



Ma se la legge elettorale consegna al primo partito la maggioranza assoluta dei seggi perché il premier avrebbe bisogno di Razzi o dei partitini?
La garanzia sarebbe troppo debole se il premier fosse eletto dai cittadini e il presidente no. Quindi nemmeno il premier dovrebbe essere eletto direttamente per legge. Basta l'elezione popolare de facto come è ovunque e stabilizzarlo una volta al governo.il capo dello stato dovrebbe fregarsene dell'investitura popolare visto che dovrebbe essere una figura a-politica, di garanzia
"la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)
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a me è il voto di fiducia del parlamento che dà fastidio con tutto cio' che esso comporta, col nome sulla scheda non ce ne sarebbe bisogno
Razzi e Scilipoti saranno sempre utili finchè partiti come il PD o Forza Italia avranno al loro interno dei canguri che saltano da una maggioranza all'altra, se il premier dovesse perdere la maggioranza a causa di una defezione di deputati nel suo partito si dovrebe andare a elezioni immediate e poi ognuno si prende la responsabilità del suo comportamento, ma non due anni dopo quando tutti avranno dimenticato, subito a botta calda


Sarebbe solo una ratifica. Se il Parlamento si rivolta e gli toglie la fiducia, cosa che sarebbe rara con ampia maggioranza, il Presidente scioglie le Camere e indice le elezioni. Ma, seppur rarissima, l'eventualità di sfiducia/impeachment è un contrappeso democratico al potere del premier. Inoltre ci vorrebbe pure un referendum revocatorio (come ci sarebbe in teoria in Venezuela), non può avere un mandato in bianco e a scatola chiusa e pieni poteri per 5 anni e fare il bello e il cattivo tempo (come Putin), prendendo potere e quindi condizionando l'apparato dello Stato e i mass media per essere ri-eletto, perché succede questo a dargli troppo potere (di nuovo, come Putin), e il PdR non ha certo il potere di contrastarlo (non essendo un Re ma comunque un eletto temporaneo).




Putin però non ha solo un ampio potere sul governo (anche Hollande ha un potere molto forte, secondo la costituzione della V Repubblica), ma pure sull'informazione e la società. è un Berlusconi all'ennesima potenza. Criticare Berlusconi però non faceva rischiare la vita, Luttazzi, Santoro e Biagi sono rimasti vivi e vegeti, e hanno pure continuato a lavorare, persino meglio di prima (Biagi poi è morto ma era molto anziano). In Russia invece rischiavano molto di più, criticare Putin in maniera accesa non fa bene alla salute, diciamo.


Putin non è certo il mio idolo ma al di là delle (spesso ma non sempre giustificate) critiche bisogna dargli atto di aver avuto la capacità di prendere un paese allo sfascio totale e averlo portato ad essere una grande potenza, prima di lui i russi erano alla fame ora malgrado la crisi s'e' creata una classe media numerosa, e il popolo lo ama, paragonarlo a berlusca, a parte che hanno storie personali assai diverse, e' troppo elogiativo verso il venditore di tappeti di Arcore![]()
Ultima modifica di Logomaco; 30-10-15 alle 00:26
L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio




sono altre realtà, i russi non hanno mai conosciuto la democrazia e instaurare una democrazia in un paese che non l'ha mai avuta è molto difficile, bisogna andarci per tappe e far passare una o due ganerazioni.
A voler andare troppo in fretta il paese si sarebbe sfasciato, come in parte è successo con Eltsin

