Pagina 21 di 27 PrimaPrima ... 11202122 ... UltimaUltima
Risultati da 201 a 210 di 263

Discussione: Avanti!

  1. #201
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jul 2012
    Messaggi
    16,476
     Likes dati
    3,162
     Like avuti
    3,486
    Mentioned
    102 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    alla fine dei conti vi è anche da chiedersi: perchè un partito come il psi che sta nel pse come il pd, che si candida a livello locale e nazionale con il pd, non si fonde semplicemente nel pd.

  2. #202
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Un congresso per il futuro



    So bene che quel che ci unisce è un ricordo, una storia, un dramma. Una ingiustizia alla quale non vogliamo rassegnarci, un oblio che vogliamo combattere. Anche in pochi, anche soli. Tuttavia se quel che ci unisce è solo il passato non possiamo far vivere un partito. Bastano le fondazioni, l’Avanti, Mondoperaio. Per esistere come partito abbiamo bisogno, non solo e non tanto di un passato comune, ma di un futuro comune. Questo penso debba essere il tema dell’imminente congresso. Penso a un futuro del socialismo liberale ed ecologista. Di un intreccio, dunque, di componenti ideali unite in un programma comune. In una lista elettorale comune. Forse anche in un nuovo soggetto politico comune.


    Dopo il 2013 si sono sviluppate tra noi due possibili prospettive, entrambe difficili da realizzare, ma che hanno costituito terreno per un confronto, anche per uno scontro, per alcuni sono state pretesto anche per un addio. Al congresso di Venezia di fine 2013 è prevalsa la prospettiva dell’unità socialista. Il Pd, allora retto dall’ex socialista Epifani, era fuori dal socialismo europeo, Sel sembrava propensa ad aderire al Pes. In una fase il Psi aveva anche aderito al progetto vendoliano, presentando liste comuni alle elezioni europee, con mie personali, fondate riserve. Poi, d’incanto, le posizioni si sono ribaltate. Il Pd, con Renzi alla sua guida, ha aderito al socialismo europeo, Sel ha sposato il progetto di una nuova sinistra di stampo greco.


    La questione a quel punto diventava di semplice soluzione. Se il Pd diventava a pieno titolo un partito socialista europeo, e se la nostra prospettiva restava quella dell’unità socialista, la logica doveva consigliare un ancor più stretto legame con questo partito o addirittura una nostra confluenza nel Pd. Legittimando questa posizione anche le scelte dei nostri due ex parlamentari, Di Gioia e Di Lello, dovevano apparire giustificate se non sul piano morale (approfittare del privilegio di una designazione per poi rinnegare la fonte originaria è sempre esecrabile), almeno su quello politico. A Salerno infatti noi aggiustammo il tiro. La strategia diventava quella liberalsocialista, i nostri ammiccamenti andavano, forse un po’ superficialmente, verso frontiere vicine, dai radicali, al mondo cattolico. Senza escludere gli ex socialisti.


    Penso che al prossimo congresso dovremo parlare un linguaggio più chiaro. E offrire, dopo gli appuntamenti che diversi nostri interlocutori hanno già messo in cantiere, a cominciare da quello di febbraio della Marianna e da quello di Bertinoro che coinvolgerà anche i verdi, una tribuna politica per la costruzione del polo liberalsocialista ed ecologista. Il programma uscito dalla nostra conferenza dell’ottobre scorso, coi sei punti e relative proposte, sulle qual il partito e i nostri parlamentari avrebbero potuto e dovuto investire di più con specifiche iniziative e proposte di legge, è a disposizione e può essere ulteriormente approfondito e rivisto.


