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Ultima modifica di LupoSciolto°; 31-08-14 alle 12:17




Ecco Assad in compagnia di esponenti fascisti e neofascisti


QUELL'ORSO BRUNO DI ASSAD CON QUEL FASCISTA DI CHAVEZ!![]()




Il prezzo della dignità (parte finale): l’attacco alla Siria
Costantino CeoldoOuday il vecchio Siriano mi dice che in questo momento Damasco è il cuore degli Uomini liberi. Chi sono io per contestare il vecchio Siriano? Gli credo. Ma non per le sue parole, che potrebbero anche essere solo suono nell’aria. Gli credo perché i fatti mi impongono di credergli. E i fatti mi dicono che la Siria è da due anni sotto un attacco feroce e crudele. Beh… signori miei, questa non è una rivoluzione. Questa è un’invasione. Una vera e propria invasione. Per essere più precisi: una guerra per procura, pianificata dai soliti codardi statunitensi. E combattuta da criminali che a volte non si sono fatti scrupoli nemmeno di nutrirsi di carne umana pur di celebrare infami vittorie.
Nel 2011, mentre l’aggressione contro la Libia raggiungeva il suo apice, l’Occidente riconosceva a New York l’autoproclamato Consiglio Nazionale di Liberazione Siriano. Cioè una sorta di governo in esilio composto da pupazzi, che doveva rappresentare la Siria del dopo Assad. Il fatto che la guerra contro la Libia non sia stata combattuta e vinta come era nei piani non deve aver turbato molto le menti di chi l’aveva pensata, sicuri che il metodo potesse essere applicato altrove con successo. Ancora una volta, è stato quindi applicato il protocollo per i cambi di regime: manifestazioni di piazza, proteste pilotate, provocazioni alla polizia, scaramucce varie in un crescendo di violenza.
Come in tutti i Paesi del mondo, anche in Siria esiste la corruzione, un’economia altalenante, dei funzionari statali incapaci che convivono accanto a quelli onesti e dediti ai loro uffici. Quindi è naturale che il popolo siriano possa provare dei risentimenti per il proprio governo ma è iniquo usare questo risentimento per fomentare una rivolta falsamente democratica e mascherare con essa la distruzione di una Nazione. Le risposte del Governo alle prime manifestazioni sono state pesanti, influenzate da una certa scuola di pensiero sovietica. Ma non sarebbe cambiato nulla se anche fossero state più tolleranti. Il Presidente Assad successivamente rimosse i funzionari responsabili della repressione e si spinse ad una modifica della Costituzione siriana eliminando il principio del partito unico comunista. Il Ba’th non è più l’unico partito ammesso in Siria ma questa ed altre aperture, come l’eleggibilità popolare della carica presidenziale, sono state bollate dall’Occidente come mera propaganda, un trucco per mantenere al potere gli Assad e la loro cricca. Assad era un nemico da abbattere e le Cancellerie Occidentali presero a recitare il solito mantra “Assad deve andarsene”. Un po’ alla volta però smisero.
La Siria non è la Libia: il popolo siriano è più unito di quello libico e prova un grande amor patrio. Mancando l’immediato aiuto americano, sotto forma di bombe e missili, i ribelli mostrarono presto il loro vero volto di ladri, assassini e tagliagole. Venne meno la simpatia iniziale che parte dei siriani aveva riservato loro e la situazione militare sul campo cominciò lentamente a mutare a favore delle forze governative. I ribelli, benché incapaci di sostenere uno scontro diretto con l’esercito siriano, erano riusciti a stabilire un relativo controllo su alcune zone della Siria: nel nord al confine con la Turchia, nel sud al confine con il Libano ed Israele, in altre piccole zone del Paese ed in alcuni quartieri cittadini.
La liberazione di al-Qusayr nel maggio del 2013 ha tuttavia indicato che si stava esaurendo l’onda lunga della finta primavera siriana. Ad al-Qusayr sono state trovate le prove dell’alleanza impossibile tra Israele e i ribelli più integralisti, uniti solo dal desiderio di distruggere un’antica Nazione. Gli Stati Uniti, consci del pericolo di perdere la loro guerra per procura, hanno cercato varie volte di far approvare una risoluzione in stile Libia, che permettesse loro di bombardare indiscriminatamente, dietro una parvenza di legittimità. La Siria però non è la Libia e non è priva di alleati. Russia e Cina si sono mostrate irremovibili ed hanno esercitato il loro diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU bloccando così ogni tentativo statunitense. La Russia ha schierato numerose navi da guerra a difesa della Siria, impedendo attacchi a sorpresa da parte della Marina americana e contenendo le provocazioni israeliane in modo che si ritorcessero contro Tel Aviv.
