



Convegno dello IEMASVO e del Comitato 21 e 33
21&33
SABATO 20 GIUGNO ore 9,30
Palazzo di Giustizia di Roma
Piazza Cavour, Aula Della Torre
SYLVIA STOLZ E GLI ALTRI
Leggi antinegazioniste, leggi memoriali, mandato di cattura europeo, decisioni-quadro e direttive Ue: l’Europa sta entrando nel tunnel di un nuovo totalitarismo?
Saluti
Vincenzo CARBONE
Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione
Claudio MOFFA
Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente, Presidente provvisorio del Comitato 21 e 33
L’arrembaggio alla storia e alle libere opinioni
Ludwig BOCK
Avvocato penalista, difensore di Sylvia Stolz
Oltre ogni limite: l’allucinante caso dell’avv. Sylvia Stolz
Eric DELCROIX
Avvocato penalista, difensore di Robert Faurisson
Il caso Faurisson: 27 anni di una inquietante cronaca giudiziaria
Nino MARAZZITA
Avvocato penalista
Il delitto d’opinione: verso una nuova Inquisizione?
Rosario PRIORE
Giudice
Il mandato di cattura europeo e le Costituzioni nazionali
Presiede
Alessandro CASSIANI
Presidente dell’Ordine degli Avvocati
L’avvocato Sylvia Stolz si trova attualmente in prigione in Germania, condannata a 3 anni e mezzo e interdetta dalla professione per 5 anni, per aver difeso con argomentazioni “negazioniste” il “negazionista” Ernest Zuendel. Si tratta del caso limite della cupa e semisconosciuta diffusione delle leggi liberticide in Europa, a partire dall’approvazione in Francia, nel 1990, della legge Fabius-Gayssot. ...
Posti limitati. Per prenotazioni:
info@mastermatteimedioriente.it
oppure
hli@hli.fr


Estratto :
La Chiesa ha ancora un grande potere, anche se la sua gerarchia è stata corrotta ed erosa
dagli ebrei.
Con la sua grande ricchezza e centinaia di milioni di devoti seguaci, la Chiesa è la roccia sulla quale la nave della Grande Menzogna si andrà ad infrangere per poi affondare.
Gli ebrei stanno per avere la loro Waterloo.
Una volta che l'Olocausto potrà essere apertamente discusso, la conoscenza della sua vera natura non potrà più essere soppressa.
Quando l'affare del Vescovo Williamson raggiunge il
punto in cui un papa è obbligato a scomunicarlo un'altra volta, come
richiesto dall'ADL (Anti-Defamation League: organizzazione attivista
dell'ebraismo mondiale), oppure se, sotto la pressione dei media
ebraici e di corrotti politici, Papa Benedetto XVI° dovesse abdicare
dal Trono di San Pietro, ciò sarebbe un atroce shock per il mondo
cattolico, allora la verità si farebbe strada!
La fede cristiana è basata sulla Verità, la Roccia dei Tempi.
La Verità ci renderà liberi e la volontà di essere liberi crescerà sempre più forte fino ad essere
irresistibile, dopodichè avremo vinto.


Robert Faurisson
12 maggio 2009
Il famoso sociologo francese Alain Besançon
scopre “la religione della Shoah”
Già alla fine degli anni settanta, al primo duro colpo che avevo inferto agli storici dell’“Olocausto” (oggi spesso denominato “Shoah”), questi avevano manifestato il loro smarrimento. Mentre io mi ponevo sul piano scientifico per dimostrare, senza replica possibile, che le loro pretese camere a gas omicide erano tecnicamente inconcepibili, loro, abbandonando la ragione per la fede, si erano ridotti a rispondermi miseramente: “Non occorre chiedersi come, tecnicamente, un tale assassinio di massa sia stato possibile; è stato tecnicamente possibile poiché ha avuto luogo” (“La politique hitlérienne d’extermination: une déclaration d’historiens”, Le Monde, 21 febbraio 1979, p. 23; per maggiori dettagli su questa controversia degli anni 1978-1979 si può consultare il mio Mémoire en défense contre ceux qui m’accusent de falsifier l’Histoire, La Vieille Taupe, 1980, p. 69-101). Il 3 maggio 1980, in una lettera indirizzata à Jean Daniel [vero nome: Jean-Daniel Bensaïd, fondatore e caporedattore del settimanale Nouvel Observateur], parlavo già, di conseguenza, de “la nuova religione” o dei “sostenitori della religione dell’‘olocausto’” e concludevo: “Non vi sarà alcun cambiamento repentino quando sarà chiaro che l’‘olocausto’ è una menzogna storica. Le religioni, d’altronde, non spariscono che molto lentamente per lasciare il posto ad altre religioni. Accade che, personalmente, io preferisco ad andare dalla fede verso la ragione” (ibid., p. 261-263). Avevo ben visto che, non potendo ricorrere all’argomentazione tecnica, scientifica o storica, la parte avversa cercava necessariamente una scappatoia nell’invenzione religiosa accompagnata da processi di stregoneria. Il risultato è che, ai nostri giorni, nel 2009, è divenuta evidente l’esistenza di una “religione della Shoah”. Ultimamente si poté leggere nel quotidiano Le Monde un articolo su “la Shoah” “elevata da Nicolas Sarkozy a ‘religione di Stato’” (Gérard Courtois recensendo un libro di Guy Konopnicki, 4 aprile 2009, p. 26). Ed ecco che in uno studio su “Benoît XVI et les intégrstes” (in Commentaire, n° 125, primavera 2009, p. 5-11), si scoprono, per la penna del sociologo Alain Besançon, le seguenti osservazioni:
Nella scala del sacro, non c’e nulla oggi che possa disputare il primo posta alla Shoah (p. 9 A);
Nella parte alta della graduatoria, abbiamo dunque la Shoah. Le si può assegnare, secondo criteri esterni, un quasi-statuto di religione (p. 10 A);
Divenuta universale [questa religione] mantiene l’elezione del popolo ebraico decisa dalla volontà diabolica di Hitler, e non dalla benevola decisione di Dio. Essa lo apre alla simpatia, nel senso più forte, del mondo cristiano. Da tutto questo discendono delle modifiche nella scala della dignità, nell’elenco degli oggetti che non si possono toccare se non con mani tremanti, nella gerarchia dei valori, nel prestigio di coloro che ne sono i guardiani. In prima fila dunque, incontestabilmente, la Shoah (p. 10 B).
