Pagina 50 di 79 PrimaPrima ... 4049505160 ... UltimaUltima
Risultati da 491 a 500 di 790

Discussione: Vai col gender!

  1. #491
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    Bimbi trans, la parola al buon senso
    La dott.ssa Michelle Cretella, presidente dell’American College of Pediatricians, scrive una lettera al The Daily Signal in cui racconta la propria esperienza professionale nella cura di bambini affetti da disforia di genere.
    «Il sesso biologico non è “assegnato” – scrive la dottoressa – Il sesso è determinato al momento del concepimento dal nostro DNA ed è impresso in ogni cellula del nostro corpo. La sessualità umana è binaria. O hai un cromosoma Y e sei un maschio o non lo hai e sei una femmina. Ci sono almeno 6.500 differenze genetiche tra uomini e donne. Ormoni e chirurgia non possono cambiarle».
    L’identità psicologica sessuale invece deve essere costruita in accordo con il sesso biologico altrimenti nasce un conflitto tra mente e corpo: «Se oggi entrassi in uno studio medico e dicessi “Ciao, sono Margaret Thatcher”, il medico direbbe che sto delirando e mi prescriverebbe un medicinale anti-psicotico. E invece, se entrando dico: “Sono un uomo”, mi risponderebbe “Congratulazioni, sei transgender”».
    Commenta il sito Notizie Pro-vita: «Se uno chiedesse al dottore di amputargli una gamba perché si sente un amputato intrappolato in un corpo normale, gli viene diagnosticato un “disturbo di integrità dell’identità corporea”. Ma se va a chiedere di amputarsi i seni o il pene perché non sono in linea col sesso che “si sente” viene diagnosticato transgender e viene accontentato».
    La dottoressa poi racconta il caso di Andy di 5 anni il quale da quando aveva tre anni ha giocato con le bambole. Il motivo? A quell’età è nata la sua sorellina che, per disturbi fisici, ha richiesto a mamma e papà delle attenzioni particolari. Andy ha interpretato questa attenzione maggiore dei genitori verso la sorellina come predilezione da parte di mamma e papà delle figlie femmine a discapito dei figli maschi. Infatti durante una seduta Andy ha lasciato un camioncino con cui stava giocando ed ha preso una bambola esclamando: «Mamma e papà non mi amano quando sono maschio». Dopo un periodo di terapia Andy non ha avuto più problemi ed ora gioca con giocattoli da maschio.
    Bimbi trans, la parola al buon senso - La Nuova Bussola Quotidiana

    Gli abusi ai quali si prestano i falsi diritti e veri privilegi degli omosessuali...

    Due amici eterosessuali si sposano: "Così non paghiamo le tasse di successione"
    All'Irish Mirror, i due amici eterosessuali hanno confessato di aver preso questa decisione per eludere le tasse di successione: "Noi ci amiamo da amici"
    Anna Rossi
    Matt e Michael hanno rispettivamente 83 e 58 anni, sono eterosessuali, ma per ragioni economiche hanno deciso di sposarsi.
    Tutto è iniziato con una battuta di un'amica che alla fine della storia è diventata realtà. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire la storia di Matt Murphy e Michael O'Sullivan. Matt e Michael sono due amici di vecchia data e il secondo è il badante del primo. I due, quindi, sono parecchio legati uno all'altro, ma visto che Matt non si può permettere di pagare lo stipendio a Michael, ha deciso di lasciargli in eredità la sua casa.
    Fin qui niente di strano verrebbe da commentare, se non che, per evitare di pagare 50 mila euro di tasse, Matt e Michael hanno deciso di sposarsi. In questo modo, infatti, eludono l'imposta di successione. "Conosco Matty da 30 anni - spiega Michael all'Irish Mirror -. Siamo diventati amici dopo che ho rotto la mia seconda relazione". Quando, però, Michael rimane senza casa a causa della fine del suo matrimonio e Matt si ammala di artrite, i due decidono di fare un patto: Michael si trasferisce a casa di Matt e in cambio di un tetto sopra la testa si prende cura dell'amico invalido. "Lo porto in giro in auto e gli ho presentato tutti i miei amici che lo adorano", ha spiegato Michael.
    La loro amicizia è qualcosa di unico, purtroppo, però, vista l'età di Matt, tutto potrebbe finire molto presto. Ma l'83enne ha pensato a tutto e, non volendo abbandonare in mezzo alla strada il suo amico, ha pensato di lasciargli in eredità la sua casa. L'unico problema, quindi, erano le tasse di successione che sono particolarmente salate se tra erede e defunto non c'è alcun tipo di legame.
    Ma ecco che qui arriva il colpo di scena. Una sera a cena, una loro amica dice: "Perché non vi sposate?". Al momento i due sono scoppiati a ridere, poi l'illuminazione e infine il matrimonio... tra due eterosessuali. Così Matt e Michael si sono sposati lo scorso giovedì a Dublino in un ex ospedale di Grand Canal Street.
    Due amici eterosessuali si sposano: "Così non paghiamo le tasse di successione"

  2. #492
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    Madrid, carro LGBT alla sfilata dei Re Magi
    Alla tradizionale “Cavalcata dei Re Magi” che si svolge a Madrid il 5 gennaio di ogni anno è sfilato anche il Carro delle Diversità in cui c’era una drag queen accompagnata da due “Regine Maghe”. A voler il carro è stata l’associazione gay “Orgullo Vallekano” che ha lanciato lo slogan “tutti siamo le regine della nostra vita”.
    Il carro LGBT punta a due obiettivi: desacralizzare una festa di matrice religiosa e normalizzare nelle coscienze di molti l’omosessualità, il travestitismo e la transessualità.
    Madrid, carro LGBT alla sfilata dei Re Magi - La Nuova Bussola Quotidiana

    Il santo sacerdozio nell'epoca bergogliana....

