

Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf


"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


ma mica hai spiegato che vuoi fare:allora, un azienda è in crisi (per il mercato, perché non produttiva, perché produce cose che nessuno vuole più, perché il management è scarso...non importa) e non ha lavoro..che si fa dei lavoratori? che ricetta hai?
Non farmi cadere le braccia dicendomi che se avessimo avuto la lira e del sano protezionismo avremmo piena occupazione e il problema non si pone
o peggio mi sento, con le solite teorie fasciste in cui si sistemano gli amici e gli altri ciccia
e sugli 80 EUro di renzi..beh, è un buon inizio di un percorso molto lungo e faticoso per risollevare L'Italia
mica pensavi che 30 anni di follie fasciocomuniste si possono risolvere in un anno?
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


No, non c'è bisogno di pensare al bene dell'umanità, basterebbe far lavorare il cervello e capire come funzionano e chi privilegiano queste tipologie di accordi.
A te invece basta che qualche peloso lobbysta ti racconti di fiumi di miele e case di marzapane che aderisci entusiasticamente.
Eppure c'è tanta di quella letteratura e studi su accordi di questo tipo da far accapponare la pelle.
Ovviamente pero' tu leggi le cagate delle lobbyes. Pensare e fare politica è cosa ben diversa che stare supini a chi ti paga meglio, bisognerebbe qualche volta ricordarselo, e poi qualcuno ha pure la porca faccia di richiamare Berlinguer.
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"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


è comprensibile che tu trovi questi valori
delle scemenze, occupato come sei a
giustificare ogni prevaricazione della
infima minoranza, che intende plasmare
il mondo, a suo unico e insindacabile
vantaggio.
il tutto potrebbe essere comprensibile,
se ci si trovasse di fronte ai beneficiari
del perverso paradigma, ma mi pare che,
trattandosi di un gruppo in cui l'ideologia
la fa da padrona, mi viene da concludere
che forse potreste essere dei comunisti della
prima ora, che per un incomprensibile
meccanismo, idolatrate quello che in passato
avete combattuto.
certo è che dovete darvi una regolata
nella straripante apologia del nuovo paradiso
in terra, perché se proseguite su questa strada,
correte il rischio di tirare la volata al
vituperato fasciocomunismo.


e questo non è delirio complottista?
Questo è un protezionismo tout court che non serve a nessuno; va fatto un accordo che incrementi PIL e occupazione in Europa, se poi questo comporta che settori inefficienti e retrogradi in Europa ci rimettono, ma il saldo è positivo, ben venga.
Stai solo speculando sui contenuti; se poi hai ragione, è una vergogna. Ma scommetto che non sarà come dici tu
Ma che ne sai dei contenuti? È solo speculazione…
Io rigetto con forza l’idea che chi sta negoziando lo faccia perché voglia impoverire l’Europa, e distruggere il tessuto economico europeo, questa è una stronzata.
Se poi mi dici che aree di inefficienze e privilegi, pagati da me con le tasse, andranno sotto pressione..beh, non posso che esser contento
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


