

“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


una scelta DOVEVA essere fatta e l'hanno fatta in quel famoso primo Concilio. Questo non cancella l'interesse per gli altri vangeli, quello di Giuda per esempio, quello cosiddetto Del Signore, quello di Maria e quello appunto citato da emv di Tommaso che è veramente bello.
Poi la Chiesa di scelte ne ha fatte ancora molte e non sempre condivisibili, da un punto di vista assolutamente materialista.


Nel bellissimo (per me) fil di Terence Malick "The Tree of Life" a un certo punto una donna dice a una madre che ha saputo che suo figlio e morto in battaglia:-
-Il Signore dà e il Signore prende, e molte volte sparge sale sulle ferite che potrebbe curare
ecco, anche questa frase mi ha fatto riflettere su quel che penso e che mi ha fatto aprire questo thread.
Nel libro, straordinario, di Primo Levi "Se questo è un uomo" a un certo momento un piccolo rabbino si rivolge a Dio e dice (pressappoco, vale il senso):-
-io ti ho adorato e pregato per tutta la vita, perché so che tu esisti e ci ami, ma qui, in questo campo di morte (erano ad Auschwitz) io non ti ho mai incontrato: perché? Eppure è qua che tu avresti dovuto esserci, perché non ci sei?
Tu chiedi come si fa a dire che Dio è crudele, ma io non lo dico, e nemmeno l'ho mai detto. Però delle domande me le pongo e nemmeno quando andavo a parlare con i gesuiti di san Fedele la domenica mattina ho mai avuto risposte, e la domanda era sempre la stessa:-
-perché il Male? perché il dolore? perché la sofferenza? perché perché perchè....
Dice che c'è il libero arbitrio, che l'Uomo è stato lasciato libero di agire come crede. Va bene, può darsi, ma perché il dolore e la sofferenza? Perché nei bambini, nei vecchi? Si deve morire, certo, si deve morire ma perché morire poco a poco con quella malattia invalidante? perché le atroci sofferenze del cancro? SE si deve morire perché non farci spegnere come una candela quando la cera è esaurita?
Il Dio di Abramo non può essere il Dio dei Vangeli.


che io sappia Jehoshuha era figlio del tetragramma JHWH. se salta per aria il tetragramma salta per aria anche suo figlio.