L’orso russo ha mostrato i muscoli e così pure il dragone cinese. D’altra parte, è noto che il vero obiettivo delle guerre imperiali americane sono proprio Russia e Cina. L’Iran, alleato della Siria fin dai tempi della guerra contro l’Iraq, dovrebbe essere l’ultimo bersaglio prima dello scontro finale. L’Iran, come la Siria, è compreso nella famosa lista delle nazioni arabe e mediorientali da invadere ad ogni costo. Una lista vecchia di più di dieci anni: Libia, Siria, Libano, Sudan, Iraq ed Iran. A Washington nessuno sembra capire la follia insita nell’idea che si possa davvero invadere serialmente un insieme di Nazioni, senza che nessuno si opponga in qualche modo. La classe politica americana sembra invece trovare naturale pensare il contrario ed è questo il motivo per cui è tanto sorpresa dalla fermezza russa e cinese oltre che di quella siriana ed iraniana. Con lo stupore, aumenta però anche la pericolosità di coloro che sono a favore della guerra: l’attacco con armi chimiche su uno dei sobborghi di Damasco, avvenuto recentemente, ha fatto precipitare la situazione e la conferenza di pace Ginevra 2 sembra persa in un limbo indefinito. Benché sia evidente l’estraneità dell’esercito siriano alla strage compiuta dai ribelli, non sono questi ultimi ad essere stati incolpati per l’uso di gas velenosi contro la popolazione civile ma le forze governative.
L’esercito siriano è un esercito popolare, costituito cioè anche dai figli, dai mariti, dai padri di coloro che magari sono stati uccisi dai cosiddetti ribelli: non è una milizia di mercenari, pagati un tanto al giorno. Non ha interesse a darsi la zappa sui piedi perché sta vincendo sul campo. Il Presidente Obama, premio Nobel per la Pace (sulla parola), è invece anche il primo premio Nobel per la Pace (sulla parola) ad usare con disinvolta generosità missili e bombe. Viviamo in un mondo alla rovescia. Ora Barack Obama ha vincolato l’attacco americano alla Siria ad un voto favorevole del Congresso americano. In caso lo ottenga, com’è tristemente probabile, non passerà molto tempo prima che il conflitto si allarghi ad altri attori coinvolgendo direttamente l’Iran, la Russia e la Cina. Il Presidente Assad si sarebbe già accordato con gli americani in passato, se il suo scopo fosse stato mantenere il potere. Invece ha scelto diversamente, cercando perfino di disinnescare le tensioni e proponendo delle soluzioni politiche in stile occidentale.
La cosa più importante, tuttavia, è che assieme ad Assad ha scelto anche il popolo Siriano. E la scelta è stata precisa, netta. Non c’è spazio per i ribelli in Siria. Non più, non dopo tutto quello che hanno fatto ai danni della popolazione. Nella Siria, laica e socialista, non vi è spazio per i cannibali, per i tagliagole, per gli stupratori drogati, per i ladri falsamenti elevati a liberatori. Non vi è spazio per coloro che non capiscono che religioni diverse possono convivere senza combattersi a vicenda.
Se la Siria è una dittatura, allora che cosa sono Arabia Saudita e Qatar che finanziano i ribelli? La risposta, per chi vuole, è fin troppo semplice e scontata. Ancora una volta, viviamo in un mondo alla rovescia. Il popolo siriano resiste, stringendosi attorno al proprio esercito e al proprio Presidente, anche se in futuro ne sceglierà magari uno di diverso. Quella difesa è la Siria più vera e più dignitosa. Quindi ha ragione il vecchio siriano Ouday quando mi dice che in questo momento Damasco è il cuore degli Uomini liberi. E nel cuore degli Uomini liberi, il prezzo della dignità è la morte.
FONTE: Il prezzo della dignità (parte finale): l?attacco alla Siria - Stato & Potenza


Lupo sciolto approva il massacro dei comunisti irakeni voluto dal Baath irakeno.


E pensare che le mie continue richieste di bannarti in maniera definitiva da TP vengono ignorate o meglio mi dicono che vengono ignorate perchè ogni forum deve avere il suo buffone e tu sei perfetto in tale ruolo. Io insisterò però perchè tu sia cancellato definitivamente da TP. Sei passibile di diffazione e se fossi Luposciolto ti avrei già denunciato e mandato a dormire sotto i ponti.
Ultima modifica di Gianky; 03-09-14 alle 13:32
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


Avrei i mezzi e le conoscenze per farlo. Il problema è questo: come si può denunciare un malato di mente? Per il resto, il minorato può scrivere ciò che vuole. I documenti che ho postato stanno lì a dimostrare come Assad sia sostenuto dai comunisti siriani. Altro tempo non ne perdo dietro al ciuccio.
Ultima modifica di LupoSciolto°; 03-09-14 alle 17:45