    Sempre più oggi sono venuti in superficie i temi che attengono la povertà, la vecchia povertà, non le nuove delle quali ci occupammo nelle nostre due Rimini. Il lavoro che sfugge, con punte di disoccupazione soprattutto giovanile che non hanno precedenti negli ultimi cinquant’anni, la mancata crescita, i vincoli internazionali, portano oggi a ritenere essenziale un movimento socialista che si spenda sul tema dell’equità. L’attacco del terrorismo alla civiltà liberale, agli stessi principi della rivoluzione francese, impongono la ripresa di forti battaglie di difesa e di conquista di diritti civili ed è a questo fine essenziale un movimento radicale che si ispiri alla figura del grande Marco Pannella, senza dimenticare la nostra sicurezza e i termini della nostra difesa. I disastri ambientali, il frequente verificarsi di terremoti, di allagamenti, le necessarie limitazioni di emissioni dannose in atmosfera, e che ci interrogano sul futuro del pianeta, rendono ineludibile l’esistenza e lo sviluppo di un forte movimento ecologista e verde. La sintesi di questo rappresenta la scommessa del futuro del nostro Paese, dell’Europa, nostro. Il mio invito è di alzare il tiro. Di lasciar perdere un crogiolarsi asfittico su noi stessi e di mescolarci ridefinendo così non solo le nostre frontiere, ma anche la nostra identità. Il tema del congresso non deve essere l’unità socialista, ma l’unità dei diversi, che si incontrano sui temi decisivi del nostro tempo.

    M. Del Bue


    Un congresso per il futuro | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  3. #203
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Aggiungo....


    Riccardo Galetti
    Lo spirito del 2006, per una sinistra riformista e di governo
    Pubblicato il 21-12-2016






    Condividi6
    L’entusiasmo e la passione dell’esperienza della Rosa nel Pugno sono sempre ricordati con nostalgia dai socialisti, giovani e non. Eravamo, dopo tanti anni, al centro del dibattito politico, avevamo un voto d’opinione importante (nostra drammatica lacuna negli ultimi vent’anni), avevamo finalmente una prospettiva di medio periodo che ci avrebbe permesso di diventare quel piccolo ma determinante polo laico che rincorriamo da tutta una vita. Al netto di come e perché quell’esperienza sia declinata e fallita in pochi mesi, è stato l’unico momento della nostra storia recente nel quale all’entusiasmo e allo slancio dei compagni si sia accompagnato un risultato elettorale considerevole, seppur inferiore alle grandi attese (alzi la mano chi di noi non sogna ad occhi aperti un milione di voti e 18 deputati).
    Di quello spirito, di quell’entusiasmo, avremo bisogno per affrontare le sfide del futuro ed arrivare pronti al prossimo, imminente, appuntamento elettorale. L’ex Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha teorizzato nelle ultime settimane un progetto interessante. Le condizioni per aggregare una forza di sinistra riformista, concreta, responsabile e che collabori con il Partito Democratico esistono, non approfittarne potrebbe rappresentare la definitiva condanna per la nostra comunità ultracentenaria. Lo stesso Direttore Del Bue, in un articolo dello scorso settembre, aveva individuato in Pisapia la personalità giusta per riunire in un area “liberal-socialista” noi, i radicali, i laici, alcune esperienze civiche e quei pezzi di ecologismo e di sinistra che si sono finalmente convinti della pragmatica necessità di collaborare con gli amici del PD per riformare il Paese, non in un domani immaginifico ma nel presente e nel quotidiano. Pisapia ha la visibilità e l’autorevolezza per fare da collettore e da leader di questa Rosa nel Pugno rivista, aggiornata ed allargata, ma dovrebbe sempre tenere a mente che le elezioni non si vincono solo nelle grandi città, a Milano e a Roma, dove è forte il voto d’opinione. Se l’ambizione è quella di costruire una forza che non sia una lista civetta per sottrare voti alla babilonia PRC-SI-Possibile, ma un progetto stabile, diffuso e autenticamente riformista, la nostra presenza strutturata non sarebbe solo auspicabile ma quasi necessaria. La strada è impervia e gli ostacoli sono molti, ma se così non fosse non sarebbe entusiasmante fare Politica.
    I giovani socialisti, oggi come nel 2006, ci sono e sono pronti.

