Il giornalista di Dirty Wars ha appena smascherato il bluff della CIA sulla Russia
Il capro espiatorio della Russia è ormai così diffuso, che è sceso in campo l'autore e giornalista investigativo di Dirty Wars, Jeremy Scahill. Quest'ultimo ha smascherato il bluff della CIA su The Intercept.
Nel suo articolo “Obama Must Declassify Evidence Of Russian Hacking,” Scahill e Jon Schwartz hanno lanciato un monito all'intelligence USA per il loro inganno, affermando che il popolo americano semplicemente non li sta "prendendo in parola.". Non gli sta credendo.
Le agenzie di intelligence hanno ripetutamente dimostrato che mentono regolarmente per ottenere obiettivi terribilmente sbagliati. Ma quando si tratta della presunta interferenza della Russia con le ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti sostenuta dalla CIA, è impossibile rivendicare il sentito dire come basato su fatti se nessuna prova è resa disponibile.
Non è affatto escluso, sostengono Scahill e Schwartz, che la Russia possa aver tentato di agire in qualche modo. Ma anche se il Cremlino lo avesse fatto, gli Stati Uniti, non certo la Russia, sono il paese con la lunga storia di intromissione nelle elezioni degli altri paesi. Vi ricordate i commenti di Hillary Clinton sulle elezioni palestinesi? Un audio rivelato nel 2006 dell'allora senatrice: ci fa ascoltare la voce di Hillary dire che bisognava fare qualcosa "per determinare chi avrebbe vinto" nelle elezioni palestinesi. Per non parlare della storia della CIA nel fabbricare l'esito delle tornate elettorali.
Al fine di dare all'amministrazione di Barack Obama quella spinta in più per rilasciare qualche "prova" in mano alla CIA sull'esito "truccato" delle elezioni, il duo dell'Intercept ha incoraggiato con un link sicuro un "informatore patriottico" all'interno della comunità di intelligence degli Stati Uniti a mettere lì le prove che mostrano che ci sia la Russia dietro la vittoria di Presidente eletto Donald Trump. "Noi verificheremo la sua legittimità e lo pubblicheremo", hanno aggiunto. Noi attendiamo...
Questa risposta sembra la migliore possibile. Dopo tutto, le affermazioni non sono prove, e le principali pubblicazioni del Washington Postsi sono solo basate su fonti anonime e nulla di più. Utilizzando una fonte anonima, per esempio, il WaPo ha riferito che la CIA ha identificato gli individui con collegamenti con il governo russo che hanno fornito a WikiLeaks le email. Ma Reuters ha ieri riportato di come le altre 16 agenzie di intelligence Usa si siano smarcate da questa conclusione della CIA.
Caitlin Johnstone in un articolo per Newslogue: "Credere a qualcosa che dice la CIA è come fidarsi di lasciare la vostra macchina a un tossicodipendente di anfetamine.
Credere alla CIA quando lavora insieme al Washington Post è come fidarsi di lasciare a quello stesso tossicodipendente la vostra auto con il vostro bambino sul sedile posteriore insieme alle chiavi di casa e il denaro per Taco Bell."
In assenza di prove, tutto quello che avete ascoltato fino ad oggi dovetelo inserire nella categoria "fake news" per alimentare un neo-maccartismo.
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Ne sono quasi certo. Se Barack Obama un giorno verrà ricordato negli annali, lo sarà essenzialmente per due ragioni: come il primo presidente di colore, e come il peggior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto (e fino a ieri, era alquanto difficile superare Nixon e persino Bush). A conti fatti, non esiste nella sua amministrazione alcun passaggio significativo che potrà indurre gli storici del futuro (che non siano azzerbinati alla narrativa dominante), a riabilitare la pessima figura di un presidente che ricevette il nobel della pace sulla parola, salvo poi tradirlo ogni qual volta poté, con una politica estera aggressiva e improntata a fomentare la destabilizzazione in medioriente e a ripristinare il peggior clima di guerra fredda tra Stati Uniti e Russia.









