Ecco, questa mi sembra un'osservazione intelligente. Mio padre diceva c'è chi vive per mangiare e chi mangia per vivere, e aveva ragione, sono due cose diverse, anzi opposte.
In India, dove mia moglie si rifiuta di venire per le ragioni, discutibilissime, che ho letto anche qui (barboni, morti di fame ecc.) nessuno vive per lavorare, guadagnare e poi spendere il frutto delle proprie fatiche per avere un televisore o un cellulare più in. Io non ho mai respirato tanta spiritualità come in India e siccome non penso che Gide o ora Terzani siano degli imbecilli sono lieto, lietissimo di trovarmi d'accordo con quello che loro hanno scritto di questo straordinario, incredibile Paese.
Voglio raccontare un caso capitato a me.
Sono ad Agra, una località del Rajasthan e cammibo per strada. A un certo punto vedo, dentro un prato di un parco, un uomo che sta uccidendo una vacca sacra, di quelle che camminano per strada rispettate da tutti. Mi avvicino a due police-man e riferisco, certo che si sarebbero dati da fare. Bè, sai cosa mi hanno detto? Sarà un musulmano e anche lui deve mangiare.
Un altro modo di concepire la vita.
La loro condizione povera la vivono con molta tranquillità: è il loro karma, che devono accettare. Nessuna remora, nessuna protesta. Un altro mondo.





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