Mi chiamo AIDS e come un soldato in guerra oggi ho visto il mare.
Una bella voce calda e conosciuta dopo aver fatto il mio nome puntualmente mi lanciava un imperativo in forma di domanda: inala bene. Io non capivo e mi toccavo il naso. Sapevo da anni-che credete?- che non sempre la voce va bene col naso. Non mi importava la gentilezza, di sentire dai o dia.
Mi piegavo sulle ginocchia aspettando che mi dicesse qualcos’altro,mentre arricciava un suono delicato suo amico e subito io, siccome lei sapeva solo dirmi quella frase ( o forse non pensava a nient’altro ), con un certo piacere lo aiutavo a uscire. Ma la voce con pochi cenni ringhiosi ripetendomi la cosa da fare mi interruppe,allora io mi separai dal suono e gli dissi che ci saremmo sentiti appena tutto andava bene.
Mi sentivo sempre più tranquillo ero in oratorio. Sembrava che fosse lei a non esserci e non il suono andato via che spero che torni.




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