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  1. #1
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    Predefinito PD : scissione Sì o NO?


    “Scissione è un termine che non voglio nemmeno evocare” ribadisce Gianni Cuperlo, ex Presidente Pd*a Radio Rai. Ieri lo aveva già annunciato Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd e renziano della prima ora: “Scissione? Una parola che non ha cittadinanza nel Partito democratico”.
    Non è la prima volta che lo spettro ‘scissione’ viene prima evocato tra le righe e poi, guadagnati i titoli sui giornali, sapientemente allontanato. Eppure, dopo sabato, lo smacco sembra ormai insanabile. L’ala ortodossa della ditta post-comunista è scesa in piazza con Camusso, Landini & co. mentre il nuovo- almeno a parole- PdR (Partito di Renzi) inveiva contro i “conservatori” dal garage della Leopolda numero 5. Ieri abbiamo riportato le opinioni, prevalentemente scettiche, di tre politologi interrogati sul tema dall’agenzia AdnKronos. Oggi è arrivata la risposta dalla politica.
    L’EX TESORIERE E LA DITTA -**“Chi vuole la scissione del partito non venga a cercare me” avverte Ugo Sposetti, ultimo tesoriere dei Ds oggi senatore democratico, già in polemica con i renziani per la questione del patrimonio ereditato dal Pci, poi diventato Pds e infine Ds. Ma sulle questioni di fedeltà alla ditta, non si discute (con buona pace dei padri Berlinguer e Occhetto, difensori a spada tratta dell’articolo 18). Tanto anche Fassino, fondatore dei Ds, è diventato renziano con un giro di valzer repentino. Ma, sulle finanze del partito, Sposetti è leggermente più tranchant: “Quando leggo le cose che scrivono i giovani dirigenti del Partito Democratico, dico che mi dovrebbero chiamare per fare una piccola lezione e spiegargli come si legge un bilancio”. Questione di competenza.
    IL DISSIDENTE PERPETUO -*“A Renzi piacciono tutte e due le destre” (27-02), “i metodi di Renzi sono un po’ violenti” (13-06), “il renzismo è prima di tutto una prospettiva dall’alto verso il basso, […] in questo assomiglia al Berlusconi del 1994, al Grillo del 2013, ma soprattutto a Craxi” (11-07), “Renzi vuole essere la nuova sinistra, ma fa la destra da dieci anni” (05-10). E’ il dissidente duro e puro del Pd: Pippo Civati guida l’ala oltranzista, quella che apre ai “grillini” e vorrebbe guardare a Sel più che ai centristi o ai “diversamente berlusconiani” di Alfano. Oggi ribadisce: il programma di Renzi sembra il “manifesto della destra, quella italiana, quella degli ultimi anni”. Perciò, voterà contro lo Sblocca Italia e il Jobs act ma non per aprire la scissione, ma perché non è giusto “sostenere simili scelte”. La domanda è: che ci fa ancora nel Pd?

    GIANNI E CESARE, DI LOTTA E DI GOVERNO -**Ieri al Corsera Gianni Cuperlo ha dichiarato che se ci sarà la scissione, “sarà colpa di Renzi”. Oggi fa non uno, ma due passi indietro: “Scissione è un termine che non voglio nemmeno evocare, il Pd è la nostra casa”. Poi minimizza. Le legnate tra renziani e sinistra dem diventano “dibattito che fa bene al partito”. Democristiani si nasce, non si diventa. E lui è cresciuto a pane e Carlo Marx.
    Poi c’è Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro. Da lui dovrà partire la discussione sul Jobs act. E la lotta si presenta fratricida. “Scissione? Non vedo questa possibilità-dice- preferisco essere la sinistra di un grande partito che far parte di un piccolo partito di sinistra”. Logicamente, non fa una piega. Ma nei fatti… “La battaglia va condotta dentro il Pd- conclude- e spero che in un partito così grande ci sia spazio, dialettica e ascolto”. La speranza, diceva qualcuno, è l’ultima a morire.
    IL FILOSOFO -**Stamane, intervistato da Repubblica, sul tema è intervenuto anche Massimo Cacciari, già sindaco di Venezia negli anni d’oro della laguna. “Credo che Renzi non solo non tema la scissione” dice a Sebastiano Messina “ma sia sul punto di desiderarla” perché a lui “conviene”. E i dissidenti che fine faranno? “Hanno tutti idee pre Renzi. Eccetto Civati. Se togli lui, gli altri sono reduci”. E tutto ciò significa “conservatorismo puro”. “Cosa vogliono combinare?- si chiede Cacciari- si rimettono con Vendola? Fanno un’altra Rifondazione?”. Auguri.


