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Discussione: Lo straniero.

  1. #211
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Forse la differenza è nello scopo?
    Follia e temerarietà si distinguono dal coraggio , non per via dello scopo, ma della forma mentis che li porta a scegliere uno scopo anziché un altro.
    Preferisco di no.

  2. #212
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Ho capito, credo. Non il coraggio come lo intendiamo oggi, cioè di uno spirito di sacrificio per fini individualistici, ma il coraggio dell’eroe in senso classico, quello che non ha paura della morte, il guerriero fra tanti guerrieri.
    Esatto. L'oplita spartano, il legionario romano, il cavaliere medioevale....
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  3. #213
    .
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Ho capito, credo. Non il coraggio come lo intendiamo oggi, cioè di uno spirito di sacrificio per fini individualistici, ma il coraggio dell’eroe in senso classico, quello che non ha paura della morte, il guerriero fra tanti guerrieri.
    In realtà, a voler essere precisi, se uno pensa all'eroe antico si tratta di qualcosa di molto più "individualistico" e amorale rispetto per esempio al cavaliere medioevale, tutto sommato parlare del fine, della parte della barricata e di spirito di sacrificio è già aggiungere qualcosa al concetto. Non condivido neanche il disprezzo con cui viene pronunciata la parola "mercenario", onore al mercenario sprezzante che tiene fede fino all'ultimo al suo contratto tra il fischiare delle pallottole.

  4. #214
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Forse la differenza è nello scopo?
    perché, non potresti trovare sia il temerario che il coraggioso presso le Termopili a resistere ai persiani? il punto è che il folle difetta di senno e il temerario non ha coscienza del pericolo (ciò che li distingue dal coraggioso è il difetto intellettuale, non l'orientamento al fine)
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  5. #215
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Non c'è coraggio, senza paura.
    Aurevoir...

  6. #216
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    C'è coraggio quando c'è la piena coscienza del pericolo e delle conseguenze ma lo si affronta ugualmente. Come già detto, il temerario non è coraggioso perché non è consapevole del pericolo e delle sue conseguenze. In pratica non si può mai distinguere un gesto coraggioso da un gesto compiuto da un temerario (da un folle sì, in quanto il folle è appunto folle in tutte le situazioni), non essendo possibile sapere qual è la consapevolezza di chi compie il gesto.
    Spaghetti e pistole

  7. #217
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Forse la differenza è nello scopo?


    Ho capito, credo. Non il coraggio come lo intendiamo oggi, cioè di uno spirito di sacrificio per fini individualistici, ma il coraggio dell’eroe in senso classico, quello che non ha paura della morte, il guerriero fra tanti guerrieri.
    L'istinto di sopravvivenza lo abbiamo tutti.
    Anche il coraggio nella difesa ad esempio dei propri congiunti non è ancora una nozione netta di coraggio per quanto sia meritevole.
    Il coraggio come "appannaggio del Fascismo" -per usare la tua espressione- si ha quando esso è impegnato in uno scopo sovraindividuale ed è esercitato con l'impersonalità di un dovere assoluto (al di là delle forme concrete che possono essere quelle guascone dell'arditismo o quelle algide del soldato "professionista").
    Riguardo al caso del mercenario ecc....tutto perfettamente vero quello che osserva Orco, ma anche là non è forse, in un modo o nell'altro, la fedeltà ad una idea superiore di "dover essere"?
    Ultima modifica di amerigodumini; 17-04-15 alle 14:12

  8. #218
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    C'è coraggio quando c'è la piena coscienza del pericolo e delle conseguenze ma lo si affronta ugualmente. Come già detto, il temerario non è coraggioso perché non è consapevole del pericolo e delle sue conseguenze. In pratica non si può mai distinguere un gesto coraggioso da un gesto compiuto da un temerario (da un folle sì, in quanto il folle è appunto folle in tutte le situazioni), non essendo possibile sapere qual è la consapevolezza di chi compie il gesto.
    Distinguo due tipi di consapevolezza: una è quella del pericolo e l'altra è quella delle conseguenze se non si corre quel pericolo. Il coraggio, in senso generico, ha a che vedere con la prima. Se ci si concentra sulla paura di non avere il coraggio / di non compiere una determinata azione nonostante il pericolo, mi sembra che il coraggio diventi un obbligo, come se non ci fosse alternativa, una sorta di destino più che un gesto eroico.
    E questo mi aiuta a comprendere il senso di quest'altro:

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    L'istinto di sopravvivenza lo abbiamo tutti.
    Anche il coraggio nella difesa ad esempio dei propri congiunti non è ancora una nozione netta di coraggio per quanto sia meritevole.
    Il coraggio come "appannaggio del Fascismo" -per usare la tua espressione- si ha quando esso è impegnato in uno scopo sovraindividuale ed è esercitato con l'impersonalità di un dovere assoluto (al di là delle forme concrete che possono essere quelle guascone dell'arditismo o quelle algide del soldato "professionista").
    Riguardo al caso del mercenario ecc....tutto perfettamente vero quello che osserva Orco, ma anche là non è forse, in un modo o nell'altro, la fedeltà ad una idea superiore di "dover essere"?
    che mi sembra quasi una dedizione ascetica.
    La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
    {;,;}

  9. #219
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Distinguo due tipi di consapevolezza: una è quella del pericolo e l'altra è quella delle conseguenze se non si corre quel pericolo. Il coraggio, in senso generico, ha a che vedere con la prima. Se ci si concentra sulla paura di non avere il coraggio / di non compiere una determinata azione nonostante il pericolo, mi sembra che il coraggio diventi un obbligo, come se non ci fosse alternativa, una sorta di destino più che un gesto eroico.
    E questo mi aiuta a comprendere il senso di quest'altro:



    che mi sembra quasi una dedizione ascetica.
    chiaro che arriviamo a forme anche religiose ma il discorso in tal caso diventa appunto relativo a percorsi autorealizzativi di antico lignaggio dove il coraggio è ancor più un mezzo per la realizzazione interiore pur sempre di tipo spersonalizzato
    Ultima modifica di amerigodumini; 17-04-15 alle 15:37

  10. #220
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    Predefinito Re: Lo straniero.

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    chiaro che arriviamo a forme anche religiose ma il discorso in tal caso diventa appunto relativo a percorsi autorealizzativi di antico lignaggio dove il coraggio è ancor più un mezzo per la realizzazione interiore pur sempre di tipo spersonalizzato
    Mi pare che avete già usato questa parola alcune volte. L'individuo non è importante?
    La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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