Come ebreo tu mi confermi esattamente quello che conosco da tante letture. La difficoltà enorme a trascendere, a pensare a una vita che prosegue dopo la morte. Per Nietzsche questo era il nichilismo del cristianesimo. Ma poi perchè uno pur negando Dio è infelice?
Il silenzio di Dio, la sua assenza, nel cattolicesimo vengono spiegate come una condizione di povertà in cui ci lascia per provare un più intenso desiderio di lui (S. Alfonso de Liguori). Come un amato che poi ritorna. Ma questo ha senso solo nella prospettiva della vita dopo la morte.
Spesso si fa l'esempio del marmo che per diventare un'opera d'arte viene colpita dallo scalpello. Ci deve essere un progetto nella nostra vita
che lo giustifichi.
Tutte le religioni non riescono a trovare una spiegazione al dolore ed elaborano delle gnosi la cui risposta è sempre la stessa: tutto è illusione.
Soddisfa? No, c'è da spararsi...
Pensa a un fiore calpestato perchè cresciuto in una crepa su un marciapiede, non si fa domande se vale la pena, perchè non gli è andata bene come altri fiori dello stesso seme ma nati nel giardino vicino al marciapiede. Lui è lì, e ogni volta calpestato si rialza e cerca la luce, Dio, è ringrazia come può mostrando i suoi petali malridotti dai continui calpestii.
Bisogna sforzarsi di essere così. La cosa più simile al fiore è il bambino, che Gesù porta ad esempio della fede, ed è lapidario:
"Se non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli".
Bisogna annullare l'intelligenza sicuri che ci sarà restituito il centuplo.
S. Agostino dice "non capire per credere ma credere per capire"
Credere è prima di tutto un atto di volontà. Lo voglio, perchè so che è giusto. Perchè quando l'ho provato so che mi ha fatto bene.
Poi non ho avuto costanza. Anche se non sento nulla, insistere.
Con l'atto di volontà tu doni a Dio tutto quello che puoi, la tua miseria.
Tutte le cose belle e grandi che facciamo sono doni di Dio che a lui tornano, ma se gli doniamo la nostra miseria
gli diamo qualcosa di nostro.
Il male è entrato nel mondo col peccato originale. Il male è brutto, disordinato, se fosse come una candela che si spegne tranquillamente avrebbe una espressione ordinato e dunque sarebbe un principio di ordine il che è assurdo perchè il male non è un principio, non è un Essere, è un non-essere.
Uno scoglio al peccato originale causa del male del mondo è questo: capisco l'uomo e la discendenza ma che c'entra la natura, anch'essa si ammala, animali e piante si ammalano..
In realtà è stato un primo atto di misericordia di Dio nell'AT è che il male sia finito anche nella natura. Difatti l'uomo reso fragile dal peccato non sarebbe durato una genarazione con una natura perfetta.
Quindi rimosso questo scoglio logico, guardiamoci dentro. Non siamo peccatori?
Rialziamoci con fiducia senza fare domande come il fiore calpestato.
E' lo stesso Dio a cui Gesù grida "Abba, Padre, perchè mi hai abbandonato" che 3 anni prima davanti a tutti sul Giordano aveva detto "Questo è il mio figlio diletto in lui mi sono compiaciuto" e che ora lo lasciava sulla croce. Ma poi è risorto. E' sta attraendo tutti i popoli. Come ad Abramo, che prole ha avuto.
Gesù ha portato il messaggio che c'è una vita dopo la morte, verità solo accennata nell'AT e a cui gli ebrei non credevano (sadducei) o cmq di fatto non era al centro della loro religiosità e mi pare che sia così tutt'ora.
Alla fine è una scelta. Vuoi che ci sia un senso o vuoi che tutto sia nullità. E' importante il verbo volere perchè è connesso all'Essere e dunque deve essere sincero per forza. Io posso speculare, pensare questo o quello, che la vita è una nullità senza senso.
Ma voglio quello che la mente mi suggerisce?
Non è possibile, anche se dicessi che voglio il nulla, è un falso mentale e una durezza del cuore. Il cervello umano ragiona solo in positivo.
L'Essere è solo positivo. Voglio vivere adesso, lo voglio sempre. Dio si farà sentire allora. Se noi abbiamo la volontà di nulla in noi è come fossimo
nella relazione con Dio uno zero. E il prodotto che Dio vuole instaurare che risultato da se Dio è 100 x 0 (uomo che vuole il nulla) = 0.
Bisogna togliere tutti i non-essere dentro la nostra mente.
Come ebreo tu mi confermi esattamente quello che conosco da tante letture. La difficoltà enorme a trascendere, a pensare a una vita che prosegue dopo la morte. Per Nietzsche questo era il nichilismo del cristianesimo. Ma poi perchè uno pur negando Dio è infelice?
Il silenzio di Dio, la sua assenza, nel cattolicesimo vengono spiegate come una condizione di povertà in cui ci lascia per provare un più intenso desiderio di lui (S. Alfonso de Liguori). Come un amato che poi ritorna. Ma questo ha senso solo nella prospettiva della vita dopo la morte.
Spesso si fa l'esempio del marmo che per diventare un'opera d'arte viene colpita dallo scalpello. Ci deve essere un progetto nella nostra vita
che lo giustifichi. Tutte le religioni non riescono a trovare una spiegazione al dolore ed elaborano delle gnosi la cui risposta è sempre la stessa: tutto è illusione.
Soddisfa? No, c'è da spararsi...
Pensa a un fiore calpestato perchè cresciuto in una crepa su un marciapiede, non si fa domande se vale la pena, perchè non gli è andata bene come altri fiori dello stesso seme ma nati nel giardino vicino al marciapiede. Lui è lì, e ogni volta calpestato si rialza e cerca la luce, Dio, è ringrazia come può mostrando i suoi petali malridotti dai continui calpestii.
Bisogna sforzarsi di essere così. La cosa più simile al fiore è il bambino, che Gesù porta ad esempio della fede, ed è lapidario:
"Se non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli".
Bisogna annullare l'intelligenza sicuri che ci sarà restituito il centuplo.
S. Agostino dice "non capire per credere ma credere per capire"
Credere è prima di tutto un atto di volontà. Lo voglio, perchè so che è giusto. Perchè quando l'ho provato so che mi ha fatto bene.
Poi non ho avuto costanza. Anche se non sento nulla, insistere.
Con l'atto di volontà tu doni a Dio tutto quello che puoi, la tua miseria.
Tutte le cose belle e grandi che facciamo sono doni di Dio che a lui tornano, ma se gli doniamo la nostra miseria
gli diamo qualcosa di nostro.
Il male è entrato nel mondo col peccato originale. Il male è brutto, disordinato, se fosse come una candela che si spegne tranquillamente avrebbe una espressione ordinato e dunque sarebbe un principio di ordine il che è assurdo perchè il male non è un principio, non è un Essere, è un non-essere.
Uno scoglio al peccato originale causa del male del mondo è questo: capisco l'uomo e la discendenza ma che c'entra la natura, anch'essa si ammala, animali e piante si ammalano..
In realtà è stato un primo atto di misericordia di Dio nell'AT, che come dicevo mostra il Padre, nella sua giustizia inesorabile, ma ha anche una misericordia ausiliaria per così dire, è che il male è finito anche nella natura. Difatti l'uomo reso fragile dal peccato non sarebbe durato una genarazione con una natura perfetta.
Quindi rimosso questo scoglio logico, guardiamoci dentro. Non siamo peccatori?
Rialziamoci con fiducia senza fare domande come il fiore calpestato.
E' lo stesso Dio a cui Gesù grida "Abba, Padre, perchè mi hai abbandonato" che 3 anni prima davanti a tutti sul Giordano aveva detto "Questo è il mio figlio diletto in lui mi sono compiaciuto" e che ora lo lasciava sulla croce. Ma poi è risorto. E' sta attraendo tutti i popoli. Come ad Abramo, che prole ha avuto.
Gesù ha portato il messaggio che c'è una vita dopo la morte, verità solo accennata nell'AT e a cui gli ebrei non credevano (sadducei) o cmq di fatto non era al centro della loro religiosità e mi pare che sia così tutt'ora.
Alla fine è una scelta. Vuoi che ci sia un senso o vuoi che tutto sia nullità. E' importante il verbo volere perchè è connesso all'Essere e dunque deve essere sincero per forza. Io posso speculare, pensare questo o quello, che la vita è una nullità senza senso.
Ma voglio quello che la mente mi suggerisce?
Non è possibile, anche se dicessi che voglio il nulla, è un falso mentale e una durezza del cuore. Il cervello umano ragiona solo in positivo.
L'Essere è solo positivo. Voglio vivere adesso, lo voglio sempre. Dio si farà sentire allora
Vorrei chiederti alcune cose. Come ebreo, come mai la promessa fatta ad Abramo sembra che non ti tocchi minimamente, mentre la richiesta
schock di sacrificargli il figlio ti ha molto colpito. In generale avevo letto che molti ebrei sono colpiti negativamente e volevo capire perchè la promessa
non conta? Quanto meno la discendenza della carne l'ha avuta.
Mi racconti, se vuoi, come lo pregava tua madre?
Anch'io ho un lavoro artistico
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Originariamente Scritto da cireno
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che mia madre pregava con assoluta convinzione
Mi racconti, se vuoi, come lo pregava tua madre?
Risposta
la madre di mia madre era ebrea ma a un certo punto la sua famiglia, io non so il perché, quando lei era bambina (si parla dell'Ottocento) ha cambiato il cognome chiaramente israelita con uno simile italiano. La madre di mi madre, mia nonna, era una donna bellissima (la più bella del paese, dicevano) che però non riuscì a sopportare l'invecchiamento e così divenne una donna chiusa in se stessa, chiusa, insomma non era la nonna che un nipote vorrebbe.
Cosa pregava mia nonna? non lo so, ero piccolo, non posso ricordare. Mia mamma pregava quello che pregano i cattolici: Dio, la Madonna ma specialmente sant'Antonio.
Io ho sposato una ragazza ebrea con tanto di rito ebraico perché, pur essendo stato battezzato, per il rabbino di Parigi (la ragazza era parigina) io ero ebreo, una definizione che io rifiuto come rifiuto l'essere cattolico o bianco o milanese, perché per me gli uomini sono tutti uguali.


