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  1. #261
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Non lo so, non credo la mia riflessione sul "siamo forse andati troppo avanti?" derivi dalla scontentezza che dovrebbe, secondo alcuni almeno, aver pervaso la mia esistenza. Non ho motivi di scontentezza, non sto economicamente male, ho una moglie che adoro, ho amato mia madre e mio padre fino al loro ultimo respito, ho dei figli che meglio non potevo sperare, quindi niente infelicità latente. Invecchio? cerrto che invecchio, ma siccome non c'è altro modo di vivere se non quello di invecchiare questo non mi pesa, ne sullo spirito ne, almeno per ora, sul corpo. Quindi? non c'è una risposta, che forse è racchiusa nella mia mutazione caratteriale: tanto ero estroverso e compagnone "prima" tanto mi piace stare solo e pensare, leggere, dibattere su un forum, scrivere, ascoltare musica oggi, cioè adesso.. Non ho niente da recriminare del mio passato, non ho malattie che mi possono deprimere, niente di niente, quindi nessun motivo mi ha costretto a scrivere quel post iniziale.

    Però l'ho scritto e quindi un perchè ci deve essere: volevo forse stupire chi lo avesse poi letto? no, certo che no. Forse volevo discutere, magari pacatamente, sulla frase che ha iniziato il mio post "forse siamo andati troppo avanti", perchè a mio modo di pensare siamo andati effettivamente "troppo avanti"? probabilmente si, mi sarebbe piaciuto leggere l'opinione di altri. O forse la causa scatenante è stata la diagnosi del medico sull'influenza, apparente, del mio nipotino. Non è influenza, ma bronchite, signora-ha detto a mia nuora- e del resto questa è una malattia che colpisce una grande percentuale di bambini che vivono in città e sono quindi costretti a respirare un'aria che certamente non è salubre.

    In corso Buenos Ayres io passeggiavo in attesa che aprisse un esercizio commerciale e guardavo il viso della gente che incrociavo e anche queste osservazioni hanno certamente contribuito al mio post: nessuno sorrideva, tutti avevano il viso tirato, perfino preoccupato. Ma è così che dobbiamo vivere? ho pensato. Dobbiamo correre per avere merci e oggetti che alla fin fine non ci fregano niente e che non cambiano di un cent la nostra vita interiore? Ma così vivendo noi siamo felici? e se si, perchè gli psico-farmaci sono i medicamenti più venduti nel mondo occidentale?

    Tornato a casa ho scritto quel post. Non pensavo avrebbe scatenato tanta ironia, anche dileggio. Sono parole, scritte in un momento di riflessione ammantata anche di una certa malinconia (pensando al mio passato da ragazzo quando vivevo in campagna, e sapevo tagliare l'erba e mungere le mucche), parole, solo parole scritte di impulso..

    Che sarà mai successo di tanto grave? sarebbe bastato leggere, scrollare il capo, e pensare: questo è matto, oppure è depresso, oppure il cielo cupo gli ha dato tristezza. O magari che da un certo punto di vista una certa ragione ce l'ha.

    Credo, almeno.
    Ultima modifica di cireno; 08-10-14 alle 23:00

  2. #262
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Non deve essere facile vivere in città quando si ha uno spirito campagnolo.



  3. #263
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Citazione Originariamente Scritto da mad Visualizza Messaggio
    Non so se sia esattamente come dici. Ho qualche piccola perplessità personale che le due opzioni sia oggetto di libera scelta delle persone. Per chiarezza non credo che uno oggi scelga scientemente di spostarsi in auto anziche' con mezzi pubblici o trastullarsi con un tablet anzichè con un po' di sport in aree attrezzate.

    Non mi pare che da una parte ci siano i fruitori dell'Ipod6, dell'outlet e delle Suv e dall'altro ci siano i mormoni o i monaci tibetani.

    Mi pare, ma potrei sbagliarmi, che l'induzione del bisogno sia leggermente piu' efficace del buonsenso medio, che non vuol dire certamente vita monastica e cilicio.

    Credo almeno.
    Può anche darsi che non tutti perseguano l'abbondanza come obiettivo, ma la solita fila al centro commerciale, i negozi e i ristoranti pieni indicano in maniera abbastanza chiara la preferenza diffusa per i beni di consumo. Il buonsenso medio invece non lo conosco. Mi pare invece che il "buonsenso" sia quella cosa a cui ci si appella quando siamo invidiosi, non ci possiamo permettere le comodità, oppure non ci piace lo stile di vita che gli altri conducono.
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  4. #264
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Proprio per questo a qualcuno piacciono i motori e gli spazi urbani ad altri le biciclette e i sentieri di campagna.