    Scritto da: Giacomo Salvini
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  2. #2
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    Predefinito PD : scissione Sì o NO

    Prima di parlare di scissione del PD si dovrebbe chiedere a iscritti e simpatizzanti in quale PD si riconoscono.
    Renzi ha vinto le primarie del PD, ma il suo programma delle primarie era un po' diverso da quanto sta facendo e allora se c'è qualcuno che deve andarsene è doveroso chiederlo agli elettori.
    Il 41% alle europee del PD non è facilmente decifrabile, in un panorama politico in disfacimento senzaltro troviamo dentro il 25% del centrosinistra, ma il resto deriva dà uno spostamento sui programmi della destra o uno spostamento degli elettori verso un programma di centrosinistra ?
    Nel primo caso sarebbe giusto verificare quale percentuale di quel 25% concorda nello spostamento a destra del partito, mentre nel secondo caso sarebbe benvenuto uno spostamento verso un programma di centrosinistra.
    Questa verifica fa fatta e va chiesta da quella che oggi è minoranza in parlamento .
    Diversamente Renzi si impadronirebbe di un partito in modo truffaldino.

  3. #3
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    Predefinito re: PD : scissione Sì o NO?

    Citazione Originariamente Scritto da IOSPERO Visualizza Messaggio

    Il 41% alle europee del PD non è facilmente decifrabile,
    pure questo tocca leggere

  4. #4
    tanti dubbi e zero verità
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    Predefinito re: PD : scissione Sì o NO?

    Il PD oggi è nei fatti un partito di destra. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, a partire da nessun taglio significativo a stipendi, prebende, sprechi e clintelismi nella pubblica amministrazione e negli ingranaggi del funzionamento dello stato.

    Per proseguire, se ancora ci fossero dubbi, sugli aumenti imposte sulla prima casa, IVA, generalizzazione ed universalizzazione del precariato abolendo l'articolo 18 e , prossimamente, con l'apposizione della testa di Mussolini sul simbolo del PD e davanti alla sede romana del partito.

    Trovo del tutto oziosi e fantasiosi i discorsi sui travasi di voti da chi a dove, e altrettanto improbabili gli scenari preconizzati o ipotizzati. La Destra liberista e conservatrice sta ottenendo finalmente quello che Berlusconi, Almirante e Fini non sono mai riusciti ad ottenere, a causa di una sinistra che ancora aveva una qualche parvenza di forza pro lavoratori, pro welfare, pro una dversa distribuzione del reddito della (ex)seconda economia europea.

    La potenza delle TV, dei giornali, della finanza e della signora D'Urso sono riusciti nell'intento di cancellare qualsiasi opposizione alla Destra in Italia. Fino a 20 anni anni fa si sgomitava a sinistra, spostandosi lentamente verso il centro, battezzandosi genericamente "centrosinistra".

    Poi la lotta è iniziata a centro, su chi era piu' centrista fra il grande statista italiano Casini, contrapposto al principe del pensiero politico Buttiglione, col supporto di Rutelli e Veltroni, autentici Bronzi di Riace nelle dichiarazioni totalemnte insignificanti, di destra/sinistra/centro, ma senza nemmeno una connotazione generalista o vagamente inquadrabile da qualche parte.

    Poi finalmente la Destra ha partorito Berlusconi, Fini, Bossi, ed hanno appiedato l'altra Destra, quella di Bersani, la Camusso, Franceschini, D'Alema ecc...., troppo ingordi per dividersi l'osso con la destra certificata del Nano.

    E adesso ?...Nano fatto fuori, Alfano cooptato, Fini suicidatosi, tutto il partito degli ex qualche cosa (ulivisti, comunisti, quercisti, cosisti, democristiani, socialisti, liberiali ecc.....) si sono collocati a destra, giustamente e come desideravano da decenni, trovando sempre occupato.

    Quindi, sempre in concreto e sempre fuori dalle chiacchiere che piaccioni tanto agli spiriti semplici, la cosiddetta minoranza del PD, di vaga ispirazione di centro o di centro sinistra, a vocazione pseudo-simil-socialdemocratica, è solo un paravento per illudere le persone su una specie di dialogo all'interno del Partito di Destra, sempre ad uso e consumo delle anime ingenue e credulone.

    Ma il PD oggi è un partito di Destra nei fatti, nei metodi, nei programmi e negli intenti. Tutto il resto sono sceneggiate per la gggente.

    Senza imho.
    Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


  5. #5
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    Predefinito re: PD : scissione Sì o NO?

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    pure questo tocca leggere
    perché secondo te
    deriva dà uno spostamento sui programmi della destra o uno spostamento degli elettori verso un programma di centrosinistra ?

  6. #6
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    Predefinito re: PD : scissione Sì o NO?

    Citazione Originariamente Scritto da mad Visualizza Messaggio
    Il PD oggi è nei fatti un partito di destra. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, a partire da nessun taglio significativo a stipendi, prebende, sprechi e clintelismi nella pubblica amministrazione e negli ingranaggi del funzionamento dello stato.

    Per proseguire, se ancora ci fossero dubbi, sugli aumenti imposte sulla prima casa, IVA, generalizzazione ed universalizzazione del precariato abolendo l'articolo 18 e , prossimamente, con l'apposizione della testa di Mussolini sul simbolo del PD e davanti alla sede romana del partito.

    Trovo del tutto oziosi e fantasiosi i discorsi sui travasi di voti da chi a dove, e altrettanto improbabili gli scenari preconizzati o ipotizzati. La Destra liberista e conservatrice sta ottenendo finalmente quello che Berlusconi, Almirante e Fini non sono mai riusciti ad ottenere, a causa di una sinistra che ancora aveva una qualche parvenza di forza pro lavoratori, pro welfare, pro una dversa distribuzione del reddito della (ex)seconda economia europea.

    La potenza delle TV, dei giornali, della finanza e della signora D'Urso sono riusciti nell'intento di cancellare qualsiasi opposizione alla Destra in Italia. Fino a 20 anni anni fa si sgomitava a sinistra, spostandosi lentamente verso il centro, battezzandosi genericamente "centrosinistra".

    Poi la lotta è iniziata a centro, su chi era piu' centrista fra il grande statista italiano Casini, contrapposto al principe del pensiero politico Buttiglione, col supporto di Rutelli e Veltroni, autentici Bronzi di Riace nelle dichiarazioni totalemnte insignificanti, di destra/sinistra/centro, ma senza nemmeno una connotazione generalista o vagamente inquadrabile da qualche parte.

    Poi finalmente la Destra ha partorito Berlusconi, Fini, Bossi, ed hanno appiedato l'altra Destra, quella di Bersani, la Camusso, Franceschini, D'Alema ecc...., troppo ingordi per dividersi l'osso con la destra certificata del Nano.

    E adesso ?...Nano fatto fuori, Alfano cooptato, Fini suicidatosi, tutto il partito degli ex qualche cosa (ulivisti, comunisti, quercisti, cosisti, democristiani, socialisti, liberiali ecc.....) si sono collocati a destra, giustamente e come desideravano da decenni, trovando sempre occupato.

    Quindi, sempre in concreto e sempre fuori dalle chiacchiere che piaccioni tanto agli spiriti semplici, la cosiddetta minoranza del PD, di vaga ispirazione di centro o di centro sinistra, a vocazione pseudo-simil-socialdemocratica, è solo un paravento per illudere le persone su una specie di dialogo all'interno del Partito di Destra, sempre ad uso e consumo delle anime ingenue e credulone.

    Ma il PD oggi è un partito di Destra nei fatti, nei metodi, nei programmi e negli intenti. Tutto il resto sono sceneggiate per la gggente.

    Senza imho.
    quotone... i vari bersani fassina cuperlo sono la necessaria foglia di fico per gli allocchi. Del resto i media, asserviti e dipendenti, vogliono imprimere l'idea del pd come partito stato in cui si contempla il tutto, maggioranza e opposizione.

 

 

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