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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1491
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    "Ricordatevi di Alamo!". Trump resiste davanti al suo Muro: "Impeachment genera rabbia"

    https://www.huffingtonpost.it/entry/...b66f3f79617d75
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  2. #1492
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Trump ha un merito: ha tolto il velo alla democrazia statunitense
    di Massimo Fini - 12/01/2021

    Trump ha un merito: ha tolto il velo alla democrazia statunitense

    Fonte: Massimo Fini

    Poiché a noi anziani le Autorità, politiche, scientifiche, mediche impediscono ogni socialità, per tutelarci naturalmente, facendoci così morir di inedia, il giorno dell’Epifania, non avendo null’altro da fare, mi sono messo a rivedere le cassette di alcuni vecchi talk. Fra gli altri mi è capitato fra le mani uno “Speciale Sottovoce” dell’ottobre 2002 condotto da Gigi Marzullo. C’erano due scrittrici, Barbara Alberti e Patrizia Carrano, che presentava il suo libro “Le armi e gli amori”, la bella, affascinante e simpatica Moran Atias, di origine israeliana, conduttrice televisiva, Katia Pietrobelli, attrice, Rossana Casale, cantante, Paola Rivetta, anch’essa conduttrice Tv, il giovanissimo Diaco, e il sociologo Sabino Acquaviva l’unico prof della compagnia. Io presentavo “Il vizio oscuro dell’Occidente. Manifesto dell’Antimodernità”. Poiché si dava già per certo l’attacco americano all’Iraq, responsabile di possedere armi chimiche (che per la verità gli avevano fornito gli americani, i francesi e, via Germania Est, i sovietici in funzione anticurda e antiraniana e che non aveva più, per la semplice ragione che le aveva già usate, nel silenzio generale, sulla cittadina curda di Halabya – 5.000 morti in un sol colpo – e contro l’esercito iraniano) il discorso collettivo s’è fatalmente concentrato sul mio libro. Quindi su questioni storiche, sociali, culturali cruciali: la liceità di portare la Democrazia e i nostri valori in Paesi “altri”, il rispetto di culture diverse dalle nostre, fino a che punto può spingersi questo rispetto quando vengono lesi diritti considerati universali, eccetera. Come ho detto non c’erano specialisti, storici, filosofi, ideologi, ma a parte le due scrittrici, gente dello show business. Eppure il dibattito, sotto la mano leggera di Marzullo, oltre che molto educato è stato di grande spessore. La cosa mi ha colpito confrontando quel vecchio dibattito con la maggior parte dei talk di oggi, non tutti ovviamente: gazzarre, quasi sempre prive di contenuto, fra politici di parte avversa, fra politici e giornalisti, fra giornalisti e giornalisti, a moine reciproche, mai una domanda che sia una domanda. Gigi Marzullo era allora considerato, ingiustamente, poco più che un frillo, eppure era in grado di produrre e condurre una trasmissione di prim’ordine con ospiti, diciamo così, normali. In un intermezzo dedicato a Bova anche il bel Raul faceva, intellettualmente, la sua porca figura. In vent’anni, che tutto sommato non son molti, siamo precipitati.

    Io mi sento di dir grazie a Donald Trump. Per alcuni motivi. Perché almeno per un po’ ci toglierà dalle palle il Covid, l’ossessivo e ossessionante parlar di Covid su tutte le Tv e tutti i giornali. Perché mi sono sbellicato dalle risa davanti all’ipocrita orrore che ha colto tutte le “anime belle” difronte a quanto stava succedendo a Capitol Hill. Per il velo che The Donald ha tolto alla mitica democrazia americana, quella che vorremmo esportare nel mondo intero, e, sia pur con gradazioni diverse, anche alle altre democrazie occidentali. Persino Recep Tayyip Erdoğan e il cinese Xi Jinping hanno osato darci lezioni in proposito. Siccome è da parecchio tempo che si parla di “crisi della Democrazia”, sia pur in modo obliquo e vellutato senza mai andare alle origini del problema, chissà che la lezioncina di Trump non ci induca a promuovere qualche “Speciale” su questa questione fondante. Magari condotto da un sia pur invecchiato Gigi Marzullo.


    https://www.ariannaeditrice.it/artic...democrazia-usa
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  3. #1493
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    L’FBI prevede manifestazioni armate su tutto il territorio USA
    RETE VOLTAIRE | 12 GENNAIO 2021
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    Un memorandum dell’FBI parla della preparazione di manifestazioni armate in ognuno dei 50 Stati degli Stati Uniti nel giorno dell’investitura del presidente eletto Joe Biden, rivela Fox News [1].

    Ricordiamo che il conflitto non oppone Repubblicani a Democratici, ma i jacksoniani a entrambi i due grandi partiti politici. Quindi lo scontro non dovrebbe espandersi a Washington, ma negli Stati federati.

    L’investitura di Joe Biden del 20 gennaio 2021 avrà per tema l’«America Unita». Alla sicurezza provvederà il Servizio Segreto, coadiuvato dal Pentagono, dal dipartimento per la Sicurezza della Patria, nonché dalle polizie del Campidoglio e di Washington D.C. [2].

    Traduzione
    Rachele Marmetti
    Giornale di bordo

    https://www.voltairenet.org/article211929.html
    Ultima modifica di Eridano; 13-01-21 alle 17:28

  4. #1494
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    PAVEL DANILIN: I LIBERALI HANNO DISTRUTTO LA DEMOCRAZIA AMERICANA

    12 Gennaio 2021 da Redazione 7 commenti
    Negli ultimi anni, i liberal negli Stati Uniti hanno distrutto non solo Donald Trump, ma anche la democrazia stessa. Pavel Danilin, direttore generale del Center for Political Analysis, lo ha detto in un’intervista alla FAN .

    L’esperto ha commentato le recenti parole dell’ex ministro degli Esteri britannico David Miliband sul rischio di frammentazione degli Stati Uniti.

