Non lo so, non credo la mia riflessione sul "siamo forse andati troppo avanti?" derivi dalla scontentezza che dovrebbe, secondo alcuni almeno, aver pervaso la mia esistenza. Non ho motivi di scontentezza, non sto economicamente male, ho una moglie che adoro, ho amato mia madre e mio padre fino al loro ultimo respito, ho dei figli che meglio non potevo sperare, quindi niente infelicità latente. Invecchio? cerrto che invecchio, ma siccome non c'è altro modo di vivere se non quello di invecchiare questo non mi pesa, ne sullo spirito ne, almeno per ora, sul corpo. Quindi? non c'è una risposta, che forse è racchiusa nella mia mutazione caratteriale: tanto ero estroverso e compagnone "prima" tanto mi piace stare solo e pensare, leggere, dibattere su un forum, scrivere, ascoltare musica oggi, cioè adesso.. Non ho niente da recriminare del mio passato, non ho malattie che mi possono deprimere, niente di niente, quindi nessun motivo mi ha costretto a scrivere quel post iniziale.
Però l'ho scritto e quindi un perchè ci deve essere: volevo forse stupire chi lo avesse poi letto? no, certo che no. Forse volevo discutere, magari pacatamente, sulla frase che ha iniziato il mio post "forse siamo andati troppo avanti", perchè a mio modo di pensare siamo andati effettivamente "troppo avanti"? probabilmente si, mi sarebbe piaciuto leggere l'opinione di altri. O forse la causa scatenante è stata la diagnosi del medico sull'influenza, apparente, del mio nipotino. Non è influenza, ma bronchite, signora-ha detto a mia nuora- e del resto questa è una malattia che colpisce una grande percentuale di bambini che vivono in città e sono quindi costretti a respirare un'aria che certamente non è salubre.
In corso Buenos Ayres io passeggiavo in attesa che aprisse un esercizio commerciale e guardavo il viso della gente che incrociavo e anche queste osservazioni hanno certamente contribuito al mio post: nessuno sorrideva, tutti avevano il viso tirato, perfino preoccupato. Ma è così che dobbiamo vivere? ho pensato. Dobbiamo correre per avere merci e oggetti che alla fin fine non ci fregano niente e che non cambiano di un cent la nostra vita interiore? Ma così vivendo noi siamo felici? e se si, perchè gli psico-farmaci sono i medicamenti più venduti nel mondo occidentale?
Tornato a casa ho scritto quel post. Non pensavo avrebbe scatenato tanta ironia, anche dileggio. Sono parole, scritte in un momento di riflessione ammantata anche di una certa malinconia (pensando al mio passato da ragazzo quando vivevo in campagna, e sapevo tagliare l'erba e mungere le mucche), parole, solo parole scritte di impulso..
Che sarà mai successo di tanto grave? sarebbe bastato leggere, scrollare il capo, e pensare: questo è matto, oppure è depresso, oppure il cielo cupo gli ha dato tristezza. O magari che da un certo punto di vista una certa ragione ce l'ha.
Credo, almeno.




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