    Riccardo Galetti
    Responsabile Esteri – Segreteria Nazionale Federazione dei Giovani Socialisti

    Riccardo Galetti Lo spirito del 2006, per una sinistra riformista e di governo | Avanti!
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #204
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jul 2012
    Messaggi
    16,476
     Likes dati
    3,162
     Like avuti
    3,486
    Mentioned
    102 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    il PS è impegnato nell'ennesimo tentativo di salvarsi.
    Ha sempre negli ultimi anni dovuto parassitare qualcuno: verdi, radicali, pd.
    ora stanno provando a candidare un uomo conosciuto come pisapia (nencini non ha la stessa presa) e nel contempo, con l'operazione della marianna, provano a svuotare i radicali.
    operazioni legittime per il piccolo cabotaggio politico ma non che non hanno respiro. inutile citare la rosa nel pugno, la quale finì soprattutto per due ragioni: il tentativo socialista di giocare su più tavoli (bertinoro e la riunificazione con i "socialisti" di destra" ) e soprattutto il rifiuto di marco pannella di far usare il simbolo del rnp alle provinciali ovvero alla mangiatoia degli assessori.
    i giovai socialisti mi sono simpatici e la citazione della rnp è senza dubbio di grande fascinazione su un riformista socialista ma guardando lucidamente al progetto, nell'ottica più generale del Paese e della sinistra, esso appare come un progetto dannoso.
    Non credo che i socialisti scioglieranno davvero la loro identità nella RnP e saranno pronti a riprendere il cammino e l'ibridazione con qualcun altro appena converrà loro. Non credo che i radicali faranno parte della partita con Pisapia e i socialisti. Se dovessi sbagliarmi allora potrebbe essere interessante ma rimane anche in quel caso una vittoria di Pirro perchè rischierebbe di far fallire il progetto a sinistra del PD e Dio solo sa di quanto ci sia bisogno in questo Paese di una sinistra brutta sporca e cattiva legata al mondo del lavoro (e della disoccupazione) che sappia urlare contro Marchionne e i vari padroncini. Cosa che una sinistra riformista non può fare. Una sinistra così servirebbe quantomeno da minaccia per far abbassare le creste dei tanti sfruttatori di questo Paese, anche se non governa.
    Il dubbio poi è: se il PS e la marianna e Pisapia sono tanto interessati ad una sinistra laica riformista e socialdemocratica perchè non confluiscono nel PD e cercano di scalarlo. Renzi ha dimostrato che è scalabile. Il PS si vanta di avere 20 mila tessere, il PD se non erro ne ha 300 mila. un rapporto 1 a 15 senza colpo ferire. a cui si aggiungerebbe Pisapia e tanti altri (un pittella? ) che hanno tendenze socialista nel partito.
    il fatto che non tentino la scalata ma si guardino altrove mi fa malignare che essi non siano interessati ad un'operazione Politica per il rinnovo della sinistra quanto ad un'operazione di sopravvivenza. E non si vota un partito per la storia ma per i risultati che può portare.