La vera domanda, in realtà, è:
ma perchè uno, pur credendo in dio è infleice ?
E perchè tanti, non credendo in dio sono felicissimi ?
E cmq se si crede in dio, e se si crede a un dio veramente onnipotente, bisogna ammettere che anche il male è stato creato da dio.
Altrimenti quel dio non è onnipotente, o non esiste.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


E' questo appunto il nocciolo del discorso e qualcuno, ripeto Marcione già nel secondo secolo dopo Cristo, risolse il quesito sostenendo che il creatore della materia, ergo dell'universo-mondo, è stato un demiurgo, un essere divino di rango inferiore in quanto in parte anche umano. Marcione, mi ripeto, sosteneva che il Dio di Cristo non poteva essere il Dio dell'AT, in quanto questi si è dimostrato, e l'AT lo recita in molte parti, un dio di parte, fra l'altro collerico, vendicativo perfino malvagio in certi casi, quindi non poteva essere il Dio buono di Cristo. Questo è il nocciolo del discorso, e ognuno di noi ha delle sue spiegazioni, sempre giustificabili, ma sempre diverse. Per questo è bello il confronto.


Ho citato The Tree of Life di Terrence Malick perché è un grandissimo film che ti costringe a PENSARE ma, in questa occasione, perché mi da l'occasione di risponderti parlando di un libro della Bibbia AT, parlo del Libro di Giobbe (il film di Malick apre con una frase del libro di Giobbe) uno dei più struggenti libri veterotestamentari, nel quale si evidenzia l'assoluta indifferenza di Dio davanti alla sofferenza di un Giusto che lui stesso ha provocato.
Giobbe era un fiore davanti a Dio, e Dio la ha continuamente calpestato: perché? non c'era qualche sentimento umano in questo atteggiamento del Dio di Giobbe? Se così Marcione avrebbe assolutamente ragione e il titolo del mio 3D non sarebbe sacrilego o blasfemo.


Amico mio, se credere potesse essere solo una questione di volontà io dovrei essere un fervente credente,. Potrei andare in chiesa, andare in una sinagoga, o anche in una moschea o in un tempio indù e pregare Dio, perché fossi credente non avrei bisogno di avere una costruzione sopra la testa con dei simboli messi dagli uomini come distinguo, perché se credessi in Dio sarei anche convinto che sia l’ebreo che l’indù o il cattolico o il musulmano pregano lo stesso Dio, che gli uomini, per questioni prettamente umane, chiamano con nomi diversi.
Ultima modifica di cireno; 10-04-15 alle 09:21