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Discussione: Vai col gender!

  1. #401
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Unioni gay flop: tutto come previsto
    di Tommaso Scandroglio
    “In otto mesi 2.802 unioni civili […]. Non c’è che dire: decisamente un flop”. A dirlo non è il sito del Comitato Difendiamo i nostri figli né quello delle Sentinelle in piedi bensì Repubblica, giornale non certo sospetto di partigianeria filo-cattolica. 2.800 unioni civili a pochi giorni dal primo compleanno della Cirinnà, legge varata il 20 maggio del 2016. Secondo i dati ufficiali del Coni per l’anno 2105 gli atleti che praticano il canottaggio a sedile fisso sono 3.082. Gli uniti civilmente superano di sole 100 unità gli atleti del twirling. Fate un po’ voi. Eppure ogni unione civile anche nel più sperduto paesino della bassa si merita un articolo di giornale. Forse perché è proprio fenomeno raro.
    A metà gennaio avevamo già commentato il flop di questa legge. Oggi come allora ribadiamo che anche se le persone omosessuali sono percentualmente poche rispetto a quelle eterosessuali, 2.800 unioni civili sono un magro bottino per le falangi delle milizie gay, tenuto conto che le persone omosessuali dovrebbero essere circa un milione. Sempre pochine anche considerando che non tutti gli omosessuali vogliono sposarsi.
    Numeri che fanno quasi tenerezza nelle loro esiguità. Come avevamo già fatto notare in più occasioni l’impennata di unioni civili o “nozze” gay negli altri paesi del mondo avviene nei primi mesi sia per l’effetto incentivante massmediatico che per mesi ha puntato i riflettori su questo fenomeno. In breve: tutti ne parlano, perché non ci uniamo anche noi? Finito il clamore muore anche l’interesse per la novità. Sia per un effetto accumulo: tutti coloro che da anni aspettavano di “sposarsi” lo fanno contemporaneamente appena ne hanno la possibilità.
    Finalmente anche Repubblica lo ammette: “Il flusso delle unioni fino a dicembre — 2.433 — dimostra che chi voleva ufficializzare la sua unione, che magari andava avanti da anni, lo ha fatto subito. Poi il numero cala repentinamente”. Quindi da agosto a dicembre la crescita, poi le unioni civili precipitano in caduta libera: da dicembre ad oggi solo 400 unioni. Il trend fa prevedere che il treno del para-matrimonio gay rallenterà sempre più la sua già debole corsa per arrestarsi a breve.
    A gennaio l’on. Cirinnà proprio a Repubblica se la prese con il clima dicendo che appena fosse arrivata la primavera le unioni civili sarebbero sbocciate come margherite al sol di aprile, perché in genere ci si sposa in primavera. Insomma niente panico, solo un malanno di stagione passeggero. A parte che ormai ci si sposa tutto l’anno dato che i matrimoni civili, quasi al sorpasso di quelli religiosi, non devono rispettare il calendario liturgico, c’è da constatare che siamo a maggio inoltrato e nulla è cambiato.
    Eppure furono migliaia i giovani gay che con i colori di guerra arcobaleno dipinti sulla faccia e i corpi nudi scesero nelle piazze italiane per rivendicare il “diritto a sposarsi”. Dove sono finiti? Sempre l’on. Cirinnà spiegò che buona parte delle unioni civili è stata contratta da persone che avevano urgenza e da persone anziane. In buona sostanza le unioni civili sono un piatto ghiotto per chi vuole avere alcuni benefit economici e fiscali (pensioni, accesso all’edilizia popolare, etc.). Altro che amore, è solo questione di soldi. Invece i giovani “innamorati” gay non ci pensano proprio ad unirsi civilmente così come avviene nelle altre parti del mondo. Questo perché la persona omosessuale vive la propria relazione soprattutto sul piano erotico e quindi è portato alla promiscuità. Non fanno per lui legami duraturi e soprattutto formalizzati. Sono gabbie al piacere e alla libertà sessuale tanto sbandierate nei gay pride.
    Tutte cose ben note alla Cirinnà. Allora perché tanto accanimento nel promuovere le unioni civili? E’ sempre la stessa onorevole ad ammetterlo, facendo cenno alle lettere che riceve, con quel candore che è tipico di chi è cosciente di vivere in una botte di ferro immune dagli attacchi dei media, tutti dalla sua parte: “Molti [giovani] scrivono che l'importante era conquistare un diritto”. Parole che fanno eco a quelle Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, il quale nel libro intervista “Gay. Molti modi per dire ti amo”, curato da Sabelli Fioretti, dichiarò: “L'esistenza di una legge che consenta alle persone omosessuali di accedere all'istituto del matrimonio o agli istituti equivalenti non implica l'obbligo di usarla. Basta che ci sia. Se poi uno vuole la usa, se non vuole non la usa. L'esistenza di un diritto non obbliga di avvalersi di questo diritto”.
    La legge sulle unioni civili prima di sancire il diritto alle “nozze” gay ha sancito che l’omosessualità è un bene giuridico. L’intento primario era ufficializzare la condizione omosessuale, riconoscerla come socialmente naturale anche per bocca dello Stato. In questo senso – come ha ammesso in modo adamantino lo stesso Grillini – poco importa che nessuno si avvalga di questo diritto, l’importante è l’esistenza stessa di questo istituto perché rappresenta il vessillo giuridico-politico a presidio dell’omosessualità, la certificazione formale istituzionale della bontà di essere omosessuali.
    Unioni gay flop: tutto come previsto




