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Discussione: Revisionismo

  1. #151
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    Shoah: sul docente negazionista La Sapienza valuta i provvedimenti - Cronaca - ANSA.it


    Shoah: sul docente negazionista La Sapienza valuta i provvedimenti
    Alemanno ne ha chiesto la sospensione. Il professore: "Sono i sionisti ad attaccarmi"

    ROMA - "Ringrazio il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Antonio Caracciolo". Così il rettore dell'università La Sapienza di Roma Luigi Frati, ha commentato le dichiarazioni del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale ha annunciato che chiederà accertamenti, assieme al rettore, sulle dichiarazioni riferite dal quotidiano La Repubblica del professore negazionista. Il sindaco ha chiesto "la sospensione" di Caracciolo qualora le dichiarazioni venissero confermate. Il ricercatore di filosofia del diritto avrebbe definito l'olocausto "una leggenda"

    "Il professore Antonio Caracciolo farebbe bene ad andare a Dachau, dove io sono stato all'età di 16 anni, oppure, se non può recarsi all'estero, dovrebbe visitare almeno le Fosse Ardeatine", ha detto il rettore.

    "Mi sento in una botte di ferro, io sono un ricercatore e ho l'obbligo e il diritto di ricerca. L'attacco che mi è stato lanciato proviene dai miei avversari di "Informazione corretta", un gruppo sionista il quale ritiene che a prescindere da tutto bisogna sempre essere favorevoli a Israele". Così il ricercatore di Filosofia del diritto della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma La Sapienza, Antonio Caracciolo, commenta le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni sull'Olocausto giudicato come "una leggenda". Caracciolo ha detto di essere "da sempre a disposizione degli studenti. Loro sono liberi di venire da me perché l'autorità di un professore si basa sulla fiducia che ha, nei suoi confronti, lo studente stesso". "Ai miei studenti insegno a ragionare. Ne ho pochi, meno di una decina, perché Scienze politiche non è molto frequentata, il programma di quest'anno verte su un libro di Carl Schmitt che io ho tradotto, in riferimento alla storia a cavallo tra le due guerre mondiali, quindi non tratto i temi dell'Olocausto", ha precisato Caracciolo che ha detto di aver tradotto e curato, con un propria prefazione, diversi libri del giurista e filosofo politico tedesco Carl Schmitt, sostenitore del regime nazista.

    "Conoscendo il Rettore e il corpo docente della Sapienza sono sicuro che sarà l'università stessa a reagire", ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, durante la presentazione del Festival internazionale di letteratura ebraica. "E' la drammatica conferma che - ha aggiunto - la missione dei nostri tempi è quella di evitare che la memoria diventi storia e che si perda la forza che deve avere la comprensione di alcuni fatti storici".

    L'aspetto che più preoccupa Zingaretti è che "ci sono tanti casi di negazionismo non affermati con questa spudoratezza, ma che vivono nell'ambiguità di posizioni, di non coerenza e sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo". "Dobbiamo reagire - ha proseguito - con serenità e grandissima determinazione continuando su un impegno per la memoria che non deve essere legato alle celebrazioni o ad altre occasioni sporadiche, ma che deve essere un impegno culturale". Secondo Zingaretti, anche "chi istiga la paura dell'altro fa negazionismo".

  2. #152
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  3. #153
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    Civium Libertas

    giovedì 22 ottobre 2009
    Mi dicono che sono in prima pagina su “Repubblica”... Come un mostro?

    Vers. 1.2 al 22.10.09


    Stavo ancora dormendo ed il telefono continuava a squillare. Ho avuto paura. Temevo per una mia anziana zia, l’unica sorella di mio padre rimasta ancora in vita. Era invece un amico che mi avvisava di aver sentito da una rassegna stampa che sarei finito in prima pagina su Repubblica e forse anche altrove. Io non ne so ancora nulla e non muterò le mie abitudini: non compro giornali all’edicola. Aspettavo ieri per la verità una telefonata da parte di un giornalista di Repubblica che però non vi è stata. Aveva trovato il mio cellulare su facebook (che mi sono affrettato a cancellare) e mi aveva chiamato ed io avevo risposto qualcosa ma senza poter approfondire. Gli ho dato il fisso dichiarandomi disponibile a rispondere a sue domande purché deontologicamente corrette e non mi facesse poi dire il contrario di quel che penso, come è successo un’altra volta con un giornalista, la cui disonestà resta per me esemplare e istruttiva.