    Sesso con ventenni e video hot, sequestrato smatphone del sacerdote
    di Mena Grimaldi
    SUCCIVO - Si amplia l’indagine sullo scandalo che si è abbattuto a inizio dicembre sulla chiesa della Trasfigurazione di Succivo che ha portato ai domiciliari Mario Donadio e Yevheneik Borysyuk, di 22 e 24 anni, con l’accusa di aver tentato di estorcere del denaro al parroco, don Crescenzo Abbate, per evitare di pubblicare un video hard. I carabinieri della compagnia di Marcianise, diretti dal capitano Luca D’Alessandro, infatti, hanno sequestrato anche il cellulare del sacerdote, nel frattempo sospeso dalle sue funzioni dal vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo.
    Sequestro disposto dal magistrato della Procura di Napoli Nord, Giovanni Corona, che sta svolgendo un’indagine a 360 gradi. Vista la delicatezza del caso, gli inquirenti vogliono capire se vi siano state anche responsabilità che costituiscano reato da parte del prete. Responsabilità non solo legate all’episodio della denuncia per estorsione sporta dal sacerdote nei confronti dei due ragazzi, ma capire se vi siano stati in precedenza contatti anche con adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
    Solo l’analisi tecnica dello smartphone del parroco - molto chiacchierato già prima che lo scandalo raggiungesse le cronache nazionali - metterà un punto fermo sulla questione. Così come saranno fondamentali, per quanto riguarda i fatti legati all’estorsione, i risultati che i consulenti stanno svolgendo sui cellulari dei due ragazzi, sequestrati subito dopo l’arresto, il 5 dicembre scorso, e che dovrebbero arrivare sul tavolo del magistrato il prossimo mese.
    Dagli atti risulta che fu il 24enne di origine ucraina, Borysyuk, a filmare il 7 novembre scorso il prete mentre con lui consumava un rapporto orale. Rapporto che lo stesso parroco ammise di esserci stato in fase di denuncia ai carabinieri. «Ci devi dare mille euro da questo momento e per ogni mese, altrimenti noi facciamo i cattivi e diffondiamo ovunque il video»; questo il messaggio vocale che il sacerdote consegnò ai militari dell’Arma ai quali raccontò di aver dato dei soldi ai due ragazzi anche in precedenza «perché ne avevano bisogno».
    https://www.ilmattino.it/caserta/ses...e-3457602.html