  2. #402
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Pediatri USA: ideologia gender nuoce alla salute
    L’associazione dei pediatri americani condanna apertamente e scientificamente l’ideologia gender. Forse adesso i pediatri italiani tireranno fuori un po’ del loro coraggio leonino e combatteranno questa ideologia contro la realtà?
    I Pediatri americani escono allo scoperto con un documento chiarissimo, rigoroso sotto il profilo scientifico e decisamente coraggioso sul gender. Ora basta indottrinare i nostri ragazzi: Questo da oggi in poi sarà considerato abuso sui minori!
    Ecco l’octalogo, da mandare a memoria e diffondere in ogni dove!
    1. La sessualità umana è oggettivamente binaria: xx=femmina, XY=maschio.
    2. Nessuno è nato con un genere, tutti sono nati con un sesso.
    3. Se una persona crede di essere ciò che NON è, questo è da considerare quantomeno come uno stato di confusione.
    4. La pubertà non è una malattia e gli ormoni che la bloccano possono essere pericolosi.
    5. il 98% dei ragazzini e l’88% delle ragazzine che hanno problemi di identità di genere durante la pubertà li superano riconoscendosi nel proprio sesso dopo la pubertà.
    6. l’uso di ormoni per impersonare l’altro sesso può causare sterilità, malattie cardiache, ictus, diabete e cancro.
    7. il tasso di suicidi tra i transessuali è 20 volte quello medio, anche nella Svezia che è il paese più gay friendly del mondo
    8. è da considerarsi abuso sui minori convincere i bambini che sia normale impersonare l’altro sesso mediante ormoni o interventi chirurgici.
    Pediatri USA: ideologia gender nuoce alla salute - Azione TradizionaleAzione Tradizionale

    TENTA DI ‘VIOLENTARE’ MOTO PARCHEGGIATA IN STRADA
    Se pensate di averle viste tutte, non avete mai sentito parlare della prossima frontiera dopo il matrimonio gay, la poligamia e la zoofilia: uomini che fanno sesso con oggetti inanimati. E non parliamo delle ‘classiche’ bambole gonfiabili, ma di auto, computer e, come in questo caso, moto.
    Ha tentato di abusare sessualmente di una moto parcheggiata in strada, e per questo è stato arrestato dalla Polizia per atti osceni in luogo pubblico ed ora si ritrova incriminato per “meccanofilia”. La meccanofilia è infatti una perversione che consiste nel provare attrazione sessuale per macchine come biciclette, veicoli, elicotteri e aeroplani, ed in Inghilterra prevede sanzioni pesanti.
    Ed il 33enne britannico Kevin Chapman, di Ashford, residente nella contea inglese del Kent, la sera del 27 marzo scorso è stato notato da alcuni passanti mentre tentava di compiere atti sessuali con una moto Suzuki GSX-R di colore blu parcheggiata per strada nella città di Canterbury.
    I testimoni avrebbero cosi' chiamato le forze dell’ordine che, giunte sul posto, hanno trovato l’uomo con i pantaloni e gli slip abbassati, ancora intento a tentare di consumare un rapporto sessuale ‘completo’ con il motociclo, infilando il proprio membro tra le rifiniture del mezzo.
    Durante il processo il meccanofilo si è lamentato del fatto che la moto avrebbe “rifiutato” il rapporto, impedendo all’uomo di accoppiarsi con lei, non permettendo di essere penetrata in nessun punto. E per questo il “meccanofilo” si sarebbe irritato prendendola poi a calci. Il mondo LGBT+ ha una nuova lettera, M.
    Presto assisteremo a manifestazioni nelle quali si chiede il ‘diritto’ al matrimonio con oggetti. Riguardo animali e robot già ci sono state. Del resto quando dai il via ad una deriva, non puoi decidere quando fermarla. E se l’unica discriminante è il ‘desiderio’ (lo chiamano ‘amore’) poi ci sono quasi infinite perversioni rintracciabili nei singoli individui.
    Tenta di ?violentare? moto parcheggiata in strada | Vox


