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Discussione: Parigi.

  1. #351
    Supreme Gentleman
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    Predefinito Re: Parigi.

    ma un economista antisistema (addirittura in grassetto) che ci faceva alla banque de france?
    "Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
    "Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
    "Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)

  2. #352
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    Predefinito Re: Parigi.

    Citazione Originariamente Scritto da Felipe K. Visualizza Messaggio
    ma un economista antisistema (addirittura in grassetto) che ci faceva alla banque de france?
    Mettono i loro parenti ovunque poi ci stupiamo che le cose non vanno bene.

  3. #353
    Realismo Spietato
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    Predefinito Re: Parigi.

    Per cosa si manifesta domenica

    Il nuovo direttore di Charlie Hebdo: «Non ci hanno ucciso, e lo dimostreremo» - Il Sole 24 ORE

    «Hanno attaccato chiaramente la libertà di stampa, la libertà di espressione, il diritto alla satira e alla caricatura, ma i terroristi hanno attaccato il laicismo. Perché se non c`è il laicismo nessuna libertà, nessuna fraternità, nessun tipo di uguaglianza è possibile».

    Ma porca troia lo sapevo che in due giorni mi avrebbero fatto riabilitare i terroristi
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  4. #354
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    Predefinito Re: Parigi.

    Ma l'Occidente non ha perso. (Emanuele Severino*)

    L'Islam insegue la tecnica, che sta al cuore della nostra cultura. Se la conquistasse dovrebbe rinunciare alla propria tradizione

