

La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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Oh! è assurdo definire con regole precise quel che si deve leggere o no. Più della metà della cultura moderna si fonda su quel che non si dovrebbe leggere.
Algernon. Oh! it is absurd to have a hard and fast rule about what one should read and what one shouldn’t. More than half of modern culture depends on what one shouldn’t read.
(O. Wilde, The Importance of Being Earnest, Act I, Scene I)


Ma perché non l' ho ancora letto? Devo rimediare assolutamente!
Se oggi citiamo un autore che in passato non era consigliabile leggere, allora non esistono letture che non dovremmo leggere. Wilde si è contraddetto (di proposito)? Se metà della nostra cultura dipende da esse, chi lo stabilisce che non dovremmo leggerle?
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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Secondo me ha ragione Platone. Leggere un libro di Cassano o Ehrman Bart non è la stessa cosa .
Ultima modifica di King Z.; 06-04-15 alle 10:55
Regressista amante della pucchiacca.


Il tempo che abbiamo a disposizione è in qualche maniera sempre limitato, per cui è doveroso discernere su cosa si vuol leggere.
Se si considera cioè la lettura come forma di istruzione e di conseguenza miglioramento.
Se viceversa la si considera un modo per passare il tempo, anche lì, c'è da considerare se questo tempo di intrattenimento vogliamo o non vogliamo che abbia una correlata utilità.
Leggere di tutto non vuol dire molto, perché esiste sempre una differenza qualitativa.
Preferisco di no.


meglio a teatro (o al cinema, la versione con Rupert Everett e Colin Firth non è male...)
Non c'è contraddizione, penso che la seconda parte della frase vada intesa così: "Più della metà della cultura moderna si fonda su quel che [secondo l'opinione generale] non si dovrebbe leggere".


Il problema è la definizione di cultura moderna e quali sono i libri che indicherebbe di non dover leggere ed i motivi per cui non si dovrebbero leggere.
Non è che dico che non si debba leggere "cinquanta sfumature di grigio" (sparo a caso) per chissà quali motivi di turbamento morale.
Ma perché è una cagata in versione romanzo harmony per rispondere ad esigenze di mercato, e c'è modo migliore (e più formativo) per trascorrere qualche ora.
Preferisco di no.


Più o meno quello che sosteneva Oscar Wilde, per una volta davvero lui e non uno dei suoi personaggi.
Durante il secondo processo venne accusato di essere l'autore di un libello scandaloso allora abbastanza noto, "Il Prete e il chierichetto", di cui non è difficile immaginare il contenuto pedopornografico. Poteva tranquillamente essere le "50 sfumature della tonaca" dell'epoca.
Questo è lo scambio di battute durante il controinterrogatorio:
Carson: - Lei è dell'opinione, credo, che non esistono libri immorali? -.
Wilde: - Sì -.
Carson: - Ne devo dedurre che che lei pensa che "Il Prete e il Chierichetto" non era immorale?
Wilde: - E' peggio che immorale, è scritto da cani.
C--You are of opinion, I believe, that there is no such thing as an immoral book?
W--Yes.
C--May I take it that you think "The Priest and the Acolyte" was not immoral?
W--It was worse; it was badly written.
http://law2.umkc.edu/faculty/projects/ftrials/wilde/Wildelibeltranowcross.html


La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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