È Possibile
Un grande scrittore di fantascienza, Ray Bradbury, scrisse che nel futuro l’uomo viaggerà tra le stelle, e durante il viaggio i passeggeri mangeranno cibo pessimo e guarderanno brutti film. La sua era una fantascienza sociologica, di fatto ne fu l’inventore, e usava quel genere letterario considerato leggero per riflettere sulla società, su come anche in un’epoca di grandi progressi si corra il rischio di veder emergere gli stessi difetti umani di sempre: l’avidità, l’arroganza, la difficoltà a progredire come singoli, e come specie.
È una metafora molto forte di alcune cose cui assistiamo ultimamente, anche se si tratta di racconti che hanno più di mezzo secolo e qualcuno potrebbe giudicarli non abbastanza alla moda.
Noi siamo qui oggi perché pensiamo che il futuro debba essere un posto migliore in cui andare, e non la solita roba. Noi pensiamo che con tutta la strada che abbiamo percorso, e francamente con tutta la fatica che abbiamo fatto, il nostro destino non può essere quello di ripetere esattamente le cose che si sono sempre fatte, sbagliando, e diventare le persone che giuravamo non saremmo mai diventati, e che volevamo cambiare.





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