    Riguardo ai temi caldi, oggetto di possibile speculazione, preciso per comodità dei pigri o di chi non ha tempo per leggere le migliaia di pagine scritte su questo blog o non vuol seguire tutto il polverone preciso quanto segue in dieci punti costantemente rivisti e aggiornati.

    1. Professionalmente parlando non sono uno storico revisionista, etc. etc. Non mi intendo e non mi occupo di camere a gas e cose simili. Naturalmente ho letto e vado leggendo libri a sostegno dell’una e dell’altra posizione. Sarei un timido se dicessi che una qualche opinione non me la vado formando, ma ribadisco che sono io il primo a non dare importanza ad una mia opinione che non è mai diventata posizione sul merito delle questioni. E quindi ben conoscendo la malafede dei miei detrattori rivendico il diritto a non rispondere sulle mie private opinioni, mentre invece mi batto con tutte le mie forze sulla posizione di vuol difendere il sacro principio della libertà di pensiero e di ricerca.

    2. La mia posizione come cittadino e come studioso è che debbano avere tutta la loro vigenza costituzionale gli artt. 21 e 33 della costituzione, cioè: libertà di pensiero e libertà di ricerca. Nel mio monitoraggio mi è capitato di imbattermi in un parlamentare che diceva grosso modo “purtro c’è l’art. 21 che...”. Ma mia posizione è: “Per fortuna che c’è ancora l’art. 21...”. Ma la libertà di pensiero è sempre più minacciata ed è di ieri una notizia che mette l’Italia agli ultimi posti nelle difesa di questa libertà che non deve essere confusa con la libertà di stampa.

    3. Sono vivamente allarmato di vedere come questi articoli fondamentali per la nostra democrazia vengano sempre più elusi e disattesi. In Torino un docente di liceo è stato sottoposto a visita psichiatrica per aver osato criticare Israele a seguito di una domanda, forse fraudolenta, a lui posta da una sua allieva. In Roma un professore di liceo è stato sospeso a seguito di campagna di stampa abilmente orchestrata. Spedizioni punitive vengono fatte da squadracce che nulla hanno da invidiare ad altre squadracce di triste memoria. E si potrebbe continuare. Di quanto sta succedendo vado a fare monitoraggio ed ho di che essere preoccupato. Sui nostri politici in quanto custodi delle nostre libertà non vi è da fare nessun affidamento. Sono molto più interessati ai loro privilegi, alle loro prebende, che non alle libertà dei cittadini, di cui invece dispongono le potenti lobbies.

    4. In paesi di antica civiltà come Germania e Francia si mandano in galera con estrema facilità persone di nulla responsabili che di avere le loro opinioni e le loro tesi, opinabili quanto si vuole, ma certamente non “reati” o “crimini in sé”, come taluni cattivi spiriti da me monitorati vorrebbero e pretenderebbero. Manco i cani stanno più tranquilli: si vada alla storia del cane Adolf narrata da Maurizio Blondet.

    5. Io sono sì un docente ricercatore alla Sapienza – sono più fiero e orgoglioso della parte “ricercatore” che non di quella “docente –, ma qui in questa scrivania sono a casa mia. Più avanti a destra vi è una porta blindata che mi dovrebbe proteggere dall’esterno.

    6. Poiché ho imparato a essere sospettoso, dico ai malpensanti che il programma dei miei corsi degli ultimi anni va dalla fine della prima guerra mondiale all’inizio della seconda. Spiego i contenuti del volume di Carl Schmitt, Posizioni e concetti in lotta con Weimar-Ginevra-Versailles 1933-1939, dove di “Olocausto” e simili non si tratta. Sconfinamenti causali riguardano altre opere di Schmitt da me tradotte e prefate, in particolare la Dottrina della costituzione, che è del 1928 e che sarà forse oggetto della mia occupazione didattica nel prossimo semestre. Tra gli ultimi argomenti trattati vi è stata la Tirannia dei valori nelle diverse edizioni apparse in italiano e confrontata con l’originale tedesco.

    7. Sono sempre stato assolutamente ligio ai miei doveri universitari: ciò mi si chiede di fare o di non fare io faccio o non faccio, ma ho sempre saputo e sempre mi è stato detto che libertà di pensiero e di ricerca sono valori sacri per ogni studioso, grande o piccolo che sia, ma degno di questo nome. I miei pochi studenti sono liberi di frequentare i miei corsi. Non solo hanno piena libertà di intervenire e contraddirmi, ma sono sollecitati da me a farlo ed insegno loro anche le regole del corretto dibattito scientifico: ad argomento si risponde con argomento. Come “ricercatore” non rigorosamente tenuto alla “docenza” e sulla base dell’intricata normativa che non ha mai veramente disciplinato lo status di ricercatore, posso liberarmi della “docenza”. Per cui vi è una situazione ideale dove docenti e discenti si possono incontrare sulla libera scelta e accettazione reciproca. Un grande filosofo spagnolo, che mi onorava della sua amicizia, soleva dire e scrivere che l’autorità di un docente si basa sulla fiducia dei suoi studenti, non sul registro di classe e sul potere di dare voti. Mi dice un mio amico Avvocato, che ha letto l’articolo e me ne ha dato un parere legale, che vi sarebbe soltanto di censurabile un cero riferimento alla mia attività universitaria. Intuisco la malafede altrui e forse le intenzioni. Io sono fiero di essere un Ricercatore e non mi piace chiamarmi Professore. Ma cionostante ho sempre goduto della stima e dell’affetto dei miei studenti, che non ho mai voluto fossero numerosi. Non avrei potuto curarli. Chi deve capire spero capisca.

    8. In rete, ho trovato e trovo molte sciocchezze su Carl Schmitt. In ultime dette da un illustre accademico francese. Ho incominciato a farne la critica, ma distratto da altre cose ho poi trascurato un altro mio blog tematico: i Carl Schmitt Studien, dove tratto i temi e la letteratura schmittiana. Trovo però più utile e produttivo verificare la validità delle analisi di Carl Schmitt attraverso l’esame della contemporaneità che non attraverso lo sfoglio e la classificazione di una letteratura, certamente abbondante, ma spesso ripetitiva oltre che strumentalmente denigratoria. Già a suo tempo Carl Schmitt scriveva che la lettura di Bodin e di Hobbes lo aiutavano meglio a comprendere il presente che non gli scrittori contemporanei. Per non parlare poi dei giornalisti o degli ascari assoldati per scopi politici. In America vi è stato un indebito appropriamento del pensiero di Schmitt, che però è il nostro Machiavelli, certamente avente a cuore più di ogni altro la libertà dei nostri popoli d’Europa, da lui già presagita come obiettivo irrangiungibile negli scritti dal 1923 al 1939.

    9. A differenza di molti miei colleghi, che ancora diffidano del mezzo, io mi servo di internet, in particolare, di un sistema di oltre 30 blogs fra loro collegati, dove ancora in forma di bozza e di ipotesi traccio pubblicamente le linee dei miei interessi teorici e delle mie ricerche. È come se fosse una bottega di lavoro aperta, dove chi lo desidera può curiosare. Ed è per questa via che sono oggi finito sulla prima pagina di Repubblica. Se si parli bene o male, non so. In pratica, per ogni nuovo interesse anziché pensare alla solita pubblicazione accademica, apro un nuovo blog, cui se del caso seguirà la carta stampata.

    10. Io sono qui a disposizione di chiunque abbia argomenti da porre. Non considero ricevibili insulti, stupidaggini e tutto ciò che è perdita di tempo. Le critiche sono state da me sempre bene accette, quando però sono critiche. Spesso non lo sono... Sul piano del metodo scientifico e del dibattito franco ed onesto non mi sento inferiore a nessuno. Aspetto. Pubblico i commenti pubblicabili, ma avverto che potrò rispondere a tutti solo cumulativamente. In particolare avverto che l’articolo di Repubblica non è filologicamente affidabile e quindi lo disconosco interamente per ciò che vorrebbe far credere.


    RASSEGNA STAMPA COMMENTATA
    (aspetto)


    1. Prima scorrettezza: il titolo di Repubblica. – Io non ho detto quella frase che si legge nel titolo, in prima pagina di Repubblica, il quale da il senso dell’insieme. Posso arguire che il giornalista Pasqua, che non ho telefonato, abbia commesso la prima grave scorrettezza. Ho detto e ripetuto ad abundantiam che come cittadino oltre che come studioso io mi attesto sul principio della libertà di pensiero e di ricerca. Non sono un ricercatore di camere a gas e simili. Denuncio una mala fede ed un’orchestrazione di stampa e di media come altre ve ne sono state. Dove essa appoderò, non lo so bene ancora.

    2. Non solo il titolo: anche il contenuto è falso e scorretto. – Si tratta di un’accozzaglia di frasi slegate estratte fra migliaia e migliaia di pagine. Già in passato, durante i processi medievali davanti all’Inquisizione, si poteva mandare sul rogo chiunque adottando questo sistema. Dubito fortemente che chi ha confezionato l’articolo abbia la minima intelligenza dei problemi sfiorati. Come ha detto Berlusconi, di cui mi sono professato strenuo sostenitore, da questo giornalismo non possiamo aspettarci nulla di buono. Credo che l’articolo possa essere da me respinto nella sua interezza non perché le frasi virgolettate, per lo più bozze provvisorie, non possano essere state scritte, ma perché nel modo in cui sono combinate, travisano completamente la mia posizione contenuta in due numeri: articoli 21 e 33 della costituzione. Il resto è tutto opinabile. Capisco anche perché il giornalista Pasqua non ha fatto quella telefonata che doveva fare. Mah! In che paese viviamo. A caccia di escort, di macchiette e di mostri da sbattere in prima pagina.

    3. Interviste concesse. Già due. Sta diventando faticoso spiegare a tutti le stesse cose, invero piuttosto semplici. Andiamo avanti. Siamo in guerra. Adesso arriva il tg3. Ma sono stanco. È sleale.
    Ultima modifica di Harm Wulf; 22-10-09 alle 16:51

  4. #154
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    EBREI: NAGAZIONISMO; UNIONE UNVERSITARI,PROF SIA ALLONTANATO

    (ANSA) - ROMA, 22 OTT - ''Antonio Caracciolo venga
    immediatamente allontanato dalla Sapienza e sostituito dalle
    cattedre che attualmente segue. La nostra formazione non puo'
    avere come base la negazione del periodo nazi-fascista e della
    sua inenarrabile crudelta'''. Lo chiede, in una nota, l'Unione
    degli Universitari a proposito del docente dell'universita' La
    Sapienza di Roma Antonio Caracciolo definendolo un ''problema
    serio e preoccupante''.
    ''Secondo i principi negazionisti - aggiunge l'Unione degli
    Universitari - il docente sconfessa la Shoah con una
    tranquillita' disarmante al punto da portare questa visione
    storica, per cui potrebbe non essere mai esistito lo sterminio
    degli ebrei, nei 30 blog che possiede su internet. Peraltro i
    suoi 'contributi' vengono ripresi dai siti di ispirazione
    nazi-fascista. Ci chiediamo se questo docente riporti queste sue
    visioni negazioniste anche nelle aule dove insegna, con gli
    studenti a cui insegna''.
    ''Crediamo che i programmi degli insegnamenti - conclude
    l'Unione degli Studenti - debbano avere dei punti fermi sulla
    storia del nostro Paese, perche' lasciare spazio a questi veri e
    propri deliri negazionisti potrebbero avere ripercussioni
    pesanti nella cultura e nella coscienza della nostra societa'''.
    (ANSA).

    *******

    Questa sera ci ha messo il suo anche il Tg3, che intervistando il professore gli ha lasciato dire: "È legittimo, che in un Paese che si dice fondato sulla democrazia, sulla libertà, una persona colpevole non di avere rubato ecc., ma soltanto di aver scritto dei libri, e di sostenere le opinioni le più inverosimili, le più incredibili, vada per questo solo fatto in galera o venga criminalizzato? Io sarei lieto, veramente contento, se qualcuno riuscisse a spiegarmi cosa significa «antisemita»".
    La telecamera intanto indugiava sulla sua biblioteca, alla ricerca di copertine che evocassero l'idea che il professore sarebbe un "nazista", tant'è che si ripeteva che i suoi scritti sui suoi blog (mai nominati per paura che in troppi vadano a leggere...) verrebbero ripubblicati da "siti di estrema destra".
    Un velo pietoso sulla "querela" che Pacifici, "capo della Comunità ebraica romana", intenderebbe sporgere contro il prof. Caracciolo. Pacifici è lo stesso che da sempre plaude a quel che commette la sua patria prediletta, Israele, compresi i massacri condannati nel Rapporto Goldstone approvato dal Consiglio dei diritti umani di Ginevra dell'ONU e che presto approderà al Consiglio di Sicurezza, dove il mondo intero, tranne i soliti Usa, Gb e Israele (con l'I-TA-Li-YA al seguito: ha votato contro l'approvazione del Rapporto Goldstone), attende di condannare, almeno simbolicamente, un regime genocida, usurpatore e basato sulla menzogna qual è quello sionista.
    Un velo pietoso anche sugli studenti (ne intervistano sempre due o tre, ben selezionati, ma quelli li rappresenterebbero tutti... E mai intervisteranno quelli che stimano il professore) che anziché informarsi come dovrebbero (sono studenti o pappagalli?) preferiscono "indignarsi" alla prima voce che circola sul "mostro all'università": esistono "prove, documenti, foto, filmati"... è questa è l'unica cosa che sanno ripetere come un riflesso condizionato..