Si è tentati di affermare che la religione della Shoah e la religione dell’umanitarismo, variamente combinate, costituiscono la religione civile delle democrazie dell’Occidente […] Gli eroi della religione della Shoah, poi quelli della religione umanitarista [l’abbé Pierre, suor Emmanuelle, …], si trovano nella parte alta della graduatoria (p. 11 B).
Nelle ultime due pagine del suo studio (10-11), l’autore utilizza per sette volte l’espressione “la religione della Shoah”.
Nato nel 1932, comunista tesserato dal 1951 al 1956, A. Besançon è membro dell’Istitut de France e direttore didattico all’Ecole des hautes études en sciences sociales nonché all’Institut d’histoire sociale. Raymond Aron, che ha fondato la rivista Commentaire nel 1978, è stato, ci dice, suo “maestro”. Il 13 dicembre 2004, A. Besançon ha reso un vibrante omaggio alla memoria del gran rabbino Jacob Kaplan in occasione d’una sessione straordinaria dell’Académie des Sciences morales et politiques. Egli è l’autore di un certo numero di opere e di studi nei quali, in particolare, tratta dapprima della “disgrazia del secolo” provocata, secondo lui, dal comunismo e dal nazismo, in seguito de “l’unicità della Shoah”. Egli è cattolico. Denunciando i “fantasmi negazionisti”, attacca “coloro che negano la Shoah e che respingono la massa schiacciante delle prove positive della sua realtà” (p. 6 A e 7 B), ma egli non descrive uno solo di questi fantasmi né fornisce una sola di tali prove. Neppure per un istante egli spiega come e perché, in un lasso di tempo cosi breve, la versione ebraica della storia della seconda guerra mondiale sia diventata religione o, meglio, la religione di tutto il mondo occidentale. Egli non ci dice come mai nel XXI secolo “non si può toccare che con mani tremanti” gli elementi sensibili di questa religione conquistatrice e dominatrice.
Perché un sociologo del calibro di Alain Besançon è rimasto muto per così tanto tempo sull’esistenza di uno straordinario fenomeno di società di cui non ha saputo cogliere la nascita alla fine degli anni settanta, e di cui egli persiste, nel 2009, a non esplicarci il prodigioso sviluppo in questi ultimi trent’anni? Jean-Marie Le Pen osserva, non senza ragione, che oggi siamo arrivati al punto che la seconda guerra mondiale è in qualche modo diventata un dettaglio… de “la Shoah”. Perché e in che modo è stata possibile una tale aberrazione? Com’è possibile che le strabilianti stramberie di Padre Patrick Desbois su “la Shoah per proiettili” o su “la Shoah mediante soffocamento [sotto piumini o cuscini]” siano divenute nel 2009, con il viatico di Nicolas Sarkozy, di Simone Veil e dei vescovi di Francia, materia di catechesi nei nostri istituti liceali e ginnasiali, sia pubblici che privati? Qualsiasi essere dotato di ragione non può che arrossire alla lettura delle fantasmagorie spacciate da questo dannato burlone, Padre Desbois, nel suo libro Fucilateli tutti!: la prima fase della Shoah raccontata dai testimoni (Venezia, Marsilio, 2009, 292 p.). Martin Gray ed il suo negro, Max Gallo, autori di In nome dei miei, sono stati surclassati.
Il 7 agosto 2008 ho dedicato al fenomeno della frode e della credulità shoatiche un testo intitolato “La religion séculaire de ‘l’Holocauste’ est un produit – frelaté – de la societé de consommation” (ved. allegato). Ivi ho proposto una spiegazione razionale del crescente successo incontrato, soprattutto dopo il 1980, da questa nuova religione detta de “1’Olocausto” o de “la Shoah”. Adesso che A. Besançon scopre, infine, a sua volta questa religione, si deciderà a spiegarcene razionalmente il mistero? Se lo facesse, scoprirebbe che i revisionisti, lungi dal cadere nei “fantasmi”, hanno accumulato una “massa schiacciante” di “prove positive” a sostegno delle loro conclusioni. Ma, per rendersene conto, occorrerebbe tuttavia iniziare a leggere le loro opere. A. Besançon, dopo essersi risvegliato, nel 1956, dagli effetti dell’oppio comunista, potrebbe un giorno risvegliarsi dal sonno della ragione in cui ci immerge questa “religione della Shoah” che egli sta scoprendo, circa trent’anni dopo i revisionisti?
“La religione della Shoah” non tollera le altre religioni e, in particolare, la religione cattolica romana se non in quanto ad essa subordinate. Benedetto XVI lo sa, e davanti ad essa si prostra e si umilia. Particolarmente menzognera, “la religione della Shoah” fa appello all’odio ed alla crociata. In questo senso, per riprendere l’immagine utilizzata da Jean Jaurès a proposito del capitalismo, si può dire della nuova religione che essa “porta in sé la guerra come le nuvole portano il temporale”.