    “La dichiarazione di Miliband mi sembra poco professionale. È strano che politici di questo livello indichino come vivere per le persone di altri paesi. È un’altra questione che i tentativi di ritrarre i sostenitori di Trump come una sorta di selvaggi non sono affatto buoni per l’America nel suo insieme. Questo viene fatto non solo dai politici all’estero, ma anche negli stessi Stati. Questo può portare a un’ulteriore frattura, ha spiegato, perché non ci si dovrebbe aspettare che l’attuale crisi politica in America si approfondisca ulteriormente nella divisione nella società “, ha detto la fonte.
    .
    “Ci sono stati che sono in dissonanza con l’attuale politica di Washington, principalmente dominata dai democratici. Tuttavia, non ce ne sono molti. Diversi nel sud e nell’ovest. Ci sono aree urbane e rurali. Le prime sostengono il paradigma del raggruppamento liberal-democratico delle élite. In secondo luogo, le persone delle aree rurali , al contrario, sono per i repubblicani, sono inclinati al mondo conservatore. Mi sembra piuttosto ingenuo aspettare la disintegrazione in questo contesto “, ha spiegato lo specialista.
    Questi ha spiegato perché non ci si dovrebbe aspettare che l’attuale crisi politica in America si approfondisca ulteriormente.
    Danilin ha aggiunto che è improbabile che la presenza di armi da fuoco tra la popolazione aggravi la situazione.
    “Durante gli eventi vicino al Campidoglio, i manifestanti non hanno sparato e la polizia ha usato armi in modo irragionevole. In generale, quasi più americani muoiono lì per mano di persone in uniforme che a causa dei criminali “, ha sottolineato l’esperto.
    In conclusione, ha suggerito come si svilupperanno gli eventi negli Stati Uniti nel prossimo futuro.

    “Ovviamente, dopo che Joe Biden sarà al potere, la situazione si calmerà. Tutto dipende da come si comportano i Democratici. Ora hanno la maggioranza al Congresso, possiedono i grandi media, dispongono dei massimi organismi finanziari, possono far approvare le loro leggi, ma sono molto aggressivi. Negli ultimi quattro anni hanno distrutto non solo il presidente Donald Trump, ma anche la democrazia stessa. Se continuano ad agire in uno stile così totalitario, non accadrà nulla di buono ”, ha avvertito Pavel Danilin.

    In precedenza, l’esperto di marketing Nikolai Grigoriev ha affermato che l’avvento dei liberal al potere negli Stati Uniti potrebbe portare all’egemonia globale sulle società ed a un sistema titalitario.

    Autore: Maxim Martynov

    Traduzione: Sergei Leonov

    La Colpa sarà della Russia

    Scrive l’analista statunitense paul Craig Roberts: Le elezioni rubate in America, l’emergente stato di polizia americano, più malvagio e meglio armato di qualsiasi altro in passato, potrebbero portare al caos americano che potrebbe essere una terribile minaccia per la Federazione Russa.

    Per ogni cosa che accade in America, l’elite liberal progressista tende a incopare la Russia. Il presidente della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi, l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia Michael McFaul e l’ex vice consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes hanno precedentemente collegato la “rivolta di Trump” alla Russia.

    Supponiamo, scrive Roberts, che una guerra civile americana si intensifichi. Supponiamo che la propaganda dell’establishment contro la Russia diventi la credenza dominante come lo diventa quasi sempre la propaganda, come può l’establishment non porre fine alla minaccia di insurrezione attaccando il paese responsabile? L’establishment sarebbe intrappolato nella sua stessa propaganda. Le emozioni scapperebbero. La Russia riceverebbe minacce da prendere sul serio.

    Puoi scommettere che il governo neoconservatore di Biden incoraggerà la proaganda russofoba.. Eccezionalismo americano. Egemonia americana. La quinta colonna della Russia, gli integrazionisti atlantici, che desiderano essere assorbiti nel mondo occidentale degenerato e in rovina, faranno eco alle accuse rivolte alla Russia. Ciò trasformerebbe la situazione in un grave incidente internazionale, con la Russia che è il cattivo minacciato.

    Il Cremlino sarebbe costretto a reagire. La rabbia del popolo russo, per sempre accusato e mai difeso dal proprio governo, costringerebbe il Cremlino a rendersi conto che la Russia potrebbe essere attaccata in qualsiasi momento.

    Come ho scritto in precedenza, le elezioni rubate e la loro accettazione all’estero significano il fallimento della democrazia occidentale. Il crollo del mondo occidentale e dei suoi valori influenzerà il mondo intero con gravi minacce per la stabilità intrnazionale.

    Fonte: Paul Craig Roberts

    Traduzione: Luciano Lago



    https://www.controinformazione.info/...zia-americana/
    Ultima modifica di Eridano; 13-01-21 alle 17:28

  5. #1495
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    LEZIONI SULLA CENSURA DIGITALE DI DONALD TRUMP

    12 Gennaio 2021 da Redazione 1 commento


    di Carlos Esteban ,
    Cinque aziende che controllano il 98% del flusso di informazioni nel mondo hanno dichiarato immorale la libertà di espressione.

    Io stesso sono spesso caduto nel cliché di parlare del Presidente degli Stati Uniti come “l’uomo più potente del mondo”. A rigor di termini, istituzionalmente, teoricamente, dovrebbe essere. È il capo del ramo esecutivo dell’iperpotenza mondiale, con il codice nucleare sotto il braccio e tutto il resto.

    Ma una delle tante rivelazioni che sono state forse i frutti più interessanti del mandato di Donald Trump è che il presidente più potente può essere messo al quarto posto da tante persone potenti che non sembrano nemmeno tali.

    Le grandi televisioni, le stesse che hanno speso quattro anni a incitare le cospirazioni più folli contro di lui, gli hanno preso la parola nel bel mezzo di una conferenza stampa , e ora una piattaforma di social media, Twitter, ha vietato ogni comunicazione al suo interno. La verità è che, in quanto regime para fascista (come dicono i suoi oppositori n.d.r.), il suo regime lascia molto a desiderare se non controlla neppure i social.