    Al centro dei fenomeni del nostro tempo c'è la fame. Fortemente cresciuta rispetto al passato: sia per il modo in cui viene distribuita la ricchezza prodotta, sia per la crescita smisurata della popolazione mondiale. Inevitabile, quindi, la pressione degli affamati su chi riesce a sopravvivere nonostante le preoccupazioni causate dal Pil. Inevitabile anche, in questa situazione, che si facciano avanti le forze che progettano di sfruttare a proprio vantaggio la volontà degli affamati di godere anch'essi dei beni esistenti sulla Terra.
    Ieri la maggiore di queste forze era l'Unione Sovietica. Con la sua fine, quel progetto è stato ereditato dall'Islam — che vede nel capitalismo e nella cultura dell'Occidente il male assoluto. E la condizione dell'Occidente è peggiorata, perché, nonostante e anzi proprio in virtù della guerra fredda e della tensione nucleare, l'Urss ha esercitato una funzione di controllo e di contenimento delle spinte antioccidentali dei Paesi musulmani. Era costretta a svolgere questo compito, paradossalmente vantaggioso per l'Occidente, perché c'era di mezzo il pericolo di rompere l'equilibrio tra le due superpotenze, giungendo a quel suicidio atomico al quale né l'una né l'altra ha mai inteso arrivare.
    Con la fine dell'Urss son venuti meno anche il controllo e contenimento di cui si è detto. Quelli operati dal mondo islamico nei confronti delle proprie forme estremistiche sono estremamente meno efficaci, sia perché il mondo islamico (già di per sé ostile all'Occidente) è frammentato, sia perché non esiste una tensione tra esso e l'Occidente analoga a quella tra Usa e Urss: ancora non esiste il pericolo che l'estremismo, in questo caso islamico, abbia a rompere un equilibrio di potenza, in questo caso tra Islam e Occidente, determinando così la catastrofe nucleare. La fame umana (il dolore, la morte) esiste all'interno di una cultura da cui è interpretata. E le interpretazioni (cristiana, islamica, capitalistica, marxista, ecc.) si combattono. Anche perché hanno avuto una storia diversa. Nel Medioevo la cultura cristiana e quella islamica crescono entrambe nel terreno della filosofia greca. Poi il cristianesimo, a differenza dell'Islam, si imbatte nella cultura moderna, che lo mette radicalmente in questione e con esso finisce col lasciarsi alle spalle l'intera tradizione dell'Occidente.
    L'Islam ignora l'atteggiamento critico in cui la modernità consiste. In quanto critica del proprio passato l'Occidente è debole; in quanto fede nella propria tradizione l'Islam è forte (anche se la «primavera araba» può far pensare a un primo, incerto passo dei Paesi arabi verso la modernità, quindi verso l'indebolimento; un passo forse già fallito).
    Tuttavia l'abbandono della tradizione ha consentito in Occidente lo sviluppo della scienza e della tecnica. E della tecnica guidata dalla scienza moderna intendono servirsi tutte le forze oggi ancora in campo. Anche il mondo islamico intende servirsene. La tecnica è il mezzo più potente. Il programma nucleare iraniano è sintomatico. Nonostante la sua efferatezza e il numero delle vittime, il terrorismo islamico ha ancora un carattere artigianale. Per diventare una minaccia alle strutture del mondo occidentale deve acquistare un carattere tecnologico-industriale. E perché ciò accada occorre uno Stato.
    Ma se per realizzare quella minaccia uno Stato terrorista islamico è indispensabile, la sua esistenza è anche controproducente, un pericolo per la propria sopravvivenza. Infatti esso sarebbe ben visibile. La sua distruzione incontrerebbe meno difficoltà tecniche che non l'individuazione e distruzione della nebulosa costituita dalle cellule terroristiche sparse per il mondo. Si preannuncia un tempo in cui la volontà del terrorismo di uscire dallo stadio artigianale, impadronendosi delle opportunità offerte dalla tecnica, sarà in conflitto con la consapevolezza del pericolo a cui si va incontro con la costruzione di uno Stato terrorista islamico, inevitabilmente richiesto da quella volontà. D'altra parte, se l'Islam è già presente in Europa, in America, in Russia, una conquista islamica dell'Occidente e della Russia è impossibile. Probabile, sì, un consistente aumento degli islamici immigrati, rispetto agli autoctoni. Ma la difficoltà estrema che gli islamici si adeguino alla cultura occidentale tende a svanire nella misura in cui questa cultura si presenta loro non come ideologia cristiana o capitalistica o democratica, ma come tecnica. La loro volontà di dominio non può prescindere dalla potenza che è conferita dall'uso razionale della tecnica.
    Ma la legge sulla quale sono tornato più volte anche su queste colonne è il rovesciamento per il quale la tecnica, da mezzo per realizzare gli scopi ideologici delle forze che intendono servirsi di essa, è destinata a diventare, essa, il loro scopo. La presenza dell'Islam nel mondo occidentale e in Russia sta appunto diventando una di tali forze. Che sono tra di loro in conflitto. Quindi tra esse prevarrà quella che, rinunciando al proprio scopo ideologico, assumerà come scopo quello che la tecnica possiede per se stessa: l'aumento indefinito della capacità di realizzare scopi. La tecnica è la punta di diamante della cultura occidentale. Rimane tale qualunque sia la razza umana che essa incorpora in sé. Se la razza bianca illanguidisce è perché non è più o non è ancora capace di assumere come scopo l'aumento indefinito della potenza. Se nel mondo occidentale prevarranno le razze che oggi si fanno guidare dall'Islam, sarà perché esse avranno quella capacità. Ma nel momento stesso in cui si saranno mostrate così capaci, non saranno più guidate dall'Islam ma dalla razionalità tecnologica, che esige l'abbandono della tradizione, di ogni tradizione, quella islamica compresa. Vincente, da ultimo, è la struttura del mondo occidentale, qualunque sia la razza umana che essa incorpora e qualunque sia l'ideologia da cui tale razza è guidata (Islam, capitalismo, comunismo, cristianesimo, democrazia, ecc.). E nella tecnica confluisce e si raccoglie l'intera storia di quella struttura.
    Per quanto sembri occupare la scena del mondo, lo scontro tra Islam, da una parte, e cristianesimo, capitalismo, democrazia dall'altra è uno scontro di retroguardia. Il nemico autentico e vincente sia dell'Islam sia di quei suoi nemici visibili è la tecnica, di cui sia l'Islam sia quei suoi nemici intendono servirsi per prevalere nello scontro di retroguardia. Dall'Islam a Prometeo (Rizzoli, 2003) è un saggio in cui riprendo temi che vado sviluppando da un trentennio e che qui sopra ho richiamato.
    A proposito del trasferimento della conflittualità planetaria dall'asse Est-Ovest a quello Nord-Sud vi si dice che «le potenzialità tecnologiche di cui oggi dispongono le società avanzate saranno in grado di risolvere i problemi dell'intera razza umana. Ma si tratta di un evento che potrà verificarsi a lungo termine. I problemi e i pericoli riguardano il breve e medio termine, il tempo che intercorre tra la situazione attuale e l'esplicazione su scala planetaria delle possibilità salvifiche della tecnica. Ci si illude se si pensa che la relativa composizione del conflitto Est-Ovest abbia a inaugurare un lungo periodo di pace. Essa inaugura una nuova forma di guerra». Che tuttavia sta andando verso la pax tecnica (verso il luogo, peraltro, in cui si è ben lontani dall'aver risolto tutti i problemi, ma in cui tutti i nodi della storia dell'Occidente vengono al pettine).
    corrieredellasera