    Molte persone sognano di poter ripartire da zero, per due ragioni: o hanno commesso degli errori o non sono soddisfatte da qualche aspetto della vita che stanno conducendo.


    E invece di ripartire da zero, la gente che si sente oppressa se la prende con il sistema o col mondo che è "marcio" o "disumano", anziché darsi da fare a creare nuove situazioni più soddisfacenti e aderenti alla propria percezione delle cose.
    vedi, il problema è che nella condanna del lamento dell'umile che fanno i Troll o i Felipe, viene dimenticata una cosa che aveva intuito anche Nietzsche, e cioè che in ogni vita vi è volontà di potenza. Che significa? che dal tipo alfa all'essere più minimo e sfigato c'è volontà di espansione, di vita.
    Dunque, è normale che anche colui che per ragioni naturali, o economiche, o personali o di destino si vede privato del desiderio naturale di affermazione e di felicità nasca una forma di riflessione e in alcuni casi di critica verso ciò che - per lui - lo condanna al malessere.
    Non e' un comportamento che va stigmatizzato, è umano.
    Ultima modifica di Lèon Kochnitzky; 08-10-14 alle 23:10
    "Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
    Tristan Tzara

    Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
    (L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)

  5. #265
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Può anche darsi che non tutti perseguano l'abbondanza come obiettivo, ma la solita fila al centro commerciale, i negozi e i ristoranti pieni indicano in maniera abbastanza chiara la preferenza diffusa per i beni di consumo.
    Mi spiace ripetermi, ma a me sembra che non si parli di "perseguire" ma, come ho già detto e ripetuto, spesso è semplice induzione a vivere in un certo modo, generando una serie di bisogni nonsempre nati dall'esigenza reale.

    Il buonsenso medio invece non lo conosco.
    Il buonsenso medio, cioè quello che dovrebbe trovarsi a metà strada fra il consumismo spinto e la povertà francescana, potrebbe essere (dico : potrebbe, non dovrebbe) quella di acquistare cose che possono servirti, che possano anche gratificarti, ma che non siano semplicemente oggetto di acquisto compulsivo, come puo' succedere acquistando un TV 50 pollici con 250 funzioni delle quali l'acquirente non solo non è informato, ma se pure lo fosse non saprebbe che farsene.

    Mi pare invece che il "buonsenso" sia quella cosa a cui ci si appella quando siamo invidiosi, non ci possiamo permettere le comodità,
    E' un'opinione rispettable, ma che non condivido, come ho cercato di spiegare sopra. Per esempio non penso di essere invidioso di qualcosa o qualcuno quando vado a comprarmi un telefonino che abbia il minimo elle caratteristiche tecniche. Cosi' come non penso di essere invidioso quando mi rifiuto di comprare una bottiglia di champagne superiore a 100 euro per festeggiare a fine anno. Credo che con un po' di impegno me le potrei permettere, almeno credo.

    Cosi' come, giusto per spiegare che il buonsenso non deriva dall'invidia, non ho un suv di quelli enormi da 5 metri che somigliano a piccoli bus superaccessoriati e che arrivano a 100.000 euro accessori compresi, ma ho qualche macchina ciascuna delle quali costa ben oltre l'ipotetico suv di cui sopra.

    oppure non ci piace lo stile di vita che gli altri conducono.
    Appunto, il che mi pare molto dverso, concettualmente, da quanto hai scritto prima sulla preferenza di beni di consumo, sull'invidia per il prossimo o per quanto non possiamo permetterci.

    E' questione di modi di vedere il mondo e le cose. Appunto, con un minimo di buonsenso, e fortunatamente senza invidia per nessuno. Fortunatamente.
    Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


  6. #266
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Sì, ma rimane che il mio buonsenso è differente dal tuo buonsenso, quindi estremizzando il buonsenso non inerisce a nessuno perché nessuno lo possiede e nessuno può affermare che il proprio buonsenso sia il migliore a dispetto di quello altrui.

    La domanda che mi pongo è, non tanto "siamo andati troppo avanti?", quanto: rispetto al nostro attuale stato evolutivo a che punto siamo arrivati con la soddisfazione dei nostri bisogni di stima, prestigio, potere, riconoscimento?