    Ma se in questi anni tali eventi non ci hanno fatto aprire gli occhi, niente più ce li farà aprire. In effetti, si leggono le interpretazioni dei più qualificati “opinion maker” molto intelligenti e ci si chiede quale sia l’appartenenza ideologica che rende cieche le persone così tanto di fronte alla realtà che cambia.

    La dicotomia Stato-Mercato rimane nella mente di molti come se fossimo nel secolo scorso
    La dicotomia Stato-Mercato continua nella mente di molti come nel secolo scorso , anche all’inizio del secolo scorso, e sembrano incapaci di realizzare il cambiamento radicale del panorama e la minaccia reale che la grande tecnologia può rappresentare per la libertà delle persone e per l’autonomia degli Stati.

    “Cinque aziende che controllano il 98% del flusso di informazioni mondiali hanno dichiarato immorale la libertà di espressione”, scrive il tweeter @ AlonsoDm2, e quanto sta accadendo nelle ultime ore è un esempio del potere che questo oligopolio può rappresentare. Qualcosa di apparentemente innocente e apolitico come un motore di ricerca, Google, può determinare in modo decisivo voti e persino idee con una semplice modifica al suo famoso algoritmo.
    Puoi seppellire informazioni scomode, come se non esistessero, ed evidenziare le versioni approvate nelle ricerche più neutre finché non diventano la versione ufficiale.

    Gab, una delle prime alternative a Twitter, ha lottato sin dalla sua nascita per sopravvivere a continue molestie e il prezzo della sua libertà è stato molto alto (ora ha i suoi server). Parler, un’altra opzione indicata dallo stesso presidente americano – che da più di quattro anni utilizza i social network per aggirare il blocco della stampa convenzionale per rivolgersi alla gente – presume che non eserciti alcuna censura. Ecco perché Google Play ha eliminato la sua “app” dalla sua offerta e Apple minaccia di interrompere la connessione ai suoi server.

    La domanda, all’origine dei social network, è cosa sono, in quale categoria vanno classificati tali social media. Senza essere pubblicazioni, si assumono la responsabilità di tutto ciò che è scritto in loro, qualcosa che li renderebbe vera polizia del pensiero unico, bisognosi di un esercito di verificatori. Ma se sono – come vengono finalmente definiti – come piattaforme per messaggi esterni, come fornitori di una piattaforma che non è responsabile di ciò che viene pubblicato su di essa, allora non possono esercitare la censura , che è quanto stanno facendo sempre nella stessa direzione ideologica, e in modo sempre più severo e draconiano.

    Il rapporto definitivo del potere è la guerra, e oggi la guerra non si combatte tanto con cannoni e truppe quanto con le informazioni. La conoscenza è potere e l’informazione è l’arma del nostro tempo. Ripensare ai vecchi schemi ideologici è un compito urgente, perché mentre perdiamo tempo in un falso dibattito tra azienda e Stato, il vero potere, formato dall’unione di entrambe le realtà, potrebbe presto toglierci quella poca libertà che ci è rimasta.

    Nota. Il velo è caduto e i social appaiono finalmente per quello che sono: gli strumenti delle elite di potere dominanti niente affatto neutrali come volevano apparire.

    © La Gaceta de la Iberosfera

    Traduzione e nota: Luciano Lago

    https://www.controinformazione.info/...-donald-trump/
    Ultima modifica di Eridano; 13-01-21 alle 17:25
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  6. #1496
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    La rivoluzione colorata degli Stati Uniti d'America

    L’Establishment ha imposto una rivoluzione colorata al popolo americano. Ekaterina Blinova è una giornalista che ha capito che in America si è verificata una rivoluzione colorata mascherata da elezione presidenziale.

    L’Establishment ha utilizzato i Democratici per i propri scopi perché Trump era in carica con la bandiera repubblicana. Trump, ovviamente, è un populista, ma non c’è alcun partito che rappresenti il popolo, quindi Trump ha corso con i Repubblicani.




    La sinistra, o l’imbroglio che passa per tale, pensa che ora di essere a posto. E’ una ingenua aspettativa. L’Establishment è in carica e non ci sarà alcuna agenda di sinistra, a meno che non sia utile all’Establishment stesso. Se Antifa e BLM si innervosiscono, gli taglieranno i finanziamenti e la stampa asservita sarà aizzata contro di loro.

    Biden e Kamala sono semplici fantocci messi nei loro incarichi attraverso elezioni rubate. Ogni agenda loro pensino di avere, è irrilevante. Questa è l’agenda dell’Establishment:

    Primo: impedire ogni organizzazione politica dei “deplorevoli di Trump”. Chiunque provi a formare un vero partito di opposizione sarà usato come esempio. In America è un gioco da ragazzi incastrare chiunque. Abbiamo assistito allo spettacolo del Russiagate, e ora Trump sarà sfinito da infiniti complotti, mentre l’Establishment lo spinge nel dimenticatoio. Se il Presidente degli Stati Uniti può essere facilmente incastrato, si può eliminare a piacimento uno sconosciuto organizzatore politico negli Stati rossi.

    Secondo: aumentare la demonizzazione dei bianchi e la distruzione della loro fiducia in se stessi. I bianchi americani sono ancora la maggioranza e, quindi, una potenziale forza politica. La loro demonizzazione è già istituzionalizzata nel sistema educativo, nel propagandistico “Progetto 1619” del New York Times, e nella formazione sulla “sensibilità razziale” che devono seguire tutti gli impiegati bianchi delle aziende, delle amministrazioni governative e delle forze armate degli Stati Uniti. Trump ha ordinato di fermare le sessioni di indottrinamento anti-bianco nel governo federale e nelle forze armate statunitensi, ma il nuovo regime ripristinerà rapidamente l’indottrinamento obbligatorio come contentino per i neri illusi, le femministe e quelli di sinistra.

