PAESICIVILI
Mentre attendo il tiggì, zappico tra i canali e mi imbatto in una tizia che in qualche talkshow sbraita che le nozze omosessuali eccetera ci allineerebbero finalmente ai «paesi civili». Mi viene in mente il seguente pensiero: l’America di Obama scorreggia e a tutti tocca adeguarsi per diventare «civili». Prima i trinariciuti erano di obbedienza moscovita, oggi sono amerikani. Poveracci, deve essere il dna… Il modello è il cane da lager: obbedisce a bacchetta al padrone e ringhia contro chi vuole scappare.
PAESICIVILI - Antidoti
Papà, mamma, ecc. ecc.
Michele Fabbri
Fra gli incantatori di serpenti che propagandano l’ideologia mondialista un posto d’onore spetta alla filosofessa di sinistra Michela Marzano. La Marzano, entrata in parlamento nelle file del PD, ha dato alle stampe un volume dedicato alla questione “gender”, che appassiona e infiamma gli animi in questo inizio del XXI secolo: la lettura del suo libro Papà, mamma e Gender è particolarmente interessante poiché ci dà un’idea di come il potere stia cercando di piegare le coscienze ai suoi fini.
Infastidita dalle manifestazioni a favore della famiglia tradizionale la Marzano porta avanti una tesi negazionista in base alla quale non esisterebbe una “teoria gender”, che verrebbe anzi agitata come uno spauracchio dai nemici della lobby omosessuale. Eppure lei stessa sostiene che l’identità sessuale è una condizione psicologica e non un dato biologico: in realtà, per quel che si riesce a capire, proprio questo sarebbe il nocciolo dell’ideologia gender…
La lettura di Papà, mamma e Gender offre alcune perle di saggezza che esemplificano le strutture mentali della cultura politica di sinistra. Nella narrazione semplicistica e infantile della Marzano le classi dirigenti occidentali sarebbero mosse solo dal desiderio di rimuovere le discriminazioni e le “violenze di genere” (mentre incoraggiano le violenze criminali che quotidianamente colpiscono i cittadini…). Secondo l’autrice coloro che vivono una condizione omosessuale o transessuale sarebbero sottoposti a sofferenze indicibili (anche se in realtà i festosi cortei del gay pride danno tutt’altra impressione…).
La Marzano quindi cerca di spiegare, per la verità in maniera piuttosto confusa, quali siano gli orientamenti sessuali, che secondo lei sarebbero cinque (ma secondo alcuni possono essere quantificati in una cinquantina…).
La battaglia culturale per il gender sarebbe quella di demolire gli “stereotipi” delle identità sessuali, in particolare per la Marzano occorre cancellare lo stereotipo della donna emotiva, paurosa, servizievole. In realtà è chiaro come il sole che l’obiettivo delle ideologie progressiste è proprio quello di ottenere una società completamente femminilizzata, ovvero: emotiva, paurosa, servizievole…
L’ideologia di genere non tarda a manifestare il suo volto oppressivo: la questione più inquietante consiste nella possibilità di introdurre una legislazione che punisce l’omofobia. Qui la Marzano dà il meglio di sé, sostenendo a spada tratta l’infamia delle legge Mancino e l’apparato repressivo e liberticida che impedisce a norma di legge di contestare i dogmi del regime mondialista. La classe politica progressista che ha costruito le sue fortune predicando odio contro i nemici, veri o presunti, è riuscita a inventare i “crimini di odio” per tappare la bocca agli avversari.
Il libro si basa su argomentazioni di una evanescenza desolante ed è scritto con uno stile piagnucoloso particolarmente irritante, visto che l’autrice ha il coltello dalla parte del manico e appartiene a una fazione politica che mantiene il potere con sistematiche vessazioni, intimidazioni e violenze contro gli avversari…
Al termine del libro c’è anche un breve glossario dei termini relativi agli orientamenti sessuali che non tutti conoscono e che possono lasciare piuttosto straniti i lettori che non sono abituati ad affrontare questioni di questo tipo. Il pubblico quindi può essere opportunamente erudito sui vari tipi di cambio di sesso biologico e di ruoli sessuali che l’ideologia di genere imporrà nel prossimo futuro. La morale della favola è che il mondo occidentale si è messo in mano a una classe dirigente che non sa distinguere il maschio dalla femmina!