    Alcune persone reagiscono molto bene a questo stato di cose, e si inseriscono di buon grado nei tempi e nei luoghi di riproduzione simbolica del capitale. Hai il portafoglio gonfio, ti compri le cose sofisticate e vivi la bella vita incurante delle sfighe o incapacità altrui. Altri invece avvertono un senso di inadeguatezza e ne prendono le distanze, oppure semplicemente impossibilitati ad accedere ai consumi perché senza lavoro e con l'affitto da pagare non rimane altro e allora te la prendi con le facce tirate dei quadri a passeggio nella via dei negozi e cerchi conforto in quello visto che alla fine anche loro non sono felici e miserabili come te.
    Ultima modifica di donerdarko; 08-10-14 alle 23:43
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  7. #267
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Citazione Originariamente Scritto da John Rochester Visualizza Messaggio
    vedi, il problema è che nella condanna del lamento dell'umile che fanno i Troll o i Felipe, viene dimenticata una cosa che aveva intuito anche Nietzsche, e cioè che in ogni vita vi è volontà di potenza. Che significa? che dal tipo alfa all'essere più minimo e sfigato c'è volontà di espansione, di vita.
    Dunque, è normale che anche colui che per ragioni naturali, o economiche, o personali o di destino si vede privato del desiderio naturale di affermazione e di felicità nasca una forma di riflessione e in alcuni casi di critica verso ciò che - per lui - lo condanna al malessere.
    Non e' un comportamento che va stigmatizzato, è umano.
    Nessuno nega che anche l'ultimo dei miserabili aspiri al di più, quanto ci si fa sberleffi della logica per cui siccome alcuni non vogliono o non possono accedere al benessere allora tutti devono essere trascinati in quella stessa miseria (in questo caso, la solita manfrina trita e ritrita di chi vorrebbe convincerci che si stava meglio quando si stava peggio)
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  8. #268
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Sì, ma rimane che il mio buonsenso è differente dal tuo buonsenso, quindi estremizzando il buonsenso non inerisce a nessuno perché nessuno lo possiede e nessuno può affermare che il proprio buonsenso sia il migliore a dispetto di quello altrui.
    Infatti. Chi ha mai pensato di avere il migliore buonsenso ?....ho scritto infatti .... Il buonsenso medio, cioè quello che dovrebbe trovarsi a metà strada fra il consumismo spinto e la povertà francescana, potrebbe essere (dico : potrebbe, non dovrebbe) quella di..... Piu' chiaro e personale di cosi' si muore.


    La domanda che mi pongo è, non tanto "siamo andati troppo avanti?", quanto: rispetto al nostro attuale stato evolutivo a che punto siamo arrivati con la soddisfazione dei nostri bisogni di stima, prestigio, potere, riconoscimento?
    Secondo me i bisogni di stima, riconoscimento e soddisfazioni varie non attengono all'evoluzione. Oggi stiamo pagando una difficoltà di adattarci a nuovi parametri sociali, causati da mezzi di comunicazione inaspettatamente piu' potenti delle nostre naturali capacità di adattamento.

    Dalla socializzazione in strada, a scuola e al localino in città, al passaggio alla discoteca, ad internet e i network con i quali posso conoscere gente, vendermi per quattro lire, organizzare una catena di solidarietà o una rivoluzione religiosa ..... il salto è stato molto lungo. Il contrasto con la contrazione della qualità della vita rende tutto piu' complicato, e meno gestibile. Secondo me.

    Alcune persone reagiscono molto bene a questo stato di cose, e si inseriscono di buon grado nei tempi e nei luoghi di riproduzione simbolica del capitale. Hai il portafoglio gonfio, ti compri le cose sofisticate e vivi la bella vita incurante delle sfighe o incapacità altrui. Altri invece avvertono un senso di inadeguatezza e ne prendono le distanze, oppure semplicemente impossibilitati ad accedere ai consumi perché senza lavoro e con l'affitto da pagare non rimane altro e allora te la prendi con le facce tirate dei quadri a passeggio nella via dei negozi e cerchi conforto in quello visto che alla fine anche loro non sono felici e miserabili come te.
    La reazione è direttamente proporzionata al coinvolgimento diretto nella crisi economica e sociale. Una crisi ha sempre due schieramenti : uno che incassa e un altro che paga. Chi incassa è sempre piu' ben disposto e capace di fare analisi pseudosociologiche. Chi paga è senza dubbio meno lucido, meno disposto ad accettare lo status quo, meno capace di assegnarsi ruoli da inadeguato o da sfigato.

    E aver compagno al duol (non sempre) scema la pena (come dici tu a proposito della ricerca di conforto nella condivisione della sfiga con altre persone).