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Sylvia Stolz e gli altri
Leggi antinegazioniste, leggi memoriali, mandato di cattura europeo, decisioni-quadro e direttive Ue: l’Europa sta entrando nel tunnel di un nuovo totalitarismo?
Organizzatore:: Istituto Enrico Mattei di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente
Tipo: Istruzione - Workshop
Rete: Global
Telefono: 3771520283
E-mail: info@mastermatteimedioriente.it
Saluti
Vincenzo CARBONE
Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione
Claudio MOFFA
Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente, Presidente provvisorio del Comitato 21 e 33
L’arrembaggio alla storia e alle libere opinioni
Ludwig BOCK
Avvocato penalista, difensore di Sylvia Stolz
Oltre ogni limite: l’allucinante caso dell’avv. Sylvia Stolz
Eric DELCROIX
Avvocato penalista, difensore di Robert Faurisson
Il caso Faurisson: 27 anni di una inquietante cronaca giudiziaria
Nino MARAZZITA
Avvocato penalista
Il delitto d’opinione: verso una nuova Inquisizione?
Rosario PRIORE
Giudice
Il mandato di cattura europeo e le Costituzioni nazionali
Presiede
Alessandro CASSIANI
Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Interverrà Gérard Menuhim
L’avvocato Sylvia Stolz si trova attualmente in prigione in
Germania, condannata a 3 anni e mezzo e interdetta dalla professione per 5 anni, per aver difeso con argomentazioni “negazioniste” il “negazionista” Ernest Zuendel.
Si tratta del caso limite della cupa e semisconosciuta diffusione delle leggi liberticide in Europa,
a partire dall’approvazione in Francia, nel 1990, della legge Fabius- Gayssot.
Posti limitati. Per prenotazioni info@mastermatteimedioriente.it
oppure iemasvo@tiscali.it - giovanna.canzano@yahoo.it
Telefono: 377.1520283
Per gli Avvocati: sono previsti n. 4 crediti formativi per la partecipazione all'evento.






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Giovanna Canzano e Guillaume Nichols intervistano Don Floriano Abrahamowicz
Pubblicato da admin in Interviste il 15 giugno 2009
“Fino all’ultimo Mgr Lefebvre sperava che il Vaticano tornasse alla sua identità abbandonata dal Concilio Vaticano II.
Questo Concilio rappresenta una nuova religione e ha ripudiato la religione rivelata.
Infatti si parla di vera e propria apostasia, cioè di rigetto pubblico della religione.
Con il decreto sulla libertà religiosa (che non ha niente a vedere con il giusto divieto di violentare la coscienza individuale), richiesto dal B’nai Brith, loggia massonica ebraica, e con il decreto Nostra Aetate, che erige la razza ebraica a fratello maggiore della comunità cristiana, sono state gettate le fondamenta dell’ecumenismo moderno che, dopo essere stato condannato dal magistero precedente, oggi sta alla base della chiesa ufficiale o conciliare che non rappresenta più la Chiesa cattolica.
Le riforme liturgiche postconciliari hanno messo in pratica questa nuova credenza che sradica dalle anime i fondamenti della religione cattolica, disorienta individui, famiglie e società intere che da duemila anni erano abituate a Gesù Cristo e alla Sua Chiesa cattolica come principale riferimento della vita individuale, domestica, sociale e politica. È da tempo che i poteri forti vogliono prendere il posto di Gesù Cristo.
Ci stanno riuscendo meravigliosamente servendosi della Sua stessa Chiesa.
La nuova religione universale senza dogmi e senza morale, voluta dalla massoneria, si sta instaurando.” (don Floriano Abrahamowicz)
Canzano-Nichols 1- Lei è stato accusato di prendere posizioni distanti dal pensiero del Papa, ma ancora oggi il Vaticano non ha detto in modo chiaro quella che era la posizione di Papa Pio XII riguardante la Shoa, un po’ di confusione, se c’è, non potrebbe essere risolta andando a consultare gli archivi del Vaticano?
ABRAHAMOWICZ - Gli archivi del Vaticano, aperti e consultabili su richiesta, hanno già contribuito a dissipare qualche confusione che si è creata intorno all’atteggiamento di Pio XII nella Seconda Guerra Mondiale. Scompare totalmente il Pacelli “amico dei Tedeschi” e il Papa che per paura dei Tedeschi e di un incremento delle persecuzioni rinuncia alla denuncia dell’omicidio in massa per mezzo delle camere a gas. Negli archivi si scopre invece un Papa che favorisce gli Alleati, anzi si potrebbe dire che collabora con gli Alleati. Volendo però a tutti costi arrestare il conflitto bellico, rifiutava da parte ed altra di prestarsi alla strumentalizzazione di propaganda bellica. Questo atteggiamento gli costò di essere criticato da tutte le parti belligeranti. Inoltre gli archivi insegnano che se si volesse accusare Pio XII di un silenzio colpevole si deve concludere che la stessa accusa sarebbe da girare agli Alleati. Non solo i diplomatici alleati tacevano su certi aspetti specifici dei campi di concentramento, ma chiedevano anche agli Stati amici per corriere diplomatico di fare lo stesso. Secondo loro, sarebbero mancate le prove. Le agenzie di stampa invece non ricevettero da parte del Ministero dei affari esteri americano queste direttive. Forse la confusione sul piano storico è nata proprio da questa discrepanza fra stampa, storiografia e cinema d’un lato, e i
silenzi dei protagonisti, e delle fonti storiche dall’altra. Purtroppo questa confusione storica ha creato una confusione psicologica.