C’è da augurarsi, comunque, che stravaganze di questo genere un giorno passino definitivamente nel dimenticatoio…
Papà, mamma, ecc. ecc. | Centro Studi La Runa
Ddl Cirinnà. L’ultimo colpo per realizzare la distruzione totale
Marisa Orecchia
E’ questo il destino che i poteri forti che governano il mondo hanno preparato per l’uomo: diventi un individuo decontestualizzato, senza relazioni significative, senza una famiglia che possa dirsi tale e che ne sia sostegno e rifugio, e sarà facilmente governabile e manipolabile. Un mondo fatto di individui che si illudono di essere liberi, di scegliere, di fare e disfare a piacimento, ma nella realtà eterodiretti, governati fin nelle scelte più irrilevanti, allenati e irreggimentati a seguire la voce del padrone che dal sistema massmediatico incalza e blandisce. Incoraggiati, come i prolet di orwelliana memoria, a spegnere cervello e volontà nel massiccio uso della pornografia o a cantare come il popolo di Huxley la canzoncina Orgy Porgy nell’ora di orgia in una sessualità promiscua che uccide la relazione. Sesso e pornografia come circenses offerto al popolo, soprattutto a giovani e ragazzi per ottunderne le coscienze e inaridire quello slancio che nella cultura occidentale ha favorito ogni conquista dello spirito.
Non sembri esagerato quanto detto fin qui. Il Ddl Cirinnà, se diverrà legge, cancellerà per il presente e per il futuro la concezione della famiglia e la stessa natura dell’uomo, così come sono state percepite, considerate, vissute fin dagli albori della civiltà.
Non è necessario rifarsi alle parole di Genesi o a quelle di Gesù per comprendere il senso della famiglia e della procreazione dei figli. Certamente esse illuminano con la luce della trascendenza queste realtà umane, le caricano di senso che rimanda con tremore al Mistero, le fissano nell’Eternità.
Ma l’uomo, già al muovere dei suoi primi passi sulla terra, ben prima di ogni Rivelazione, aveva ben compreso la natura dell’uomo, il suo essere maschio e femmina, il suo desiderio di famiglia e di procreazione, in adesione ad una legge che gli parlava nel cuore. I millenni ci rimandano gli echi di una cultura che è nata e fiorita in questa consapevolezza. Ogni attività umana, l’arte in ogni sua manifestazione, la letteratura, lo ius, il mos ci parlano dell’amore e dell’attrazione dell’uomo per la donna e viceversa, della famiglia, dei figli che da questo amore sono chiamati alla vita.
Oggi invece tutto deve essere stravolto, snaturato in nome di una nuova cultura che cancelli la natura dell’uomo. La legge Cirinnà sarà l’ultima tappa di un percorso che dura da anni, in cui molti hanno lavorato alacremente per distruggere, mentre chi doveva opporsi non lo ha fatto o lo ha fatto in modo poco efficace e convinto. Per timore, per opportunismo, per comodità, per convinzioni sue personali, per seguire i tempi nuovi e le correnti del mondo.
E’ sempre difficile, se non impossibile per la storia, definire con una data l’inizio di una concatenazione di eventi, ma è forse possibile fissare l’inizio di quello che per la famiglia è stato un iter catastrofico nella data del 24 aprile 1947 quando, con votazione a scrutinio segreto, venne, in sede costituente, cassato con una maggioranza di soli tre voti, l’aggettivo indissolubile riferito al matrimonio, in quello che sarà l’articolo 29 della Costituzione Italiana. Determinante, oltre alla votazione segreta, fu l’assenza di 36 deputati democristiani.
Poi fu solo questione di tempo. Al referendum abrogativo della legge 898 che nel 1970 aveva introdotto il divorzio nel nostro Paese, i cattolici persero perché non si erano presentati compatti. Era stata da molti di essi ripetutamente e autorevolmente evocata a favore della legge quella duritia cordis per la quale Mosè aveva consentito il ripudio della moglie e inoltre molti furono quelli che caddero nella trappola che avrebbe funzionato egregiamente anche per la successiva tappa disgregatrice, l’aborto: Io non divorzierò/abortirò mai perché sono cattolico, ma non posso impedire a un non credente di farlo. Come se l’indissolubilità del matrimonio e la salvaguardia della vita innocente fossero valori solo per i cattolici e non principi cardine della società, perduti i quali la società stessa si disgrega.
La legge 194 sull’aborto volontario porta la firma di esponenti politici della democrazia cristiana e l’allora capo del governo, sempre dello stesso partito, minacciò il ricorso all’Avvocatura di Stato per difenderla contro avanzate eccezioni in incostituzionalità. Oggi molti cattolici, o sedicenti tali, di questa legge assassina si sono fatti paladini e asseriscono convinti che è buona legge perché tutela le donne e, nelle “parti buone”, consente di salvare qualche bambino. Di fatto è una legge che consente di fare del bimbo concepito ciò che si vuole, ciò che aggrada alla donna, e che ha fatto finora 8 milioni di vittime.
Ddl Cirinnà. L?ultimo colpo per realizzare la distruzione totale* ? *di Marisa Orecchia | Riscossa Cristiana




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