    Terzo: il Secondo Emendamento verrà revocato o bypassato. I sostenitori di Trump saranno disarmati, al fine di poter essere terrorizzati più facilmente ed evitare che proteggano le loro proprietà e le loro persone in caso l’Establishment ritenesse efficace scatenare su di loro milizie armate anti-bianchi per rimetterli in riga. L’auto-difesa bianca sarà più o meno criminalizzata.

    Quarto: l’Establishment fomenterà ancora di più il conflitto razziale e di genere al fine di poter tenere gli Americani troppo divisi per resistere alle misure di controllo sempre più odiose, sia che si tratti di usare il Covid per sopprimere la libertà di movimento e di associazione, o le accuse di essere un agente straniero per sopprimere la libertà di parola come nel caso Assange, o il raduno e la reclusione degli Americani trumpiani che provino ad organizzare un partito politico che rappresenti il popolo invece dell’Establishment.

    Quinto: cittadinanza per milioni di stranieri illegali e frontiere aperte al fine di ridurre ad isolata minoranza la popolazione bianca.

    Queste misure saranno sufficienti all’Establishment per completare la trasformazione degli Stati Uniti da democrazia a garanzia del popolo, ad una oligarchia di radicati interessi costituiti.

    Quando i Bianchi noncuranti torneranno alla realtà, una rivoluzione violenta sarà impossibile. Le armi moderne nelle mani dello Stato sono devastanti. Le tecniche di controllo e di spionaggio di massa che esistono oggi vanno oltre quelle dei romanzi distopici come 1984 di Orwell. La libertà di parola è cosa del passato. La libertà di parola non esiste più nemmeno nelle università. Mentre scrivo, Twitter, Facebook e l’informazione asservita stanno sopprimendo la libertà di parola del Presidente degli Stati Uniti, e il Presidente degli Stati Uniti non ha il potere di farci qualcosa.

    Il controllo sui media da parte dell’Establishment significa che nessuna accusa al Presidente Trump è troppo estrema per provocare una protesta. L’enorme sostegno dimostrato a Trump il 6 gennaio a Washington, che ha visto una partecipazione stimata tra le 200.000 e i 2.000.000 persone, è stato facilmente trasformato dall’Establishment in una responsabilità legale, utilizzando degli infiltrati nella manifestazione.

    E’ stato ingenuo da parte del Presidente Trump e dei suoi sostenitori non capire che le infiltrazioni ci sarebbero sicuramente state, poiché era necessario all’Establishment trasformare un grande sostegno in una grande responsabilità. Il che farebbe raggiungere due obiettivi. Uno era quello di porre fine alla sfida agli elettori in Senato, ed è stato raggiunto. Qui, per esempio, vediamo il senatore repubblicano Mike Braun dell’Indiana venir meno al suo intento di opporsi agli elettori degli Stati in bilico in cui le elezioni sono state truccate, e dire: “Io penso… che oggi le cose cambino drasticamente. Sì, qualsiasi cosa abbiate asserito, dovrebbe bastare. Lasciamoci alle spalle questo giorno orribile”. Anche Rand Paul si è messo paura: “Io penso solo che non ci sarà un’altra obiezione. A quel punto, credo sia finita”.

    Qui vediamo la senatrice repubblicana della Georgia Kelly Loeffler, la cui rielezione al Senato le è stata sottratta, passare alla rassegnazione dopo aver sostenuto le elezioni rubate a Trump e lei stessa: “Quando sono arrivata a Washington questa mattina, ero totalmente intenzionata ad oppormi alla certificazione dei voti elettorali. Tuttavia, gli eventi che sono accaduti oggi mi hanno costretto a un ripensamento e ora, in coscienza, non posso oppormi”. https://thehill.com/homenews/house/5...rorize-capitol [in inglese]

    L’altro obiettivo era quello di garantire che Trump ne uscisse non come presidente la cui rielezione è stata rubata, ma come rivoltoso. Ed è stato raggiunto.

    A livello internazionale, Trump è stato stigmatizzato dal Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg per non aver rispettato la democrazia. Stoltenberg ha dichiarato che “il risultato di questa elezione democratica deve essere rispettato”. Brogli o meno, è la democrazia che si sbarazza di Trump. https://www.rt.com/usa/511743-uk-fra...ndemn-capitol/ [in inglese]

    Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato che gli Stati Uniti sono il simbolo mondiale della democrazia, e che è vitale che ci sia un passaggio di poteri pacifico e ordinato, come se fosse in corso veramente un’insurrezione e non fosse stata rubata un’elezione.

    Il Presidente francese Macron ha dichiarato: “Ciò che è successo oggi a Washington non è sicuramente americano”. In altre parole, non è americano protestare per una elezione rubata che l’Establishment si rifiuta di affrontare. [Ho guardato le presentazioni di esperti indipendenti al parlamento dell’Arizona, della Georgia e del Michigan che provano oltre ogni dubbio che l’elezione presidenziale è stata rubata. Metà dei professionisti che presentavano erano di colore].

    La Cancelliera tedesca Merkel ha incolpato Trump per avere creato un’atmosfera che ha portato all’interno del Campidoglio americano una sfida alla democrazia.https://www.rt.com/news/511778-germa...trump-capitol/ [in inglese]

    Gli stessi senatori repubblicani, ex membri del gabinetto di Trump e l’ex presidente del Joint Chiefs of Staff [l’organo che riunisce i Capi di Stato Maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi e il capo dell’Ufficio della Guardia Nazionale] si sono scagliati contro Trump. Mitch McConnell, che non è più il leader della maggioranza al Senato, ha dichiarato che gli “squilibrati delinquenti” di Trump “hanno tentato di distruggere la democrazia ma hanno fallito. Questa fallita insurrezione evidenzia quanto sia importante il compito che ci attende”, cioè ripristinare il controllo dell’Establishment. https://thehill.com/homenews/senate/...-our-democracy [in inglese]

    Il senatore repubblicano della Carolina del Nord Richard Burr ha dichiarato: “Il Presidente è responsabile degli eventi di oggi, avendo promosso infondate teorie cospiratorie che hanno portato a questo punto”.

