A me basterebbe che la sessualità, come la religione, tornassero ad essere argomenti privati, e non temi di conversazione e fanatismo.


A me basterebbe che la sessualità, come la religione, tornassero ad essere argomenti privati, e non temi di conversazione e fanatismo.
Nur wenn ich träume bin ich frei.


Te la sei persa, visto che vuole pure la C nell'insieme di sigle LGBTQRT!!&/ (rivediti il filmato, dura 8 minuti)
Ma allora che cazzo vuole? S'è fatto intervistare dal corriere della sera per pubblicizzare l'azienda? Per far vedere quanto orrido può essere l'abbinamento tailleur - tacchi a spillo ?Il punto è che mi sembra che il tizio non mangi i bambini per la strada, non vada in giro a molestare le persone, nè si metta a fare crociate per il riconoscimento di strane prerogative: si veste, prende l'auto e va al lavoro.
Quindi non vedo dove stia la straordinarietà della cosa, nè tanto meno la minacciosità.
Preferisco di no.




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij






La Dietrich quella sera indossava uno smocking maschile – colletto alto, cappello di feltro morbido, pantaloni larghi, soprabito e un paio di scarpe di vernice – che su di lei era assolutamente femminile. Nel giro di poche ore la notizia fece il giro del mondo e suscitò reazioni contrastanti da parte, soprattutto, delle sue colleghe: alcune amarono fin da subito questo look inedito – era la prima volta che una donna indossava dei pantaloni – mentre altre rimasero attaccate al vecchio stile e non abbandonarono mai la gonna.
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Quello smocking suscitò una vera e propria polemica, in particolar modo perché appariva ben poco femminile e sembrava imporre alle donne di vestirsi come gli uomini.
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Le altre, tutte quelle attrici che preferivano continuare a indossare abiti e gonne, furono molto dure nei loro giudizi: Constance Bennett pensava che fossero un’“atrocità”, anche se sua sorella Joan li indossa molto spesso, Lilyan Tashman dichiarò che nessun uomo avrebbe potuto apprezzare una donna con i pantaloni, e anche Kay Francis fu molto diretta nel dire che un tipo di abbigliamento del genere era contro tutte le logiche della femminilità.
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Adrienne Ames disse: “Io non mi vergogno di essere donna. Intendo continuare a sembrare tale. I pantaloni sulle donne sono piuttosto orribili. Carole Lombard affermò freddamente che non aveva mai visto una sola donna che stesse bene in pantaloni: nella stessa stanza c’era la Dietrich, che aveva indosso un completo pantalone di flanella grigia disegnato niente meno che da Coco Chanel.
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Si può affermare che fu Marlene Dietrich a sdoganare definitivamente questo tipo di abbigliamento per le donne, anche se ci sono voluti alcuni anni prima che i pantaloni venissero accettati da tutte le donne.
Moda Anni Trenta, i pantaloni di Marlene Dietrich | Vintaged
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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


La differenza tra te è @Ucci Do è che almeno lui cerca di dialogare da persona civile.
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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Questo signore di anni 50 con figlia di anni 7 si veste con abiti femminili ben consapevole del "livello di fobia che c'è in giro in Italia su queste cose" (tua citazione).
Se non lo fa per sfizio fregandosene di tutto il resto ha perlomeno qualche problema nel bilanciare il proprio desiderio a vestirsi come gli pare con l'esigenza di tutelare la serenità e il benessere psicologico della figlia.