Chiunque vuole ricercare liberamente e scientificamente sui metodi dei crimini di guerra perpetrati nei campi di concentramento tedeschi viene immediatamente accusato di nazismo, odio razziale e fanatismo. Vi sono perfino leggi che vietano la ricerca scientifica su certi temi. Mi chiedo: come è giustamente punito colui che minimizza un crimine, non dovrebbe anche essere punito chi lo aumenta? Chi rimpiange parenti e vicini morti nei campi di concentramento non sente forse i suoi cari disonorati da chi o minimizza o esagera il crimine? E se queste ingiustizie verso la verità storica e il rispetto delle vittime si rivelassero premeditate ed interessate? Guai ai razzisti che si
nascondono dietro l’antirazzismo!
Canzano-Nichols 2- Lei ha affermato: “Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione”, perché ha dei dubbi sul vero uso delle camere a gas?
ABRAHAMOWICZ - I miei dubbi sono sorti quando ho scoperto che oltre
alla letteratura e la cinematografia ufficiale vi sono le testimonianze di vittime della tortura nazista, di reduci dei campi di concentramento, ma poi anche le fonti storiche nelle testimonianze dei governi degli Stati vincitori che parlavano un linguaggio differente e davano un quadro differente della realtà rappresentata dai manuali scolastici di storia e dal cinema. Ho scoperto che al di là del doveroso ricordo delle vittime civili di ingiuste persecuzioni, torture ed esecuzioni nei campi di concentramento vi era l’altra parte della realtà delle atrocità belliche. I crimini di guerra degli alleati, i campi di concentramento degli alleati, le torture, i massacri. Ho scoperto che anche i vincitori sono stati cattivi. Ho scoperto che la maggioranza degli alti ufficiali
tedeschi volevano sbarazzarsi già a inizio guerra del loro Führer e che per far questo chiedevano l’aiuto agli Inglesi. Invano. Neanche la mediazione di Pio XII ci riusciva. C’è chi da parte dei futuri vincitori ha voluto la guerra a tutti costi e ai quali i vari Hitler e Mussolini andavano benissimo. Per demonizzarli dopo. Guai ai totalitaristi che si nascondo dietro il democratismo!
Canzano-Nichols 3- Cosa ne pensa delle dichiarazioni del vescovo Richard Williamson riportate dall’agenzia di stampa di ispirazione cattolica Zenit (ZENIT - Dichiarazione del Vescovo “lefebvriano” Richard Williamson) dove egli chiede scusa agli Ebrei per le sue affermazioni sulla Shoah?
ABRAHAMOWICZ - Mgr Williamson è vescovo e in quanto tale gli stanno a cuore innanzi tutto le anime. E le anime deboli. La confusione di cui sopra vive ancora profondamente nelle anime della grande massa. Lui si è reso conto che la strumentalizzazione mediatica a livello mondiale della sua intervista ha scandalizzato tanti deboli. E di questo si è sinceramente dispiaciuto. Secondo me ha fatto anche bene ad esprimere il suo rammarico verso le persone scandalizzate e a scusarsi con loro. Con ciò Mgr Williamson non ha ritrattato quanto ha detto essere una sua opinione sulla quale lui non rifiuta il dibattito e la prova del contrario.
Penso che diversi rabbini non sionisti verrebbero ad incoraggiare la ricerca libera e scientifica sulla questione delle camere a gas per il rispetto e per l’onore delle vittime dei campi di concentramento tedeschi. Vi sono dei rabbini che hanno preso le difese di Mgr Williamson. Peccato che la Chiesa ufficiale e gli stessi confratelli del vescovo non abbiano preso le sue difese. Tanto più che la questione è intrinsecamente collegata con la teologia perché la memoria della “Shoah” e dell’ “Olocausto” è intimamente collegato al vero ed unico olocausto: quello di Nostro Signore Gesù Cristo. Un olocausto però che il libro della religione ebraica postbiblica, il Talmud, annovera fra i meriti e non fra i crimini.
Canzano-Nichols 4- Come capo della comunità lefebvriani del Nordest, ha già posizioni un po’ ‘critiche’ verso il Vaticano?
