



Già..ma dentro di noi esiste qualcosa che è sempre rimasta se stessa..un centro superiore alle parole e al corpo..viene chiamato Il ricordo di sé..e chi arriva a percepirlo..è la roccia su cui edificare la vita..
Non è religione ma osservazione..e senza..siamo del gatto..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Quando mi sento insicuro mi do un po' di coraggio con un generoso sorso di grappa di riso integrale. Quella a 23 gradi se l'insicurezza è lieve. Se invece mi devo cimentare in una prova particolarmente difficoltosa, allora vado su quella a 50 gradi, che vi garantisco che sfiamma.




"You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."


Ma quali casi scusa?
Cmq è più probabile, semmai, che io sia troppo sicura, a volte, piuttosto che il contrario.
Poi sta cosa degli esami non la capisco, forse Pedro ha l'ossessione eil terrore, non so.
Cmq il più secchione della mia classe di liceo non era solo una specie di sociopatico, ma era proprio asociale.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij








Beh, trovo che quella tua frase sintetizzi al meglio tutti i discorsi legati all'insicurezza e alla relativa supponenza. È emblematica e non sto scherzando.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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