Etimologia e significato
Islàm (con accento sull'ultima sillaba, in
arabo: إسلام
Islām) è un sostantivo verbale traducibile «sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]»
[7][8] che deriva dalla radice
aslama, congiunzione causale di
salima («essere o porsi in uno stato di sicurezza»), ed è collegato a
salām («pace»).
[9] Nel linguaggio religioso, il concetto è traducibile con la parafrasi: «entrare in uno stato di pace e sicurezza con Dio attraverso la sottomissione e la resa a Lui»
[10] Nel
Corano talvolta assume la caratteristica di una qualità interiore del fedele: «
Allah apre il cuore all'Islàm a coloro che vuole guidare»
[11]; altri versi collegano
Islām e
Dīn, approssimativamente traducibile «religione»: «
Oggi ho reso perfetta la vostra religione [
dīn]
, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islàm.»
[12]. Altri ancora descrivono l'Islam come «l'atto di ritorno a Dio», piuttosto che un'affermazione verbale di fede.
[13] La parola
Islam perciò non è legata a una personalità o a un gruppo etnico, bensì all'idea centrale del suo credo religioso.
[14]
Nel
hadith di Gabriele (
ḥadīth Jibrīl) l'Islàm è presentato come parte di una triade composta da
imān («fede») e
iḥsān («eccellenza»), dove la definizione teologica dell'Islam sarebbe il
Tawḥīd, quella storica l'affermazione di fede nella missione profetica di Maometto, quella dottrinale nel rispetto dei Cinque Pilastri.