ABRAHAMOWICZ - Come responsabile dell’apostolato del Nordest la mia posizione verso il Vaticano è stata identica prima, mentre e dopo la mia violenta e diffamante espulsione da parte dei miei superiori. Mi sono sempre sforzato di rispecchiare fedelmente la posizione forte e al contempo prudente, quasi attendista, del nostro venerato fondatore Monsignore Marcel Lefebvre verso il Vaticano. Fino all’ultimo Mgr Lefebvre sperava che il Vaticano tornasse alla sua identità abbandonata dal Concilio Vaticano II. Questo Concilio rappresenta una nuova religione e ha ripudiato la religione rivelata. Infatti si parla di vera e propria apostasia, cioè di rigetto pubblico della religione. Con il decreto sulla libertà religiosa (che non ha niente a vedere con il giusto divieto di violentare la coscienza individuale), richiesto dal B’nai Brith, loggia massonica ebraica, e con il decreto Nostra Aetate, che erige la razza ebraica a fratello maggiore della comunità cristiana, sono state gettate le fondamenta dell’ecumenismo moderno che, dopo essere stato condannato dal magistero precedente, oggi sta alla base della chiesa ufficiale o conciliare che non rappresenta più la Chiesa cattolica. Le riforme liturgiche postconciliari hanno messo in pratica questa nuova credenza che sradica dalle anime i fondamenti della religione cattolica, disorienta individui, famiglie e società intere che da duemila anni erano abituate a Gesù Cristo e alla Sua Chiesa cattolica come principale riferimento della vita individuale, domestica, sociale e politica. È da tempo che i poteri forti vogliono prendere il posto di Gesù Cristo. Ci stanno riuscendo meravigliosamente servendosi della Sua stessa Chiesa. La nuova religione universale senza dogmi e senza morale, voluta dalla massoneria, si sta instaurando. La soluzione? Ricostruire la società cristiana partendo dalla base. Era questo il nostro compito. Il mio compito per il quale mi sono prodigato per undici anni nel Nordest. Il giorno che accidentalmente ho pestato i piedi ai fratelli maggiori rivendicando uguale diritto per tutti i popoli a ricordare i loro genocidi e criticando un certo monopolio che sta acquistando il ricordo della “Shoah”; il giorno che ho ricordato che il sionismo cerca di rimpiazzare l’unico vero e perfetto olocausto: quello di Nostro Signore Gesù Cristo sulla croce, sostituzione avvallata nei fatti e nei detti dallo stesso Vaticano, in quel giorno sono stato espulso. Sono rimasto molto deluso ma non porto rancore.
Continuo nella stessa posizione di prima. Ha forse cambiato chi cerca di riconciliarsi con la chiesa ufficiale?
Canzano-Nichols 5- Il revisionismo storico praticato sulla questione ebraica durante la guerra (”negazionismo” per i suoi avversari) tende a scoprire e divulgare verità documentate che la storiografia ufficiale non sembra prendere in considerazione semmai osteggia, cosa ne pensa?
ABRAHAMOWICZ - Sono fiducioso che ora dopo più di cinquant’anni la curiosità di andare a spulciare le fonti storiche potrà rimediare alle perplessità di molti e introdurre un periodo di equa memoria per tutti i popoli che hanno subito nella storia dei genocidi. Come non pensare agli Armeni, agli Ukraini, ecc.? Aggiungo, non come paragone ma come identificazione, i cinquanta milioni di aborti all’anno. E le cifre sono minimaliste! Un genocidio per legge!
Canzano-Nichols 6- Il pacchetto sulla sicurezza prevede che il ministero dell’Interno potrà ordinare l’oscuramento dei siti Internet sui quali si commette il reato di apologia o si istiga a delinquere. E poi?
ABRAHAMOWICZ - E poi il vero volto del democratismo odierno getterà la maschera di buonismo, di pseudoaltruismo, di pseudorispetto di tutto e di tutti, dei giusti personali per quanto perversi siano, per apparire con il suo vero volto anticristico di gulag mondiale. Nel quale però l’anima che aderisce a Cristo rimarrà libera di una libertà interiore che fece già cantare i martiri dei primi secoli inni di gioia e di gloria nell’attesa della venuta ultima e definitiva del Rex tremendae majestatis.
Canzano- Nichols 7- Cosa succede invece in Europa?
ABRAHAMOWICZ - Le leggi circa la libertà si stanno restringendo. Oggi, in più paesi vige il divieto formale di fare certi discorsi scientifici su certi aspetti dei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale. La confusione storica che è venuta a formarsi circa questa tematica ha generato quella confusione psicologica di cui prima. Ma la confusione, da storica e psicologica, ha anche i suoi riflessi nella società tutta intera, nei suoi aspetti politici, finanziari e anche e soprattutto religiosi.
L’ecumenismo ha fatto confusione su Dio. Ora il Dio Trino non è il dio né del Talmud né del Corano. Questa confusione giova a chi verrà un giorno farsi adorare come dio: l’anticristo. I suoi precursori: l’indiscussa “autorità” mediatica: “hanno detto che,…”, autorità che comanda despoticamente sull’immaginario collettivo, relegando agli arresti domiciliari la ragione, colei che rende ragione della veridicità dei vangeli e della religione rivelata, che invece viene oggi dichiarata rilevare dell’immaginario: un mondo capovolto.
Finché non è vietato di essere cattolici, ma ché lo si può essere anche se solo in quanto scomunicati dalla setta modernista, proter metum judaeorum, confessiamo il credo dei nostri padri, serviamo Dio nella liturgia bimillenaria non contaminata dal modernismo, rivendichiamo il regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo! Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!
BIOGRAFIA
Don Floriano Abrahamowicz nasce il 7 aprile 1961 a Vienna in Austria. Entra nel 1986 nel seminario della Fraternità San Pio X in Francia. Sarà ordinato sacerdote a Ecône in Svizzera nel 1992. Svolgerà il suo apostolato in Austria, Germania (insegna al seminario di Zaitzkofen), Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Albania. Prima di entrare in seminario studia il violoncello e frequenta dal 1983 al 1986 l’istituto universitario della Fraternità San Pio X a Parigi dove segue dei corsi di storia. Gli ultimi dieci anni di apostolato li ha svolti in Triveneto. In questi dieci anni l’apostolato in Triveneto si è sviluppato bene e la realtà tradizionalista ha acquisito anche una certa visibilità mediatica. Allo scoppio dell’affare Williamson nel gennaio di questo anno don Floriano, invece di sconfessare Mgr Williamson e chiedere scusa, ha voluto fare valere il diritto di replica alle false accuse diffamanti di “negazionismo” contrattaccando e diffendendo la memoria dei massacri di altri popoli contro l’esagerata monopolizzazione della memoria della tragedia della persecuzione dei ebrei. Voleva anche difendere il vero olocausto. Olocausto significa sacrificio spontaneo di se stesso in onore di Dio: il sacrificio della croce di Gesu Cristo, unico vero e perfetto olocausto. Don Floriano si è dispiaciuto dell’atteggiamento preso nei suoi confronti e nei confronti di Mgr Williamson da parte dei suoi superiori. la destituzione di Mgr Williamson e la sua riduzione al silenzio completo sulla questione storica da lui sviluppata alla televisione svedese; l’espulsione e lo sfratto violento dello stesso don Floriano. Si aspettava che la Fraternità San Pio X non arretrasse davanti alle pressioni dei poteri forti e denunciasse in quell’occasione l’apostasia conciliare che tace sulla regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo a favore del messianismo ebraico attuale.