  3. #403
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GAY MASSACRA A MARTELLATE ANZIANO COMMERCIALISTA PER L’EREDITÀ DEL ‘COMPAGNO’
    L’ha preso a martellate con una violenza tale da procuragli ferite che sono state rimarginate addirittura con 250 punti di sutura. Poi ha cercato di togliersi la vita, colpendosi la testa con la punta di un trapano.
    La vittima dell’aggressione è un noto professionista di Iseo, il 71enne Giampaolo Pezzotti, commercialista. Il suo aggressore invece è il 50enne gay Alfredo Ninfa: i loro destini si sono incrociati per una questione di eredità. Michele Mondinelli, scomparso circa una settimana fa, era il ‘compagno’ di Alfredo: ma nel testamento ha voluto lasciare qualcosa anche a Pezzotti.
    Il motivo? L’impegno costante del commercialista in pensione nel mondo dell’associazionismo, soprattutto nel sostegno alla povertà. Sarebbe stato questo a scatenare la rabbia incontrollabile di Ninfa, che ovviamente non conosceva il contenuto del testamento.
    Attimi che sembravano non finire mai: armato di chiave inglese e martello Ninfa ha cominciato a colpire Pezzotti, solo in un secondo momento ha mollato la presa e ha deciso di farla finita, colpendosi più volte alla testa e alla tempie con la punta di un trapano.
    I due sono entrambi in ospedale: il più grave è proprio Ninfa, non avrebbe ancora ripreso conoscenza e la sua prognosi è riservata. Si è invece già ripreso Pezzotti, comunque tenuto sotto stretta osservazione: ha già incontrato i familiari e gli amici.
    Omofobia.
    Gay massacra a martellate anziano commercialista per l?eredità del ?compagno? | Vox

    Gender, lezione choc alle elementari: "Matrimonio gay tra due bimbi"
    Nella scuola elementare di Poggetto, frazione di San Pietro in Casale (Bologna) scoppia la polemica sull'ideologia gender: "Hanno fatto simulare matrimoni gay tra bambini"
    Giuseppe De Lorenzo
    Due maschietti di fronte ad un immaginario altare, il fatidico sì e poi pure il bacetto gay.
    A Poggetto, piccola frazione in provincia di Bologna, scoppia la polemica dopo la denuncia di alcune mamme, i cui figli hanno raccontato a casa di lezioni a dir poco particolari che le maestre avrebbero imposto alle loro classi.
    Sono almeno tre i bimbi che hanno trovato il coraggio di raccontare quanto sarebbe successo mercoledì scorso in una terza elementare dell'Istituto Comprensivo di San Pietro in Casale: un vero e proprio matrimonio omosessuale, benedetto dalle maestre. "Abbiamo verificato e le versioni sulla simulazione dell'unione gay combaciano", racconta Sara, nome di fantasia di una esponente (che vuole rimanere anonima) del gruppo #insiemepossiamo, nato per combattere la diffusione delle teorie gender nelle scuole locali.
    Se tre indizi fanno una prova, le testimonianze degli scolaretti dovrebbero bastare per montare un caso. Potrebbe trattarsi una bugia inventata dal comitato, direte. Difficile, visto che oggi è arrivata la conferma via Facebook di una mamma non iscritta al movimento. "Il gender a scuola di mia figlia ha già prodotto i suoi primi effetti - scrive Silvia Claudia Rossi - In classe spesso giocano a fare i matrimoni fra loro. Ieri ho saputo che finalmente hanno celebrato il primo matrimonio gay fra due maschietti! Con relativo bacio degli sposini".
    Non è facile la vita in Emilia Romagna per chi vorrebbe avere "pieni diritti" nella scelta educativa dei bambini. "Quest'anno - racconta l'esponente di #insiemepossiamo - abbiamo già dovuto lottare contro la proiezione dello spettacolo teatrale Fa'afafine, che racconta la storia di un ragazzo né maschio né femmina, e contro un festival della letteratura dove regalavano libri sull'identità sessuale". Si tratta di un "assedio ideologico", dicono. E in effetti la battaglia è serrata. "Siamo bombardati. In paese ci sono alcune maestre che spingono per realizzare attività scolastiche di quel tipo".
    In difesa dei genitori anti-gender si è schierato "senza se e senza ma" il consigliere regionale di Forza Italia, Galeazzo Bignami: "I bimbi che simulano matrimoni omosessuali a scuola - dice - sono l'effetto dello schifo che portano i sinistrati nelle scuole". Un affondo che vuole mettere in guardia da "iniziative" che "distruggono la Famiglia". "Sono dei vigliacchi che, grazie a pseudo-insegnanti ideologicamente complici e frustrati nel loro fallimento mentale, usano come cavie i bambini, più che mai indifesi in queste situazioni. Qualcuno nelle sedi opportune deve rispondere di questo scempio".
    Gender, lezione choc alle elementari: "Matrimonio gay tra due bimbi" - IlGiornale.it