  3. #493
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    CAMBIARE SESSO IN VENETO: LA MEDICINA ASSERVITA ALL’IDEOLOGIA… E I MEDICI SI ALLINEANO
    Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): il progetto porno-gender dell’Ausl di Bologna, i bagni pubblici di Londra saranno gender-neutral, in Francia le 120 giornate di Sodoma di Sade sono bene nazionale
    da Notizie Provita
    Ad Abano (Padova) trionfa l’ideologia gender, quella che secondo alcuni, esiste solo nella mente dei fanatici bigotti. Si può cambiare sesso, basta un bisturi!
    Con un qualche ritardo rispetto a quella originale di John Money, che risale alla metà degli anni 50 del secolo scorso, la Gender Identity Clinic per la riassegnazione chirurgica del sesso ha aperto i battenti ad Abano, per decisione della giunta regionale su proposta dell’assessore alla sanità Luca Coletto (Lega Nord). I fondi stanziati sono “solo 200 milioni” di euro ma in futuro, chissà, può darsi che ci sia una maggiore richiesta da soddisfare, come sta già accadendo nel Regno Unito.
    “Una decisione presa nel segno della qualità e della modernità” ha affermato l’assessore regionale veneto. Forse l’assessore alla sanità Coletto non conosce il seguito della storia della Gender Identity Clinic di Baltimora che ha visto la chiusura nel 1979 dopo che lo studio del Dr John Meyer aveva messo in evidenza il fatto che una procedura lunga, dolorosa e costosa in realtà non aveva prodotto i risultati sperati in termini di riabilitazione psichica e sociale delle persone transessuali. (Meyer JK, Reter DJ. Sex reassignment. Follow-up. Arch Gen Psychiatry. 1979 Aug;36(9):1010-5.)
    Secondo l’opinione del Prof. McHugh, il responsabile della struttura che ne decise la chiusura, sarebbe “un errore mutilare degli organi perfettamente sani perché lo richiede la mente disturbata dei pazienti transessuali” (Surgical Sex, why we stopped doing sex change operations, 2004)
    Un giudizio lapidario che prevede che si debba ricercare da qualche altra parte come poter aiutare queste persone con problemi dell’identità di genere. Ad onor del vero c’è da dire che nel 2017 la Johns Hopkins University di Baltimora ha sentito il dovere di ripristinare il programma di interventi di riassegnazione chirurgica del sesso dopo 38 anni di stasi del progetto.
    Di fronte a tutto ciò sorge spontanea una domanda: come mai questa procedura per la riassegnazione del sesso che sicuramente è lunga, dolorosa e costosa continua ad essere presa in considerazione e messa in atto pur producendo dei risultati tanto conflittuali?
    Perché risponde all’esigenza della società liberal-progressista che vede nella volontà dell’individuo la stella polare dell’azione politico-sanitaria.
    Nel mondo nuovo e perfetto sognato dai liberal-progressisti non c’è posto per i disordini mentali che sono solo il retaggio di una società antica che si permette di esprimere giudizi: dopo tutto chi può legittimamente azzardare giudizi in un settore tanto controverso?
    Nel nuovo mondo anche la medicina è ostaggio del politically correct e non risponde più ai criteri di oggettività e non contraddizione perché se la biologia può essere ignorata da coloro che si sentono intrappolati nei corpi sbagliati, il discorso si capovolge nel momento in cui il discorso si sposta sull’altra componente dell’universo LGBT e cioè i gay per i quali la biologia torna a diventare un dato deterministico immutabile (la born gay theory).
    Inutile cercare la logica scientifica delle due posizioni perché non può esistere, tutto rientra nell’ottica di una politica che, pressata dall’industria del settore, si arroga il diritto di decidere anche le diagnosi e le terapie mediche.
    E i medici che dicono? Tutti allineati
    Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).
    W L’AMORE, IL PROGETTO PORNO-GENDER DELL’AUSL DI BOLOGNA
    L’Ausl di Bologna lancia il progetto “W l’amore” all’interno dell’iniziativa “Obiettivo salute 2017-2018” rivolto ad enti, associazioni e scuole. Si tratta della solita educazione genitale infarcita di teoria sul gender: nessuna discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sulla cd identità di genere, no al bullismo, rispettare le scelte di tutti, etc. Particolare interesse destano le note sul sesso fatto con adulti, le informazioni su aborto e contraccezione e il rimando al documento dell’OMS-Europa “Standard per l’educazione sessuale” in cui si consigliava la masturbazione ai bambini di 4 anni e il gioco del dottore.
    Nel pieghevole “Sesso? Sicuro!” possiamo trovare tra le altre note le seguenti: «la pornografia è utilizzata per la masturbazione e masturbarsi è un fatto del tutto naturale»; «dal punto di vista della relazione un rapporto omosessuale ha le stesse caratteristiche di un rapporto eterosessuale… per informazioni si può contattare l’Arcigay»; «per la penetrazione anale esistono dei preservativi molto resistenti» e poi, costellato da disegni pornografici, una dissertazione sulla misura giusta del pene. Il consenso dei genitori non è previsto come nemmeno quello del Dirigente scolastico.
    Si tratta dell’ennesimo progetto violentemente aggressivo che vuole orientare ad una sessualità spregiudicata e libertina e dove l’omosessualità è vista solo come una naturale variante della sessualità intesa in senso ludico.
    (Gender Watch News, 15-12-2017)
    LE NUOVE TOILETTE PUBBLICHE DI LONDRA SARANNO GENDER-NEUTRAL
    Londra dice addio alla classica distinzione “Ladies” e “Gentleman” nei bagni pubblici per fare posto posto ad un’unica e generica toilette neutra, aperta indistintamente a maschi, femmine, transgender, queer e chicchessia. Lo scorso 28 novembre il sindaco di Londra, il laburista musulmano Sadiq Khan, ha infatti reso noto le nuove direttive in fatto di costruzioni di bagni all’interno degli spazi pubblici della capitale inglese, compresi centri commerciali, cinema e strutture sportive, raccomandando la progettazione di bagni unisex “inclusivi” di tutte le differenti possibilità sessuali.
    Khan ha spiegato come all’origine della sua decisione vi sia la volontà di rendere la città di Londra ancora più aperta e inclusiva nei confronti della tante e sempre nuove diversità esistenti: “Ho promesso di essere sindaco di tutti i londinesi, quindi sono determinato a garantire che tutti abbiano la possibilità di godere appieno della nostra grande città. I bagni sono un servizio pubblico vitale e possono aiutare a plasmare l’esperienza della capitale per coloro che vivono qui e per chi visita. Abbiamo bisogno di una serie di servizi igienici che riflettano l’incredibile diversità di questa città, dando alle persone la sicurezza di muoversi con dignità a Londra”.
    La novità ha suscitato lo scontato entusiasmo della comunità LGBT+, ma anche diverse reazioni critiche. Tra questi, Andrea Williams di Christian Concern, intervistato sulla vicenda dal London Evening Standard ha sottolineato la follia di una iniziativa evidentemente ideologica e contro ogni elementare criterio di buon senso: “Questa è l’ultima vittima di uno tsunami ideologico che spazza via il senso comune e la realtà biologica”.
    Abolire i servizi igienici separati per uomini e donne da tutti gli spazi pubblici londinesi, in riverente ossequio al “gender diktat” imperante, è chiaramente una mera mossa propagandistica, dettata dall’attuale agenda politically correct globale che, paradossalmente, renderà la città di Londra molto meno “safe”, rimuovendo, di fatto, uno dei pochi “spazi sicuri” per le donne.
    (Rodolfo de Mattei, Osservatorio Gender, 7 dicembre 2017)
    IN FRANCIA LE 120 GIORNATE DI SODOMA DI SADE SONO BENE NAZIONALE
    Le 120 giornate di Sodoma sono un’opera scritta dal Marchese de Sade impregnata di pornografia accesa e volgarissima, nonché di una violenza aberrante. Lo scritto consiste, per prendere a prestito le parole dell’insospettabile La Repubblica, del “racconto abominevole e metodico dell’orgia di quattro dissoluti su un serraglio di giovinetti e fanciulle, in un castello sperduto nella Foresta Nera”. Quindi sesso estremo, stupri, omosessualità, pedofilia ed altre infinite parafilie.
    Il marchese, rinchiuso nella Bastiglia, aveva copiato l’opera su un rotolo di 12 metri e largo 11 centimetri che poi nascose in un anfratto della cella. A seguito di varie vicissitudini il manoscritto finì nelle mani di un magnate francese che ora vorrebbe venderlo all’asta e quindi il testo potrebbe anche finire nelle mani di un compratore straniero. Ma il Ministro della cultura Françoise Nyssen si è opposta alla vendita qualificando il manoscritto come “bene nazionale”. Invece di volersi disfare di un’opera che offende la dignità della persona e la cultura francese il governo francese si fa vanto di considerarlo un bene di interesse nazionale”.
    CAMBIARE SESSO IN VENETO: LA MEDICINA ASSERVITA ALL?IDEOLOGIA? E I MEDICI SI ALLINEANO « www.agerecontra.it

  4. #494
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,142
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    SOTTO LA DITTATURA DI SODOMA.

    Di Maurizio Blondet , il 13 gennaio 2017.


    Tutta la solidarietà al medico di Savona che su denuncia di un arci-gay sta per essere sottoposto a procedimento disciplinare dall’ordine dei medici. La sua colpa: nel suo studio era postato questo:



    Ma è meglio che riporti il testo dell’articolo della Adnkronos, che possiate assaporarne il tono odiosamente repressivo, da psicopolizia arrogante..

    Titolo:

    “Terapia per guarire dall’omosessualità”, manifesto choc in studio medico”

    svolgimento dell’Adnkronos:

    “Luca era gay ma un giorno accade qualcosa, rientra in se stesso e decide di intraprendere un percorso di conversione, su base psicologica e religiosa, che lo porta a riappropriarsi della sua mascolinità ed eterosessualità”. E’ quanto scritto nero su bianco [nero su bianco, che scandalo!] su un manifesto affisso in uno studio medico di Savona e finito nel mirino dell’Arcigay locale. Un brano tratto dal volume di Luca Di Tolve ‘Ero gay’ accompagnato da una didascalia che suggerisce di rivolgersi alla comunità terapeutica di Brescia, Lot, per ‘guarire’ dall’omosessualità.

    Omosessualità che, dopo il caso del paziente gay “bullizzato” da un medico dell’ospedale Cotugno di Napoli, viene ancora una volta interpretata come una patologia. “Su segnalazione di una cittadina che si riteneva offesa dal manifesto – spiega all’Adnkronos il presidente dell’Arcigay Savona Mirko Principato – mi sono recato nello studio medico per fare una verifica [lo psico-poliziotto] e ho trovato affisso alla parete il testo abominevole che promuove la guarigione tramite terapie che avvengono nel bresciano”.

