

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


vabbé di tempo qui ne ho perso anche troppo oggi
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Dunque hai letto, in ogni minimo dettaglio e in lingua originale, tutto Voltaire, tutto Diderot, tutto Marx, tutto Bakunin, tutto Nietzsche, tutto Epicuro, tutto Sartre, tutto Camus, tutto Holbach per poterli giudicare inferiori a Platone? Non hai bisogno di selezionare? Quindi non hai un cazzo da fare da quando sei nato. Le persone normali non leggono tutto di tutti, ma selezionano in base al proprio gusto, è ovvio che non andrò mai a leggere l'opera omnia di Anselmo d'Aosta (non leggo chi è in contrasto con la realtà dei fatti, cioè con la scienza) come tu non credo proprio che ti leggerai ogni opera di qualunque pensatore vissuto sulla terra e non credo che leggerai tutti i libri di uno scienziato.




io faccio questo e vivo di questo. e ti assicuro che neppure in tal modo si arriva all'ideale regolativo che ti ho illustrato, per quanto ci si possa approssimare. figuriamoci cosa si può pretendere improvvisandosi dal nulla. il punto, lo dico e lo ripeto, non è ciò che uno sa o non sa: l'ignoranza è inevitabile per un soggetto finito: ciò che è evitabile è la presunzione di parlare di ciò che si ignora. è di questa che devi liberarti il prima possibile
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


io la critica che muovo a keynez e agli atei militanti in genere è di essere poco incisivi e alla fn fine del tutto innocui
di certo le masse non smettono di pregare il loro dio o di sperare nei miracoli perché s mettono a leggere d' hollbach, odifreddi o onfray... anzi al limite si suscitano reazione che consolidano le posizioni di entrambe la parti
chi legge onfray(e non sia un ingenuo totale allo sbaraglio) in realtà ha già le idee chiarissime sull' argomento e cerca solo materiale per consolidare le proprie idee e attaccare quelle altrui, e non c'è nulla di male ovviamente, ma non ne fanno mai una questione di discussione di principio davvero critica e filosficamente fondata, è roba un po' prosaica del tipo 'pensa che sciocchni quelli che credono/non credono che..'
poi diciamocelo pure, ma secondo voi chi è che preoccupa di più, da un punto di vista teoretico e di dottrina, la chiesa cattolica? d' hollbach, diderot e dawkins odifreddi et simila oppure spinoza kant, hegel, severino?
«che giova ne la fata dar di cozzo?»
“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”
Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti


Platone va a fare il professorino altrove, che da te non voglio imparare nulla. Non sei Topquark (su TP), Hawking o Michel Onfray, tra i pochi viventi autorizzati a darmi lezioni.


ma appunto, voglio dire, non c'è alcun confronto con l'acume speculativo di un severino o di un gentile. solo che i diderot di turno non ripudiano il cristianesimo in base a una diversa metafisica, come severino e gentile : il punto cioè non è tanto e solo silenziare i cristiani, ma ammazzare la filosofia . e infatti più che sbraitare, strepitare e ripetere luoghi comuni non son capaci
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.