  5. #205
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    il PS è impegnato nell'ennesimo tentativo di salvarsi.
    Ha sempre negli ultimi anni dovuto parassitare qualcuno: verdi, radicali, pd.
    ora stanno provando a candidare un uomo conosciuto come pisapia (nencini non ha la stessa presa) e nel contempo, con l'operazione della marianna, provano a svuotare i radicali.
    operazioni legittime per il piccolo cabotaggio politico ma non che non hanno respiro. inutile citare la rosa nel pugno, la quale finì soprattutto per due ragioni: il tentativo socialista di giocare su più tavoli (bertinoro e la riunificazione con i "socialisti" di destra" ) e soprattutto il rifiuto di marco pannella di far usare il simbolo del rnp alle provinciali ovvero alla mangiatoia degli assessori.
    i giovai socialisti mi sono simpatici e la citazione della rnp è senza dubbio di grande fascinazione su un riformista socialista ma guardando lucidamente al progetto, nell'ottica più generale del Paese e della sinistra, esso appare come un progetto dannoso.
    Non credo che i socialisti scioglieranno davvero la loro identità nella RnP e saranno pronti a riprendere il cammino e l'ibridazione con qualcun altro appena converrà loro. Non credo che i radicali faranno parte della partita con Pisapia e i socialisti. Se dovessi sbagliarmi allora potrebbe essere interessante ma rimane anche in quel caso una vittoria di Pirro perchè rischierebbe di far fallire il progetto a sinistra del PD e Dio solo sa di quanto ci sia bisogno in questo Paese di una sinistra brutta sporca e cattiva legata al mondo del lavoro (e della disoccupazione) che sappia urlare contro Marchionne e i vari padroncini. Cosa che una sinistra riformista non può fare. Una sinistra così servirebbe quantomeno da minaccia per far abbassare le creste dei tanti sfruttatori di questo Paese, anche se non governa.
    Il dubbio poi è: se il PS e la marianna e Pisapia sono tanto interessati ad una sinistra laica riformista e socialdemocratica perchè non confluiscono nel PD e cercano di scalarlo. Renzi ha dimostrato che è scalabile. Il PS si vanta di avere 20 mila tessere, il PD se non erro ne ha 300 mila. un rapporto 1 a 15 senza colpo ferire. a cui si aggiungerebbe Pisapia e tanti altri (un pittella? ) che hanno tendenze socialista nel partito.
    il fatto che non tentino la scalata ma si guardino altrove mi fa malignare che essi non siano interessati ad un'operazione Politica per il rinnovo della sinistra quanto ad un'operazione di sopravvivenza. E non si vota un partito per la storia ma per i risultati che può portare.
    2 cose:

    1) La Marianna non è un progetto concordato, Giovanni Negri da buon radicale si è lanciato senza particolari reti alle spalle...e per la verità la Marianna, che ho osservato con molto interesse, non è neanche particolarmente di sinistra

    2) Pensare che Sinistra Italiana possa essere "brutta, sporca e cattiva" in stile operaio col grasso sulle mani e bestemmia in bocca è pura illusione basta andare su Cronaca per vedere qual è l'opinione media su quell'area...perché sebbene Cronaca sia alll'80% di destra ultraradicale, molte opinione espresse sono purtroppo voxpopuli. SI sarà visto come un soggetto vendoliano, un po' radical chic, borghese, urbano, no borders, cosmopolita, vegano, etnico-alternativo....ci saranno anche delle componenti brutte, sporche e cattive ma non è certo quella l'opinione prevalente, e non saranno certo Vendola, Fassina, D'Attorre, Cofferati a far cambiare la percezione...questo lo dico in modo neutro, sia chiaro.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  6. #206
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jul 2012
    Messaggi
    16,476
     Likes dati
    3,162
     Like avuti
    3,486
    Mentioned
    102 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    2 cose:

    1) La Marianna non è un progetto concordato, Giovanni Negri da buon radicale si è lanciato senza particolari reti alle spalle...e per la verità la Marianna, che ho osservato con molto interesse, non è neanche particolarmente di sinistra

    2) Pensare che Sinistra Italiana possa essere "brutta, sporca e cattiva" in stile operaio col grasso sulle mani e bestemmia in bocca è pura illusione basta andare su Cronaca per vedere qual è l'opinione media su quell'area...perché sebbene Cronaca sia alll'80% di destra ultraradicale, molte opinione espresse sono purtroppo voxpopuli. SI sarà visto come un soggetto vendoliano, un po' radical chic, borghese, no borders, cosmopolita, vegano, LGBT, etnico-alternativo....ci saranno anche delle componenti brutte, sporche e cattive ma non è certo quella l'opinione prevalente, e non saranno certo Vendola, Fassina, D'Attorre, Cofferati a far cambiare la percezione...
    1) neanche i socialisti nenciniani lo sono particolarmente... di sinistra
    2) questo purtroppo è vero. ed è proprio questa la battaglia che si sta svolgendo ora all'interno di SI, quella tra un'area molto boldrinian-vendoliana e quella un po' più "operaia" piccista. Ovviamente nulla di male che vi sia qualche fighetta svampita vegetariana e amante delle caprette ma non ci si può far dettare la linea da femministe radicalchic e burocrazia sindacal-universitaria. Se vai su commo:https://www.commo.org/home/ vedrai un bel dibattito in merito. So che è una battaglia quasi persa ma vale la pena farla.