    “Da qui la decisione di presentare un esposto all’Ordine dei Medici “affinché prendesse provvedimenti contro il medico” [“Subito! Immediatamente! Lo ordina l’Arcy-pede! Il vostro padrone!] Peccato, però, che dallo scorso 20 dicembre non ci sia stato alcun riscontro. “Per questo abbiamo deciso di denunciare la vicenda pubblicamente – aggiunge Principato – ci auguriamo che l’Ordine intervenga con delle sanzioni contro il medico e ribadisca che l’omosessualità non è una malattia prendendo provvedimenti disciplinari contro chi avalla la teoria della guarigione”.

    “E’ un fatto gravissimo, una violenza su cui è urgente intervenire – gli fa eco il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni [interviene l’Inquisizione Nazionale: tremate medici!] – si tratta di persone che tentano di convincere altre persone, clinicamente sane, di essere affette invece da una patologia, per poi lucrare sulla fantomatica ‘cura’”. “Questo è un raggiro che si compie sulla pelle delle persone più fragili, infierendo sulle loro insicurezze e costringendole a reprimere i propri istinti e i propri sentimenti – prosegue – Non c’è nulla di più grave di un medico che diagnostica ai pazienti malattie che non esistono”.

    “L’Ordine non fa alcuna discriminazione tra i pazienti“, riferisce all’Adnkronos il Presidente dell’Ordine dei Medici di Savona Luca Torti, garantendo che l’esposto presentato “verrà esaminato a breve dal Consiglio” che “deciderà se aprire o meno un procedimento disciplinare nei confronti del collega”.

    12 gennaio 2018

    Fin qui la notizia.

    Ora, in un mondo normale, questo comportamento dei sodomiti militanti sarebbe giudicato per quel che è: la arrogante violazione di alcune delle più importanti libertà. Dalla libertà di stampa, di pensiero, d’opinione, alla libertà di un medico di proporre una cura – senza imporla. Del resto loro lo sanno benissimo, di fare un sopruso e una violazione: ma puntano sul potere di sopraffazione che han dato loro lo Stato e il governo, i “diritti”, la “società aperta” e l’ONU. In un mondo rovesciato, dove vige il loro totalitarismo, costoro fanno violenza, si attivano in delazioni, esigono “punizioni”. Si aggiunga la particolare malvagità oscurantista di voler sopprimere anche la conoscenza di una possibile terapia per quegli omosessuali che soffrono la loro situazione.
    Troppe volte si è ripetuto – rischiando la galera- che l’omosessualità è un grave disturbo, che provoca profonda sofferenza in chi ne è affetto. Tanto è vero che questi soggetti tendono a suicidarsi 10 volte più dei normali:

    Preventing Suicide Among Gay and Bisexual Men: New Research & Perspectives | Travis Salway (Hottes), Olivier Ferlatte, and Joshun Dulai - Academia.edu

    Anche i sodomiti che si sono “sposati” in nozze-gay si suicidano tre volte più degli sposati etero.

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27168192

    Sono soggetti il doppio a depressione con pensieri suicidari, rispetto ai normali ; il doppio soggetti ad alcolismo e tossicodipendenze e “sesso a rischio”, ovviamente in relazione al loro “stile di vita”. Non occorre dire che un “gay” incorre nella vita molte volte in qualcuna delle infezioni sessuali, gonorrea, clamidia, sifilide, herpes simplex, papilloma; tumori opportunistici ano-rettali. E ovviamente, l’AIDS, continuamente in crescita fra la comunità.

    Soffrono con più frequenza di malattie cardiovascolari, cancro, incontinenza, disfunzione erettile, allergie e persino asma.

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK64795/



    Una vita di desolazione e solitudine
    Ma soprattutto, soffrono di invincibile, tragica, squallida solitudine. E tutto questo, ormai, non è più – come credono i militanti – a causa dei “pregiudizi” e della “repressione” che subiscono nella società. Ormai, l’accettazione sociale delle coppie omosessuali è diffusa; anche i genitori li accettano; possono esibire la loro “preferenza”, andare alle loro feste, godere della massima libertà di vita. Eppure:

    “un tempo il tipico carattere del maschio gay era la solitudine che veniva dal nascondersi. Ma oggi abbiamo milioni di maschi gay usciti allo scoperto, eppure sentono lo stesso isolamento”, dice Travis Salway un ricercatore del Canadian Center for Disease Control che da cinque anni cerca di capire come prevenire l’altissimo tasso di suicidi. Ne parla a Michael Hobbes, un giornalista di Huffington Post, un gay di 34 anni; il quale ha l’intelligenza e la sensibilità di porre e sé stesso, ed agli altri della comunità, la domanda: come mai sono ancora così infelice, nonostante sia libero e accettato?

    Da leggere il suo ben documentato, dolorosamente sincero articolo sulla “Epidemic of Gay Solitude” tiotolo “Together Alone” – “Soli anche insieme”:

    The Epidemic of Gay Loneliness - The Huffington Post

    “Paul”, uno di quelli che intervista, racconta quando fece “coming out” , a 17 anni, cercò i primi amici nella comunità gay. “Non ho trovato un posto per me nella scena gay. Volevo innamorarmi come le coppie etero fanno al cinema. Ma mi sono sentito trattato come un pezzo di carne. Ho avuto persino paura di percorrere quella strada dei gay”.

    “Esci dalla casa di mamma e approdi in un club gay dove i più sono sotto droga, e ti dici: è questa la mia comunità? E’ come la fottuta giungla là fuori”.

    “Tu cresci con tutta la solitudine addosso, poi arrivi a Castro o Chelsea a Booystown [quartieri con locali queer] credendo che sarai finalmente accettato per quel che sei, e scopri di colpo che non è per la tua omosessualità che vieni rifiutato; ma per il tuo peso, la tua razza, il tuo reddito”.

    L’ambiente “gay” è tutt’altro che solidale: è spietato. Nelle loro “feste” e party e incontri, i gay si odiano, si offendono, si vilipendono, si dilaniano.

    “I maschi gay non sono davvero carini l’uno con l’altro”, conferma John, guida turistica di New York. “Nella cultura pop, le drag queen sono famose per far abbassare la cresta e deridere. Ma la cattiveria è quasi patologica. Tutti noi siamo stati profondamente a disagio, o abbiamo mentito a noi stesi, durante la nostra adolescenza. Ma non lo mostriamo agli altri. Così mostriamo agli altri gay quello che il mondo mostra a noi, ossia la malignità”.