    Il dramma è che i consumi continuano ad essere una discriminante nella qualità della vita delle persone. E forse (dico forse) è un pochino sbagliato.

    Sempre imho.
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  9. #269
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso





    All I need is some inspiration
    Before I do somebody some harm
    I feel just like a vegetable
    Down here on the farm


    Nobody comes to see me
    Nobody here to turn me on
    I ain't even got a lover
    Down here on the farm


    They told me to get healthy
    They told me to get some sun
    But boredom eats me like cancer
    Down here on the farm


    Drinking lemonade shandy
    Ain't no body gonna do me harm
    But I'm like a fish out of water
    Down here on the farm


    I write a thousand letters
    'til my fingers all gone numb
    But I never see no postman
    Down here on the farm


    I call my baby on the telephone
    I say come down and have some fun
    But she knows what the score is
    Down here on the farm


    I can't fall in love with a wheat field
    I can't fall in love with a barn
    When everything smells like horse shit
    Down here on the farm


    Blue skies and swimming pools
    Add so much charm
    But I'd rather be back in Soho
    Than down here on the farm


    On the fucking farm!


    Are you born in a fucking barn or what?
    slava kokaini

  10. #270
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    Predefinito Re: Una vita vuota di senso

    Citazione Originariamente Scritto da mad Visualizza Messaggio
    Infatti. Chi ha mai pensato di avere il migliore buonsenso ?....ho scritto infatti .... Il buonsenso medio, cioè quello che dovrebbe trovarsi a metà strada fra il consumismo spinto e la povertà francescana, potrebbe essere (dico : potrebbe, non dovrebbe) quella di..... Piu' chiaro e personale di cosi' si muore.
    Puntualizzavo perché il richiamo al buonsenso, da qualunque prospettiva particolare lo si guardi, si rivela inefficace.

    Citazione Originariamente Scritto da mad Visualizza Messaggio
    Secondo me i bisogni di stima, riconoscimento e soddisfazioni varie non attengono all'evoluzione. Oggi stiamo pagando una difficoltà di adattarci a nuovi parametri sociali, causati da mezzi di comunicazione inaspettatamente piu' potenti delle nostre naturali capacità di adattamento.

    Dalla socializzazione in strada, a scuola e al localino in città, al passaggio alla discoteca, ad internet e i network con i quali posso conoscere gente, vendermi per quattro lire, organizzare una catena di solidarietà o una rivoluzione religiosa ..... il salto è stato molto lungo. Il contrasto con la contrazione della qualità della vita rende tutto piu' complicato, e meno gestibile. Secondo me.
    Certo che attengono all'evoluzione. Chi è tutto proteso a procacciarsi cibo e riparo per sé e la propria famiglia non ha tempo per altri obiettivi "superiori", che non sia la semplice sopravvivenza. Una volta che sei ben nutrito, che hai espletato le tue funzioni fisiologiche e hai un tetto sopra la testa, inizi a preoccuparti della qualità delle tue relazioni affettive, della tua realizzazione personale e di quanto riuscirai a scopare a pacchi. Chi è riuscito a soddisfare questi desideri l'ha sempre ottenuto sulla pelle di altri sconfitti e rancorosi, perché questi obiettivi "superiori" non sono concepibili come indipendenti dal rapporto con l'ambiente e gli altri esseri umani.

    Citazione Originariamente Scritto da mad Visualizza Messaggio
    La reazione è direttamente proporzionata al coinvolgimento diretto nella crisi economica e sociale. Una crisi ha sempre due schieramenti : uno che incassa e un altro che paga. Chi incassa è sempre piu' ben disposto e capace di fare analisi pseudosociologiche. Chi paga è senza dubbio meno lucido, meno disposto ad accettare lo status quo, meno capace di assegnarsi ruoli da inadeguato o da sfigato.

    E aver compagno al duol (non sempre) scema la pena (come dici tu a proposito della ricerca di conforto nella condivisione della sfiga con altre persone).

    Il dramma è che i consumi continuano ad essere una discriminante nella qualità della vita delle persone. E forse (dico forse) è un pochino sbagliato.

    Sempre imho.
    Gli sconfitti della storia cercano sempre di rovesciare il rapporto di forze a proprio vantaggio, anche se alla fine tutte le rivendicazioni sociali e i diritti hanno avuto come risultato quello di attrarre gli esclusi nella medesima orbita dei consumi da cui erano di fatto estromessi, oppure di estenderla fino ad includere anche le fasce più basse.
    Ultima modifica di donerdarko; 09-10-14 alle 00:36
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

 

 
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