    Il senatore repubblicano dello Utah Mitt Romney ha dichiarato: la violenza è stata “una insurrezione, incitata dal Presidente degli Stati Uniti”. https://thehill.com/homenews/senate/...ility-for-riot [in inglese]

    “Non c’è alcun dubbio che il Presidente abbia sobillato la folla, che il Presidente abbia incitato la folla, che il Presidente si sia rivolto alla folla. Lui ha acceso la fiamma” ha dichiarato la senatrice Liz Cheney (Wyoming), la terza repubblicana più importante alla Camera. https://thehill.com/homenews/house/5...rorize-capitol [in inglese]

    Il Segretario alla Difesa di Trump James Mattis ha detto alla stampa asservita che “il violento assalto di oggi al nostro Campidoglio, un tentativo di soggiogare la democrazia americana al potere delle masse, è stato fomentato da Mr. Trump. Il suo utilizzo della presidenza per distruggere la fiducia nelle nostre elezioni e per avvelenare il nostro rispetto per i concittadini è stato reso possibile da pseudo leader politici, i cui nomi vivranno nell’infamia come profili di codardia”.

    Il generale Joseph Dunford, presidente del Joint Chiefs of Staff dell’amministrazione Trump, ha affermato che i Repubblicani “che hanno continuato a minare una transizione pacifica e conforme alla nostra Costituzione, hanno posto le condizioni per la violenza di oggi”.

    L’informazione asservita ha vissuto una giornata campale con titoli fuorvianti e menzogneri. Uno dei peggiori responsabili è stato The Hill, una volta fonte di notizie reali su ciò che accadeva al Congresso ma oggi fonte altamente di parte e anti-Trump della propaganda dell’Establishment.

    Grazie ai fantocci dell’Establishment americano, ai Repubblicani, ai membri del governo di Trump, ai capi militari e all’informazione asservita che parlano a una sola voce e definiscono il Presidente Trump come una minaccia di insurrezione anti-democratica, le accuse feroci dei Democratici sono sembrate credibili.

    Il senatore democratico di New York Schumer, il nuovo leader della maggioranza al Senato, la democratica presidente della Camera democratica Pelosi e molti Democratici del Congresso, insieme al New York Times, hanno chiesto l’impeachment di Trump o la sua rimozione dall’incarico invocando il 25° emendamento. Qui la dichiarazione del nuovo leader della maggioranza al Senato Charles Schumer (Stato di New York) che sostiene il caso:

    “Quella accaduta ieri al Campidoglio degli Stati Uniti è stata una rivolta contro gli Stati Uniti, incitata dal Presidente. Questo presidente non dovrebbe restare in carica un giorno di più “. Aggiunge: “

    “Il modo più rapido ed efficace (che oggi possiamo avere) per rimuovere questo presidente dall’incarico sarebbe che il vicepresidente invocasse immediatamente il 25° emendamento. Se il Vicepresidente e il Governo si rifiutano di prendere posizione, il Congresso dovrebbe riunirsi nuovamente per mettere sotto accusa il Presidente “.

    https://thehill.com/homenews/senate/...-capitol-riots [in inglese]

    Qui vediamo la Pelosi: https://www.politico.com/news/2021/0...endment-455832 [in inglese]

    Qui abbiamo la dichiarazione di Adam Smith, democratico dello Stato di Washington e presidente della Commissione per i Servizi Armati della Camera, che chiede la rimozione di Trump dall’incarico: “Il Presidente Trump ha incitato e incoraggiato questa rivolta. Lui e i suoi complici sono responsabili del vile attacco al Campidoglio. Il Vicepresidente Pence e il Governo dovrebbero invocare il 25° emendamento per rimuovere Trump; in caso contrario, i Repubblicani del Senato devono collaborare con la Camera per metterlo sotto accusa e rimuoverlo.

    https://thehill.com/policy/defense/5...mp-from-office [in inglese]

    Per il New York Times, non è sufficiente rimuovere Trump dall’incarico: dev’essere anche perseguito.

    Per comprendere lo straordinario odio verso il Presidente Trump da parte dell’Establishment, ascoltate il suo discorso inaugurale. Lui aveva accuratamente descritto l’Establishment come una forza colpevole nei confronti del popolo americano, una forza che lui voleva smantellare per restituire l’America al popolo americano. Era una sfida rivoluzionaria e avventata, poiché Trump è un populista, non un rivoluzionario che guida un movimento determinato. Trump, inoltre, era così disinformato su Washington che non è mai riuscito a nominare nessuno nel suo Governo, a parte il generale Flynn (vittima immediata dell’Establishment) che era d’accordo con il suo programma di normalizzare le relazioni con la Russia, riportare a casa le truppe dal Medio Oriente, porre fine alla NATO e riportare a casa i posti di lavoro che le aziende americane avevano delocalizzato in Cina. In questo caso, un Trump disarmato ha affrontato l’Establishment americano. Era un suicidio, come poi è risultato essere.

    Le persone che pensano in termini di politica di partito non hanno alcuna probabilità di comprendere la situazione. La lotta non è tra Democratici e Repubblicani o tra Stati rossi e Stati blu. È l’Establishment ad essere contro il popolo. Se avete qualche dubbio, considerate che l’Associazione Nazionale dei Produttori degli Stati Uniti, da sempre un’organizzazione completamente repubblicana, è d’accordo con Schumer e Pelosi sul fatto che Trump debba essere rimosso dall’incarico. Ecco la dichiarazione di questa Associazione: “Il Vicepresidente Pence, che è stato evacuato dal Campidoglio, dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’idea di collaborare con il Governo per invocare il 25° Emendamento al fine di preservare la democrazia“.

    https://thehill.com/homenews/adminis...damento-remove [in inglese]

    L’Associazione Nazionale dei Produttori vuole che Trump se ne vada perché sono loro i responsabili dell’ascesa della Cina, del deficit commerciale degli Stati Uniti e della distruzione di metà della classe media statunitense. Tutti i beni e servizi importati di produzione estera contano come importazioni. È la produzione estera ad essere responsabile del deficit commerciale dell’America, non la Cina.