Espulso dalla sua chiesa a Treviso, don Floriano Abrhamowicz continua il suo apostolato sacerdotale, insieme ai suoi fedeli, nella domus Marcel Lefebvre a Paese, sempre in provicia di Treviso.
Per contattarlo: donfloriano@sanpiox.it


http://andreacarancini.blogspot.com/
lunedì 22 giugno 2009
Stringere la mano a Faurisson
PERCHE’ STRINGEREI LA MANO A FAURISSON
Lunedì 1 Giugno 2009[1]
L’altra sera ero da una mia vecchia amica un po’ fricchettona e un po’ di sinistra; si parla del più e del meno e si arriva a parlare delle prossime elezioni europee. “Io sostengo Dieudonné”, le faccio. Lei sarebbe piuttosto per Bové, perché Dieudonné…la questione inevitabile arriva: “anche se ha avuto lo Zénith, come puoi tu intellettualmente sostenere qualcuno che frequenta Faurisson?”.
Comincio a risponderle, ma sono arrivati i ragazzi, abbiamo troncato e ci siamo messi a parlare di altre cose. Ma continuo a pensarci, volevo spiegarle, mi tornano in mente le parole, le frasi. Mi tornano in mente…Mi sono immaginato, di fronte a Faurisson, cosa farei se me lo presentassero…Gli stringerei la mano? Chiudo gli occhi e penso: sì, gli stringo la mano…Il perché ancora non lo so, non è una risposta intellettuale, mi sembra solo naturale, semplicemente umano, ma so che molti grideranno allo scandalo…Loro non hanno bisogno di spiegarsi, tutto il gregge è dietro di loro. Io, rischio di essere davvero solo su questa strada, ma resterò lì, non seguirò il gregge, e poiché la questione mi è stata posta…
Mia cara amica…Come fartelo comprendere? Anzitutto, una precisazione, Dieudonné non “sostiene” Faurisson, egli riconosce il suo diritto alla parola e ne ha fatto il simbolo della censura che egli denuncia e di cui lui stesso è rimasto vittima. Non credo di essere in errore appellandomi a Voltaire, un paravento troppo spesso utilizzato dagli stessi che lo brandiscono per meglio fare accettare i limiti da essi posti subito dietro. Andrò dunque più lontano e ti dirò che non solo sostengo Dieudonné che stringe la mano a Faurisson ma, se si presentasse l’occasione, io stesso gli stringerei la mano, e voglio tentare di farti comprendere perché tutto ciò mi sembra giusto.
Innanzitutto, per inquadrare la scena, preciso che fino a questo episodio dello Zénith, di Faurisson conoscevo solo il nome, associato ovviamente all’oltraggio supremo: negazionista!
Allora mi è venuta la curiosità di saperne un po’ di più: mi imbatto in una conferenza dove egli espone le sue tesi sulle camere a gas. Vedo un piccolo uomo bonario che parla lentamente e che cerca di dimostrare scientificamente che delle camere a gas a chiusura non ermetica non potevano funzionare senza mettere in grave pericolo le persone nei paraggi, a cominciare dagli addetti ai lavori. Io sono uno scientifico, lo sai, quindi questo approccio mi trova d’accordo, vorrei saperne di più, cerco di trovare il punto debole, mi dico che bisognerebbe fare la prova a grandezza reale, vedere se vi sono delle fughe tossiche all’esterno, con quali concentrazioni, dosare ciò che resta del gas cianidrico all’interno delle camere dopo un’ora, due ore…Queste concentrazioni sono ancora mortali, sono esplosive? Faurisson ci parla degli addetti allo smaltimento dei cadaveri che entravano nelle camere con la sigaretta in bocca, e con questo liquida la tesi delle camere a gas…Tuttavia c’è uno strattagemma ben conosciuto dai chimici: il gas cianidrico a debole concentrazione non è sempre riconoscibile da un naso non acuto. Mescolato al fumo del tabacco, sviluppa un odore caratteristico. Allora questa storia delle sigarette sarebbe piuttosto da mettere sul conto delle prove dell’utilizzo dello Zyklon B…Infine, non so, mi dico che bisognerebbe approfondire la cosa…Anche per le camere mortuarie, egli dice che non sono state fatte per ciò che viene detto, che per rendere agevole la manipolazione dei cadaveri la loro grandezza dovrebbe essere diversa, ma questo argomento non regge, se si considera che in realtà non sono state fatte a tale scopo ma che hanno cambiato scopo rispetto all’uso iniziale : non è perché il mio divano non è un letto, che non è stato fatto perché io ci dorma, che non possa dormirci dentro…Infine, mi piacerebbe che ci fosse una discussione. Dei testimoni, che ogni dubbio possa essere tolto, le cifre discusse – non da me, ho altre gatte da pelare e non è il mio mestiere – ma il fatto stesso che sia impossibile non fa che alimentare il sospetto…Perché allora impedire il dubbio? Perché farne un tabù?
