La psicoanalisi è essa stessa chiave di lettura della religione e delle religioni, dal padre amato-odiato terreno a quello celeste, la grande madre, gli archetipi, il totemismo, l'es/ombra/inconscio come male e caos/patologia (zwirner...) e il super-io come regola divina anche eccessiva e quindi patologia (sempre cfr.: vita di zwirner). La scelta della donna come simile alla madre (o il rifiuto del femminino apposta per l'orrore del simbolico incesto; cfr. Pasolini, Supplica a mia madre), il senso di colpa, ecc.
Buttare nel cesso questo tipo di antropologia è sbagliato. La stessa simbologia fallica delle religioni è indicativa (compresa nella religione cristiana).
Onfray dice che ogni filosofo è figlio del suo vissuto, forse lui ripudia la psicoanalisi freudiana a causa del suo rapporto conflittuale con la madre.





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