





Il punto è che gli omosessuali sono sempre esistiti e non hanno mai rappresentato alcun tipo di "minaccia" per la specie umana, nè dal punto di vista demografico, nè da quello sociale.
Poichè il tuo argomento si basa sull'idea che ammettere la loro assoluta parità sul piano dei diritti, costituirebbe una minaccia, esso viene a cadere, proprio grazie al fatto che storicamente questo non si è mai verificato, pur esistendo tutti i tipi di orientamenti e di identità di genere.
Ecco perchè rifiuto il presupposto: perchè le conseguenze che se ne traggono si dimostrano fallaci alla luce dei fatti.
In questa parte del ragionamento, il presupposto fallace è che l'essere umano abbia l'inclinazione a riprodursi.L'uomo ha fondamentalmente tre inclinazioni: l'inclinazione a conservare se stesso (che ha in comune con tutte le sostanze), l'inclinazione alla riproduzione (che ha in comune con gli animali) e l'inclinazione al perfezionamento morale e spirituale (che è tipico solo dell'uomo in quanto uomo).
L'omosessualità si oppone alla seconda inclinazione perché non può che concretizzarsi in atti intrinsecamente infecondi. E questo è un dato di immediata evidenza: il rapporto sessuale tra due sodomiti così come il rapporto sessuale tra due lesbiche non contempla la penetrazione del pene nella vagina e questo inficia a prescindere qualsiasi possibilità procreativa e riproduttiva. La solita obiezione che esistono "coppie sterili" eterosessuali è ovviamente un'altra argomentazione priva di basi razionali: si confonde ciò che è accidentale con ciò che è connaturato e necessario ad una cosa stessa perché sia tale. L'omosessualità perché sia tale e non qualcosa di diverso non può che concretizzarsi in atti intrinsecamente infecondi e quindi sterili. L'eterosessualità no. La penetrazione del pene nella vagina può così come non può dare il via a quel processo che porta alla nascita di una nuova vita. Però questa potenzialità c'è. Nel caso del rapporto omosessuale, che non implica ciò, tale potenzialità non sussiste in nessun caso. Infatti, l'unico modo che hanno gli omosessuali per riprodursi è o tramite il ricorso a metodi artificiali (fecondazione assistita) o tramite l'accoppiamento con una persona di sesso diverso disposta a farlo. Cioè, o ricorrendo a qualcosa di estraneo al rapporto unitivo o deviando dal proprio "orientamento" omosessuale.
In realtà io osservo piuttosto l'inclinazione alla socialità, alla relazione e alla sessualità. Non riesco proprio a trovare quale sia il nesso logico deterministico che trovo spesso ripetuto, tra l'istinto a ricercare il piacere e la sua eventuale conseguenza, ossia la riproduzione.
Non riesco a vedere l'essere umano come un animale come gli altri (tra l'altro è proprio l'ambiente culturale tradizionalista e conservatore che da sempre tiene particolarmente a rimarcare una differenza sostanziale tra l'umano e l'animale - "l'uomo non è una scimmia" - alla Gehlen insomma) e quindi non lo vedo come un essere che si riproduce per semplice istinto o compulsione biologica.
L'essere umano sceglie di riprodursi, quello a cui è spinto dagli impulsi è il sesso, non la riproduzione.
Equiparare l'uomo a un coniglio mi sembra un modo per ridurlo a un tipo di essere brutale che non è.
Così a me pare.
Partendo da questo elemento, il modo di organizzare e gestire la riproduzione, la parentela, le forme familiari, è sempre stato prettamente culturale e mai biologico, proprio perchè l'umano è inscindibile dalla sua dimensione di essere che pensa e sceglie, anzichè agire per puro istinto.
Per questo esistono le parentele di scherzo, l'adozione e tutti quei criteri che bypassano bellamente i legami biologici e istituiscono legami culturali che però, sono riconosciuti socialmente esattamente come paritari, rispetto a quelli di sangue.
Se si guarda alle relazioni e alla loro dimensione sociale e culturale in questo modo, appare abbastanza chiaro che non c'è nulla che imponga di differenziare la genitorialità etero da quella gay, a meno di non voler forzosamente escludere tutte le forme "riproduttive" diverse da quella biologica etero, il che, francamente, mi sembra come pretendere che gli asini volino... (lo dico senza polemica eh)
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