    “Una volta arrivo ad un appuntamento [per un incontro sessuale] – ricorda Michael Hobbes, il giornalista – e immediatamente il tizio si alza, mi dice: “Sei più basso di quello che sembravi nella foto”, e se ne va. Alex, un insegnante di ginnastica, si è sentito dire da un compagno: “Ignorerò la tua faccia se mi scopi senza il condom”. Martin, un inglese che vive a Portland, aveva messo su forse cinque chili, e dal suo amante ha ricevuto un messaggio, a Natale: “Una volta eri sexy, che schifo sei adesso”. “Tutti quelli che conosco hanno nella memoria volumi di ricordi di quelle cose cattive che altri gay hanno detto e fatto loro”.

    E riflette: “Per altri gruppi minoritari, vivere in una comunità di gente come loro – fra negri per esempio o ebrei – abbassa i livelli di ansia e depressione. Ci si sente vicini a persone che istintivamente ti capiscono. Per noi invece, l’effetto è l’opposto. Molti studi hanno dimostrato che vivere in un quartiere gay comporta più alti tassi di tossicodipendenza e sesso rischio…anche nelle relazioni romantiche sono meno soddisfacenti”.

    “I maschi gay e bisessuali confessano che la comunità gay è una grave fonte di stress. La ragione è che la “discriminazione intra-gruppo” danneggia la loro psiche più che essere rifiutati da membri della maggioranza. Non hai bisogno dell’approvazione di quelli. Ma essere rifiutato e umiliato da altri omo è come perdere il solo modo di avere amici e di trovare amore. Essere messo da parte dalla tua gente ti fa più male.


    I gay cercano maschilità. Ma cercare maschilità è in sé un tratto femminile…
    Gli studi condotti dal professor John Pachankis, della Yale Public Health Institute, hanno trovato una “spiegazione” (se così si può dire) paradossale: i sodomiti in gruppo si comportano malignamente gli uni con gli altri, perché sono tutti maschi; e vogliono sovrastare gli altri con la loro mascolinità. “Ciò spiega lo stigma contro gli effeminati nella comunità gay”. Dunque gli omosessuali scherniscono e disprezzano le “femmine” tra loro? Nelle indagini, “i maschi gay dicono che vogliono mettersi con uno mascolino, e che vorrebbero agire in modo più maschile loro stessi”. E come mai?

    Risposta: “Forse è omofobia interiorizzata: i gay effeminati sono ancora trattati come “culi” [bottoms], il partner ricevente nel sesso anale”.

    I gay “maschi” scherniscono le “femmine”
    Dunque: non in Italia dove l’Arcy-Gay garantisce la sanità, normalità psichica e felicità degli omo, ma nell’America super-liberata, gli omo “maschi” insultano le “femmine”. Non è poi così strano, dicono gli studi condotti nel 2015: nel loro immaginario erotico, sognano rapporti un maschio-maschio, possibilmente irsuto- Ovviamente non ne trova poi tanti nell’ambiente (purtroppo i maschi villosi e rudi sono per lo più etero), da qui la continua insoddisfazione nei rapporti sessuali, il disprezzo; e inoltre, per aumentare il proprio sex-appeal nell’ambiente, “ostentano maschilità”. Lo confessa uno degli intervistati, “Martin”: “Quando ho fatto coming out, ero troppo magro e delicato, tanto che temevo che i “culi” potessero pensare che ero una di loro. Per cui ho cominciato a fingere tutto quel mio comportamento iper-mascolino. Ancor oggi quando ordino un drink abbasso di un’ottava la mia voce”.

    “Il senso di distanza dagli altri non andava via”, dice un altro, “così l’ho curato col sesso. Un sacco di sesso, la risorsa più abbondante nella comunità gay. Ti convinci che se fai sesso con qualcuno, hai un momento di intimità. Era una stampella.…a volte con due o tre tizi alla volta. Appena chiudevo la porta sull’ultimo tipo, pensavo: questo non ha fatto centro, proverò con un altro”.

    I gay femminili sono a rischio di suicidio ancora più alto degli altri, perché vengono trattati con il disprezzo e lo scherno più insultante, dopo il rapporto sessuale, dai “maschi”.


    Una certa idea maschio. Virilità, sconosciuta.
    “Elder, il ricercatore di stress post-traumatico, in una indagine del 2015 ha scoperto che il 90 per cento di noi hanno detto che volevano un partner che fosse: alto, giovane, bianco, muscoloso e mascolino. Per la maggior parte di noi che a malapena adempiono ad uno di questi criteri, e non parliamo di tutti i cinque, le occasioni d’incontro via social app forniscono solo il modo più efficiente per sentirci brutti”, dice il giornalista. La malvagità e crudeltà con cui i gay si rigettano l’un l’altro mentre si “usano” è parte di un comportamento che essi credono “maschio” (si sa, i maschioni sono bruti); mentre ignorando tutto della virilità, non sanno che nessun uomo al primo appuntamento con una donna le direbbe mai: “Sei bassa, ti credevo più alta”, e se ne va. Ignorano che la virilità conosce la gentilezza, può permettersi di essere educata e cortese senza avere il complesso di essere vista come “effeminata”.

    “Viviamo attraverso gli occhi degli altri”, dice Alan Down, psicologo, autore Velvet Rage, un libro sulla “lotta dei gay contro la vergogna e la validazione sociale”: “Vogliamo avere uomo dopo uomo, più muscoli, più “status” [fra gli altri sodomiti], qualunque cosa ci dia più conferma di noi stessi, sempre fuggevole e breve. Poi ci svegliamo a 40 anni, esausti, e ci chiediamo: è tutto qui? Allora viene la depressione”:

    Un inferno di spietata sopraffazione
    Che non è colpa della “società etero”, ma di come i gay vecchi sono trattati dai giovani gay: loro non hanno remore politicamente corrette per annichilire quelle che chiamano “vecchie checche”, che si tingono e implorano un po’ di sesso”. Va via, brutto e rugoso, eccetera.