    La stampa asservita di tutto il mondo occidentale ha intenzionalmente mal presentato la manifestazione a sostegno di Trump del 6 gennaio a Washington. La manifestazione doveva essere mal presentata perché oggi nessuno che sia in politica in qualsiasi parte del mondo occidentale può manifestare un così grande sostegno, a parte Donald Trump. Nessuno si è presentato per Biden o Kamala durante la campagna presidenziale. I loro eventi, subito cancellati, non hanno avuto partecipanti. Eppure, hanno vinto le elezioni? Che fesse sono le persone. Chi si presenta per la Merkel, Macron e Boris Johnson. Nessuno sa nemmeno chi siano i leader nel resto del mondo occidentale.

    Non si poteva permettere a Trump di lasciare l’incarico con una così grande dimostrazione a suo sostegno: un terribile imbarazzo per la corrotta gentaglia che “parla per il popolo”. Quindi, il sostegno doveva essere screditato trasformandolo in un’insurrezione ordinata da Trump contro la democrazia, una parola sacra che non si osserva da nessuna parte nel mondo occidentale.

    Le persone che sono entrate nel Campidoglio erano una piccola minoranza di quelli che hanno partecipato alla manifestazione, che è stata completamente pacifica e composta. E’ stata così pacifica e composta che Facebook bloccherà ed eliminerà tutte le foto e i video delle proteste di mercoledì: https://thefederalist.com/2021/01/06...all-photos-and -video-di-qualsiasi-aspetto-delle-proteste-del-mercoledì / [in inglese] I fatti non sono coerenti con la narrativa della stampa asservita, e devono essere taciuti.

    Ecco una descrizione degli agitatori che sono apparsi all’improvviso e hanno provocato l’ingresso nel Campidoglio di alcuni sostenitori di Trump che, a differenza dei rivoltosi di Minneapolis, Chicago, Detroit, Seattle, Portland, Atlanta e di altre città, non si sono comportati da rivoltosi e non hanno fatto danni. Il rapporto è di una persona presente non come sostenitrice di Trump ma come persona che riprendeva l’evento. Il rapporto è stato inviato al professore della NYU Mark Crispin Miller. Ho omesso il nome della persona in modo che non venga indagata dall’FBI:

    “Oggi ero a Washington D.C. a filmare la manifestazione di Trump e gli eventi correlati. Ho anche letto il tuo post riguardante la manifestazione del Campidoglio di stasera. Forse questo breve resoconto ti aiuterà a valutare ciò che gli altri stanno dicendo in maniera spicciola.

    Ero al Campidoglio anche prima che la folla apparisse, mentre stavo posizionando la mia macchina fotografica su un muro di pietra attorno al perimetro del retro del Campidoglio (quello che si affaccia su Constitution Avenue). Poi ho aspettato che il discorso del Presidente Trump finisse e che i sostenitori camminassero su Constitution Avenue fino al Campidoglio. Mi trovavo nel punto preciso in cui i sostenitori si sono precipitati per la prima volta sul pendio verso la parte posteriore del Campidoglio, dopo aver buttato giù una parte della prima barriera perimetrale del Campidoglio. I sostenitori si sono riuniti all’incirca al centro della parte posteriore del Campidoglio; man mano che la folla aumentava, il cerchio intorno al perimetro diventava sempre più grande. Non avevo la sensazione che la folla crescente intendesse irrompere in Campidoglio.

    Dopo essersi formata una grande folla lungo il perimetro, si è presentato un uomo forse tra i 30 e i 40 anni, che camminava rapidamente alla sua sinistra e poi alla sua destra davanti alla folla, e ha iniziato fondamentalmente a lanciare insulti alla folla sfidando la loro intelligenza politica. Ha criticato la folla per aver pensato che la loro presenza sarebbe stata presa sul serio dai membri del Congresso. Difficile dire che si sbagliava, chiunque egli fosse. Non ricordo le sue parole precise, ma per un tempo brevissimo è stato impegnato ad urlare contro i sostenitori, che, improvvisamente, hanno spostato la prima barriera e si sono precipitati verso il retro del Campidoglio. Altri sul bordo settentrionale del perimetro hanno seguito l’esempio. Ma la prima corsa è stata proprio al centro della parte posteriore del Campidoglio. Ho seguito la corsa verso i gradini posteriori del Campidoglio e ho ripreso a filmare stando su un muro perimetrale interno.

    Da come è sembrato, la polizia è rimasta un po’ sorpresa dalla carica e questo ha dato ai sostenitori l’opportunità di salire i gradini di corsa. Uno o due uomini sono riusciti persino ad arrivare ai gradini che portavano alle impalcature sul lato sud del Campidoglio prima che la polizia li arrestasse. A questo punto, cinque o dieci uomini sono saliti in cima all’alta struttura della torre d’acciaio di fronte al Campidoglio. Poi la polizia ha eretto e allineato una nuova barriera perimetrale ai piedi della scalinata del Campidoglio. La polizia in cima alla scalinata del Campidoglio ha puntato i fucili sulla folla (forse fucili caricati con proiettili di gomma, non saprei dire). La folla ha iniziato a discutere con la polizia e a premere con forza contro la nuova barriera. Di tanto in tanto la polizia ha spruzzato gas lacrimogeni contro gli uomini che premevano direttamente contro la barriera, facendoli indietreggiare. Nel frattempo, gli uomini in cima alla torre hanno iniziato a radunare la folla per sfidare la nuova barriera (attraverso dei megafoni), riempiendo gli spazi tra la barriera e il muro che stavo usando come punto di osservazione delle riprese. Un altro uomo, proprio davanti a me, dava ordini alla folla con un megafono, e ha anche incoraggiato i sostenitori a scavalcare il muro perimetrale interno (il mio punto d’osservazione delle riprese) e a creare un muro di pressione sulla nuova barriera in fondo ai gradini posteriori del Campidoglio.

