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Discussione: Vai col gender!

  1. #91
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    PAESICIVILI
    Mentre attendo il tiggì, zappico tra i canali e mi imbatto in una tizia che in qualche talkshow sbraita che le nozze omosessuali eccetera ci allineerebbero finalmente ai «paesi civili». Mi viene in mente il seguente pensiero: l’America di Obama scorreggia e a tutti tocca adeguarsi per diventare «civili». Prima i trinariciuti erano di obbedienza moscovita, oggi sono amerikani. Poveracci, deve essere il dna… Il modello è il cane da lager: obbedisce a bacchetta al padrone e ringhia contro chi vuole scappare.
    PAESICIVILI - Antidoti

    Papà, mamma, ecc. ecc.
    Michele Fabbri
    Fra gli incantatori di serpenti che propagandano l’ideologia mondialista un posto d’onore spetta alla filosofessa di sinistra Michela Marzano. La Marzano, entrata in parlamento nelle file del PD, ha dato alle stampe un volume dedicato alla questione “gender”, che appassiona e infiamma gli animi in questo inizio del XXI secolo: la lettura del suo libro Papà, mamma e Gender è particolarmente interessante poiché ci dà un’idea di come il potere stia cercando di piegare le coscienze ai suoi fini.
    Infastidita dalle manifestazioni a favore della famiglia tradizionale la Marzano porta avanti una tesi negazionista in base alla quale non esisterebbe una “teoria gender”, che verrebbe anzi agitata come uno spauracchio dai nemici della lobby omosessuale. Eppure lei stessa sostiene che l’identità sessuale è una condizione psicologica e non un dato biologico: in realtà, per quel che si riesce a capire, proprio questo sarebbe il nocciolo dell’ideologia gender…
    La lettura di Papà, mamma e Gender offre alcune perle di saggezza che esemplificano le strutture mentali della cultura politica di sinistra. Nella narrazione semplicistica e infantile della Marzano le classi dirigenti occidentali sarebbero mosse solo dal desiderio di rimuovere le discriminazioni e le “violenze di genere” (mentre incoraggiano le violenze criminali che quotidianamente colpiscono i cittadini…). Secondo l’autrice coloro che vivono una condizione omosessuale o transessuale sarebbero sottoposti a sofferenze indicibili (anche se in realtà i festosi cortei del gay pride danno tutt’altra impressione…).
    La Marzano quindi cerca di spiegare, per la verità in maniera piuttosto confusa, quali siano gli orientamenti sessuali, che secondo lei sarebbero cinque (ma secondo alcuni possono essere quantificati in una cinquantina…).
    La battaglia culturale per il gender sarebbe quella di demolire gli “stereotipi” delle identità sessuali, in particolare per la Marzano occorre cancellare lo stereotipo della donna emotiva, paurosa, servizievole. In realtà è chiaro come il sole che l’obiettivo delle ideologie progressiste è proprio quello di ottenere una società completamente femminilizzata, ovvero: emotiva, paurosa, servizievole…
    L’ideologia di genere non tarda a manifestare il suo volto oppressivo: la questione più inquietante consiste nella possibilità di introdurre una legislazione che punisce l’omofobia. Qui la Marzano dà il meglio di sé, sostenendo a spada tratta l’infamia delle legge Mancino e l’apparato repressivo e liberticida che impedisce a norma di legge di contestare i dogmi del regime mondialista. La classe politica progressista che ha costruito le sue fortune predicando odio contro i nemici, veri o presunti, è riuscita a inventare i “crimini di odio” per tappare la bocca agli avversari.
    Il libro si basa su argomentazioni di una evanescenza desolante ed è scritto con uno stile piagnucoloso particolarmente irritante, visto che l’autrice ha il coltello dalla parte del manico e appartiene a una fazione politica che mantiene il potere con sistematiche vessazioni, intimidazioni e violenze contro gli avversari…
    Al termine del libro c’è anche un breve glossario dei termini relativi agli orientamenti sessuali che non tutti conoscono e che possono lasciare piuttosto straniti i lettori che non sono abituati ad affrontare questioni di questo tipo. Il pubblico quindi può essere opportunamente erudito sui vari tipi di cambio di sesso biologico e di ruoli sessuali che l’ideologia di genere imporrà nel prossimo futuro. La morale della favola è che il mondo occidentale si è messo in mano a una classe dirigente che non sa distinguere il maschio dalla femmina!
    C’è da augurarsi, comunque, che stravaganze di questo genere un giorno passino definitivamente nel dimenticatoio…
    Papà, mamma, ecc. ecc. | Centro Studi La Runa