    Il giornalista Hobbes ha l’onestà di concludere: anni fa, “ci dicevamo: appena passa l’epidemia di AIDS, la nostra vita diventa normale. Poi: quando avremo il matrimonio, tutto si sistema. Ora: quando obbligheremo gli altri a smettere di giudicarci male, tutto andrà a posto. Continuiamo ad aspettare il momento quando sentiremo che non siamo diversi dall’altra gente. Ma il fatto è che siamo diversi. E’ ora di accettarlo”.

    Consiglio di leggere l’intero lunghissimo articolo, per avere un’idea della infelicità e sofferenza dell’essere “allegro”. La vita dei gay è un inferno patologico, un inferno che in gran parte si procurano l’un l’altro schernendosi, giudicandosi e disprezzandosi, dominandosi e dilaniandosi, senza un’ombra di pietà e di comprensione. Ora, se qualcuno di loro decide di tentare di uscire da questo inferno, l’Arci Gay poliziescamente sorveglia che ciò non avvenga, censura i manifestini che la propongono, denuncia il medico che li ha affissi (e non ha “imposto” nulla, solo silenziosamente proposto). Che dire di questo atteggiamento? Nell’aldilà, insegnavano i vecchi parroci, le anime dannate che si scherniscono e deridono mentre urlano di dolore, non vogliono che si preghi per la loro salvezza; aumenta soltanto la loro sofferenza. Ma qui, dall’inferno si può uscire. Solo che Arci non vuole.

    (Chiudo con una notizia dalla Francia):

    “L’omosessualità è un abominio”: la condanna di Christine Boutin annullata in Cassazione”.
    Christine Boutin è una politica di area democristiana. Nell’aprile 2014, in una intervista, disse che “l’omosessualità è un abominio”. Trascinata in giudizio da tre associazioni LGBT che si sono costituite anche parte civile, è stata condannata una prima volta dal tribunale di Parigi, il 18 dicembre 2005, per “provocazione pubblica all’odio e alla violenza”. Lei ha fatto appello, ed è stata di nuovo condannata il 2 novembre 2016. Nuovo appello, i suoi persecutori l’hanno portata fino in Cassazione. A loro sorpresa, la Cassazione ha annullato le condanne precedenti, con la motivazione che “anche se le parole incriminate sono oltraggiose, esse non contengo un appello o una esortazione alla violenza”.

    Ovviamente le associazioni persecutrici hanno “deplorato” la sentenza di annullamento. Uno dei loro avvocati ha riconosciuto: se avessimo agito contro l’ingiuria, la Boutin sarebbe stata condannata, perché la Cassazione ha riconosciuto che chiamare l’omosessualità “abominio”. Ora sappiamo: se qualcuno osa dire di nuovo la stessa cosa, sulla base dell’insegnamento della Cassazione noi perseguiremo per ingiuria”.

    https://www.ouest-france.fr/societe/...sation-5490011

    https://www.rischiocalcolato.it/2018...di-sodoma.html
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #495
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    Ruba al Cantone e manda i soldi ad africani gay conosciuti sul web
    Un ex dipendente dell'Ufficio della popolazione della migrazione bernese è stato condannato per aver stornato 430 mila franchi a partner omosessuali
    BERNA - Un ex dipendente dell'Ufficio della popolazione della migrazione del Cantone di Berna è stato condannato a una pena detentiva con la condizionale per aver stornato oltre 430 mila franchi. L'uomo spediva il denaro rubato a persone nordafricane conosciute su internet.
    Il Tribunale regionale di Berna-Mittelland ha inflitto oggi all'ex impiegato, oggi 52.enne, una pena di 35 mesi di reclusione nell'ambito di una procedura abbreviata. L'imputato deve scontare sette mesi in carcere, mentre gli è stata concessa la condizionale, per un periodo di due anni, per i restanti 28 mesi. Inoltre dovrà pagare una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di 30 franchi.
    Il 52.enne è stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita, falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari e riciclaggio di denaro. Quest'ultimo capo d'accusa è legato al trasferimento dei soldi ai conoscenti virtuali.
    Il 52.enne è entrato in relazione con partner omosessuali su internet, in particolare persone provenienti dal nord dell'Africa, a cui aveva spedito denaro per sostenerli nel loro Paese. Nel 2014 il 52.enne ha iniziato a sottrarre denaro all'Ufficio della popolazione e della migrazione del Cantone di Berna. Fornendo informazioni e firme false è arrivato a prelevare denaro dall'ufficio in circa 250 occasioni. Nel caso in cui i documenti dovevano essere approvati, l'uomo li nascondeva tra grandi quantità di fascicoli o faceva pressione sui colleghi incaricati. Il 52.enne era considerato un impiegato affidabile e ha abusato di questa fiducia, ha concluso il ministero pubblico.
    Svizzera - Ruba al Cantone e manda i soldi ad africani gay conosciuti sul web

    Il giudice dice che un uomo è una donna. Orwell, ci hai preso!
    Nel mondo invertito assistiamo, in Italia, anche a questo: un giudice riconosce a un ragazzo – che si veste da donna ma i cui organi genitali sono incontrovertibilmente di un uomo – il sesso femminile (prima era richiesto l’intervento chirurgico – che comunque non cambia la natura del sesso di una persona ma ne altera solo la conformazione, perché un pene resta un pene – mentre adesso nemmeno quello. Queste sono sentenze che vogliono prendere le prime pagine. Queste sono notizie che ci fanno capire come questo sia il mondo della menzogna. Qui si capisce come sia pienamente in corso la sovversione di ogni verità: addirittura, quando ci dicono che un uomo in realtà è una donna!
    Le uniche ‘verità’ innegabili sono quelle che ci impongono con leggi e sentenze, mentre la Natura oramai è piegata all’individualismo e al capriccio. Lasciateci dire, allora, che l’acqua non bagna e che 2 più 2 fa 5: perché vogliamo divertirci anche noi mentre distruggono ogni principio e verità. Domani magari ci sveglieremo, ci sentiremo dei cavalli e troveremo un giudice pronto a riconoscere che siamo proprio cavalli. Queste ‘libertà’ sono veramente comiche.
    (Today - Ultime notizie di cronaca, politica e gossip dall'Italia e dal Mondo) Lorenzo diventa Olimpia: quando una sentenza ti cambia la vita.
    Con una decisione storica, la seconda in Italia, i giudici del tribunale di Frosinone hanno permesso la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento di riattribuzione chirurgica del sesso.
    Lorenzo, diciotto anni da compiere a dicembre, è un ragazzo di Alatri, in provincia di Frosinone. Oggi Lorenzo è diventato Olimpia, e dopo una lunga battaglia legale affiancato dall’avvocato Tito Flagelli ha potuto completare il suo percorso di reinserimento sociale, come racconta FrosinoneToday. Alla 17enne transgender di Alatri i giudici Paolo Sordi, Gemma Carlomusto e Simona Di Nicola del Tribunale di Frosinone, con una sentenza storica (la seconda in Italia, la prima era del 2015), hanno consentito la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento di riattribuzione chirurgica del sesso.
    Il giudice dice che un uomo è una donna. Orwell, ci hai preso! - Azione TradizionaleAzione Tradizionale

