oggi è tutto pervaso di coscienza infelice per la tragedia palestinese, è diventato problematico trattarlo come esemplare di un "gaio nichilismo"
vado al vattimo - "gay? pur di andare a combattere contro israele rinuncio ai diritti omosex" - Politica
ad ogni modo per la cronaca storica:
Carissimo Quadrelli, ho ricevuto con estremo ritardo la tua cara lettera: porta la data del 12 dicembre; è vero però che il bollo è del 3 gennaio. In questi giorni di festa, per me i peggiori dell’anno non foss’altro perché i più sconsacrati, il ritardo, per la seconda data, è normale. Quanto mi dici sul nichilismo presente, mi trova perfettamente consenziente. Non è più il nichilismo tragico di cui forse si potevano trovare le ultime tracce nel terrorismo. Questo nichilismo doveva portare a una soluzione rivoluzionaria più o meno confusamente intravista o meglio confusamente ricordata; un qualche elemento di rabbia c’era ancora e questo gli conferiva una sembianza lontanamente umana. Ma il nichilismo oggi corrente è il nichilismo gaio, nei due sensi che è senza inquietudine (forse si potrebbe addirittura definirlo per la soppressione dell’inquietum cor meum agostiniano) e che ha il suo simbolo nell’omosessualità (si può infatti dire che intende sempre l’amore omosessualmente, anche quando mantiene il rapporto uomo-donna). Non per nulla trova i suoi rappresentanti in ex-cattolici, corteggiati ancora da cattolici che riconoscono in loro qualcosa che trovano sul loro fondo. Tale nichilismo è esattamente la riduzione di ogni valore a “valore di scambio”; l’esito borghese massimo, nel peggiore dei sensi, del processo che comincia con la Prima Guerra mondiale. Il peggior annebbiamento che il nichilismo genera è la perdita del senso dell’interdipendenza dei fattori nella storia presente; infatti, a ben guardare, non è che l’altra faccia dello scientismo e della sua necessaria autodissoluzione da ogni traccia di valori che non siano strumentali. (…)
Con viva amicizia,
tuo Augusto Del Noce
Roma, 8 gennaio 1984






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