  4. #404
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Gioco sporco dei trans / Sportive femmine, fatte passare per tali, e inserite nelle discipline sportive femminili, che in realtà sono dei maschi.
    Claudio Forti
    La Storia della settimana da ACTUALL, periodico spagnolo online di informazione.
    Non mi stanco mai di leggere Julian Marias, il mio filosofo preferito, non solo perché è profondo, ma anche per la sua chiarezza. Immagino sappiate che la chiarezza è la cortesia del filosofo, cosi' come diceva Ortega. La sua è un’idea di grande attualità: “Il totalitarismo non consiste in sfilate, bandiere, divise. Quella è la parte folcloristica. Il totalitarismo diventa una realtà quando lo Stato invade la vita privata e i costumi sociali e nulla rimane ai margini del potere pubblico”.
    Ma tutto cio' puo' diventare un fatto inquietante se il totalitarismo diventa compatibile con una formale democrazia. Perché, che senso ha il fatto che ci siano i partiti politici, se poi tutti sposano l’ideologia di genere? Che senso ha il pluralismo informativo, se poi - ad eccezione di qualche piccolo “sottomarino tascabile”, come quello che stai leggendo – praticamente tutto il sistema mediatico è sovvenzionato dalle lobby LGBT? A che cosa serve la separazione dei poteri, se persino il potere giudiziario – che alla fine è il più temibile, perché puo' metterti in prigione – emette sanzioni per violazione di leggi sulla teoria di genere, come è appena successo con la giudice canaria Gloria Poyatos, che ha concesso una pensione di reversibilità a una donna, per il fatto che tutte le denunce da lei presentate per maltrattamenti del suo ex marito sono state archiviate?
    Non c’è aspetto della vita privata o sociale che possa sfuggire alla dittatura di genere. Tutto cio' trasforma le parole “democrazia” e “Stato di diritto” in gusci vuoti e in parole senza significato.
    Ne abbiamo avuto la prova nelle furibonde reazioni raccolte dall’autobus color arancio di HazteOir.org nel suo viaggio attraverso le città spagnole e nordamericane, per dire semplicemente che “due più due fa quattro”.
    L‘aspetto nefasto e allo stesso tempo, ridicolo, dei totalitarismi è quello di condurci direttamente a costruire dei veri manicomi. Non c’è nulla di più ridicolo che mettere ai vertici politici un ciarlatano come il sovietico Lisenko, che fu posto da Stalin sul podio della scienza, nonostante che la sua assurda teoria genetica avesse portato l’URSS alla fame nera.
    Né più stolto che trasferire i dogmi dell’ideologia di genere al mondo dello sport, snaturando completamente la sua essenza, che è la competizione nell’uguaglianza delle opportunità.
    A nessuno, secondo un sano giudizio, verrebbe in mente di mettere un pugile peso piuma contro un peso massimo per il titolo di campione di categoria. Bene, fatto salvo l’esempio paradossale, questo è cio'che succede ai maschi transessuali che vengono operati per essere donne per poi competere con modalità femminili nei diversi sport, come la palla a volo, il ciclismo, la lotta o il sollevamento pesi, eccetera.
    E la cosa più scandalosa è che, non solo lo fanno, ma che le autorità sportive lo permettano. Se qualcuno, solo una decina di anni fa, ci avesse detto una cosa simile, lo avremmo considerato un pazzo. La cosa terribile è che ora i pazzi sono nel Comitato Olimpico Internazionale, che solo qualche giorno fa ha proclamato campione australiano di sollevamento pesi Laurel Hubbard, una donna nata uomo. Che ne dici?
    Abbiamo fatto per voi un resoconto di sportivi “trans” degli Stati Uniti e dell’Australia che hanno giocato in equipe femminili, combattendo sistematicamente contro le loro avversarie.
    Come ben illustrato nel reportage di Ana Fuentes, in cui cita medici, psichiatri e commentatori sportivi, che affermano che la chirurgia di cambio di sesso non trasforma né la massa muscolare, né la lunghezza delle ossa e nemmeno altre caratteristiche che rendono superiore, sul piano sportivo, il maschio rispetto alla femmina.
    E allora? Perché si permette questa pantomima, questa gigantesca burla? Perché? In questi casi ricordiamoci di Lisenko e di Julian Marias e delle sue osservazioni sul totalitarismo.
    Gioco sporco dei trans / Sportive femmine, fatte passare per tali, e inserite nelle discipline sportive femminili, che in realtà sono dei maschi. | Libertà e Persona