Per un Paese come l’Irlanda, che ha depenalizzato l’omosessualità solo nel 1993, il referendum è un passo particolarmente significativo. Per quanto riguarda adozioni e maternità surrogate nessun cambiamento: L’adozione è già possibile per le coppie gay, nel caso di unioni civili o convivenze, se uno dei due partner è legalmente genitore. La maternità surrogata non è regolata in Irlanda e il governo sta lavorando per legiferare in proposito.
Nozze gay, l'Irlanda dice "sì". Il ministro: "Una valanga a Dublino, sono fiero" - Il Fatto Quotidiano
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Come già ti ho detto, non è un argomento valido dire che l'omosessualità è legittima perché esiste ed è sempre esistita. Anche perché io potrei benissimo farti notare come in nessun tipo di civiltà storicamente esistita fino ad ora la famiglia, a prescindere dalla forma che ha assunto (monogamia, poligamia, patriarcato, matriarcato, ecc.), abbia avuto un fondamento diverso dall'unione tra un uomo ed una donna. Ed a quel punto lo "storicismo" e l'"empirismo" ti si ritorcerebbero contro; si finirebbe punto e a capo. Quanto al fatto che non è mai stata una minaccia demografica, può pure essere vero: ma questo perché, come tu stessa m'insegni, si è fino ad ora vissuti in società in cui l'omosessualità non ha mai avuto una legittimazione sociale analoga o identica a quella che invece vorrebbero attribuirle oggi. I fatti, insomma, sono i primi a smentirti.
L'uomo è un animale razionale: la parola "animale" ne indica il genere, mentre invece la parola "razionale" la specie. Ciò che contraddistingue e nobilita l'uomo dall'animale "simpliciter" è appunto la razionalità, che di fatto è ciò che caratterizza la terza inclinazione da me citata. Non si parla di ovviamente di inclinazioni deterministicamente intese: l'uomo ha il libero arbitrio e perciò può assecondare o meno le sue inclinazioni. Questo non toglie che tali inclinazioni siano presenti costitutivamente nel suo essere. La socialità dell'uomo non contraddice affatto queste inclinazioni, anzi ne conferma pienamente l'esistenza: gli uomini formano una società perché l'uomo in se stesso non ha i mezzi materiali e morali sufficienti per conseguire al meglio gli scopi dati dalle tre inclinazioni citate. Ricordiamoci che l'uomo non vuole solo vivere, ma ben vivere. E per farlo necessita della società. Per questo per conservarsi ha bisogno dell'aiuto altrui; per questo per riprodursi ha bisogno di un'altra persona disposta ad accoppiarsi con lui; per questo per elevarsi moralmente, intellettualmente e spiritualmente necessita di altre persone che gli forniscano i mezzi per poterlo fare al meglio.
Dire che l'uomo ha l'inclinazione alla sessualità ma non alla riproduzione è un sofisma privo di basi: l'atto sessuale ha per sua stessa natura la fecondazione. Pene e vagina vengono descritti dalla scienza come organi riproduttivi mica per caso. Sessualità e riproduzione hanno quindi un legame inscindibile. La società coniugale e domestica, ovvero la famiglia, è il nucleo sociale primordiale che deriva da questa seconda inclinazione. Se mai è "culturale", a voler assecondare il tuo modo di ragionare sociologistico, un uso volontario differente di questi due organi.
Non sto riducendo l'uomo ad un animale da monta: se lo facessi, non avrei citato la terza inclinazione, che è quella che alla fine contraddistingue l'uomo in quanto uomo; ma non dico nulla di falso constatando che la seconda inclinazione insita nel proprio essere è comune agli animali, così come non dico nulla di falso se cito l'inclinazione all'autoconservazione come caratteristica di qualsiasi ente, financo un vegetale. Lo farei se mi mettessi ad argomentare che l'omosessualità è "naturale" (che è diverso dal dire che è presente in natura in senso empirico e fenomenico) perché i bonobo del medesimo sesso si accoppiano tra loro. Oppure lo farei se dicessi che l'uomo non deve seguire la religione perché essa non asseconda i "piaceri" istintivi dell'uomo (nella sua animalità).
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


L' uomo grazie alla sua evoluzione può permettersi di dominare la natura di questo pianeta, dominare nel senso di modificarla a piacimento, per quanto possibile, quindi se decide di accoppiarsi con altri dello stesso sesso lo fa e basta.
Non c'è bisogno di particolari ragionamenti filosofici o scientifici.


L'uomo domina la natura nel senso che domina l'ambiente a lui circostante. Può abbattere alberi o piantarli. Può costruire città oppure distruggerle. E così via. Ma non può modificare il proprio essere. Può con i mezzi odierni modificare il proprio aspetto fisico. Ma non potrà mai eliminare o modificare quelle inclinazioni che sono il fondamento stesso del suo essere uomo. In nessun modo. Perché l'uomo è un uomo: né una bestia (anche se spesso ci sembra il contrario) né un dio.
Ultima modifica di Giò; 23-05-15 alle 13:53
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).