    Francia, l'ex ministro Boutin: "L'omosessualità è un abominio". Assolta dalla Cassazione
    L’ex ministro per l’Abitazione e la Città ed ex presidente del Partito Democratico Cristiano Christine Boutin nel 2014 alla rivista Charles aveva dichiarato: “l’omosessualità è un abominio”. Nel 2016 venne condannata a pagare 5.000 euro per incitamento all’odio per motivi legati all’orientamento sessuale a favore delle associazioni Le Refuge, Mousse, Inter-LGBT.
    Ora la svolta: la Cassazione l’ha assolta. I giudici hanno qualificato come "scandalosa" la sua affermazione ma non rappresentativa di alcuna "esortazione all'odio o alla violenza contro gli omosessuali". Giustizia, per il momento, è stata fatta.
    Francia, l'ex ministro Boutin: "L'omosessualità è un abominio". Assolta dalla Cassazione - La Nuova Bussola Quotidiana

  6. #496
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,927
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #497
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    Non era il caso di condannarla .I cattolici , qualcuno , potrebbero svegliarsi.Meglio lasciargli credere di contare ancora qualcosa .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #498
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    Savona, medico di base propone la cura per guarire dall'omosessualità
    Un manifesto per pubblicizzare la cura per i gay ha fatto infuriare l'associazione a difesa degli omosessuali
    Margherita Conte
    L'omosessualità è una malattia e si può guarire, ovvero è possibile tornare eterosessuali. È questa la teoria pubblicizzata da un medico di base di Savona.
    Secondo quanto riporta il sito dell'Arcigay, un dottore di base di Savona, Fabio Vaccaro, ha affisso nel suo studio un manifesto per guarire l'omosessualità. L'iniziativa del medico ha scatenato l'ira dell'associazione a difesa dei gay. Il segretario nazionale, Gabriele Piazzoni, ha commentato: "Un fatto gravissimo, una violenza su cui è urgente intervenire"
    In base al comunicato reso pubblico dall'Arcigay, il medico avrebbe paragonato l'omosessualità all'Alzheimer e al diabete.
    Savona, medico di base propone la cura per guarire dall'omosessualità

    L'inviata di Quinta Colonna: "Dio mi ha liberata dall'omosessualità"
    Nausica Della Valle, inviata di Quinta Colonna, si confessa: "Devo dire grazie a Dio per avermi liberata dall'omossessualità"
    Franco Grande
    "Il Signore mi ha liberata all'istante dall'omosessualità". Nausica Della Valle, inviata di Quinta Colonna, si racconta in un'intervista.
    La giornalista parla apertamente della sua conversione e si definisce "ex attrice, ex omosessuale, ex bulimica-anoressica ed ex allergica a tante cose" . "Devo dire grazie a Dio, voglio rendere gloria e grazie a Dio per tutto quello che ha fatto nella mia vita" ha detto la Della Valle.
    "Una mattina ero a casa e ho detto 'Signore voglio studiare la parola, spirito santo aiutami perché non so da dove iniziare' - spiega la giornalista -. Lui mi parlò con voce udibile, mi disse: 'Io sono maschio e femmina e ho creato l'uomo e la donna, e quindi tutto ciò che al di fuori delle mia creazione è un inganno del principe della menzogna, Satana'". Ed è lì che ha capito che "l'omosessualità era un abominio agli occhi di Dio". E conclude: "Mi toccò molto quella parola dura, forte. Ma io avevo bisogno di quella scossa".
    L'inviata di Quinta Colonna: "Dio mi ha liberata dall'omosessualità"


  9. #499
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    FESTINI GAY: ADESCAVANO MINORI PER ORGE IN VILLA
    Sette patteggiamenti, da 10 a 21 mesi, un rinvio a giudizio e una sentenza di incompetenza territoriale. E’ l’esito dell’udienza preliminare, davanti al gup Carla Pastorini, su un giro di festini gay.
    Indagati erano finiti uomini che, secondo l’accusa, davano regali a ragazzini di 14, 15 e 16 anni, per abusare di loro in ville e appartamenti a Genova.
    Promettevano regali costosi, dall’abbigliamento ai telefonini di ultima generazione, in cambio di prestazioni sessuali. L’accusa per tutti è di prostituzione minorile.
    L’inchiesta della polizia postale era partita dopo la denuncia della mamma di un minore che aveva trovato foto hard, tra la posta cancellata, nel profilo social del figlio. Da lì, gli agenti avevano avviato una serie di accertamenti e avevano scoperto la rete che adescava in rete e in chat minorenni, sopratutto con scarse risorse economiche per organizzare i festini gay.
    https://voxnews.info/2017/11/02/fest...orge-in-villa/

    L'ex tennista Margaret Court critica le "nozze" gay e scoppia la bufera
    L’ex tennista Margaret Court ha vinto nella sua carriera molto, forse tutto: ben 24 titoli del grande Slam in singolare e 62 titoli complessivi di doppio e doppio misto. In una intervista ha dichiarato in merito alle “nozze” gay: “Dio ha fatto l’uomo per la donna e la donna per l’uomo per moltiplicarsi nella Terra. Ognuno ha le proprie opinioni. Questa è una Nazione cristiana e credo che dovremmo proteggere il matrimonio”.
    Scoppia la bufera e, in occasione dei prossimi Autralian Open, le giocatrici e giocatori stanno decidendo di non fare il loro ingresso nell’arena dedicata a lei. La Court da parte sua, seppur invitata, ha deciso di non essere presente. Sarà uno slogan un po’ frusto ma in questo caso è proprio azzeccato: la Court ha dimostrato di essere una campionessa dentro e fuori dal campo.
    L'ex tennista Margaret Court critica le "nozze" gay e scoppia la bufera - La Nuova Bussola Quotidiana