  5. #405
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #406
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Vescovo "bandito" dai gay scortato dalla Polizia
    di Andrea Zambrano
    La si rigetta perché queste violenze sono accadute in un lontano passato e non potranno mai più riaccadere. Invece certi episodi sono la spia di un fenomeno strisciante che l’opinione pubblica tende a minimizzare. Parliamo della persecuzione che sta subendo la Chiesa cattolica in Spagna. Persecuzione ormai alla luce del sole e non più evocata da qualche maniaco visionario.
    Nella parte del carnefice ci sono le associazioni Lgbt che sono diventate così forti da dettare l’agenda dei governi nazionali e locali. Carnefici, dicevamo. Sì, perché al loro posto negli anni ’30 del ‘900 in Spagna c’erano i rivoluzionari di estrazione marxista che dettero poi vita alla guerra civile, in cui la Chiesa pagò il suo tributo di sangue: prima di ammazzare preti e vescovi, in Spagna furono 13, iniziarono minacciando il clero, poi irridendolo pubblicamente con azioni dimostrative, ancora, impedendone l’esercizio, bruciando chiese e infine arrivando al delitto dopo essere passati per il pestaggio.
    In Spagna siamo passati dalla fase della protesta provocatoria all’impedimento dell’esercizio episcopale. La storia ci insegna quale sarà il prossimo passo. Quando ci sarà la prima vittima, Dio ce ne scampi, tutti si accorgeranno che qualche cosa è accaduto.
    Certe cose stanno riaccadendo con le stesse vittime, il clero, ma differenti carnefici, oggi le lobby Lgbt? Chi dice no forse non conosce la situazione spagnola che domenica ha visto l’introduzione di un ulteriore tassello nell’inquietante escalation di violenza verbale nei confronti di un vescovo, che è stato preso di mira con cori e insulti all’uscita da messa tanto che per allontanarsi il pastore ha chiesto aiuto alla Polizia.
    Scene del genere in Spagna non accadevano appunto da quei giorni, che così si stanno diabolicamente riattualizzando sotto le insegne della dittatura di pensiero gay. Ma che cosa aveva fatto di male questo vescovo? Niente, aveva semplicemente detto un’ovvietà: che nella persona con tendenze omosessuali manca la figura paterna. Una verità scientifica, prim’ancora che cattolica. Ma al collettivo Lgbt della città di Tárrega, 16mila abitanti nella diocesi di Solsona, Catalogna, è bastato per attentare all’incolumità del pastore.
    Lui, Xavier Novell, il vescovo più giovane di Spagna e tra i più giovani del mondo, è dovuto uscire dalla chiesa scortato dalla Polizia municipale facendosi largo tra gli insulti e le minacce inferocite di un nugolo di attivisti dell’associazione De Transcantó. Il pastore era arrivato domenica per impartire la cresima ai ragazzetti della parrocchia di Santa María del Alba, ma dopo la cerimonia ad attenderlo c’erano una trentina di attivisti con cartelli e bandiere minacciose.
    E’ quello che in sudamerica viene chiamato "escrache", una protesta di piazza rumorosa e intimidatoria contro i rappresentanti del governo. Questa volta ad essere preso di mira non era un politico, ma un vescovo. Gli attivisti Lgbt hanno apostrofato il vescovo con cori offensivi e minacce. Così il sindaco della cittadina ha pensato bene di far arrivare la polizia municipale per scortare il vescovo all’automobile. Fortuna che Novell ha trovato un primo cittadino comprensivo. Nella vicina Cervera, 9000 anime nella stessa diocesi il sindaco ha promesso un intervento del Consiglio comunale per dichiarare il prelato persona non gradita. E nel capoluogo diocesano, Solsona, il municipio ha preso le distanze dicendo che certe cose non devono accadere. Insomma: il vescovo è bandito.
    Ovviamente i sindaci sono stati aizzati da un nugolo di associazioni Lgbt che con gran spolvero di accuse in questi giorni hanno preparato il terreno definendo Novell un omofobo, un cattivo cristiano e un pessimo vescovo. Il tutto per quell’articoletto pubblicato sul giornalino diocesano in cui il pastore, riferendosi anche agli studi di Joseph Nicolosi (il nemico è sempre lui con le sue teorie riparative!) diceva: “Mi chiedo se il fenomeno crescente della confusione sull’orientamento sessuale di molti adolescenti non si debba imputare nella cultura occidentale alla figura paterna, che è stata assente, deviata e svuotata fino alla messa in discussione della stessa virilità”.
    Alla fine il vescovo, scortato, è riuscito a salire in auto e a tornare in diocesi, mentre alcuni parrocchiani si riunivano per pregare davanti alla folla inferocita e a due lesbiche che, provocatoriamente, si baciavano.
    A questo punto ci si aspetterebbe un minimo sindacale di solidarietà da parte dello stesso mondo cattolico. Macché. A parte il silenzio della Conferenza episcopale spagnola, si segnala l’intervento a gamba tesa di un’associazione di gay cristiani, chiamata Asociación Cristiana de Lesbianas, Gais, Transexuales y Bisexuales (ACGIL) che sul portale cristianosgays.com non ha preso le parti del vescovo, ma dei compagni di lotta omosessualista. Non poteva mancare un riferimento che Gesù che “è venuto a instaurare un mondo nuovo in cui tutti quelli che si amano hanno diritto di cittadinanza indipendentemente dal loro essere uomini, donne, giudei, schiavi o liberi”. Ovviamente facendo finta di dimenticarsi delle parole di Gesù sulla triste fine di Sodoma. Ma quelle associazioni sono poi quelle che, con la complicità di molti vescovi organizzano le ormai note veglie anti omofobia, rafforzando così il partito di chi nella Chiesa ha deciso di sposare la tesi dell’omoeresia.
    Vescovo "bandito" dai gay scortato dalla Polizia

  7. #407
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Utero in affitto… con i soldi nostri
    Antonio Righi
    Nichi Vendola ci ha stressato per decenni, pontificando a favore dei poveri e dei gay. Fondatore di Sel, ha portato in parlamento un bel gruppetto di persone, tra cui la Boldrini. Poi, mentre il parlamento cercava di discutere la Cirinnà, quatto quatto si è recato in California, per comperare l’ovulo di una donna e l’utero di un’altra donna (in questo caso per nove mesi), e un bambino (che chiama figlio, pur avendoci messo solo i soldi).
    Quanti soldi? Tanti. L’utero in affitto è uno dei tanti nuovi “diritti” o delitti, ad alto costo umano ed economico.
    Ma i soldi? Semplice, Vendola è andato in pensione a 57 anni nel 2015: con 10 anni di contributi prende ogni mese un vitalizio di 5.618 euro lordi al mese; a questa cifra, e a ciò che ha guadagnato per anni con la politica, va aggiunto l’assegno di fine mandato: 198.800 euro!
    Adesso, dopo tanti discorsi sulla povertà, la sinistra che “guarda agli ultimi” può dedicarsi a fare il “mammo”.
    Utero in affitto? con i soldi nostri | Libertà e Persona



