamente-politicamente, per noi sarebbe tornare al medioevo.
    Comunque da quelle serpi di bruxelles ti potevi aspettare solo questo.

  10. #60
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    Predefinito Re: Chi sa cos'è il TTIP?

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Guarda che qui il complottismo c'entra un emerita sega.

    E non c'entra altrettanto un emerita sega la costruzione di aree di scambio comuni, che peraltro ci sono già.

    Ti diro' per paradosso che in linea di principio non ho perfino nulla in contrario ad una moneta unica tra la UE o gli USA, tenendo sempre presente che le pressioni valutarie vengono "indotte" e quindi non è di alcun reale interesse per gli USA fare una cosa del genere.

    Qui si parla di TUTT'ALTRO.
    Ovvero eliminare qualsiasi possibile inferenza e potere dello stato nei confronti di corporations straniere, manco di "investitori", perchè dovresti leggerti bene la "definizione" di investitori per capire che trattasi soltanto di grossi gruppi.

    La questione è presto detta, noi abbiamo il 70% del PIL generato da piccole e medie aziende.

    Sai cos'è che succede?
    Che le corporations mirano a disintegrare queste strutture prendendosi le quote di mercato (se non le aziende stesse) utilizzando un "dumping normativo" e mettendo lo Stato nelle condizioni di non poter "nuocere".

    Ti diro' perfino di piu', ovvero che quello che succederebbe è trovarsi con tutti i semilavorati e prodotti finiti direttamente concorrenti delle nostre PMI provenienti direttamente dalla Cina e "rimarchiati" Made in USA a prezzi ridicoli, cosi' da devastare completamente tutto il tessuto economico italiano.

    Oltre che mettere sotto schiaffo qualunque politico si azzardi a cercare di salvare la situazione.

    Se non ci arrivi da solo, non è colpa mia, qui i commerci c'entrano sega, qui si crea una struttura "repressiva" con tribunali esterni alle leggi dello Stato, nominati non si sa da chi, e soggetti soltanto alle pressioni delle lobbyes.

    Abbiamo già visto gli effetti letteralmente devastanti di accordi di questo tipo già del decennio passato, vogliamo pure continuare?
    Sarebbe anche ora di cambiare sistema produttivo in Italia. Non si vive di soli semilavorati conto terzi.
    Poi se vuoi, la differenza tra il prezzo medio e quello italiano, puoi sempre mettercela tu con le tue tasche
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

 

 
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