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Discussione: Michel Onfray

  1. #121
    Super Troll
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    si be' pure la rligione è una chiave di letture per certi fenomeni che ognuno puà verificare in se stesso, il male, il senso di colpa, il peccato, la ssperanza ecc..
    La psicoanalisi è essa stessa chiave di lettura della religione e delle religioni, dal padre amato-odiato terreno a quello celeste, la grande madre, gli archetipi, il totemismo, l'es/ombra/inconscio come male e caos/patologia (zwirner...) e il super-io come regola divina anche eccessiva e quindi patologia (sempre cfr.: vita di zwirner). La scelta della donna come simile alla madre (o il rifiuto del femminino apposta per l'orrore del simbolico incesto; cfr. Pasolini, Supplica a mia madre), il senso di colpa, ecc.

    Buttare nel cesso questo tipo di antropologia è sbagliato. La stessa simbologia fallica delle religioni è indicativa (compresa nella religione cristiana).

    Onfray dice che ogni filosofo è figlio del suo vissuto, forse lui ripudia la psicoanalisi freudiana a causa del suo rapporto conflittuale con la madre.

  2. #122
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    eh, qui sull'esterno e l'interno (rispetto a che?) si son prodotti dei fraintendimenti da capogiro..
    si mi rendo conto che queste opposizioni(interno/esterno, immanente/trascndente, soggetto/oggetto, fatti/valori persino forse ecc) forse da un punto di vista teorico non tengono più di tanto, che sono state decostruite, relativizzate, storicizzate ecc, però poi ne facciamo uso comunque

    insomma alla fin fine, se io ho il mal di denti, posso pure tenere tutti i simposi che voglio sul mal di denti nella varie culture e tempi storici, però se non vado dal dentista mi tengo il mal di denti.. questo il principio di relatà che a me interessa tenere fermo, almeno per quanto è possibile

    io per esempio nego anche che vi possa essere discontinuità tra il modo in cui noi agiamo e pensiamo nella vita pratica rispetto a come pensiamo in sede filosofica, io ci vedo perfino una certa schizofrenia in questo
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

    “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”

    Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti

  3. #123
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Il bello della psicanalisi e' Jung non Freud
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  4. #124
    Super Troll
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Logomaco Visualizza Messaggio
    Il bello della psicanalisi e' Jung non Freud
    Senza Freud, Jung non avrebbe fatto nulla, anche se si sono separati.

  5. #125
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    Senza Freud, Jung non avrebbe fatto nulla, anche se si sono separati.
    Il caso in cui l'allievo supera il maestro
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  6. #126
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    La psicoanalisi è essa stessa chiave di lettura della religione e delle religioni, dal padre amato-odiato terreno a quello celeste, la grande madre, gli archetipi, il totemismo, l'es/ombra/inconscio come male e caos/patologia (zwirner...) e il super-io come regola divina anche eccessiva e quindi patologia (sempre cfr.: vita di zwirner). La scelta della donna come simile alla madre (o il rifiuto del femminino apposta per l'orrore del simbolico incesto; cfr. Pasolini, Supplica a mia madre), il senso di colpa, ecc.

    Buttare nel cesso questo tipo di antropologia è sbagliato. La stessa simbologia fallica delle religioni è indicativa (compresa nella religione cristiana).Onfray dice che ogni filosofo è figlio del suo vissuto, forse lui ripudia la psicoanalisi freudiana a causa del suo rapporto conflittuale con la madre.
    ti svelo un segreto di pulcinella, ogni visione metafisica(non scientifica/verificabile secondo criteri scientifici) pretende di inglobare in se stessa e spiegare ogni altro spetto del reale
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

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  7. #127
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    si mi rendo conto che queste opposizioni(interno/esterno, immanente/trascndente, soggetto/oggetto, fatti/valori persino forse ecc) forse da un punto di vista teorico non tengono più di tanto, che sono state decostruite, relativizzate, storicizzate ecc, però poi ne facciamo uso comunque

    insomma alla fin fine, se io ho il mal di denti, posso pure tenere tutti i simposi che voglio sul mal di denti nella varie culture e tempi storici, però se non vado dal dentista mi tengo il mal di denti.. questo il principio di relatà che a me interessa tenere fermo, almeno per quanto è possibile

    io per esempio nego anche che vi possa essere discontinuità tra il modo in cui noi agiamo e pensiamo nella vita pratica rispetto a come pensiamo in sede filosofica, io ci vedo perfino una certa schizofrenia in questo
    la redarguitio del mal di denti puoi farla agli idealisti, che dall'identità pensiero-essere traevano la conclusione "soggetto umano = divino, cioè soggetto onnipotente"

    in realtà quell'identità dice solo che, quanto al Pensiero, non vi è esterno che non sia, latu sensu, interno : che, una totale esteriorità sarebbe tolta coll'atto di porla. e ciò non equivale a dire che il Pensiero crei il suo oggetto, che ciò andrebbe ulteriormente provato ed equivarrebbe a porre sul capo dell'uomo la corona di Dio. dice solo che il Pensiero rivela, non altera: e quando altera (le impressioni sensoriali) si può concepire ciò che è alterato, che dunque fa ritorno come il figliol prodigo, e la sua esteriorità è solo relativa - al Pensiero in quanto senso, non al Pensiero in quanto Pensiero..
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    ti svelo un segreto di pulcinella, ogni visione metafisica(non scientifica/verificabile secondo criteri scientifici) pretende di inglobare in se stessa e spiegare ogni altro spetto del reale
    Però trovo la metafisica freudiana, personalmente, meno sgradevole di altre.

