
Originariamente Scritto da
Ferruccio1
il 2002-11-20 17:26:11
ERO UN BALILLA FINE MAGGIO 45
Tutta Milano inoltrandosi il mese di Maggio alla sera si trasformava
in una grande sala da ballo.Quasi non c'era cortile dove non fossero stati tesi fili con i palloncini veneziani salvatisi dai bormdardamenti e cio' serviva anche a dare una sensazione
di allegria malgrado le roivine e tutto quanto era accaduto nelle settimane e nei mesi precedenti.
Era una specie di rito liberatorio collettivo.Le gente voleva vivere o meglio voleva rivivere dopo tutto qullo che aveva passato.
Intanto le esecuzioni sommarie si erano ormai molto ridotte per poi finire anche se da altre regioni arrivavano notizie terribili specie dall'Emilia.
Arrivarono anche le prime foto dai campi di concentramento nazisti e fecero una impressione enorme anche se restera' per me sempre un mistero come mai tali foto e tali notzie non fossero arrivate prima non tanto a noi nel Nord quanto nel Sud tenendo conto che i russi erano arrivati ad Auschwitz gia' nel Gennaio del 45. Anche Radio Londra , che veniva moklto ascoltata con
la nostra EIAR da Bari sotto controllo inglese mai era stato detto nulla in proposito.
Arrivo' anche la notizia della riapertura della nostra scuola e noi fummo convocati per fine Maggio.Eravamo stati a casa oltre un mese.Avevo una grande voglia di rivedere i compagni di scuola
che non vedevo da settimane e sentire che cosa evavano fatto e visto in quel tempo dal pomeriggio del 25 Aprile quando padre Tessarorolo aveva fatto irruzione nella nostra classe gridando:
E' scoppiata la rivoluzione ! Tutrti a casa !
Avevo anche voglia di passare le ore del doposcuola sulla Fiera dei Bastioni di porta Venezia che erano stati tanta parte della nostra vita di quell'anno.
Ci ertavamo seduti ai nostri banchi e non avevamo finito di raccontarci quanto visto nelle precedenti qcinque settiomane
l'arch.Crescini nostro insegnante di disegno incomincio' la sua lezione gia' quando era nel corridoio secondo la sua abitudine.
La prospettiva e' .....................ma si interruppe entrando in classe quando vide che uno di noi stava masticando una cicca americana.Di botto gli pesto' sulla guancia sinistra un gran colpo con la sua grande riga e grido' qualche cosa che faceva riferimento al fatto di masticare la gomma secondo le abitudini dei
.......Vostri nuovi padroni !.Ricordo molto bene quelle ultime tre parole.Mi sopno rimaste impresse.
Eravamo tornati a scuola volentieri perche' la scuola aveva rappresentato per noi in tutti quei mesi la possibilita' di
essere partecipi alla vita dela citta',Per me poi ancora di piu' che
provenivo da un collegio su in montagna.Eravamo tanto contenti
di poter vedere il mondo fuori della nostre case e di correre tutte
le avventure che ho gia' racconatato che financo studiavamo volentieri e ci preparavamno con coscienzaa agli esami di terza media che pero' in capo a qualche giorno funmm informati che data la situazione e a tutto quanto successo quell'anno non ci sarebbero stati e saremmo stati tutti promossi .Grande giubilo di quei pochi che non avevano studiato ne' tanto ne' poco.La soppressione degli esami era stata chiesta a gran voce dei genitori di tutto il Regno ! Innun cferoi senso era la prima amnistia
della nuova epoca.
Come di solito alla fine del doposcuola verso le cinque del pomeriggio uscimmo e ci dirigemmo alle giostre della fiera sui
bastioni e qui la situazione per noi precipito'.Le giostre non c'erano piu'.Dopo quasi due anni di fermo non appona ppossibile se ne erano andate lasciando libero tutti quanti i bastioni da piazzale Fiume ( oggi Repubblica ? fino a Porta Venezia.
Quella scoperta fu il catalizzatore che ci fece esplodere dentro il
mutamento epocale avvenuto.La guerra era finita e tutto il mondo di avventura cui ci eravamo abituati non esisteva piu'.
Per tutto il mese di Maggio questa sensazione non ci aveva ancora colpito in quanto era stato sempre un mesese pieno di avvenimenti straordinarii e che continuavano gli avvenimenti precedenti ma ora era diverso

l nostro mondo non c'era piu' e si tornava alla normalita'.Questo poteva aveer un senso per un adulto ma non per noi perchè per noi la normalita' era la guerra,i bomdardamenti.,la guera civile e tutto il resto .
Cinque anni di guerra tra i nove ed i quattrordici anji avevano talmente influito su di noi da portarci ad avere quasi bisogno della guerra come una droga presa a dosi sempre maggiori e che di botto viene tolta.Era una specie di crisi d'astinenza da guerra.
Passando sui bastioni l'unico ricordo che era restato era il buco nella cinta dei giardini pubblici da dove Francesca entrava con i clienti .Noi guardavamo e sospiravamo:Addio Francesca !
SEGUE