  7. #207
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Ricordo Bettino



    Lo ricordo quando era ancora vice segretario del Psi a nome della componente autonomista, che al congresso di Genova del 1972 aveva conquistato meno del quindici per cento, anche se Pietro Nenni di lì a poco accetterà di tornare alla presidenza, a tre anni dal suo ritiro dalla politica attiva, dovuto alla scissione del luglio 1969. Non avevo accettato di militare, allora, in qualche corrente che quella scissione aveva favorito e mi ritrovai così tra i pochi giovani autonomisti, con Ugo Finetti, Claudio Martelli, Gianluigi Da Rold, Nino Nastasi, che nella federazione giovanile costituivano un gruppo assai ristretto. Craxi sembrava un gigante rassicurante. Portava idee chiare, era coerente e quando parlava ti dava il senso dell’istinto di ribellione a qualsiasi sottomissione politica.


    Ero al Raphael, nel luglio del 1976, quando iniziò il nuovo corso e, grazie a Giacomo Mancini e all’alleanza con i giovani della sinistra e demartiniani, Craxi fu segretario del partito dopo l’insuccesso elettorale del 1976. Doveva durare poco, secondo i suoi grandi e piccoli elettori. Avevano fatto male i loro conti. Si circondò di persone capaci e di cultura, lanciò l’eurosocialismo, sviluppò una polemica sulla inconciliabilità del comunismo col pluralismo e anche grazie a Mondoperaio il partito si ritrovò in una primavera culturale, sviluppando i temi del riformismo socialista sanciti poi dal congresso di Palermo, dopo che Craxi aveva per primo lanciato il progetto della grande riforma delle istituzioni anche grazie al prezioso contributo di Giuliano Amato, mentre grazie a quello di Claudio Martelli, nella Conferenza di Rimini del 1982, il Psi si trovò avvinto dai “meriti e bisogni”.


    Craxi trovò un Psi sconfitto e subalterno al Pci berligueriano. Spezzò la dannosa fermezza durante il caso Moro e a gomitate si fece largo, dopo il 1979, promettendo governabilità. Iniziò la sua avventura alla presidenza del Consiglio dopo un buon risultato elettorale nel 1983, anche se inferiore alle attese. E da presidente diede impulso alla lotta all’inflazione che passò, anche grazie al decreto di San Valentino, dal 16 al 4,6 per cento, vincendo il referendum che il Pci volle imporre nel 1985. Durante quegli anni venne sconfitto il terrorismo politico nazionale che aveva insanguinato l’Italia. Il governo Craxi accettò i missili a Comiso, ma fu lui a contestare concretamente gli americani a Sigonella, dopo la vicenda dell’Achille Lauro. Non toccò pensioni e sanità e il rapporto tra debito e Pil si mantenne attorno all’84 per cento (oggi è al 133).


    Venne il risultato del 1987 e fu un 14,3 per cento, il migliore del Psi, dopo quello alla Costituente. Poi un ripiegamento fino al 1992 e in quei tre anni cambiò il mondo, l’Europa, l’Italia, con la caduta del muro, la fine del comunismo e del Pci. Bettino, forse per la malattia che lo tormentava (ebbe un infarto, dovuto al diabete, proprio nel dicembre del 1989) e per una tormentata vicenda personale, non ebbe la lucidità per intuire che una fase della politica si era conclusa e con essa era al tramonto anche la partitocrazia, coi suoi generalizzati finanziamenti illegali.


    Quando venne chiamato in causa, però, ritrovò il vecchio ardore e ancora oggi risuonano alle nostre orecchie le parole pronunciate alla Camera che chiamavano alla responsabilità collettiva. Una giustizia strabica e politicizzata lo ha condannato perché, contrariamente a tutti gli altri leader, “non poteva non sapere”. Scelse di abbandonare l’Italia e di rifugiarsi in Tunisia. Avrà fatto la scelta giusta? Recita Brecht nel suo Galileo: “Infelice l’umanità che ha bisogno di eroi”. Ha scelto di essere operato in Tunisia, perché non poteva accettare di tornare in Italia se non da uomo libero. Dopo la sua morte il governo italiano gli propose funerali di Stato nella più penosa ipocrisia di Stato. Dopo molti anni si fa largo la tendenza a una rivalutazione postuma. Oggi il ministro degli Esteri Alfano sarà nella sua Hammamet. Son trascorsi quasi 23 anni, e un bilancio di questa seconda Repubblica mai nata é desolante. L’Italia è anche vittima della grande ipocrisia sulla quale ha fondato il suo falso rinnovamento. La storia tratterà alla fine meglio Craxi dei suoi carnefici, dei finti dottori di un tempo che oggi paiono sempre più parte della malattia. Noi oggi lo ricordiamo, son passati 17 anni, con commozione immutata, forte rimpianto, stima e riconoscimento per quel che ha dato all’Italia e al Psi. Un contributo originale, denso di fierezza per il suo Paese, per il suo partito.

    M. Del Bue


    Ricordo Bettino | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  8. #208
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Craxi e la sinistra



    Quello del ministro degli Esteri Angelino Alfano non é stato solo un gesto formale. Il ministro ha deposto un mazzo di fiori sulla tomba di Craxi ad Hammamet. Il suo é stato un gesto politico, che si é manifestato con il deciso apprezzamento delle scelte di fondo del leader socialista e con il pieno consenso all’intestazione di un luogo di Milano alla sua memoria. Il segretario del Psi Nencini si recherà appositamente nel capoluogo lombardo e incontrerà il sindaco di Milano Sala per sollecitarlo ad assumere una decisione. Si sono diradate molte tensioni dal biennio giudiziario 1992-1994, sono state scritte migliaia di pagine sulla fase che fece esplodere la vecchia partitocrazia come un vulcano, originato dalla fine del comunismo. Molta acqua é passata sotto i ponti, ma ancora su Craxi si stenta a esprimere un giudizio equilibrato. Come se la sua fosse un’ombra ancora presente e della quale non ci si può liberare.


    Non può che continuare a destare un certo stupore il fatto che Craxi, segretario del Psi per 17 anni, presidente del Consiglio di un governo di centro-sinistra, vice presidente dell’Internazionale socialista, continui ad essere osteggiato da larga parte della sinistra e apprezzato da larga parte della destra. Fu Craxi un uomo di destra? I suoi rapporti internazionali con i socialisti europei, da Mitterand e soprattutto Gonzales e Soares, ma anche Brandt, le sue lotte e il suo concreto sostegno ai popoli oppressi dalle dittature, a cominciare da quello cileno, il suo dialogo continuo con il leader della lotta di liberazione del popolo palestinese, ma anche le sue scelte di governo, dalla lotta vinta all’inflazione, a Sigonella, alla condanna dei bombardamenti americani su Tripoli e Bengasi, nonchè i referendum su nucleare e giustizia, le battaglie sui diritti civili, lo possono mai conciliare con le caratteristiche di uomo di destra?


    Il vero problema per la sinistra italiana é che Craxi è stato un anticomunista, o un acomunista come si autodefiniva lo stesso Riccardo Lombardi. Craxi, delfino del Nenni post ’56, è stato un autonomista che ai comunisti si é contrapposto a partire dall’Ungheria, poi col centro-sinistra e l’unificazione, l’eurosocialismo, i missili a Comiso, la scala mobile e la guerra all’Iraq. Ha avuto sempre ragione nelle polemiche a sinistra, come annota nel suo bell’articolo sul Dubbio Piero Sansonetti. Questa é oggi la sua vera colpa, assai di più di quelle, peraltro costruite sul “non poteva non sapere”, a lui solo applicato tra i leader politici, di carattere giudiziario. Se bastassero queste ultime per impedire l’intitolazione di una via, di una piazza, di un luogo qualsiasi, dovremmo abolire tutte le intestazioni a Giovanni Giolitti, a Francesco Crispi, per gli scandali bancari, a Umberto I, per la complicità con la strage di Bava Beccaris, a Moranino condannato all’ergastolo per omicidio, per non parlare delle sette vie Littorio, una dedicata a Stalin in provincia di Agrigento e una a Mussolini nella campagna veneta, delle vie Stalingrado e Leningrado che non esistono più nemmeno in Russia. Molteplici sono le vie intestate a Togliatti e a Lenin, e in provincia di Reggio Emilia sopravvive il suo monumento. Nonostante le loro responsabilità in diversi fatti di sangue. E che dire di Cavour che confessò di aver pagato e ricevuto tangenti e dello stesso Dante Alighieri condannato per concussione e di Caravaggio per omicidio?


    Davvero sono le questioni giudiziarie a impedire l’intitolazione di un luogo nella sua Milano? Ammettiamo anche che siano tutte giustificate e che abbiano torto i suoi due avvocati Giannino Guiso e Niccolò Amato a parlare di giustizia politica e ammettiamo che abbia perfino ragione Di Pietro a ritenere che almeno parte dei finanziamenti illeciti siano finiti nelle sue tasche (quando però sappiamo bene che quei fondi venivano usati anche per finanziare movimenti di liberazione). Ma ammettiamo per un momento che non sia stato cosi. Come si é applicato solo a lui il teorema del “non poteva non sapere”, prendiamo atto che viene applicato solo a lui quello del “rifiuto del ricordo per chi ha subito provvedimenti giudiziari”. E’ troppo facile desumere logicamente che i veti siano d’origine politica e che le colpe di Craxi siano da attribuire alle sue battaglie vinte, alle sue ragioni storiche.


    M. Del Bue


    Craxi e la sinistra | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  9. #209
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Io il problema Craxi, dal punto di vista di intitolazioni e quant'altro, lo riduco all'osso: può essere stato un buon statista, un buon socialista, un buon innovatore e anche un buon politico sotto diversi aspetti, ma è morto latitante. Riconoscere una via ad una persona morta latitante vuol dire, e chi lo propone lo sa benissimo, riconoscere ufficialmente che non era un latitante ma un perseguitato, e che le sue condanne sono frutto di errore e persecuzione, perché non si dedicano luoghi a persone condannate in contumacia e morte latitanti.

    Altri potevano pagare per i fondi illeciti e non sono stati toccati, come diceva Craxi? Possibilissmo. L'intero sistema era corrotto? Può darsi, anzi ci sono evidenze storiche importanti in merito. Tuttavia a carico di Craxi ci sono dei processi e delle sentenze, o diciamo che Craxi è innocente per tutto e ribaltiamo tutte le sentenze di condanna oppure la scelta diventa facile.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  10. #210
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Tutto giusto. Rimane tuttavia una domanda: perché D'Alema, allora rappresentante dello Stato in quanto presidente del Consiglio, fu pronto ad assicurare alla famiglia i funerali di Stato (che la famiglia rifiutò)? Questo "riconoscimento" credo sia, rispetto all'intitolazione di una piazza o di una via, in egual modo (se non più) - come dire? - "prestigioso".
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

 

 
Pagina 21 di 27 PrimaPrima ... 11202122 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito