tieni presente che heidegger e co. sono figli della crisi del sistema hegeliano. hegel mostrò che la determinatezza di un significato esige la posizione di ogni altro (olismo semantico) : altrimenti il significato è posto in modo antinomico. tuttavia, noi non abbiamo a che fare con l'intero semantico (non siamo Dio) e dunque il significato integrale di ciò che conosciamo ci è precluso : interpretiamo (e ri-interpretiamo: l'esperienza varia e dunque integra il dato con nuovi dati, che ne modificano il significato)
severino tiene conto del problema, se hai presente la struttura originaria: l'intero semantico è presente in modo formale (il pensiero pensa il tutto) ma non materiale (il tutto non si manifesta in tutta la sua concretezza semantica). scatta la contraddizione C - contraddizione dialettica in senso hegeliano. ora, tale contraddizione non implica però la rimozione della struttura originaria (il dato) perché (qui severino smette le vesti dell'idealista e indossa quelle del metafisico classico) la negazione del dato è auto-negazione (elenchos). ergo, nonostante la realtà sia affetta da contraddizione (dialettica, non analitica) il discorso metafisico ha il punto d'appoggio per partire : la contraddizione C è il prezzo pagato a heidegger e co. per continuare a far della metafisica dopo la "svolta linguistica" della filosofia continentale





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