    Dopo circa 30 minuti sono sceso dal muro di pietra per ricaricare la mia telecamera, quando improvvisamente la barriera ha ceduto e la polizia ha tentato di difenderla lanciando gas lacrimogeni nell’area tra il muro e la barriera. Anch’io sono stato colpito dai lacrimogeni e a fatica sono tornato oltre il muro per respirare. Il gas lacrimogeno ha gettato nel panico molte persone tra la folla. E mentre lottavo per sollevare oltre il muro la mia macchina fotografica e la pesante borsa dell’attrezzatura, sono stato quasi calpestato da due donne che avevano cominciato a tirarmi disperatamente dal cappotto per potersi tirare su, scavalcare il muro poco alto e andarsene.

    Dopo che ha ceduto la seconda barriera perimetrale, gli uomini con i megafoni hanno iniziato ad incitare molto la folla per riempire con i sostenitori di Trump i gradini del Campidoglio e le impalcature su entrambi i lati. A questo punto uno degli appelli, che gli uomini con i megafoni ripetevano di tanto in tanto per incoraggiare le persone a salire i gradini del Campidoglio, era “questo non è un raduno, è una cosa vera”. Un’altra chiamata frequente era “ora o mai più”. Dopo circa due ore inframezzate di richiami al megafono di questa natura, l’intera parte posteriore del Campidoglio si è riempita di sostenitori di Trump e l’intera facciata del Campidoglio era ricoperta da brillanti striscioni, piccoli o molto grandi, a favore di Trump, bandiere americane e vari altri tipi di bandiere e striscioni.

    Qualche tempo dopo la carica sul retro del Campidoglio, sembrava che le persone fossero in grado di entrare nel Campidoglio stesso dalla parte anteriore. Ma non sono stato testimone di nulla che sia successo davanti o all’interno del Campidoglio.

    Un sostenitore di Trump chiaramente in buona fede, che a quanto pare era entrato nel Campidoglio di persona, stava raccontando con rabbia ed emozione ad altre persone (compresi dei giornalisti di un qualche tipo e persino un giornalista straniero) di aver visto qualcuno all’interno del Campidoglio che incoraggiava la violenza, persona che sospettava fortemente non essere un legittimo sostenitore di Trump (a quanto pare sulla base del fatto che l’abbigliamento dell’uomo non presentava alcun segno a sostegno di Trump). Non ho prestato tanta attenzione alle sue affermazioni (per esempio, la precisa affermazione dell’incoraggiamento alla violenza) perché, ovviamente, non avevo ancora letto il tuo post e non mi era venuto in mente che dei professionisti esterni potessero aver avuto un ruolo nell’istigare particolari atti violenti per screditare l’evento.

    Ho sentito un sostenitore di Trump (che aveva seguito personalmente la carica al Campidoglio) dire ad alta voce, mentre osservava l’escalation della situazione: ‘Ho portato molti altri a questa manifestazione, ma non abbiamo aderito a questo”.

    Dal mio punto di vista, tuttavia, posso dire che un gran numero di legittimi sostenitori di Trump hanno ritenuto che fosse loro dovere patriottico occupare il Campidoglio, alla luce delle loro incrollabili convinzioni secondo cui (1) le elezioni del 2020 sono state un imbroglio, (2) la stragrande maggioranza dei membri del Congresso è corrotta e compromessa e (3) il paese è alle prese con quella che considerano una conquista “comunista” (anche se molti usano l’espressione “Comunismo” come sinonimo di “totalitarismo”). Sono anche convinti che la storia del virus sia un imbroglio e parte essenziale di un tentativo di minare la Costituzione, in particolare la Carta dei Diritti. Hanno una paura molto reale che il paese e la concezione stessa di qualsiasi cultura della libertà siano sull’orlo di un crollo irreparabile. Per la maggior parte (se non la grande maggioranza) precipitarsi nel Campidoglio è stato un disperato atto di patriottismo dell’ultimo minuto, persino nell’ordine della rivoluzione che ha creato la nostra nazione. Alcuni sostenitori di Trump cantavano “The Star Spangled Banner” e altre canzoni patriottiche mentre degli altri salivano i gradini del Campidoglio. Hanno anche dimostrato un certo rispetto per il Campidoglio stesso. Non ho visto alcun tentativo da parte di qualcuno di sfregiare il Campidoglio semplicemente per il gusto di sfregiarlo.

    La stampa incontestabilmente compromessa ha definito questo evento una rivolta. Ma da quanto ho visto e sentito questa sarebbe davvero, nella migliore delle ipotesi, una semplificazione grossolana e intenzionalmente fuorviante. Almeno dal punto di vista dei sostenitori, se quanto successo al Campidoglio è stata una rivolta, allora lo è stata anche il Boston Tea Party. Mi sembra anche che qualche aiuto professionale (a conoscenza dei sentimenti profondi) potrebbe essere arrivato da una qualche parte per assicurarsi che le cose accadessero”.

    Si veda anche: https://www.unz.com/isteve/alternati...nside-capitol/ [in inglese]

    Quando ero nella facoltà dell’Università di Stanford, ricordo che gli studenti ricchi e viziati di Stanford occuparono l’ufficio del presidente dell’università in segno di protesta contro la guerra del Vietnam e contro il nome della squadra di football della Stanford (gli Stanford Indians), e distrussero i documenti negli archivi del presidente contenenti il lavoro di una vita. Nonostante il liberalismo del presidente dell’università, la stampa asservito considerò la protesta giustificata e ben intenzionata.