  5. #155
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    "Lo sterminio degli ebrei è una leggenda" prof negazionista, shock alla Sapienza - cronaca - Repubblica.it

    Roma, il ricercatore di filosofia del diritto scrive sul suo blog
    ripreso dall'estrema destra. "Priebke? Solo una vendetta"
    "Lo sterminio degli ebrei è una leggenda"
    prof negazionista, shock alla Sapienza
    di MARCO PASQUA



    Antonio Caracciolo

    DEFINISCE l'Olocausto una "leggenda" sulla quale esistono "solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio". Una "leggenda" usata "per colpevolizzare moralmente i popoli vinti". Anche le camere a gas, "ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite", sono una delle tante verità "da verificare".

    Come "i sei milioni di morti nei campi di concentramento". È la Storia reinterpretata secondo i folli principi del negazionismo, e che sembra trovare terreno fertile nel pensiero e nei blog gestiti da Antonio Caracciolo, un ricercatore 59enne di filosofia del diritto dell'università La Sapienza. Secondo il sito ufficiale del dipartimento di teoria dello Stato è ricercatore, anche se lui dice di essere "professore aggregato".

    Sentito telefonicamente Caracciolo non smentisce la propria difesa del negazionismo, anzi, ne fa una questione di principio affermando "il diritto dei negazionisti di poter esprimere le loro idee, senza finire in carcere". C'è da chiedersi, allora, se tra i suoi studenti o le persone che lo leggono qualcuno si sia mai ribellato. "Ho subito minacce, ricevuto insulti, ma non mi interessa. Vado avanti: sono pronto a discuterne con chiunque". E continua: "A chi mi dice che sono antisemita rispondo così: non ho mai capito il significato di questa parola". Lo scorso anno accademico, Caracciolo ha tenuto un corso di filosofia del diritto, nell'ambito del corso di laurea di II livello in Studi Europei. Oltre a salire in cattedra nel più grande ateneo d'Europa, si vanta di gestire ben 33 blog e si definisce coordinatore provinciale dei club di Forza Italia a Seminara (Reggio Calabria), avendone fondato uno nel 2003.

    Sono due, in particolare, i siti sui quali questo ricercatore spiega perché si debba dare credito alle tesi negazioniste. In "Club Tiberino", parla a più riprese della Shoah, in paginate virtuali di offese alla memoria degli ebrei morti nei campi di concentramento. Pagine regolarmente citate e riprese dai siti della destra estrema. A proposito della Shoah, è disposto ad ammettere che "vi sia controversia storica sul numero dei morti di Auschwitz. Che siano sei milioni nessuno sembra più voglia seriamente sostenerlo. Che poi all'indubbia discriminazione e persecuzione di ebrei, zingari, omosessuali, disadattati, oppositori politici di ogni genere sia seguita in senso proprio anche la volontà di "sterminio" mediante "camere a gas" è cosa su cui io posso sospendere il giudizio in attesa di prove certe o in attesa di un mio personale ed informato convincimento".


    Scende in campo, a più riprese, in difesa del negazionista Robert Faurisson, che nel maggio del 2007 suscitò proteste e sdegno perché invitato a tenere una lezione presso l'università di Teramo. E nell'ambito di questa Storia liberamente reinterpretata, viene fornita anche una lettura delle leggi razziali, condita di elementi antisemiti: "Le leggi razziali furono cose di 70 anni fa che si collocano in un contesto di 70 anni fa. Molti italiani, la stragrande maggioranza, hanno meno di 70 anni e quasi tutti gli italiani di oggi non hanno nessuna memoria diretta di quegli anni. A trarne profitto sono gli ebrei di età avanzata che sono diventati una sorta di eroi nazionali.

    Vengono portati in giro nei convegni e nelle scuole per raccontare quello che ricordano o pensano di ricordare". Sempre secondo Caracciolo, gli ebrei trarrebbero profitto dalla figura di Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine: "Non si parli di giustizia e di giusta condanna, perché io non ne vedo di giustizia. Vedo solo vendetta. Mi chiedo cosa sarebbero gli ebrei romani senza i Priebke. Come potrebbero vivere senza nutrirsi della colpa altrui, o meglio della colpa che loro pensano il mondo intero abbia verso di loro. Su questa base fondano la loro tracotanza, la loro pretesa ad un risarcimento morale e materiale infinito".

