



Non ho mai detto negro, forse solo da bambino quando mi era ignota la coloratura negativa del termine. Idem per handicappato o mongoloide. Non usare questi termini perché ci si rende conto del loro senso offensivo è questione di sensibilità. Se ti poni il problema degli altri, se ti metti nei panni degli altri lo scrupolo di non offendere o ferire ti viene, se no no. Dunque non è questione di "perbenismo". In altri casi l'uso del politically correct può risultare un po' ridicolo, ma l'intenzione di non urtare il prossimo è buona.
SADNESS IS REBELLION




se il singolo si sente a disagio e me lo fa notare in maniera educata non ho problemi a rispettare i suoi sentimenti. Ciò non toglie che non mi posso mettere sempre a valutare quanto quello che dico possa mettere a disagio gli altri, sennò non si finisce mai (il ventaglio è ampio e la gente è furba) e si scade nel ridicolo. Poi si è tra adulti e in genere si da il giusto peso a ciò che il prossimo ti dice e come lo dice.
Altro discorso è se alcuni soloni ci raccontano che il tizio si sente a disagio perché vogliono portare a termine un'operazione culturale e politica per fini tutt'altro che disinteressati.








Ultima modifica di LiberoCittadino; 21-06-14 alle 11:13
"True terror is to wake up one morning and discover that your high school class is running the country"


chi era quello, marito di una parlamentare piuttosto nota, che prendeva gli appuntamenti con le ragazzine di 13 anni?
mi pare che fosse anche uno alto in grado delle forze dell'ordine.
ma uno per bene eh, ci mancherebbe altro. un uomo tutto d'un pezzo, un gran pezzo.
Ultima modifica di v!olet; 21-06-14 alle 11:26
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