Il problema è che ormai il protestantesimo storico (anche Lutero si rifaceva a D'Aquino oltre che a S.Agostino) conta quanto il due di coppe quando briscola è a danari.
Se noti mediamente da una cinquantina d'anni qualsivoglia autore protestante (o criptoprotestante , come un Kung) si rifà più a considerazioni psicologiche (ovvero l'arte del sensibile) che filosofiche (ormai pure Kant od Hegel sono troppo tradizionalisti).
Questo profondo vacuum si tende un po' a compensare con l'esegesi biblica, ma alla fine non vi può essere vera esegesi senza analisi del significato.





Rispondi Citando