    Ddl Cirinnà. L’ultimo colpo per realizzare la distruzione totale
    Marisa Orecchia
    E’ questo il destino che i poteri forti che governano il mondo hanno preparato per l’uomo: diventi un individuo decontestualizzato, senza relazioni significative, senza una famiglia che possa dirsi tale e che ne sia sostegno e rifugio, e sarà facilmente governabile e manipolabile. Un mondo fatto di individui che si illudono di essere liberi, di scegliere, di fare e disfare a piacimento, ma nella realtà eterodiretti, governati fin nelle scelte più irrilevanti, allenati e irreggimentati a seguire la voce del padrone che dal sistema massmediatico incalza e blandisce. Incoraggiati, come i prolet di orwelliana memoria, a spegnere cervello e volontà nel massiccio uso della pornografia o a cantare come il popolo di Huxley la canzoncina Orgy Porgy nell’ora di orgia in una sessualità promiscua che uccide la relazione. Sesso e pornografia come circenses offerto al popolo, soprattutto a giovani e ragazzi per ottunderne le coscienze e inaridire quello slancio che nella cultura occidentale ha favorito ogni conquista dello spirito.
    Non sembri esagerato quanto detto fin qui. Il Ddl Cirinnà, se diverrà legge, cancellerà per il presente e per il futuro la concezione della famiglia e la stessa natura dell’uomo, così come sono state percepite, considerate, vissute fin dagli albori della civiltà.
    Non è necessario rifarsi alle parole di Genesi o a quelle di Gesù per comprendere il senso della famiglia e della procreazione dei figli. Certamente esse illuminano con la luce della trascendenza queste realtà umane, le caricano di senso che rimanda con tremore al Mistero, le fissano nell’Eternità.
    Ma l’uomo, già al muovere dei suoi primi passi sulla terra, ben prima di ogni Rivelazione, aveva ben compreso la natura dell’uomo, il suo essere maschio e femmina, il suo desiderio di famiglia e di procreazione, in adesione ad una legge che gli parlava nel cuore. I millenni ci rimandano gli echi di una cultura che è nata e fiorita in questa consapevolezza. Ogni attività umana, l’arte in ogni sua manifestazione, la letteratura, lo ius, il mos ci parlano dell’amore e dell’attrazione dell’uomo per la donna e viceversa, della famiglia, dei figli che da questo amore sono chiamati alla vita.
    Oggi invece tutto deve essere stravolto, snaturato in nome di una nuova cultura che cancelli la natura dell’uomo. La legge Cirinnà sarà l’ultima tappa di un percorso che dura da anni, in cui molti hanno lavorato alacremente per distruggere, mentre chi doveva opporsi non lo ha fatto o lo ha fatto in modo poco efficace e convinto. Per timore, per opportunismo, per comodità, per convinzioni sue personali, per seguire i tempi nuovi e le correnti del mondo.
    E’ sempre difficile, se non impossibile per la storia, definire con una data l’inizio di una concatenazione di eventi, ma è forse possibile fissare l’inizio di quello che per la famiglia è stato un iter catastrofico nella data del 24 aprile 1947 quando, con votazione a scrutinio segreto, venne, in sede costituente, cassato con una maggioranza di soli tre voti, l’aggettivo indissolubile riferito al matrimonio, in quello che sarà l’articolo 29 della Costituzione Italiana. Determinante, oltre alla votazione segreta, fu l’assenza di 36 deputati democristiani.
    Poi fu solo questione di tempo. Al referendum abrogativo della legge 898 che nel 1970 aveva introdotto il divorzio nel nostro Paese, i cattolici persero perché non si erano presentati compatti. Era stata da molti di essi ripetutamente e autorevolmente evocata a favore della legge quella duritia cordis per la quale Mosè aveva consentito il ripudio della moglie e inoltre molti furono quelli che caddero nella trappola che avrebbe funzionato egregiamente anche per la successiva tappa disgregatrice, l’aborto: Io non divorzierò/abortirò mai perché sono cattolico, ma non posso impedire a un non credente di farlo. Come se l’indissolubilità del matrimonio e la salvaguardia della vita innocente fossero valori solo per i cattolici e non principi cardine della società, perduti i quali la società stessa si disgrega.
    La legge 194 sull’aborto volontario porta la firma di esponenti politici della democrazia cristiana e l’allora capo del governo, sempre dello stesso partito, minacciò il ricorso all’Avvocatura di Stato per difenderla contro avanzate eccezioni in incostituzionalità. Oggi molti cattolici, o sedicenti tali, di questa legge assassina si sono fatti paladini e asseriscono convinti che è buona legge perché tutela le donne e, nelle “parti buone”, consente di salvare qualche bambino. Di fatto è una legge che consente di fare del bimbo concepito ciò che si vuole, ciò che aggrada alla donna, e che ha fatto finora 8 milioni di vittime.
    Ddl Cirinnà. L?ultimo colpo per realizzare la distruzione totale* ? *di Marisa Orecchia | Riscossa Cristiana