Poiché tu mi chiedi come io possa sostenerlo intellettualmente, io ti chiedo come puoi accettare intellettualmente la celebre frase di Vidal-Naquet:
“Non bisogna domandarsi come, tecnicamente, un tale sterminio sia stato possibile. E' stato tecnicamente possibile perché ha avuto luogo. […] Non c’è, non ci può essere discussione sull’esistenza delle camere a gas”.
Perché questo, intellettualmente, non mi trova d’accordo.
Venti milioni di morti in Unione Sovietica, duecentocinquantamila a Hiroshima, dieci, quindici, venti milioni di indiani nelle Americhe, dieci, venti, trenta milioni di vittime delle diverse tratte degli schiavi, se ne discute, si conta e si riconta, ciascuno è libero di fornire la sua stima, e nessuno è il diavolo, per quanto [la stima] sia bassa.
Ma Faurisson è il diavolo. Lo guardo, cornuto, i piedi forcuti, agli occhi dei miei concittadini. Ma io vedo un vecchio signore, che aveva all’università un posto di prestigio, specializzato nella critica dei testi e dei documenti. Avrebbe potuto restare lì, fare una carriera tranquilla, rispettato dai colleghi. Cos’è che l’ha spinto a gettarsi sul rogo in questo modo? Sapeva almeno in quali fuochi si lanciava? E’ stato per la sola preoccupazione della verità storica e scientifica? Vi è stato trasportato da uno slancio il cui impulso iniziale, con lo studio sincero delle planimetrie e delle foto, gli è giunto in modo del tutto innocente e ignorando del tutto l’abisso verso il quale si dirigeva? E’ stato indotto alla riflessione da dettagli di cui quelli che non li hanno visti non possono comprenderne l’importanza? Non lo so…Vi è sul suo cammino una forza oscura che lo sospinge? Un odio, di cui ignoro le cause, che giustificherebbe il suo astio al punto da rischiare la vita? Ancora una volta, non lo so…
E tu che mi leggi, tu amico mio che sei un benpensante, lo sai tu? Voi tutti che mi leggete, lo sapete? Vi sento, per lo più onesti, fare l’apologia della libertà di espressione, citare Voltaire e parafrasare Saint-Just, vi sento soprattutto, in fretta, premunirvi in fretta, Faurisson, discorsi disgustosi, il ventre fecondo, la bestia immonda…Negare la Shoah come ce la raccontano o ridurne l’importanza, contestare il modo in cui i morti sono morti, significa istigare all’odio delle vittime? Significa rallegrarsi di quello che hanno subito pensando nello stesso tempo che non è stato abbastanza? Né nel numero né nella ferocia? Significa istigare a “finire il lavoro”? Siamo seri, non è niente di tutto questo e voi lo sapete bene. Allora cosa? Qual è la natura di quest’offesa? Minimizzare la Shoah toglie agli ebrei una parte della loro umanità? Al nipote del deportato morto nel campo, cosa cambia il fatto che suo nonno sia morto insieme ad altri cinquecentomila o a sei milioni? Cosa cambia il fatto che suo nonno sia morto gasato o fucilato? Di sfinimento o di malattia? Se fossi quel nipote avrei voglia di sapere, ma che sia avvenuto in un modo o nell’altro, tutto ciò non cambierebbe nulla al mio dolore…Nessuno contesta i morti individualmente, nessuno dice a questo nipote “no, tuo nonno non è morto, il numerus clausus è raggiunto, e se non è tornato è perché ha preferito non tornare, approfittando per rifarsi una vita altrove…”. Allora qual è questa sofferenza così terribile che deve proibire ogni ricerca, ogni tentativo di discussione del numero o del modo in cui gli ebrei sono morti durante la seconda guerra mondiale? E perché colui che tenta di farlo diventa un criminale?
Vi sono al mondo delle persone che con il loro comportamento fanno soffrire i loro simili in mille maniere. Torture psicologiche, manipolazioni, menzogne che talvolta fanno morire a fuoco lento, senza rumore, le vittime della loro perversità. Al lavoro, in famiglia, anche quando vengono smascherate, hanno diritto alla cortesia di prammatica. E raramente saranno condannate alla benché minima pena. Può darsi che cambieranno, che la loro moglie vorrà divorziare, ma non verranno mai crocifisse. Ma di quante notti insonni, di quanti giorni di lacrime, di depressioni sono stati responsabili? Chi ha mai sentito di pianti e di notti bianche, di voglia di morire a causa di Faurisson?
Vi sono dei pedofili che hanno spezzato la vita delle loro vittime, che le hanno persino uccise. Vi sono quelli di cui si parla e molti di cui non si parla affatto. Tutte queste madri assassinate attraverso i loro figli. ..Vi sono dei prigionieri torturati all’ombra di spessi muri…Vi sono dei villaggi affamati da padroni che non si sono scelti, delle popolazioni rivierasche avvelenate dalla cupidigia di qualcuno, dei neonati malformati, dei popoli colpiti dalle radiazioni…Per la potenza degli uni e per il denaro degli altri…Vi sono delle lotte intestine, delle brame di potere che schiacciano intere popolazioni nell’indifferenza del mondo, atrocità inaudite perché non si vogliono sentire, tutta questa umanità che grida, eppure…Ma Faurisson…Ah, Faurisson! Lo si sentirebbe anche se mormorasse…Da dove viene dunque questo sangue che i ciechi vedono scorrere sulla sua mano per rifiutarsi di stringerla?
