Francamente non capisco la questione del senso, evidentemente per un cattolico la natura è natura creata (buona) con un fine, l'allontanamento dal fine è male (privazione di bene), dove sta la difficoltà? Si può rigettare come definizione? Certo, ma non mi pare insensata.
Invece tu usi il termine natura pensando che siccome essa è (ma mica creata, come semplice dato storico dunque contingente) vada accettata (ma non è natura in senso forte, è solo uno slittamento per cui phisis/natura è diventato una contingenza diciamo storica e biologica, un po' come se pensassi che i dodo erano una necessità ontologica).
E già qua siamo nel campo cultura, ma potrebbe pure andare bene, è una questione evidentemente lessicale, lo slittamento semantico di una parola ritenendo che un termine ormai contingente dia consistenza ontologica alla questione.
Il problema è che pure senza essere filo-foucault sai benissimo che "relazioni asimmetriche", "volontà individuali", tra i trogloditi non esistono, la tribù in cui le donne scelgono il marito dalla rosa di amanti non prevedono relazione simmetrica, così come la pederastia greca, in cui per inciso la tua natura (che, e l'hai scritto, è cultura) dice che Zeus si relaziona all'umanità con lo stupro, mediamente, così come il nuer che c'ha il bovino come doppio non è simmetrico. Quindi correggi il tiro degli Igbo tirando fuori categorie occidentali (che pure andrebbero vagliate) che con i primitivi non c'entrano nulla.






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