    ROMA: ‘AMORE’ GAY IN MEZZO ALLA STRADA
    A Roma, nei giorni dei magistrati che danno i bambini ai gay, ecco i gay mostrare il loro lato ‘notturno’ in pieno centro, in via Cola di Rienzo, nel lussuoso quartiere Prati.
    “Roma, orgia gay in pubblico. Secondo varie testimonianze, nella notte tra venerdi' e sabato si sarebbe consumata un’orgia tra uomini nella centralissima via Cola di Rienzo”, scrive il giornale Cronaca Vera. Che non sarà l’Herald Tribune, ma mostra un’immagine inequivocabile.
    E ora date loro i bambini.
    http://voxnews.info/2017/03/13/roma-...a-strada-foto/


  8. #408
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Gay pride, quei bambini dentro il carrello della spesa
    di Andrea Zambrano
    Un carrello della spesa e dentro tre bambini in costume da bagno. Sorridono e accanto a loro ci sono degli adulti, forse sono i loro genitori? O forse, chissa? Però sono in posa, tutti allegramente sorridenti davanti ai flash dei fotografi che ieri a Reggio Emilia hanno documentato il ReEmilia pride, il primo gay pride reggiano. I lettori della Nuova BQ conoscono la storia. E qui non si farà altro che dare conto non tanto del suo svolgimento, d'altra parte i gay pride sono tutti uguali, si gioca a chi è più trasgressivo. Ma di questo simbolo.
    E ieri a sfilare lungo le vie della città del tricolore di trasgressivo c'era molto, ma soprattutto appartenente alla letteratura gaia: striscioni, qualche donna vestita da suora, molti cartelli sui diritti, sull'uguaglianza nella diversità, i soliti "smutandati" con borchie e short in latex. Insomma: il solito catalogo dei pride, ai quali anche qui hanno preso parte le istituzioni pubbliche cittadine e regionali.
    Però c'era quel carrello della spesa. E dentro c'erano dei bambini. Già grandi, vista l'età quindi non doveva servire come passeggino. Ma anche se le intenzioni dovessero essere le più svariate, a molti che hanno guardato la foto è sembrato un simbolo. Se vuoi anche involontario, ma dato che il gay pride è anche una fortissima rivendicazione del diritto di acquistare i bambini con la cosiddetta gestazione per altri, ecco che il simbolo involontario a molti è parso questo. D'altra parte la richiesta di una legge per l'adozione dei figli da parte dei persone dello stesso sesso è uno dei leit motiv della causa Lgbt. "Noi siamo quelli che vogliono comprare i bambini, siamo quelli che spenderebbero milioni per strappare dal seno materno i neonati". Una pratica, quella dell'utero in affitto che è la nuova campagna della milizia Lgbt. Dopo aver ottenuto le nozze, che importa se ancora simil, il nuovo orizzonte è questo: comprare i bambini. Daltronde non c'è da stupiprsi.
    Però resta la tristezza di quei piccoli, sorridenti. Perché cosa sorridevano? Usati per uno slogan? per un messaggio da mandare alle istituzioni?
    C'è un'ideologia che è disposta a passare su tutto, a che sulla pelle dei più piccoli per affermare un diritto che in natura non esiste. E neppure nel cuore dell'uomo. Quella posa, anche involontariamente, ha preso a significare questo, almeno nel sentire di molte persone.
    Che cosa si può rispondere a questa impostazione, a queata idea di uomo così sganciata dalla realtà? Come ci si può opporre a questa ideologia che sta lentamente diventando dittatura del desiderio sul diritto naturale? Che sta diventando gaystapo e gaycrazia? Quando anche servirsi dei più piccoli da scandalizzare è diventato normale e normato, chi potrà rimettere le cose su un binario non solo decente, ma soprattutto rispettoso per l'uomo e per il progetto di Dio?
    Qui le risposte sono confuse e ad oggi ci duole constatare come le gerarchie ecclesiastiche non riescano a fare altro che abbozzare timidamente una risposta che è soltanto un giocare in difesa.
    Gay pride, quei bambini dentro il carrello della spesa