  2. #92
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Circo minimo
    Pubblicato da Berlicche
    Scusate, signori miei, spiegatemi bene.
    Aspettavate di vedere se si riempiva il Circo Massimo? Bene, è stato riempito. Fino all’orlo, e io lo so perché ero sull’orlo. Ne aspettavate di più? Io francamente no. Anche perché non ci sarebbero stati. Mi dicono che già così ne sono rimasti fuori un sacco. Quando sono entrato io, verso mezzogiorno, mancavano due ore ma era già praticamente pieno, dopo ci si è accicciati un po’ di più. Io ho provato a contare, ma è difficile con così tante teste. So solo che nelle code ai cessi chimici c’era più gente che alla svegliaitalia della settimana scorsa.
    Ripeto, volevate più gente? All’arrivo a Stazione Termini siamo stati accolti da un nugolo di fotografi che manco le rockstar. Un tizio con una reflex esagerata e la faccia di furetto ci ha chiesto “E i bambini? Dove sono i bambini?” Avrei voluto dire: ma sai quanto costa un viaggio andata e ritorno da Torino? Se la famiglia, quella vera, fosse un poco favorita, magari ce lo saremmo potuti anche permettere di venire tutti. Ma non se voglio fare le vacanze, comprare un regalo, mangiare. Ci sono qui io, in rappresentanza di tutti.
    Ed ecco il secondo punto. Alle manifestazioni in generale uno conta uno. Stavolta per ognuno di quelli che sono venuti ce ne sono tre, quattro, dieci che sono rimasti a casa. Me lo hanno detto, volevamo venire, ma non ci riusciamo. Perché non è che tutti, in una settimana, riescono a sganciarsi. A noi il viaggio non lo pagano i sindacati, o il partito. Eravamo “solo” trecentomila? Cinquecentomila? Allora eravamo realmente uno, due, cinque milioni. Uominidonnebambini. Gioiosi. Lieti. Lietamente arrabbiati, ma di quell’arrabiatura che non è cattiva, di quella che ti fa dire, bene, facciamo qualcosa. Persino quel gruppetto vestito di nero e capelli un po’ corti, che quando erano entrati avevano volti tesi che facevano un po’ timore. Li ho rivisti verso la fine, ce n’era uno che sembrava un armadio a due ante, braccia tatuate grosse come le mie cosce, che agitava una bandiera con una faccia da bambino, e non faceva più paura. E mi dicevo, guarda cosa ci vuole per battere la violenza e far battere il cuore. Un po’ di piccoli, un po’ di gioia, parole vere.
    Per cui non si è mandato nessuno al’inferno, o affan, come in altre piazze. Nessuno, nemmeno chi ci vuole male, e a leggere i giornali sono tanti. Tanti che minimizzano, o cercano di far dire altro a chi ha parlato. Signori miei, noi c’eravamo, e se scrivete cose false la conseguenza sarà che non vi crederemo più. Credere ha la stessa radice di credito. Non si darà più credito a chi ha dimostrato di non meritarlo.
    C’eravamo. Siamo venuti, avvisati all’ultimo, di tasca nostra, senza un partito, un sindacato, un’organizzazione, un movimento, una Chiesa che ci abbia sponsorizzato. Tantissimi. Più di quanti potesse contenerne quel Circo Massimo che ora, solo per noi, minimizzate.
    Vi dico, meglio il nostro Circo Massimo del vostro circo minimo di pagliacci, prestigiatori e funamboli scadenti. Siete pochi, siete scalcagnati. Avete sponsor potenti, e i soldi e il potere possono molto, è vero. Ma le bugie non durano, specie quelle che si vivono.
    Quella di ieri non è stata una bugia. E’ stata giornata molto bella. Non è troppo tardi per lasciare il vostro circo e unirsi al nostro, senza più fingere. Ritrovare la gioia.
    https://berlicche.wordpress.com/2016.../circo-minimo/