    Ma l'Occidente non ha perso. (Emanuele Severino*)

    (Sottolineatura di Orco Bisorco che si diverte quando legge la parola 'razza')
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 10-01-15 alle 23:01

  5. #355
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    Predefinito Re: Parigi.

    intervista a Severino, 12 luglio 2001

    "Il fenomeno dell'immigrazione è, ad esempio, molto pericoloso. Noi popoli privilegiati corriamo il rischio dì fare la fine di certe imbarcazioni alle quali motti si vogliono aggrappare, e che vanno a fondo. Questo non vuol dire che la struttura tecnologica vada a fondo, ma che l'apparato scientifico-tecnologico è in grado di operare "ricambi" di "materiale umano" al proprio interno. Il pericolo è per l'etnia bianca, la quale verrà progressivamente defenestrata. Questo discorso non è razzista: è una constatazione. Razzista è chi vede nell'appartenenza a una certa razza un valore. Io dico solo che l'immigrazione emarginerà le popolazioni occidentali la cui gioventù si va sempre più imbarbarendo nella dipendenza dalla televisione, dai video-giochi, dalla droga, dagli agi, eccetera, e ha contro di sé tipi umani sempre più numerosi che, ad esempio, fanno saltare se stessi pur di far saltare in aria il nemico. Il nostro tipo umano occidentale è incomparabilmente più fragile rispetto a quello dell'immigrato. Un politico che dica all'elettorato euro-occidentale: "A me non importa niente che tu te ne vada alla malora" non è un politico. Quindi, se io fossi un politico, è ovvio che lavorerei per la sopravvivenza della popolazione attualmente maggioritaria. Ma io non accetterei mai di essere un politico".

  6. #356
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    Predefinito Re: Parigi.

    "ricambio di materiale umano" deve suonar comprensibile anche agli osservanti della democrazia

  7. #357
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    Predefinito Re: Parigi.

    anche io mi sono stupito dell'uso disinvolto della parola tabu razza.
    Effettivamente che cazzo gli frega, anzi, meglio fare la macedonia, meglio il caos per evitare cambiamenti drastici.
    I giovani bianchi occidentali sono nella merda, che ancora ancora profuma di cioccolata perché ci sono i baby boomers che li mantengono, ma col tempo è inevitabile che vengano sommersi, che le nazioni del cosiddetto occidente diventino "troppo grandi, vaste, complesse" per essere gestite e governate senza l'"aiuto" degli occidentali 2.0.
    Ultima modifica di paterfamilias; 11-01-15 alle 11:23

  8. #358
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    Predefinito Re: Parigi.

    ancora nessuno si sta occupando del boom demografico dell'Africa, sarà una catastrofe senza precedenti nella storia dell'umanità.
    Chi cazzo li gestisce miliardi di africani? L'Africa è grossa quasi il doppio della Russia e non vedo entità statuali degne di nota a decenni dalla fine del colonialismo. Boh.

  9. #359
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    Predefinito Re: Parigi.

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    anche io mi sono stupito dell'uso disinvolto della parola tabu razza.
    Effettivamente che cazzo gli frega, anzi, meglio fare la macedonia, meglio il caos per evitare cambiamenti drastici.
    I giovani bianchi occidentali sono nella merda, che ancora ancora profuma di cioccolata perché ci sono i baby boomers che li mantengono, ma col tempo è inevitabile che vengano sommersi, che le nazioni del cosiddetto occidente diventino "troppo grandi, vaste, complesse" per essere gestite e governate senza l'"aiuto" degli occidentali 2.0.
    i baby boomers non mantengono un cazzo, semmai è il contrario. e poi prima o poi i patrimoni passeranno di mano
    "Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
    "Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
    "Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)

  10. #360
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    Predefinito Re: Parigi.

    I suggerimenti di Severino per quanto discreti e problematici sono sufficientemente chiari.
    Ma mi chiedo se lui intenda che gli "involucri" siano vettori razziali ( per quanto destinati a suo dire a scrostarsi).

 

 
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