  9. #409
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il Gay Village e la propaganda omosessualista
    Anche quest’anno la città di Roma ospiterà il Gay Village, una delle più importanti rassegne del cosiddetto orgoglio omosessuale; un evento che si svolge per tutto il periodo estivo in cui si alternano momenti di intrattenimento a incontri culturali. Come si evince dal sito, la mission e la vision del Gay Village è “essere il punto nevralgico per l’informazione, la cultura e il divertimento LGBT (…) diventare un luogo di riferimento per le nuove generazioni, con l’obiettivo di creare una realtà distante dalla oppressione e dalla repressione, attraverso il palinsesto culturale e ludico”.
    Pertanto gli organizzatori della nota kermesse omosessuale puntano a fare in modo che essa diventi il punto di riferimento del mondo gay, un appuntamento stabile che fissi e sottolinei di volta in volta gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere. Ogni anno il Gay Village, forte delle ingenti risorse economiche a sua disposizione e dei suoi numerosi sostenitori, promuove una campagna pubblicitaria molto aggressiva e ben studiata.
    Questa volta gli organizzatori scelgono di mettere in rilievo le importanti conquiste culturali e politiche raggiunte dal mondo LGBT e la necessità di difenderle. La campagna pubblicitaria in atto mira ad esaltare l’elemento visivo in grado di rappresentare simbolicamente la comunità omosessuale: un cavaliere gay che cavalca una creatura mitologica, l’unicorno, e che incita la folla.
    “La campagna così formulata diviene un ipotetico sequel del ‘Libero Stato del Gay Village” (anno 2013) in quanto, dopo aver costruito il regno, ora è necessario difenderlo e viverlo per continuare a contrastare la violenza e l’ignoranza nei confronti della comunità LGBT”, si legge sul sito della manifestazione.
    Viene da chiedersi chi sia in questo momento il nemico in grado di attaccare e mettere in pericolo il “regno” omosessuale, quando persino buona parte delle gerarchie ecclesiastiche strizzano l’occhiolino alla cultura gay con il pretesto di una malintesa misericordia divina.
    E’ possibile ipotizzare che in realtà l’ideologia omosessualista per sopravvivere abbisogna di identificare sempre un nemico che, attraverso la contrapposizione, consolidi la fragile identità delle persone omosessuali. Il prezzo da pagare per chi rinnega la propria natura è l’alienazione, rispetto a se stesso e al mondo che lo circonda. Non a caso l’immagine pubblicitaria del guerriero gay che cavalca l’unicorno e incita la folla è accompagnata dalla scritta “Fantasia”, che rimanda al mondo fittizio, chiamato appunto Fantàsia, descritto nel romanzo La storia infinita, scritto da Michael Ende nel 1979.
    Il Gay Village e la propaganda omosessualista « www.agerecontra.it



    BOOM DI EPATITE A GRAZIE AI GAY: TROPPO SESSO ANALE AVVISA SPECIALISTA
    Lancia l’allarme il direttore della Clinica malattie infettive dell’Asui
    Avanza in Friuli Venezia Giulia l’Epatite A. E si tratta di un ceppo particolare non riconducibile – come accade di solito – a cibi e alimenti, bensi' a rapporti sessuali non protetti.
    Un’infezione osservata prevalentemente in «soggetti di sesso maschile che molto probabilmente l’hanno contratta attraverso rapporti sessuali con altri uomini», spiega il direttore della Clinica malattie infettive dell’Asui (Azienda per l’assistenza sanitaria universitaria integrata) di Udine, Matteo Bassetti.
    Nelle ultime settimane «si è verificato un significativo aumento di casi di Epatite A nel territorio della provincia di Udine» come riferisce la Direzione centrale della Salute del Friuli Venezia Giulia, che dà riscontro ad un rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie secondo cui l’infezione sta colpendo in particolare 13 Paesi europei.
    Tra giugno 2016 e febbraio 2017 si sono già registrati in Italia 69 casi. Tra cui quelli osservati in provincia di Udine. Ma il fenomeno potrebbe essere sottostimato perché «i casi segnalati – rileva Linda Gallo del Dipartimento prevenzione dell’Asui Udine – si riferiscono solo a persone che, accusando sintomi come disturbi gastrointestinali, febbre, astenia, artralgie, ittero, si sono rivolti alle strutture sanitarie».
    E’ quindi fondamentale «che le persone a rischio adottino comportamenti per contrastare la diffusione dell’infezione, quali l’uso di mesi di protezione-barriera (come il profilattico prima di rapporti sessuali), e la vaccinazione».
    La vaccinazione, peraltro, è fortemente consigliata «per chi è affetto da malattie epatiche croniche, per coloro che lavorano in laboratori dove ci puo'essere contatto con il virus, per uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, per chi fa uso di droghe – sono le raccomandazioni del Dipartimento di prevenzione – e per chi è in contatto con persone già affette dalla malattia».
    L’Epatite A è una malattia del fegato acuta e contagiosa causata dal virus Hav a evoluzione solitamente benigna, anche se più grave negli adulti che nei bambini. Sono rare le forme mortali. «In genere – fa sapere la Direzione centrale della Salute – è dovuta al mancato rispetto di norme igieniche con conseguente contaminazione fecale di cibi e acqua.
    Tra le cause più comuni, dunque, la scarsa igiene personale, specie in fase di preparazione di cibi e pasti; il mangiare pesce crudo o poco cotto proveniente da acque inquinate; il ricorso di materiale già usato per iniettarsi droghe; i rapporti sessuali non protetti».
    L’Epatite A è presente su tutto il pianeta, con una maggiore frequenza nei Paesi del sud del mondo; «In assenza di misure di protezione – sottolinea il direttore della Clinica di infettivologia, Matteo Bassetti – la trasmissione del virus puo'avvenire anche attraverso il contatto anale e oro-anale».
    Quindi mettiamo insieme le tessere del puzzle: i casi stanno aumentando improvvisamente, la stanno prendendo i gay, è prevalente nel sud del mondo. Chi è arrivato ultimamente in provincia di Udine?
    Insomma: smettete di farvi sodomizzare dai profughi.
    Boom di Epatite A grazie ai gay: troppo sesso anale avvisa specialista | Vox

