
Originariamente Scritto da
Druuna
La Dietrich quella sera indossava uno smocking maschile – colletto alto, cappello di feltro morbido, pantaloni larghi, soprabito e un paio di scarpe di vernice – che su di lei era assolutamente femminile. Nel giro di poche ore la notizia fece il giro del mondo e suscitò reazioni contrastanti da parte, soprattutto, delle sue colleghe: alcune amarono fin da subito questo look inedito – era la prima volta che una donna indossava dei pantaloni – mentre altre rimasero attaccate al vecchio stile e non abbandonarono mai la gonna.
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Quello smocking suscitò una vera e propria polemica, in particolar modo perché appariva ben poco femminile e sembrava imporre alle donne di vestirsi come gli uomini.
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Le altre, tutte quelle attrici che preferivano continuare a indossare abiti e gonne, furono molto dure nei loro giudizi: Constance Bennett pensava che fossero un’“atrocità”, anche se sua sorella Joan li indossa molto spesso, Lilyan Tashman dichiarò che nessun uomo avrebbe potuto apprezzare una donna con i pantaloni, e anche Kay Francis fu molto diretta nel dire che un tipo di abbigliamento del genere era contro tutte le logiche della femminilità.
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Adrienne Ames disse: “Io non mi vergogno di essere donna. Intendo continuare a sembrare tale. I pantaloni sulle donne sono piuttosto orribili. Carole Lombard affermò freddamente che non aveva mai visto una sola donna che stesse bene in pantaloni: nella stessa stanza c’era la Dietrich, che aveva indosso un completo pantalone di flanella grigia disegnato niente meno che da Coco Chanel.
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Si può affermare che fu Marlene Dietrich a sdoganare definitivamente questo tipo di abbigliamento per le donne, anche se ci sono voluti alcuni anni prima che i pantaloni venissero accettati da tutte le donne.
Moda Anni Trenta, i pantaloni di Marlene Dietrich | Vintaged