



Solo armi.
Ferrovie poche (al 1860).
Industria: nulla (erano tutte in mano ai privati).
Molto nelle bonifiche agricole (Cavour e i suoi ministri erano proprietari terrieri, e valorizzarono le proprie terre a spese dello Stato).
Il bilancio era quasi interamente appannaggio del ministro della guerra.
I Borbone non avevano neanche il Ministero della guerra. Avevano l'importante Ministero della marina, perchè erano circondati dal mare. Il confine di terra era con lo Stato pontificio, che (illusi) avrebbe dovuto proteggerli.
Ma il mare faceva gola agli inglesi, che cercavano di togliere di mezzo l'unica marina concorrente del Mediterraneo, che doveva restare cosa loro.
E quando i Savoia iniziarono l'invasione via terra, passando attraverso lo Stato pontificio, il Papa si girò dall'altra parte.
Ultima modifica di Corrado; 06-12-14 alle 15:37


Forse non ti è chiaro che i Borbone erano dei deficienti. Il Nord Italia confinava con gli Stati industrialmente sviluppati. Anche se fosse come dici tu (e non è così), le industrie sarebbero state messe, e c'era la possibilità di commerciare con Francia e Germania. Noi con chi avremmo dovuto commerciare, con la Grecia? Ti sembra una politica intelligente?
Spaghetti e pistole






Ultima modifica di Juv; 06-12-14 alle 15:43
"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"




"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"


I Borbone, dopo più di un secolo, potevano dirsi autoctoni.
Il fatto è che Garibaldi iniziò la conquista dalla Sicilia: ed i Siciliani mal sopportavano il governo di Napoli.
L'esercito napoletano non aveva molta voglia di difendere i Siciliani, da sempre visti come ribelli (a parte l'infingardaggine dei generali napoletani: si dice perchè comprati dall'oro dei Savoia).


Ma la ferrovia napoli portici era di 7 chilometri ed era una specie di trenino turistico, 10 anni dopo il Piemonte aveva collegato Torino con Genova (il porto più grande d'Italia), e la Francia con il lombardo veneto
Ultima modifica di Zaccanasta; 06-12-14 alle 15:47
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Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.