  10. #410
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Spagna, parla di natura e gay: docente punito Gli effetti dell'omofobia che vedremo in Italia
    di Andrea Zambrano
    Si fa presto a parlare di omofobia. Più difficile è entrare nelle questioni e vedere a che cosa si possa applicare. Mentre in Italia non si fa altro che inserire la parolina magica dell'omofobia a ogni piè sospinto, fino ad invocare la ripresa dell'iter parlamentare del Ddl Scalfarotto, che dovrebbe introdurre anche da noi il reato omonimo, in Spagna si sta passando da tempo dalle parole ai fatti. Con risultati a dir poco sconcertanti circa la libertà delle opinioni e della persona.
    L'ultimo caso, che può servire per capire che cosa accadrà in Italia quando la legge sull'omofobia sarà approvata, arriva dalla città di Lleida dove un professore di filosofia adesso rischia di passare guai seri per aver espresso un'ovvietà, peraltro all'interno del suo insegnamento didattico.
    Siamo all'Istituto 'Samuel Gili i Gaya' e il docente, davanti agli studenti si è lanciato nella temeraria avventura di parlare della natura. "L'omosessualità non è naturale". E' bastata questa brevissima espressione per scatenare la furia di un centinaio di studenti che si sono radunati per protestare pubblicamente contro il docente. "Il docente ha detto che una relazione con una persona dello stesso sesso è antinaturale". Insomma, quello che la filosofia e la biologia hanno sempre detto, qua non si sta affrontando la cosa dal punto di vista morale, ma ontologico, se vogliamo, dato che la natura se ne impipa altamente della morale. Che poi anche l'etica deriva molto della sua essenza dalla morale naturale, ma questo è un ragionamento troppo complicato per certe menti.
    Infatti non si può dire. Così gli studenti hanno affilato le armi e hanno denunciato il professore alla direttrice dell'istituto. La quale, Carme Panadés, da brava funzionaria, non ha fatto altro che appellarsi alla legge e aprire un procedimento disciplinare contro il docente, che ha 64 anni ed è stato costretto così a scrivere una lettera di suo pugno per dire che non era sua intenzione offendere nessuno. E la natura? Vabbè, per salvare la pelle si fa questo e altro.
    Ma la cosa non finirà qui. In Spagna è presente, come una perfetta gaystapo, l'osservatorio contro l'omofobia (OCH) che si è lanciato subito a denunciare il provero filosofo per aver violato la legge 2014/11 che punisce severamente chi sostiene queste corbellerie...di natura.
    Perché in Spagna la legge contro l'omofobia è già bella che approvata e sotto la sua scure sono passati in questi mesi molte persone. Celebre il caso di Alicia Rubio, un'altra docente finita sotto la censura per aver scritto un libro proprio contro l'omofobia. Per arrivare da ultimo al vescovo che dopo aver scritto che cosa pensava sull'omosessualità è dovuto fuggire dalla chiesa scortato dalla Polizia.
    Insomma, in Spagna non si scherza e si fa sul serio, ovviamente nel silenzio dei grandi media che ormai hanno dato per accertato il reato di omofobia anche se è del tutto arbitrario nei contenuti e nella ratio.
    La storia spagnola è molto utile per capire che cosa sarà l'Italia quando la legge Scalfarotto, o comunque si chiamerà, sarà approvata ed entrerà in vigore: che chiunque anche solo per esprimere un'opinione o un evidenza di fatto, d'altra parte dire che l'omosessualità è antinaturale non significa dire che gli omosessuali sono dei criminali, significa soltanto ribadire un principio appunto di natura, perché questa ha delle sue leggi e non devono passare dal vaglio del Parlamento.
    Ma si farà finta di niente. Anche perché ormai il concetto di omofobia è così entrato senza costrutto nella mentalità comune che quando arriverà la legge non sembrerà neppure questo grande sconvolgimento. Appena alcuni giorni fa, il presidente del Senato Pietro Grasso, parlando con Repubblica e condividendo con il giornale la agenda dei provvedimenti urgenti da qui a fine della legislatura, si è sentito in dovere di aggiungere, unica tra le migliaia di emergenze italiche, proprio la legge sull'omofobia, che giace appunto in parlamento in attesa di tempi migliori.
    Sulla base poi di quale presupposto la seconda carica dello Stato ritenga che quella sull'omofobia sua una legge indispensabile da approvare, è ancora un mistero. Però è pur sempre un ottimo titolo sui giornali con il quale fare un po' di scena e soprattutto creare il clima favorevole allo strappo. E pazienza se una volta approvata la legge dovremo ricordare a questi signori che le ingiustizie che menano vanto di voler combattere, sono diventate le armi per silenziare chi ancora vuole pensare secondo ragione. E magari natura.
    Spagna, parla di natura e gay: docente punito Gli effetti dell'omofobia che vedremo in Italia

 

 
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