  6. #156
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    SHOAH: ALEMANNO SU PROFESSORE NEGAZIONISTA, SE VERO CHIEDERO' SOSPENSIONE

    (ASCA) - Roma, 22 ott - ''Mi attivero' con il rettore della Sapienza affinche' vengano effettuate verifiche sulle dichiarazioni del professore negazionista e, se vengono confermate, che il professore venga sospeso''. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a margine di un convegno in Campidoglio dedicato al viaggio ad Auschwitz dal 25 al 27 ottobre.

    ''Non penso che un professore universitario possa manifestare posizioni negazioniste - ha detto - chiedero' al rettore Frati di fare una verifica e, se effettivamente e' vero che alla Sapienza esiste un professore negazionista, questo professore deve essere sospeso''. ''Pare che questo professore - ha chiarito Alemanno - sia anche iscritto a Forza Italia, e anche da questo punto di vista bisognera' fare delle verifiche''. ''O e' in malafede - ha detto - o non ha nessun fondamento culturale''. Alemanno durante la presentazione del viaggio ad Auschwitz aveva detto rivolgendosi ai giovani che prenderanno parte al viaggio: ''questo professore non e' degno di fare questo mestiere''.

    bet/sam/bra

    Mi sono sempre chiesto come si possa cambiare al punto da rinnegare se stessi e le idee che ci hanno accompagnati per tanti lunghi anni di vita.
    Idee che sono cresciute con noi. Idee che ci hanno allevati per farci divenire proprio quel particolare noi stessi.
    Idee che abbiamo condiviso con i nostri compagni di viaggio che ci hanno amati e compresi per la comunità d'intenti.
    Insomma, idee che "siamo noi stessi" tanto da non potere scindere il sé dall'idea.
    Allora, come mai molti, troppi politici cambiano radicalmente idea quando assurgono al Potere trasformandosi da buoni padri di famiglia in perversi individui?
    E' possibile che la megalomania, la volontà di Potere che da sempre li contraddistingue possa plasmarli a tal segno da renderli irriconoscibili?
    Ho una buona esperienza in materia psichiatrica, e so che le psicopatie determinano mutazioni enormi e irreversibili della personalità, ma subentra con esse anche anche un gran corteo di sintomi organici e spesso morfologici insieme con un distruggente fenomeno di decadenza psichica e dissociazione della personalità; inoltre, con le nuove indagini si possono dimostrare alterazioni anatomiche del parenchima cerebrale.
    Anche chi non ha contezza di psichiatria si rende conto di comportamenti alterati nei propri cari, solo i malati, per mancanza di capacità di critica e digiudizio, sono "assenti" da se stessi non capendo la malattia che li ha colti.
    Ma ciò non succede nei politicanti d'ogni dove, e in essi non si avvertono i segni della malattia psichiatrica. Perciò, perchè degenerano in un non senso che non ha giustificazioni.
    Il credo cristiano accampa motivazioni di immoralità, d'amoralità, di corruzione per opera del diavolo... ma tutto ciò non resiste ad un anche superficiale esame del comportamento.
    Allora che avviene?
    E' possibile che ci siano condizionamenti tali sui politici da stravolgerli? E se così potesse essere con che tecniche sono "stravolti".
    Il mio è un discorso pazzesco? Non credo proprio, anzi esso è molto oggettivo.
    Nel caso di alemanno, per limitarmi a questo, che conobbi quando secondo me era ancora un fanfarone ma comunque gravitante in ambito Fascista e credente nell'idea c'era del "buono", ora è passato armi e bagagli all'odioso mentitore sino a crearsi consigleri scelti tra gli ex antagonisti e non tra gli amici di sempre. Sarà impazzito? Sarà ricattato? SARA' CONDIZIONATO?
    Che esistano verità indicibili? Verità che non possono essere propagate a tutti?
    Credo e spero che non sia così, ma il timore che ciò possa essere nel possibile mi fa sentire impotente.
    kiriosomega

  7. #157
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  8. #158
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    Stefan Kaus, Lady Renouf, Ursula Haverbeck at the Frankfurt Book Fair on October 14, 2009

    Message from Lady Renouf : “You may like to check out the 10 min film clip now posted up on YouTube of the related (and near illegal) question I asked in Germany last week at the Frankfurt Book Fair:

    YouTube - Demonstration for Opinion Freedom at Frankfurt Book Fair

  9. #159
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    On nous annonce la parution, chez le courageux éditeur Akribeia, du
    très riche volume 7 des "Etudes révisionnistes"
    (ne pas confondre avec les "Ecrits révisionnistes").

    Au sommaire, des textes de:

    - Robert FAURISSON (sur Noam Chomsky, le père Patrick Desbois, Jacques Attali, Pierre Nora, perquisition, Gabriel Cohn-Bendit, Marcel Gauchet, Dieudonné, François Brigneau, l’Aktion Reinhardt, etc.);
    - Thies CHRISTOPHERSEN, Réflexions sur Auschwitz et la justice ouest allemande;
    - Wilhelm STÄGLICH, Der Auschwitz Mythos: un livre et son destin dans la République fédérale d’Allemagne;
    - Doug COLLINS, Réflexions sur la Seconde Guerre mondiale, la liberté de parole et le révisionnisme;
    - Brian A. RENK, Le "rapport sur l’action de transfert" de Franke-Gricksch. Anatomie d’un faux;
    - Fred LEUCHTER, Chasse aux sorcières à Boston;
    - Fred LEUCHTER, Y a-t-il une vie après la persécution? L’exécution ratée de Fred Leuchter;
    - David O’CONNELL, Lettre ouverte. Le pape Pie XII et l’évêque Williamson contre Elie Wiesel et les intégristes de l’Holocauste: qui croyez-vous?
    - Gaston-Armand AMAUDRUZ, Réflexions d’un détenu;
    - Greg ALAN, La persécution des Tsiganes par les nazis. Un
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    Predefinito Rif: Revisionismo

    Andrea Carancini
    sabato 31 ottobre 2009
    Gilad Atzmon: mandiamo i sionisti in un altra galassia
    DOPO TUTTO SONO UN VERO EBREO SIONISTA

    Di Gilad Atzmon, 27 Ottobre 2009[1]

    Sono un sopravvissuto dell’Olocausto

    Sì, sono un sopravvissuto, perché sono riuscito a sopravvivere a tutti i racconti spaventosi dell’Olocausto: quello sul sapone[2], quello sui paralumi, quello sui campi, quello sulle fucilazioni di massa, quello sul gas[3], e quello sulle marce della morte[4]. Sono riuscito a sopravvivere proprio a tutti. Nonostante tutte queste storie che ti infliggono la paura, instillate di proposito nella mia anima sin da quando ho aperto gli occhi, sono diventato un essere umano efficiente e persino di successo. In qualche modo, sono sopravvissuto all’orrore, malgrado tutto. Sono riuscito persino ad amare il mio prossimo. Nonostante tutto questo indottrinamento, pauroso e traumatico, sono riuscito miracolosamente a padroneggiare il mio suadente sax contralto, invece del lamentoso violino.

    In realtà, ho già deciso che, nel caso la Regina – o qualsiasi altro membro della Famiglia Reale – dovesse prendere in considerazione di fare di me un “Sir” per i miei meriti bebop, o addirittura per aver affrontato la barbarie sionista con la mia semplice penna, cambierò immediatamente il mio cognome da Atzmon in Vive, solo per diventare il primo e unico Sir Vive.

    Sono anche totalmente contrario al negazionismo dell’Olocausto

    Sono chiaramente indignato con quelli che, in nome dell’Olocausto, negano i genocidi che stanno avvenendo ora. La Palestina è un esempio, l’Iraq è un altro e quello che è previsto per l’Iran è probabilmente troppo spaventoso da esaminare.

    L’Olocausto è una religione relativamente nuova.[5] E’ priva di misericordia o di compassione: al contrario, essa promette vendetta per mezzo del castigo. Per i suoi seguaci, è qualcosa di liberatorio perché permette loro di punire tutti quelli che vogliono fino a quando ne ricevono piacere. Questo potrebbe spiegare perché gli israeliani sono arivati a punire i palestinesi per crimini che furono commessi dagli europei. E’ chiaro che la nuova religione emergente non riguarda solo l’”occhio per occhio”; in realtà, si tratta di un occhio per migliaia e migliaia di occhi.

    Un mese fa, mentre visitava Auschwitz, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha lasciato un’annotazione nel libro ufficiale dei visitatori: “una forte Israele è sia la consolazione che la vendetta”[6]. Nessuno potrebbe riassumere meglio le aspirazioni di questa religione. La religione dell’Olocausto non offre redenzione. E’ una manifestazione rozza e violenta di vera brutalità collettiva. Non può risolvere nulla, perché l’aggressione può solo provocare sempre nuove aggressioni. Nella religione dell’Olocausto non c’è nessuno spazio per la pace o per la grazia. Prendete esempio da Barak: è nella vendetta che trovano la loro consolazione.

    Negare il pericolo causato dalla religione dell’Olocausto e dai suoi seguaci significa rendersi complici di un crimine crescente contro l’umanità e contro ogni possibile valore umano.

    Sono anche totalmente a favore del Progetto Nazionale Ebraico

    Qualcuno crede che dopo 2.000 anni di “Diaspora Fantomatica” gli ebrei abbiano il diritto ad una “madrepatria nazionale tutta loro”. A quanto pare i sionisti la volevano sinceramente. Lo stato ebraico ora è sufficientemente reale da aver trasformato l’intero Medio Oriente in una bomba a orologeria.

    Riesaminare il record israeliano dei crimini contro l’umanità compiuti negli ultimi sessant’anni non lascia molto spazio alle congetture. Stiamo parlando di una società patologicamente sinistra. Quindi, se qualcuno di noi potrebbe concordare sul fatto che gli ebrei debbano avere un ipotetico diritto a una terra tutta loro, il pianeta terra non è certo il luogo ideale per una roba del genere.

    Quindi, inviterei la NASA a intervenire e a fare uno sforzo particolare per trovare un pianeta alternativo adatto alla madrepatria sionista, in un altro spazio o anche in un’altra galassia. Il Progetto Sionista Galattico significherebbe il passo immediato dalla “terra promessa” al “pianeta promesso”. Direi di sottolineare in modo entusiastico che, invece di cercare “una terra senza popolo per un popolo senza terra”, quello che vogliamo davvero è un “pianeta solitario”. Potrebbe essere persino desertico, visto che dicono di sapere come far fiorire un deserto. In un pianeta tutto loro, i sionisti galattici non avrebbero bisogno di opprimere nessuno, né di praticare pulizie etniche, non dovrebbero più chiudere le popolazioni native in campi di concentramento, perché non vi sarebbero popolazioni native nei dintorni da maltrattare, affamare, uccidere ed epurare. Non dovrebbero più gettare fosforo bianco sui loro vicini perché non avrebbero nessun vicino. Raccomando vivamente la NASA di cercare un pianeta che abbia una gravità molto debole in modo che la gente possa girovagare facilmente. Dopo tutto, desideriamo che i nuovi Sionisti Galattici si godano il loro progetto futuribile proprio come i palestinesi e molti altri potrebbero godersi la loro assenza.

    Così eccomi qua, un vero ebreo, dopo tutto: sono un sopravvissuto, contrario al negazionismo dell’Olocausto, favorevole all’aspirazione nazionale ebraica. Anche il rabbino capo d’Inghilterra non potrebbe chiedere di più.
    [1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: Gilad Atzmon - Writings - After all I am a Proper Zionist Jew by GiladAtzmon
    [2] Riconosciuto recentemente essere un “mito” dal museo israeliano dell’olocausto Yad Vashem: Yad Vashem: Nazi soap stories “invention”
    [3] Un fatto storico protetto dalla Legge Europea
    [4] Si tratta di una narrazione leggermente fuorviante. Se i nazisti fossero stati interessati ad annientare l’intera popolazione ebraica europea come sostenuto dalla narrazione ortodossa e sionista dell’olocausto, allora è piuttosto oscuro quello che li indusse a far marciare quanto rimaneva dell’ebraismo europeo verso la loro madrepatria nazista in rovina in un’epoca in cui era chiaro che stavano perdendo la guerra. Le due narrazioni, l’”annientamento” e le “marce della morte” sembrano incompatibili. La questione merita ulteriori approfondimenti. Vorrei solo dire che le risposte ragionevoli che ho scoperto potrebbero danneggiare duramente la narrazione ortodossa dell’olocausto.
    [5] Il filosofo israeliano professor Yeshayahu Leibowitz è stato probabilmente il primo a definire l’olocausto come “la nuova religione ebraica”.
    [6] Barak in Auschwitz: Strong Israel is both comfort, revenge - Israel News, Ynetnews
    Pubblicato da Andr

 

 
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