    "Esistono all’Onu più di 160 nazioni che indicano con chiarezza che la famiglia è quella formata da un uomo e da una donna"
    Luciano Moia
    Basta con la propaganda pro gender secondo cui tutto il mondo civile sarebbe ormai allineato nel mettere sullo stesso piano famiglia eterosessuale e unioni gay. «Non è vero. Esistono all’Onu più di 160 nazioni che indicano con chiarezza che la famiglia è quella formata da un uomo e da una donna. E non intendono fare passi indietro. Chi può affermare che questa sia una posizione segnata da inciviltà e chiusura?». La domanda arriva da Alexey Komov, 42 anni, cristiano ortodosso, ambasciatore del Congresso mondiale delle famiglie (World congress of families) all’Onu e portavoce della Commissione famiglia del Patriarcato di Mosca.
    In tutto il mondo – e in Europa in particolare – sembrano moltiplicarsi le legislazioni anti-family. Quale strategia politico-culturale c’è dietro a questo proliferare di iniziative che sembrano avere nel mirino la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna?
    Sì, all’Onu, nella Ue e in molti governi occidentali vi è infatti una proliferazione di tali iniziative. Tuttavia – ripeto – dobbiamo ricordiamo che nel mondo ci sono circa 160 nazioni, compresa l’Europa dell’Est, che non hanno perso il loro buon senso e ancora credono nella famiglia e nel matrimonio composto da un uomo e una donna. Questo è confermato dal fatto che all’Onu ci sono state due risoluzioni, nel giugno 2014 e nel giugno 2015, che hanno approvato e sostenuto la famiglia tradizionale.
    Ma chi ha interesse a destrutturare la famiglia?
    Le forze che stanno dietro a queste iniziative contro la famiglia sono sostanzialmente due. Innanzi tutto un’ideologia neo marxista, che si riferisce alla scuola di Francoforte perciò a Adorno, Habermas, Marcuse ed altri e che vuole capovolgere tutti i parametri antropologici sui quali la società umana si è basato sin dal suo inizio. E poi ci sono forti interessi finanziari poiché dietro alle adozioni gay e matrimoni gay, l’inseminazione artificiale, la maternità surrogata e il cambiamento di sesso ci sono centinaia di miliardi di dollari.
    C’è spazio per un’alleanza ecumenica che sappia promuovere i valori e il ruolo della famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale al di là delle divisioni confessionali?
    Assolutamente sì e c’è già. All’interno del Congresso Mondiale delle Famiglie, organizziamo diverse conferenze regionali e una conferenza annuale alle quali partecipano membri di diverse religioni. Tuttavia ritengo che la questione dei matrimoni e adozioni gay non è solo una questione religiosa, ma anche una questione di natura, ragione e buon senso.
    Come il Congresso mondiale delle famiglie può fare sentire la sua voce sui temi più urgenti che toccano la vita delle famiglie?
    Noi produciamo materiale informativo, newsletter, facciamo informazione con i media e interveniamo a livello governativo in molti Paesi.
    Quali sono i progetti sui quali state lavorando in questo momento?
    Il nostro prossimo evento principale sarà a Tbilisi in Georgia, nel prossimo mese di maggio. L’incontro, per quanto riguarda l’Italia, vedrà come relatori tra gli altri Toni Brandi e Alessandro Fiore di Pro Vita Onlus.