Vi sono, ancora, dei capi davanti ai quali si fa scorrere il tappeto rosso, rosso come il sangue che scorre sulla mano di Faurisson e ai quali si fa di più che stringere la mano: li si abbraccia, li si guarda con deferenza, loro sono i padroni del mondo…I loro crimini sono reali ma li si scusa. In nome della ragion di Stato, tutto viene coperto da una grossa menzogna. Quanti sono i bambini morti in Iraq durante l’embargo? Cinquecentomila? E’ un crimine? No. Contestare questo crimine, e persino giustificarlo è ancora meno. “Credo che sia una scelta molto difficile, ma il prezzo…crediamo che il prezzo ne valga la pena”, ci dice Madeleine Albright senza che noi sogniamo un solo secondo di rifiutarle la mano. Infine…parlo di loro, perché io, vedi tu…
C’è stato Menahem Begin, commissario del Betar, presidente dell’Irgun, responsabile dell’attentato del King David, del massacro di Deir Yassin, che ha ricevuto il premio Nobel della Pace. Ah! Questa stretta di mano tra lui e Sadat, ha fatto il giro del mondo…Ma il sangue è stato lavato con un po’ di inchiostro, una firma in basso su un documento di cui una parte è caduta nell’oblio…Nell’oblio, come il sangue sulle mani di Begin…
“Nella storia vi sono delle circostanze che giustificano la pulizia etnica”. Chi l’ha detto? Faurisson? Proseguiamo per vederci più chiaro: “So che questo termine è completamente negativo nel discorso del ventunesimo secolo, ma, quando la scelta è tra la pulizia etnica e il genocidio – lo sterminio della vostra popolazione – io preferisco la pulizia etnica (…) Questa era la situazione”. Ah, ecco, non è stato un genocidio, è stata una pulizia etnica. Ma vi sono stati molti morti. Dove è avvenuto tutto ciò? “Era quello che il sionismo si trovava ad affrontare. Non si sarebbe potuto creare uno stato ebraico senza sradicare 700.000 palestinesi. Di conseguenza, era necessario sradicarli”. Sono stati precisamente sradicati. Anche gli alberi talvolta quando li si sradica crepano…Chi si rifiuta di stringere la mano a Benny Morris per aver detto questo?
Vi sono migliaia di persone che hanno del sangue sulle mani e del sangue sulla lingua alle quali si stringe la mano: poichè stanno dalla parte di ciò che si considera come il Bene, su questa riva dello Stige, i loro crimini non verranno loro addebitati. Ma a colui che passa al di là, anche a colui che si tiene esitante nel mezzo del fiume, nulla sarà perdonato, ancor meno il cercare la verità: non avrà raggiunto l’altra riva che avrà già passato il Rubicone.
Galileo ha dovuto rinnegare sé stesso per salvarsi, e tuttavia aveva ragione. Se la proibizione della ricerca fosse rimasta, si crederebbe ancora che la terra è al centro di tutto? Anche altri sono stati imprigionati per le loro idee, ma si sbagliavano, e sono stati dimenticati. Non per questo sono condannabili: se non si vuole essere mai nell’errore, non bisogna cercare nulla. Lasciamo dunque che il tempo faccia la scelta di chi ha torto e di chi ha ragione, ma lasciamogli gli strumenti per farlo. Rifiutare questo significa fare del dubbio un’eresia.
Per giustificare l’Inquisizione, leggo: “L’eresia non è solo questione di dottrina: essa è un crimine globale contro Dio, i principi, la società – il che è lo stesso. Essendo una rottura del legame sociale, la lotta contro l’eresia è una questione di ordine pubblico”. Faurisson minaccia davvero l’ordine pubblico? Se la risposta è sì, allora il legame sociale è davvero fragile…
Duemila anni fa nacque colui che venne considerato dai suoi come un eretico. “Felici quelli che credono senza avere visto”, ha detto. Ma non ha aggiunto: “siano maledetti quelli che dubitano”…Gesù, quando è resuscitato è apparso davanti a San Tommaso, che non credeva ai suoi occhi: ha voluto toccare con mano le prove. Che ha fatto il Cristo? L’ha insultato? L’ha messo al bando degli umani? Se l’avesse fatto può darsi che oggi il mondo cristiano non sarebbe quello che è. Gli ha preso la mano e gli ha fatto toccare le piaghe. Sì, era proprio quel Gesù che era stato inchiodato sulla croce. E Tommaso, che avrebbe potuto diventare un negazionista della resurrezione è diventato un apostolo.
Faurisson è un San Tommaso dell’era moderna. Ha ha posto delle questioni e per tutta risposta gli si è chiuso il becco, lo si è crocifisso sulla pubblica piazza. No, no, amica mia, non farmi dire quello che non ho detto: Faurisson non è il nuovo Cristo ma i suoi carnefici vengono lo stesso da quelli che hanno paura del vacillamento dei dogmi sui quali poggia la loro visione del mondo. La benevolenza di Cristo verso colui che non aveva la fede ha permesso lo slancio di una religione che permette il dubbio . All’opposto di questa, e all’opposto del paradigma sul quale poggia, la proibizione attuale sarà il becchino di una nuova religione il cui sacrificio fondatore non è l’espressione di una volontà divina. Ecco dunque due ragioni affinché la Shoah venga ricondotta nei limiti della storia e allo stesso livello dei crimini, ahimé numerosi e banali, dell’umanità contro sé stessa.
E una buona ragione per non rifiutarsi di stringere la mano a Faurisson.
[1] Traduzione di Gabriella Moschini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://sabre-au-clair-et-clair-de-lu...-32113624.html