    EPATITE A DILAGA IN EUROPA, GRAZIE AI GAY
    E’ allarme per un focolaio di epatite A in Europa. Secondo il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’ЕCDC, in 20 paesi della regione ci sono stati 2873 casi negli ultimi 16 mesi.
    L’ЕCDC, nel periodo dal primo giugno 2016 al 27 settembre 2017, in 20 paesi europei (Austria, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Lettonia, Malta, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Svezia, Galles, Finlandia, Francia ed Estonia) ha notificato 2873 casi di epatite A. I dati ECDC indicano che l’epidemia di epatite A in Europa cresce e in futuro aumenterà” si legge nel comunicato.
    Secondo il rapporto, il maggior numero di casi di epatite A è stato registrato tra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini.
    Manco a dirlo, secondo l’ECDC, la più efficace misura preventiva è la vaccinazione. “In alcuni paesi, come Austria, Olanda, Danimarca, Spagna, Italia, Malta, Portogallo e Svezia, le scorte di vaccino mancano e questo influisce negativamente sulla prevenzione della malattia”.
    I gay diffondono la malattia. Il problema si risolve con i vaccini. Gli immigrati portano le malattie, il problema si risolve con i vaccini.
    Esiste un problema non risolvibile con i vaccini? Viene il dubbio che certi comportamenti – la promiscuità sessuale – e certe politiche – l’apertura delle frontiere – siano voluti da Big Pharma per vendere più vaccini.
    https://voxnews.info/2017/10/15/epat...grazie-ai-gay/

  10. #500
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Vai col gender!

    Rolling Stone: Tiziano Ferro "se sei gay, non cantare etero"
    Tiziano Zarantonello scrive per il sito della famosa rivista di musica Rolling Stone e questa volta confeziona un articolo su Tiziano Ferro, cantante notoriamente omosessuale. Il giornalista rievoca quando, da ragazzino, si era innamorato di una ragazza di nome Paola. Proprio allora era uscito un singolo di Ferro dal titolo Rosso Relativo che parlava proprio dell’amore per una certa Paola.
    “Tiziano Ferro era diventato per me un super guru – scrive il giornalista - un domatore professionista delle farfalle nello stomaco, immaginate come posso esserci rimasto nel momento in cui rivela al mondo di amare gli uomini. Come aveva potuto ingannarmi? Tu mi parli di quel congegno infernale che è la donna senza mai aver avuto i codici di accesso, senza mai aver voluto accedervi. E io come uno stupido ad ascoltarti”. E poi aggiunge con logica coerenza: “Se sei gay dunque, ti prego, non cantare etero, perché le canzoni sono una cosa seria”.
    Ovviamente la polemica è subito divampata con accuse di omofobia al giornalista e alla rivista.
    Rolling Stones: Tiziano Ferro "se sei gay, non cantare etero" - La Nuova Bussola Quotidiana

    Molestie sul palco ad Adinolfi: la Procura di Novara apre un’inchiesta
    Il reato ipotizzato per lo youtuber Nozzolino è la violenza privata
    Il 28 ottobre un uomo in perizoma si è avvicinato ad Adinolfi e lo ha palpeggiato mentre il politico era sul palco a presentare il suo libro
    Lui non ha sporto querela
    MARCO BENVENUTI
    NOVARA
    Il reato ipotizzato è quello di violenza privata, punita fino a quattro anni di reclusione. La Procura ha aperto un’inchiesta sull’aggressione subita da Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia, sabato 28 ottobre a Novara, quando sul palco del conservatorio Cantelli stava presentando il suo libro «O capiamo o moriamo».
    Un uomo seminudo in perizoma, poi identificato in Francesco Nozzolino, youtuber noto per le sue apparizioni in programmi Mediaset (da Buona domenica a Ciao Darwin 7), si era avvicinato nell’imbarazzo generale e si era strusciato su di lui, lo aveva accarezzato, toccato, palpeggiato. «Molestie», ha detto fin dall’inizio il politico e scrittore. Molestie che ora sono al vaglio degli investigatori e in particolare degli uomini della Digos, che hanno acquisito il filmato e a breve sentiranno la vittima. Si tratterà anche di capire se con il disturbatore, che aveva al seguito una telecamera, ci fossero altre persone. E soprattutto verificare chi sia il «mandante» di quell’incursione.
    Nessuna querela dalla vittima: «Sono dei poverini»
    Mario Adinolfi non ha presentato denuncia. I pm novaresi hanno agito d’ufficio. Spiega il leader del Popolo della famiglia: «Ci tengo a dire che, pur invitato e pressato, non ho voluto sporgere querela. E’ un poveretto, sono dei poverini. Ai magistrati che mi ascolteranno come vittima di quell’aggressione dirò che provo solo pena per gli autori di quella carnevalata. E lo farò senza calcare la mano: non mi interessa neanche che siano puniti». Adinolfi non sa se si costituirà parte civile in un futuro processo: «Per adesso sono solo parte lesa, vedremo dopo che la Procura avrà preso le sue decisioni».
    Il politico tiene a ribadire che «si è trattato di un fatto grave, da stigmatizzare. E’ stata una violenza, una molestia sessuale: non si mettono le mani addosso. Quell’uomo mi ha toccato, schiaffeggiato. Non è stata goliardia. E sono contento che sia un giudice di Novara ad averlo riconosciuto d’ufficio».
    «Per me nessuno si è indignato»
    Anche perché, aggiunge, «si tratta di un fatto reale, non confinato nel mondo della rete, di internet, dei social. Io ero fisicamente presente a un incontro e sono stato attaccato». Non manca una frecciatina polemica: «Ci scandalizziamo spesso per le offese su Facebook: penso ad esempio alla presidente della Camera Laura Boldrini, attaccata in passato. Il mondo politico si era subito schierato gridando allo scandalo. Del mio episodio i media nazionali non hanno praticamente parlato. Siamo contrari a questo sistema in cui ci sono personaggi dotati di un’aurea di intoccabilità e altri che possono essere insultati e molestati senza riprovazione sociale. Non dobbiamo essere bistrattati solo perché cattolici e ci battiamo per la tutela di certi diritti».
    Molestie sul palco ad Adinolfi: la Procura di Novara apre un?inchiesta - La Stampa


 

 
Pagina 50 di 79 PrimaPrima ... 4049505160 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito