Bimbi trans, la parola al buon senso
La dott.ssa Michelle Cretella, presidente dell’American College of Pediatricians, scrive una lettera al The Daily Signal in cui racconta la propria esperienza professionale nella cura di bambini affetti da disforia di genere.
«Il sesso biologico non è “assegnato” – scrive la dottoressa – Il sesso è determinato al momento del concepimento dal nostro DNA ed è impresso in ogni cellula del nostro corpo. La sessualità umana è binaria. O hai un cromosoma Y e sei un maschio o non lo hai e sei una femmina. Ci sono almeno 6.500 differenze genetiche tra uomini e donne. Ormoni e chirurgia non possono cambiarle».
L’identità psicologica sessuale invece deve essere costruita in accordo con il sesso biologico altrimenti nasce un conflitto tra mente e corpo: «Se oggi entrassi in uno studio medico e dicessi “Ciao, sono Margaret Thatcher”, il medico direbbe che sto delirando e mi prescriverebbe un medicinale anti-psicotico. E invece, se entrando dico: “Sono un uomo”, mi risponderebbe “Congratulazioni, sei transgender”».
Commenta il sito Notizie Pro-vita: «Se uno chiedesse al dottore di amputargli una gamba perché si sente un amputato intrappolato in un corpo normale, gli viene diagnosticato un “disturbo di integrità dell’identità corporea”. Ma se va a chiedere di amputarsi i seni o il pene perché non sono in linea col sesso che “si sente” viene diagnosticato transgender e viene accontentato».
La dottoressa poi racconta il caso di Andy di 5 anni il quale da quando aveva tre anni ha giocato con le bambole. Il motivo? A quell’età è nata la sua sorellina che, per disturbi fisici, ha richiesto a mamma e papà delle attenzioni particolari. Andy ha interpretato questa attenzione maggiore dei genitori verso la sorellina come predilezione da parte di mamma e papà delle figlie femmine a discapito dei figli maschi. Infatti durante una seduta Andy ha lasciato un camioncino con cui stava giocando ed ha preso una bambola esclamando: «Mamma e papà non mi amano quando sono maschio». Dopo un periodo di terapia Andy non ha avuto più problemi ed ora gioca con giocattoli da maschio.
Bimbi trans, la parola al buon senso - La Nuova Bussola Quotidiana
Gli abusi ai quali si prestano i falsi diritti e veri privilegi degli omosessuali...
Due amici eterosessuali si sposano: "Così non paghiamo le tasse di successione"
All'Irish Mirror, i due amici eterosessuali hanno confessato di aver preso questa decisione per eludere le tasse di successione: "Noi ci amiamo da amici"
Anna Rossi
Matt e Michael hanno rispettivamente 83 e 58 anni, sono eterosessuali, ma per ragioni economiche hanno deciso di sposarsi.
Tutto è iniziato con una battuta di un'amica che alla fine della storia è diventata realtà. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire la storia di Matt Murphy e Michael O'Sullivan. Matt e Michael sono due amici di vecchia data e il secondo è il badante del primo. I due, quindi, sono parecchio legati uno all'altro, ma visto che Matt non si può permettere di pagare lo stipendio a Michael, ha deciso di lasciargli in eredità la sua casa.
Fin qui niente di strano verrebbe da commentare, se non che, per evitare di pagare 50 mila euro di tasse, Matt e Michael hanno deciso di sposarsi. In questo modo, infatti, eludono l'imposta di successione. "Conosco Matty da 30 anni - spiega Michael all'Irish Mirror -. Siamo diventati amici dopo che ho rotto la mia seconda relazione". Quando, però, Michael rimane senza casa a causa della fine del suo matrimonio e Matt si ammala di artrite, i due decidono di fare un patto: Michael si trasferisce a casa di Matt e in cambio di un tetto sopra la testa si prende cura dell'amico invalido. "Lo porto in giro in auto e gli ho presentato tutti i miei amici che lo adorano", ha spiegato Michael.
La loro amicizia è qualcosa di unico, purtroppo, però, vista l'età di Matt, tutto potrebbe finire molto presto. Ma l'83enne ha pensato a tutto e, non volendo abbandonare in mezzo alla strada il suo amico, ha pensato di lasciargli in eredità la sua casa. L'unico problema, quindi, erano le tasse di successione che sono particolarmente salate se tra erede e defunto non c'è alcun tipo di legame.
Ma ecco che qui arriva il colpo di scena. Una sera a cena, una loro amica dice: "Perché non vi sposate?". Al momento i due sono scoppiati a ridere, poi l'illuminazione e infine il matrimonio... tra due eterosessuali. Così Matt e Michael si sono sposati lo scorso giovedì a Dublino in un ex ospedale di Grand Canal Street.
Due amici eterosessuali si sposano: "Così non paghiamo le tasse di successione"




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