Che bisogno aveva Gesu' che gli fosse insegnata la Bibbia? Nessuno. In quanto Dio era onnisciente.
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Che bisogno aveva Gesu' che gli fosse insegnata la Bibbia? Nessuno. In quanto Dio era onnisciente.
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E' stato un bambino vero.
Non si può pensare che abbia fatto finta di essere un neonato
e di compiere tutto lo sviluppo umano recitando una farsa.
Non solo Onniscente ma anche Onnipotente. Però ha avuto bisogno che lo portassero via da Erode.
Avrebbe potuto fulminare i suoi scherani con uno sguardo. Tipo Damien
Onniscenza sì Onnipotenza no?
O forse si dubita che Gesù abbia avuto un'infanzia?
Ultima modifica di emv; 24-05-15 alle 19:07
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Se era Vero Dio e vero Uomo non ha avuto bisogno che gli fosse insegnato alcunche' . Sapeva gia' tutto.
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Uomo perfetto, ma come neonato perfettibile.
Anche perchè per vivere pienamente l'Umanità (eccettuato per il peccato) doveva percorrere le stesse fasi di sviluppo dell'uomo. Sennò non sarebbe stato "vero Uomo".
Egli era allo stesso tempo onnisciente eppure bambino e perciò necessitante di imparare.
Non è un discorso antinomico, ma dualistico in quanto rappresentate le due nature (umana e divina) che si uniscono nella c.d. unione ipostatica.
Preferisco di no.


Questo teologo spiega in maniera secondo me molto convincente questa umiltà nel mistero della sussistenza in Gesù delle sue due nature, in particolare con riferimento alla debolezza, ossia alla mancanza e alle limitazioni, quindi anche a quelle proprie dello sviluppo cognitivo umano.
"alcune azioni coinvolgono solo l'esercizio di poteri umani: come per esempio, quando Cristo mangiò, pianse, prese in braccio i bambini, proclamò il messaggio del Regno, affermò la sua autorità nel decidere su materie dell'osservanza dello Shabbat, e scelse un gruppo ristretto di dodici apostoli. Alcune di queste operazioni umane, afferma il teologo australiano Gerald O'Collins, come addormentarsi per pura stanchezza ed essere terribilmente angosciato durante la preghiera nell'orto dei Getsemani, sottolineano il ruolo umile e susserviente assunto da Colui che "si svuotò" e "si autolimitò"[25] per amore degli esseri umani.[24] Se non si fosse svuotato e autolimitato, non avrebbe mai potuto piangere, addormentarsi, o pregare in trepida angoscia. L'inno cristologico di Paolo presente nel secondo capitolo invita i cristiani a ricordare e apprezzare l'amore mostrato dal Figlio preesistente di Dio nell'assumere le operazioni limitate e dolorose e le sofferenze della condizione umana.[24]"
Preesistenza di Cristo - Wikipedia
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. Attenzione pero' che questo discorso potrebbe indurre a estendere il concetto di vero uomo a fasi antecedenti. La perfezione di Gesu' non e' un fatto in divenire ma si connota dal modo stesso in cui e' stato concepito per opera dello Spirito Santo , quindi era perfetto ab initio ( aveva la scienza infusa) e anche prima visto che la Trinita' e' sempre esistita se e' vero che Dio e' immutabile .
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Il Figlio come Cristo esiste da sempre col Padre ma come Gesù nasce nel tempo e nello spazio e assume un corpo umano probabilmente a partire dall'anno 6 d.C. (nostro calendario) e con l'incarnazione la natura divina si autolimita nella condizione umana di nascituro sino al pieno sviluppo. Possiamo immaginare che alla sua natura umana saranno affiorate un po' alla volta delle percezioni della sua natura divina, arrivando alla pienezza do tali percezioni probabilmente intorno ai 7 anni quando un bambino generalmente comincia a porsi domande sull'esistenza (quando rimane al Tempio coi dottori e risponde ai genitori "non sapete che devo occuparmi delle cose del Padre mio?").
In quanto verbo di Dio che fa sussistere tutte le cose (natura divina) Cristo è sempre attivo (Genesi>Credo: per mezzo di Lui tutte le cose sono state create). Quindi non è che negli anni dell'infanzia fosse mutato e diminuito, se così fosse stato l'universo sarebbe letteralmente svanito all'istante. Devi considerare la libertà di Dio. Ricordiamo infatti che Dio è libero e non deterministicamente condizionato dalla sua essenza. Se uno decide di non agire in certi ambiti ma continua ad agire in altri non è che muta nella sua essenza, sta solo disponendo della sua libertà e nemmeno si può dire che "dorma" ma è pienamente presente. Vedi la distinzione tra Potenza e Atto.
Alla base della tua idea, del tutto immanentistica e davvero simile all'idea cabbalistica, c'è l'immutabilità assoluta di Dio e la coincidenza di essenza ed esistenza in monismo che porta ad un meccanicismo naturalistico >Panteismo, e la mancanza di una visione dinamica in Dio non permette di concepire la Trinità.
Ci vorrà del tempo per rimuovere queste false idee (del tutto umane e naturali sia chiaro!) ma per farlo bisogna fidarsi di provare nuovi schemi mentali, Anthos.
Ultima modifica di emv; 25-05-15 alle 12:43
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