No, per questo voglio che le aziende che non producono falliscano.
Perchè non è in grado di produrre qualcosa ad un prezzo a cui è richiesta. E la ragione è interna all'azienda stessa deve cambiare o fallire, se è strutturale le leggi devono essere cambiate. Se la concorrenza con gli americani farà fallire tutte o buona parte della aziende italiane, forse ci sarà la volontà politica di rendere il sistema efficiente.E prima di dire che "è meglio salvare e mantenere le aziende con i sussidi" dovresti farti una domanda, ovvero come e perchè quella azienda è in crisi.
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Come sal solito guardi il numeretto ma non sai che cosa vuol dire o che cosa comporta. Regolare.
NAFTA, vent'anni dopo - L'Indro
Dottor Esquivel, quali sono stati, a suo parere, i maggiori vantaggi e svantaggi del TLCAN per il Messico in questi vent’anni?
Il maggior vantaggio per il Messico ha riguardato i flussi commerciali esteri. Prima del TLCAN, il Messico aveva un leggero deficit commerciale con gli Stati Uniti e, in cambio, ora abbiamo un superavit di più di 100 miliardi di dollari con quel Paese. In generale, il volume del commercio internazionale è aumentato in maniera molto significativa e ciò è stato positivo per i consumatori messicani, che ora possono ottenere una gamma di prodotti molto più ampia di quel che potevano consumare prima del TLCAN. Lo svantaggio per il Messico è che non è stato possibile trarre tutti i benefici offerti dal TLCAN per ragioni differenti, per la maggior parte di natura interna. In quest’ottica, il TLCAN è stato molto deludente in termini di capacità di generare occupazione, crescita economica ed aumenti salariali. Quasi nulla di tutto ciò si è realizzato e le differenze di sviluppo con gli Stati Uniti si sono perpetuate.
Che ruolo può avere la riforma energetica messicana nei futuri sviluppi dell’accordo?
Il tema energetico era stato uno di quelli rimasti stabili al margine del TLCAN, fondamentalmente perché così avevano voluto i negoziatori messicani. La recente riforma rappresenta un’apertura unilaterale da parte del Messico verso tutto il resto del mondo e, per ovvie ragioni, verso i Paesi che formano il TLCAN. Quest’apertura, tuttavia, è stata unilaterale e, in quest’ottica, sarà difficile che il Messico possa negoziare qualcosa in cambi di un’eventuale futura negoziazione a tre con Canada e Stati Uniti, dato che quest’apertura è stata decisa in maniera indipendente rispetto al trattato di libero scambio.
Che possibilità ci sono per un miglioramento delle condizioni lavorative degli operai messicani, in particolare per quelli impiegati nelle maquiladoras? Un eventuale miglioramento in quest’ambito potrebbe renderlo meno attrattivo per i suoi soci?
Le possibilità sono state molto poche, benché non necessariamente a causa dell’accordo commerciale. Si tratta più che altro del risultato di una serie di decisioni di politica interna che non hanno favorito né la crescita dell’economia, né la crescita delle opportunità lavorative. La parte commerciale ha aiutato un po’ a creare alcuni posti di lavoro nell’industria, ma è stato chiaramente insufficiente per il Paese, data la dinamica demografica attualmente vissuta dal Messico. Quanto detto vale certamente per tutti i lavoratori e, in particolar modo, per quelli delle maquiladoras, i cui salari sono praticamente gli stessi, in termini reali, di quelli di vent’anni fa. Ovviamente, un aumento dei costi salariali potrebbe avere ripercussioni per la competitività del Paese, ma ciò non può essere considerato come un pericolo, bensì, al contrario, dovrebbe essere qualcosa di desiderabile e un obiettivo di politica economica. Competere con salari bassi è un’idea sbagliata, soprattutto perché in questa dimensione c’è un’enorme quantità di manodopera a buon mercato a livello mondiale. La competitività, in ogni caso, deve provenire da altre fonti, tra cui il costo degli investimenti intermedi, l’infrastruttura, la qualità della manodopera e la produttività.
Il Messico è stato scelto dagli investitori asiatici perché rappresenta una porta per gli Stati Uniti attraverso il TLCAN. Questo ruolo può essere davvero un beneficio?
Sì, sicuramente ciò è stato un beneficio per il Paese, perché gli ha permesso di attrarre inversioni che, in altro modo, sarebbe stato molto difficile attrarre. A sua volta, ciò ha generato opportunità di impiego e di crescita economica in alcune aree e industrie specifiche. Tuttavia, come detto innanzi, tale investimento estero è stato insufficiente per promuovere la crescita accelerata dell’economia messicana.
Ci sono possibili rischi che le opportunità fornite dal TLCAN e le strategie del narcotraffico possano coincidere?
Certo, anche se è inevitabile. Il flusso commerciale tra Messico e Stati Uniti è cresciuto in maniera sostanziale, ragion per cui le possibilità che i flussi commerciali si utilizzino per trasportare mercanzia illecita tra Messico e Stati Uniti sono sempre maggiori. Ciò, tuttavia, è il rischio o il costo che bisogna pagare per un maggior flusso commerciale che, in principio, beneficia le comunità di entrambi i Paesi.
Che opposizione può trovare il TLCAN in Messico oggigiorno, dopo che il suo maggior avversario, l’EZLN, sembra ‘appartenere al passato’ secondo molti messicani?
Credo che da molto tempo non vi sia alcuna opposizione reale al TLCAN in quanto tale e tutti hanno capito che si tratta di una politica volta a permanere e che comporterebbe molti costi modificare. Oggigiorno, tuttavia, ci sono certamente voci critiche per l’assenza di risultati del TLCAN, ragion per cui sono state proposte diverse modifiche o estensioni al TLCAN originale. Queste modifiche non si oppongono al TLCAN in quanto tale, bensì suggeriscono un nuovo accordo, più ampio e che coadiuvi davvero nella riduzione della differenza di sviluppo tra Messico da un lato e Canada e Stati Uniti dall’altro. Ciò implica riforme possibili in ermini di accordi migratori, di infrastruttura, di accordi in nuove aree (servizi medici, per esempio) o, incluso, fondi strutturali per l’educazione e le infrastrutture in zone marginali dei 3 Paesi, ma soprattutto del Messico.
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Ultima modifica di Fuori_schema; 02-05-14 alle 11:58
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Ma se un italiano preferisce le arance della United Fruits, perchè non deve poterle comprare (o deve pagarci il pizzo) per favorire i produttori italiani? Perchè non sono invece i produttori a fare un sacrificio e guadagnare di meno (come imprenditori e lavoratori)? Gli interessi di certi italiani sono più importanti di quelli di altri?
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.