Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 19:45


Se Dio è un'osservazione astronomica mi dici con che strumento lo hai visto?
Ora puoi scrvelo cosi:
D'altrondeMa d'altronde è sempre un secondo mel'empirismo scientifico non butta via l'errore, ma lo utilizza come esperienza.
Secondo te l'empirsmo scientifico non butta via l'errore.Invece secondo me nulla si conosce senza partire dai sensi.Se è stato corretto vuol dire solo,che non è necessario che se hai capito il sistema tolemaico allora il sistema tolemaico sia fondato.Dunque cosa intendi con il termine "comprensione"?Anzi arriva un punto in cui semplicemente si riscontra l'errore e la teoria semplicemente cade,è cioè le teorie non sono vere,sono vere fino a dimostrazione contraria.l'empirismo scientifico non butta via l'errore, ma lo utilizza come esperienza.
Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 19:53


L'empirismo pone la sua ricerca (ed estrinseca la sua utilità) nell'ambito dell'esclusivamente osservabile.
La metafisica parte dall'osservabile per cercare il sotteso. Dall'effetto per stabilire la causa.
Sono ambiti d'azione assai diversi.
Prima si è citato Pascal, mi permetterai questa sua citazione quindi:
La fede dice quel che i sensi non dicono, ma non il contrario di quel che i sensi vedono. È al di sopra e non contro
Anche perché di convesso, specie nelle scienze più complesse, anch'esse glissano sull'empiricità , in quanto materialmente non ottenibile e formulizzano in base teorica-corollaria.
Ma alla fine la storia di fare il croupier al banco della vita, ce la vuoi spiegare come funziona?
Preferisco di no.
E dunque una questione di fede non di ragione.E appunto la fede che è un desiderio che posso rispettare ma che non condivido.E più o meno dimostrabile che credere in qualcosa non significa infatti conoscere qualcosa,non sono affatto certo che credere in qualcosa si infatti conoscerla,ma semplicemente crederla e basta.E sinceramente è sempre autoreferenziale,altrimenti se non lo fosse non mi spiegherei le infinite dottrine cristiane o di altre religioni nel corso dei secoli.
Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 20:17


Il contrario , è proprio una questione di ragione. Ma non è lo di razionalismo, inteso come culto univoco della ragione umana in se e per sè precludendo ogni altra cosa che non sia alla fine un solipsismo pseudoculturale e pseudologico.
Diciamo gli effetti di alcuni pensato (ed ideologi) della fine del '700 ed i loro epigoni ottocenteschi.
Preferisco di no.


Definisci la Fede come desiderio.
Eppure essa si impone come evidenza frutto di una ricerca (è il succo del termine "cammino di conversione") non di un qualcosa che si desidera in quanto tale, ma che si trova lungo una strada diversa per ognuno.
Sapere che esiste un punto d'arrivo al termine di ricerca in parte effettuata porta a ricercarne ulteriori elementi.
Mi pare assai semplice.
E la questione sull'esistenza di Dio non è solo una questione di pura sentimentalità, laddove essa ha impegnato ed impegna la mente nella ricerca e definizione del motore primo (che - dal punto di vista prettamente filosofico a priori non deve per forza coincidere col Dio Cristiano)
Ergo?
Preferisco di no.
Davvero ne sei certo?ma se nè sei certo,pensi che credere che non sia vero che "In ogni triangolo rettangolo l'area del quadrato costruito sull'ipotenusa è sempre uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti." sia anche una conoscenza piuttosto che semplicemente desiderarlo?
Mi pare che comunque stia andando con categorie a priori,non reputo infatti questo asserto relativo non implica tuttavia che ogni asserto non è relativo,alcuni asserti sono relativi altri no,dunque non sono solipsista,se poi a maggior ragione in precdenza dico che una qualche conoscenza comincia in maniera sensibile,si esclude il solipsismo relativamente a me,perchè direi che il mondo esiste e non è necessariamente una mia proiezione mentale.D'altra parte la logica modale epistemica esclude proprio la conciliabilità tra credere qualcosa e conoscerla.
E proprio questo credere,è l'autoreferenza stessa che genera il credere,infatti non a caso il solipsismo è una credenza ed è anche autoreferenziale in maniera assoluta.Mentre una concezione scientifica necessità proprio di uscire dall'autoreferenzialità per avere una forma di conoscenza,è banale che la legge di newton,o il terzo prinicipio della termodinamica, non è un predicato solo nella mente di chi lo pensa,ma stabilito il sistema di riferimento cio la terra,è oltre un'autoreferenza o una credenza,ma una conoscenza del mondo fisico matematizzata.
Tu dici che sono degli ideologi e perchè mai?Certo alcuni è vero hanno prodotto delle ideologie,ma tolta la metafisica dalle leggi scientifiche con l'eliminazione di causa finale,essa ha avuto uno sviluppo in applicazioni incalcolato,abbiamo prodotto più conoscenza negli ultimi cento anni che in migliaia di anni.E questo perchè il mondo è prima di tutto un sistema fisico e non "meta",tuttavia non nego nemmeno l'esserci della metafisica razioanle,diversa comunque dalla metafisica teologica,che da Ockam è posta solo per condizionali.
E chi garantisce a me che anche la religione non sia una ideologia?
Ultima modifica di Epictetus; 04-12-14 alle 20:34


perchè Dio crede in noi.
Qu'ils mangent de la brioche.
Padre Pio "crede negli increduli" questo sicuramente è certo.Capisco che lo faccia anche per il bene dell'incredulo a suo avviso,tuttavia quando la ragione è senza fede semplicemente termina nella scepsi,non c'è coniugabilità tra le due e questo proprio perchè ci sono due posizioni la fiducia e la ragione:
Credere per poi comprendere e conoscere e poi c'è conoscere e comprendere per non credere.
Ultima modifica di Epictetus; 05-12-14 alle 10:39