    Le lobby gay, sempre più influenti in tutto il mondo, propongono ricerche e dati per dimostrare che non c’è nessuna differenza in campo educativo tra due genitori eterosessuali e due genitori omosessuali. Qual è la sua opinione in proposito? Il tema è tra quelli sui quali il WCF può intervenire?
    Sì, fa parte del nostro lavoro. Tuttavia, non dobbiamo assolutamente fare solo riferimento alla ricerca scientifica, tutti noi siamo nati da un uomo e da una donna. È una questione di buon senso che il bambino vada dalla madre per alcuni motivi e cerca l’aiuto del padre per altri. La madre protegge il bambino e il padre lo sostiene per affrontare le sfide della vita. La famiglia naturale è l’unità sociale fondamentale, inscritta nella natura umana, e centrata intorno alla unione volontaria di un uomo e di una donna in un patto che duri tutta la vita, al fine di soddisfare i desideri del cuore umano di dare e ricevere amore, e di accogliere e garantire il pieno sviluppo fisico ed emotivo dei bambini. La famiglia ha anche lo scopo di costruire forti legami tra le generazioni e trasmettere uno stile di vita che abbia un significato trascendente.
    «Le unioni gay non sono la modernità»* | Famiglia*| www.avvenire.it

  3. #93
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Prima transgender in copertina Playboy

    Lifestyle.Vittoria Schisano, diventare Playmate era mio sogno


    Non poteva che essere un itagliano terronico.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #94
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    ambo le parti stanno dando il meglio di sé.

  5. #95
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    sì,
    la tua.
    non arrivo a certe vette

    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  6. #96
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    non arrivo a certe vette

    Rimani nel tuo ambiente (in)naturale.
    Qui non c'è posto per te.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #97
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Rimani nel tuo ambiente (in)naturale.
    Qui non c'è posto per te.
    Non scadiamo a livello dei "naziunali" per cortesia.
    Qui siamo su Padania.
    Distinzione e rifiuto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #98
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Rimani nel tuo ambiente (in)naturale.
    Qui non c'è posto per te.
    ma certo lo so, tranquillo...
    non vorrei mai che foste costretti a confrontarvi con delle opinioni diverse...
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  9. #99
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Però ci provi.
    Sciò!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #100
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Unioni civili: pediatri, danni su bimbi - Ultima Ora - ANSA.it

    Macchissenefrega dei bimbi!
    L'importante è che vinca l'egoismo!
    E in questo la sinistra è MAESTRA ASSOLUTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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