
Originariamente Scritto da
Nicolas Eymerich
A mio parere, quando ci si riferisce a scenari e prospettive di politica estera, noi (inteso come noi nazionalrivoluzionari che crediamo nell'idea forza dell'Europa; per chi si professa nazionalcomunista e si riconosce nell'Eurasia il discorso è naturalmente diverso),sul piano concreto(ben diverso dalla dimensione astratta ed inincidente del tifo), possiamo solo cercare di realizzare sinergie ed alleanze operative con chi, all'interno della "Fortezza Europa", ci è affine sul piano della visione del mondo e delle proposte politiche. Tra le forze politiche ucraine, a me pare addirittura lapalissiano e scontato indicare Pravy Sektor come unico interlocutore politico plausibile. D'altra parte non è casuale che una delle realtà militanti più attive e vive della nostra area, CasaPound, abbia immediatamente appoggiato Ps, proprio perché i contatti politico-culturali erano pregressi ed infatti, proprio poco tempo fa, era stata omaggiata la memoria del militante ucraino Dmytro Yakovets. Per quanto concerne invece Ps in sè stessa, per un giudizio davvero sereno ed obiettivo credo occorra attendere la normalizzazione della situazione ucraina in merito all'integrità territoriale del Paese, che qualsiasi nazionalista ucraino non può che considerare come prioritaria. In ogni caso, i giudizi che finora mi è capitato di leggere su tale movimento risentono troppo di prospettive italiane ed europeo-occidentali. Non ci si rende conto che, sul piano immediato, un nazionalrivoluzionario ucraino ha dovuto innanzitutto fare i conti con una coalizione politica di centrosinistra(che aveva espresso gli esecutivi Azarov e che era guidata dal Presidente Janukovich), basata sull'alleanza tra oligarchi e mafie politiche e sindacali socialcomuniste ed appoggiata da una Russia (che, non dimentichiamolo, è uno Stato liberalcapitalista governato da una maggioranza di centrodestra guidata da un politico nazionalconservatore, anche se qualcuno preferisce coltivare l'illusione che si tratti di uno stato nazbol o fascista con a capo il Duce od il segretario del Pcus) che coltiva mire egemoniche sull'Ucraina (anche di carattere geoeconomico, come le reiterate pressioni per l'adesione del Paese al trattato neoliberista che istituisce l'Unione Economica Eurasiatica) che non si riducono all'appoggio ad un insieme di forze politiche, ma che compromettono e minacciano effettivamente (vedasi l'appoggio alle cosiddette "forze separatiste", che poi sono spezzoni territoriali del Partito Comunista e del Partito delle Regioni) la stessa integrità territoriale del paese. Ed a proposito di questo, la situazione del Paese, da sempre in bilico tra Russia ed Occidente, era stata definita dal Memorandum di Budapest del 1994, in cui Stati Uniti,Inghilterra e Russia si impegnavano a rispettarne l'integrità territoriale. Ora è logico che, nel momento in cui una delle tre parti viene meno agli accordi, Ps nel proprio programma politico presidenziale si rivolga alle altra due. Non si può rinvenire, in ciò, una contraddizione rispetto al programma politico generale che prevede, invece, normali rapporti politici con la Russia sul piano del diritto internazionale, che saranno ripristinati se e quando la situazione tornerà alla normalità. Solo allora potremo verificare se Ps rimarrà effettivamente fedele alle posizioni di rifiuto della Nato finora espresse.