    Diciamo che mi permette di spiegare certe cose psicanalizzando i soggetti. Altrimenti bisogna andare proprio nella tara mentale psichiatrica per spiegare il misticismo e il tomismo (pseudorazionalismo cattolico alla Giò, alternativo al cattolicesimo mistico zwirneriano). Inoltre psicoanalizzo me stesso. Non è curativo (qua Freud sbagliava), ma utile per comprendere.

  9. #129
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Inoltre devo dire che Onfray è un pochettino - lui stesso lo ammette - figlio di Freud (almeno fino al 2005 lo citava spesso e volentieri), quindi ha compiuto un normale simbolico parricidio edipico, uccidendo il padre Freud (come Jung) ma sposando la madre-figlia, la psicoanalisi, che lui non rifiuta. Quindi una prova che Freud non è tutto da buttare.


    élisabeth Roudinesco: "Perché siamo tutti freudiani (anche i nemici)" - Repubblica.it

  10. #130
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    la redarguitio del mal di denti puoi farla agli idealisti, che dall'identità pensiero-essere traevano la conclusione "soggetto umano = divino, cioè soggetto onnipotente"
    si parte da lì ma poi pure i postmoderni, il nostrano vattimo, quelli che non ci sono fatti ma solo interpretazioni, e mica a caso questi se la prendono con le sscienze, la tecnica ecc.. perché per loro sta cosa è metafisica

    in realtà quell'identità dice solo che, quanto al Pensiero, non vi è esterno che non sia, latu sensu, interno : che, una totale esteriorità sarebbe tolta coll'atto di porla. e ciò non equivale a dire che il Pensiero crei il suo oggetto, che ciò andrebbe ulteriormente provato ed equivarrebbe a porre sul capo dell'uomo la corona di Dio. dice solo che il Pensiero rivela, non altera: e quando altera (le impressioni sensoriali) si può concepire ciò che è alterato, che dunque fa ritorno come il figliol prodigo, e la sua esteriorità è solo relativa - al Pensiero in quanto senso, non al Pensiero in quanto Pensiero
    non ti so rispondere in modo proprio preciso, adesso mi dirai che sono filosoficamente un primitivo

    gentile ti dice, esempio(per capire): io penso che questo albero davanti a me sia 'esterno' alla mia mente, nel senso che questo albero non sono io e non dipende dalla mia volontà, attività o conoscenza

    poi però, smetto di ragionare come un primitivo metafisico, e inizio ad osservare me stesso mentre penso per capire cosa sta accadendo, in modo da osservare la dinamica concreta della realtà e non solo l' aspetto formale astratto, e a quel punto mi rendo conto che sono sempre io, è un mio atto di pensiero, a stabilire che l' albero è 'esterno'

    conclusione di gentile: l' albero in se e per se non esiste, è la mente(il soggetto) che pone in atto la realtà, è sempre il soggetto che media la realtà e nessuno può infondo dire di avere mai avuto accesso alle cose in se stesse

    però l' albero presumibilmete era lì già prima di essere posto in atto da un soggetto, e faceva la fotosintesi anche prima, e noi lo sappiamo e siamo ragionevolmente sicuri di ciò, invece per gentile questo è dogmatismo e fideismo, ma in realtà noi viviamo proprio dando per scontato che la realtà non sia posta dal soggetto, che abbia una sua consistenza ontologia, e non possiamo fare altrimenti

    dopotutto è possibile sbattere contro un palo all' improvviso senza avere mai minimamente riiflettuto su quel palo

    come è possibile che per vivere dobbiamo dare per scontate alcune cose che poi in sede filosofica si rivelano essere delle astrazioni o peggio delle illusioni? insomma per questi idealisti assoluti il mondo è un' illusione.. un puro accidente..

    ma poi se io son in ritardo per un appuntamento e non trovo le chiavi, che l' appuntamento sia illusione o non illusone devo trovare le chiavi altrimenti arrivo in ritardo, forse non è un' obiezione compiutamente filosofica.. ma per me, se dovessi scegliere direi ce è più reale il mio appuntamnte al quale rischio di arrivare in ritardo, rispetto alla speculazione filosfica di gentile, tra le due ho più fiducia della prima
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