

(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio
Io supererei questo discorso sterile introducendo una domanda: come intendono il tempo i pagani? Esiste un inizio esiste una fine?


Il tempo dei pagani è ciclico, è quello dei romani, mentre i cristiani hanno il tempo lineare e la rinascita nella carne, ovvero la parusia.
Allora domanda ai cristiani come fanno ha coniugare l'anima con il tempo lineare e la rinascita nella carne. Per questo era interdetta ai cristiani la cremazione fino a poco tempo fa. Oggi ormai sono allo sbando e tutto va bene.......anche se in contraddizione con tutto quello che i concili hanno sancito.....
Concetti di tempo ciclico o lineare possono essere sintetizzati (ma non troppo) nella concezione greco-pagana e cristiana Agostiniana.
Il concetto di ciclo o circolo è tipicamente greco, e caratterizza una concezione del tempo di chiara impronta naturalistica, basata sulla ciclicità: il ripetersi delle stagioni, il ciclico ripresentarsi delle costellazioni nel cielo, il ritmo biologico naturale, ecc. La concezione greca della storia non fa eccezione, ed è anch’essa circolare. Essendo la natura umana immutabile, ogni evento è destinato a ripetersi nelle sue linee essenziali.Un altro esempio di ciclicità è la teoria delle quattro età del mondo (oro, argento, bronzo, ferro), presente in Esiodo.Gli stoici credevano nel concetto di «palingenesi», cioè l’esatta riproduzione degli stessi eventi e delle stesse persone e cose in ogni ciclo), in altre, i grandi cicli si ripetono in maniera sempre diversa.
Agostino introduce la concezione lineare del tempo. Secondo la teologia cristiana il tempo è stato creato da Dio con il mondo e non è infinito; ha avuto un inizio e avrà una fine, con il ritorno a Dio e all’eternità. Una confutazione pagana riteneva che Dio fosse stato inattivo prima di decidersi a creare il mondo. Questo ragionamento presuppone, che Dio viva nel tempo, quando invece vive nell’eternità.la creazione non è avvenuta nel tempo; il tempo è stato creato col mondo.
È l’anima che, invece, misura il tempo e tutto si riduce a un istante fuggevole che muta continuamente: il passato infatti è l’attenzione presente che poniamo sui dati della nostra memoria; il futuro è l’attesa di ciò che potrà avvenire, posta all’attenzione presente della nostra mente, mentre il presente è l’attenzione posta sull’attimo che scivola nella nostra memoria.
Oggi (grazie alla teoria del big bang) sappiamo che lo spazio e conseguentemente il tempo hanno avuto un inizio. Come conciliare questa consapevolezza con la ciclicità? D'altra parte non capisco come sia possibile la ricongiunzione con i nostri corpi se questi dopo la morte sono rientrati nel ciclo della natura andando quindi indirettamente a comporre altri corpi...


alla seconda questione posso rispondere: Dio avendo in mente i corpi di tutti i viventi, anche se ormai diventati polvere con la resurrezione avremo come Dio ci ha visto per intero, con la differenza che saremo del tutto purificati, quindi non avremo i difetti della carne( malattia, vecchiaia ecc)
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio
Ma se io non credessi nella resurrezione dei corpi e ritenessi che solo figurativamente si parla di corpi, potrei definirmi egualmente cristiano (a titolo di ipotesi)?


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio



