
Originariamente Scritto da
Cuordy
Mi sa che non hai capito il senso di quello che volevo dire.
Il fatto che siamo in guerra non significa certo che l'unico nostro strumento siano le armi. Se non si è capito che solo le armi con l'islam non sono per niente sufficienti la guerra la perdiamo.
La guerra contro l'Islam deve essere combattuta innanzitutto con la laicizzazione del mondo musulmano. E la laicizzazione è essenziale che avvenga anche con strumenti della comunicazione.
Qui denunciavo il fatto che i laicisti, che teoricamente dovrebbero essere i primi a portare avanti questo settore della guerra, a vedere da questo forum (e non solo) sono invece gli ultimi. Infatti l'unico che ha aperto il fronte sono stato io, che di certo non sono un laicista. La risposta dei laicisti (la maggior parte) è stata pietosa perché invece di rafforzare questo tipo di fronte hanno cercato di indebolirlo, arrivando persino a difendere l'Islam.
Devo dire però che me lo aspettavo. Già dai tempi dei libri antislamici della fallaci si era capito che il laicismo è solo una maschera per glio anticlericali, ai quali della laicità e dell'abbattimento delle religioni frega poco, ma mirano principalmente all'abbattimento della religione cristiana e delle radici e della cultura tradizionale dell'occidente.
Non so perchè ho iniziato questo thread su Politica Nazionale. Te lo incollo qui come risposta alle tue parole. Mi sembra che in questa parte del forum stia meglio
Dal comunismo al terrorismo
Nel corso di una trasmissione televisiva di ieri sera nella quale si parlava della povertà estrema di certe banlieu abitate per la gran parte da immigrati, un giornalista ha detto alla “signora”(tra virgolette) Daniela Santanchè che nel mondo ci sono circa 7 miliardi di abitanti e oltre la metà di essi vive tra la fame e la miseria, e la Santanchè ha risposto, letteralmente” se ne faranno una ragione”.
Ora io le parole di questa “signora” non le voglio commentare perché potrebbe raggiungermi una denuncia per offese quindi sorvolo, ma colgo l’occasione per proporvi una spiegazione circa il terrorismo di molti islamici che da quelle banlieu escono e i commenti che ho sentito da altri della stessa fede nei quali è stato detto che “per Allah si può morire”, parole che io trovo incredibili.
Alì Shariati, un teologo iraniano morto a 44 anni nel 1977, ha svolto un ruolo decisivo per l’evoluzione del pensiero islamico fra le masse: la sua visione concepisce l’islam come una terza via tra il capitalismo e il comunismo. Ora a questo imam iraniano praticamente dimenticato deve essere riconosciuto di aver acceso una scintilla che oggi si è trasformata in un incendio: la sostituzione, da parte di poveri ed emarginati, dell’ideologia comunista con la loro religione islamica per la quale, essendo si può anche felicemente morire al grido di Allahu akbar. Alla base di questa trasformazione ci sono chiaramente secoli di ingiustizie occidentali nei confronti delle popolazioni del nord Africa e del MO e così via.
Bisogna dire che, come si vede, questa trasformazione ha peggiorato, per l’Occidente, le cose. Perché mentre con l’ideologia comunista si poteva lottare nelle piazze, scioperare e perfino cercare di accendere una rivoluzione contro l’avido capitalismo con la nuova ideologia a sfondo religioso nelle piazze si può anche uccidere, anzi per qualcuno si deve uccidere, attraverso l’arma del terrorismo.
Concludo dicendo che un’ideologia a carattere religioso è certamente molto più pericolosa che una a carattere filosofico e politico. In conseguenza di ciò penso proprio che avremo molto di cui occuparci, negli anni a venire, anche se magari non vorremmo farlo