Calano gli investimenti stranieri
la Cina fa i conti con la recessione
Si è fermata la corsa dei capitali esteri verso la Cina. Nel mese di aprile l'afflusso di investimenti stranieri nell'economia cinese è stato di soli 5,9 miliardi di dollari, il 23% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Nei primi quattro mesi del 2009 gli investimenti esteri diretti sono stati 27,7 miliardi di dollari, in calo del 21% rispetto al primo quadrimestre del 2008.
E' ormai da sette mesi consecutivi che gli investimenti stranieri in Cina sono in discesa, ma la riduzione di aprile è molto più accentuata (a marzo erano scesi del 9,5%). Il dato è collegato alle difficoltà delle multinazionali straniere - americane, europee, giapponesi e sudcoreane - i cui tagli di bilancio si riflettono anche in una contrazione degli investimenti esteri.
Ancora nel 2008 la Cina aveva potuto contare su un afflusso di investimenti esteri diretti in continua ascesa, del 7% superiore al 2007. Ora l'inaridirsi dei capitali esteri fa venir meno una delle fonti di finanziamento che hanno svolto un ruolo importante nella crescita cinese degli ultimi anni.
Chi in Cina è rimasto, però, non sembra lamentarsene. In particolare il settore bancario cinese sembra essere uno dei pochi a riservare delle buone sorprese per i big della finanza mondiale. Il gruppo Hsbc ha realizzato sul mercato cinese 353 milioni di dollari di utile nel trading di valute, obbligazioni e derivati, in crescita del 137% sull'anno prima. Citigroup ha visto aumentare del 95% il suo utile netto in Cina (a 191 milioni di dollari) grazie soprattutto al trading sulle valute.
Non altrettanto fortunato può dirsi chi ha investito nella direzione contraria. Uno dei più celebri fondi sovrani asiatici, l'ente di Stato Temasek di Singapore, subisce una perdita di 4,6 miliardi di dollari per aver voluto andare in soccorso alla Merrill Lynch. Temasek aveva acquisito una partecipazione del 14% nel capitale di Merrill Lynch, pochi mesi prima che il colosso finanziario di Wall Street scivolasse verso la bancarotta. Le grandi banche d'investimento americane giocarono la carta dei "cavalieri bianchi" stranieri, andando in cerca di capitali per uscire dal vortice della crisi di sfiducia.
Poi Merrill Lynch è stata pilotata dal governo Usa nelle braccia di Bank of America, altro gigante malato e bisognoso di sussidi pubblici. Per effetto dell'acquisizione, il gruppo Temasek si è visto scambiare la sua quota, a ragione di 0,86 azioni Bank of America per ogni azione Merrill. Il crollo di valore della Bank of America ha fatto il resto: dopo avere investito quasi 6 miliardi di dollari in Merrill, l'ente pubblico di Singapore ha liquidato la sua quota per soli 1,3 miliardi.
(15 maggio 2009)
da repubblica.it
Diciamo le cose come stanno: senza gli investimenti stranieri e dunque occidentali, i paesi in questione non avrebbero mai raggiunto dei numeri di crescita cosi elevati.




Rispondi Citando
sul livello di cultura generale di quel popolo sorvoliamo......Sulle campagne cinesi dipende.In alcuni casi sono anche piu evolute delle nostre e stanno sperimentando anche nuove forme ecologiche per la coltivazione, oltre a sistemi informatici, ma cio varia da zona a zona.La stessa Jakarta e moderna in stile occidentale.Ma mi riferisco piu che altro a forme di sviluppo ineguali globali che prima o poi creeranno forti squilibri.