    I rivoltosi e i saccheggiatori che hanno imperversato in molte delle principali città americane non hanno subito condanne da parte dei media ma solo sostegno e incoraggiamento. Questo perché, a differenza di Trump, Antifa e Black Lives Matter sono finanziati e controllati dall’Establishment, e quindi non rappresentano una minaccia. Non ci sono indagini dell’FBI o azioni penali per nessuno dei rivoltosi che hanno danneggiato proprietà per miliardi di dollari nelle città americane.

    Ma i sostenitori di Trump, che sono stati provocati ad entrare nel Campidoglio, le stanno subendo a causa del personaggio dell’Establishment che Trump (in un altro dei suoi errori) ha messo a capo dell’FBI.

    È difficile difendere Trump quando mette costantemente a capo delle sue agenzie di sicurezza e del Dipartimento di Giustizia membri dell’Establishment che odiano il suo coraggio.

    L’FBI non ha fatto nulla contro i veri rivoltosi che hanno causato miliardi di dollari di danni alle imprese private, ma giovedì il direttore dell’FBI Christopher Wray ha promesso di “ritenere responsabili chi ha partecipato all’assedio del Campidoglio di ieri, dopo che una folla pro-Trump ha preso possesso dell’edificio, costringendo alla sua evacuazione”. Poiché questi potrebbero essere stati istigatori dell’FBI, Wray potrebbe parlare dei suoi dipendenti. https://thehill.com/policy/national-...articipated-in [in inglese]

    Qui vediamo colui che Trump ha nominato a capo dell’FBI descrivere le persone che hanno eletto l’uomo che lo ha nominato:

    “Ieri la violenza e la distruzione di proprietà presso l’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti hanno mostrato un palese e spaventoso disprezzo per le nostre istituzioni governative e per l’amministrazione ordinata del processo democratico. Come diciamo costantemente, non tolleriamo agitatori violenti ed estremisti che usano la parvenza di attività tutelate dal Primo Emendamento per incitare alla violenza e provocare il caos. Un simile comportamento tradisce i valori della nostra democrazia. Non ingannatevi: insieme ai nostri partner, riterremo responsabili coloro che hanno partecipato all’assedio del Campidoglio di ieri”.

    Wray ha annunciato che l’FBI “ha dispiegato tutte le nostre risorse investigative” e sta lavorando con i partner delle forze dell’ordine “per perseguire in modo aggressivo coloro che sono coinvolti in attività criminali. I nostri agenti e analisti hanno lavorato duramente tutta la notte per raccogliere prove, condividere informazioni e collaborare con i pubblici ministeri federali per formulare le accuse”.

    Ha chiesto al pubblico di inviare all’FBI qualsiasi informazione sugli eventi di mercoledì, sottolineando che “Siamo determinati a trovare i responsabili e garantire che giustizia venga fatta”. https://thehill.com/policy/national-...articipated-in [in inglese]

    Da notare che Wray, il servitore dell’Establishment ma non il servitore dello Stato di Diritto, mette sullo stesso piano il Primo Emendamento e gli “agitatori violenti ed estremisti”, quindi scredita il Primo Emendamento come strumento di insurrezione.

    Tutti quelli che il 6 gennaio non erano al Campidoglio degli Stati Uniti, ovvero il mondo intero tranne i sostenitori di Trump, sono stati sottoposti al lavaggio del cervello da parte di una corrotta e spregevole serie di prostitute dell’informazione [presstitutes] al servizio di un istituto di oligarchi, per fargli credere che Donald Trump voleva un’insurrezione ma è stato sconfitto. Da chi?

    È stato Trump a chiamare la Guardia Nazionale e a dire ai suoi sostenitori di lasciare il Campidoglio e di tornare a casa.

    Che tipo di persone può presentare tutto questo come un’insurrezione che comporta la rimozione dall’incarico di Trump e la messa in stato d’accusa? La risposta è: persone totalmente malvagie che hanno nelle loro grinfie non solo gli Stati Uniti ma l’intero mondo occidentale.

    Il mondo occidentale è morto. Adesso è Mordor.

    I nominati da Trump si rendono conto che, a meno che non si aggiungano al suo imbarazzo comandato e alla preparazione della demonizzazione e dell’accusa attraverso le loro dimissioni, saranno oggetto di rappresaglia. Vedendo la permanente disoccupazione che lo aspetta, il Vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Matthew Pottinger si è dimesso, in risposta a come Donald Trump ha gestito la crisi di Capitol Hill. “Altre persone che potrebbero abbandonare la nave di Trump che affonda sono il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Robert O’Brien e il vice capo del personale Chris Liddell. https://www.rt.com/usa/511769-white-...icials-resign/ [in inglese]

    Tutti ovunque stanno partecipando alla distruzione di Trump. La stampa russa di lingua inglese ama mettere in imbarazzo l’America. Il divertimento e i giochi lasciano il mondo all’oscuro delle straordinarie conseguenze di ciò che significano l’elezione rubata e la demonizzazione di Trump e dei suoi sostenitori. La fine del mondo occidentale è un grande evento e riguarderà tutti.

    *****

    Articolo di Paul Craig Roberts pubblicato su The Saker il 7 gennaio 2021
    Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi e Raffaele Ucci per Saker Italia.

    http://www.comedonchisciotte.net/mod...ticle&sid=9185

    AltraInformazione: La rivoluzione colorata degli Stati Uniti d'America
    Ultima modifica di Eridano; 13-01-21 alle 17:24

  7. #1497
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    God bless America. La "democrazia" della silicon valley

    https://www.ariannaeditrice.it/artic...silicon-valley

  8. #1498
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    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  9. #1499
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    https://rumble.com/embed/va5f/?pub=aiz4w

    Danielle, Charlie Ward and Simon Parkes parlano di possibili implicazioni a livello globale.
    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  10. #1500
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