



il fatto č che quel principio agli occhi di alcuni diventa una giustificazione per il tutt'uno, quindi per l'hegelismo, quindi per il totalitarismo.
non č cosě.
concerne semplicemente l'idea che non siamo liberi per natura, abbiamo quindi la necessitŕ di sottostare a determinate regole che perň non ci impediscono di ricercare il piacere, la bellezza o l'affermazione.
Ultima modifica di Lčon Kochnitzky; 16-10-14 alle 20:32
"Sono contro tutti i sistemi, il piů accettabile č quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)
Se non c'č libero arbitrio allora le persone vivono nell'ipnosi generale, dal momento che pensano ed agiscono come se lo possedessero fattualmente.
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giň91)




Ultima modifica di Lčon Kochnitzky; 16-10-14 alle 23:03
"Sono contro tutti i sistemi, il piů accettabile č quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)


Credo che l'idea del futuro determinato meccanicisticamente sia ormai piuttosto antiquato, almeno da quando si č scoperto che ci sono effetti di indeterminazione quantistica che possono riperquotersi nel mondo macroscopico (tipo il risultato del lancio di una moneta Testa o croce? Decidono le fluttuazioni quantistiche - Le Scienze).
Ora, che questo significhi "libero arbitrio" č tutto da vedere, ma sicuramente significa che il futuro non č preordinato
Far ragionare un idiota non č impossibile, č inutile
Ma infatti io non dico che il futuro sia preordinato. Per come la vedo, il futuro č piů il risultato di una botta di culo (interconnessione casuale di fenomeni lontani nello spazio e nel tempo), che di una serie di eventi determinata causalmente. Se si considera la vita delle singole persone assistiamo a scontri, incroci, sofferenze, gioie e dolori apparentemente del tutto fortuiti, non preordinati - se pur all'interno di precisi vincoli legati all'origine biologica e all'ambiente.
Se invece si considera la vita delle masse, in ogni tempo e in ogni luogo, il discorso non sembra molto differente: cambiano gli attori in modo fortuito e variopinto, ma il fiume della storia sembra ripetersi in qualche maniera circolare (nascita, crescita, maturitŕ e morte delle civiltŕ), quasi vi fosse un percorso obbligato o predestinato.
Ultima modifica di donerdarko; 18-10-14 alle 01:08
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giň91)


alla fine a meno di poter predire non cambia un bel niente


Ultima modifica di Lčon Kochnitzky; 18-10-14 alle 13:38
"Sono contro tutti i sistemi, il piů accettabile č quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)
Riflettevo in questi giorni sulla celebre frase per cui "la mappa non č il territorio", ovvero quanto sia limitante la nostra rappresentazione (linguistica e simbolica) del mondo rispetto all'infinitŕ varietŕ del reale (per cui non si ripetono mai le medesime sensazioni e percezioni da persona a persona). Che poi, in fondo, a determinare la comprensione delle esperienze sensoriali e il comportamento degli individui č il senso della propria identitŕ (chi sono io? quale č il mio scopo?), per cui in un certo senso č corretto sostenere che ciascuno č artefice del proprio destino (ognuno "attira" le proprie sfighe o le proprie fortune).
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giň91)