
Originariamente Scritto da
Giò
Anche la mia, tranquillo.
Le masse discorrono di fisica quantistica? Discutono di chimica applicata? Di ingegneria aerospaziale? Di teoremi matematici? Di biologia? A me non sembra proprio. Argomenti del genere sono appannaggio di un numero ben più limitato di persone.
Confermi quanto dicevo: tu parli dell'impatto che ha la scienza sulla realtà di tutti i giorni dei singoli individui e parli della fruizione di tecnologia da parte delle persone. Non parli dell'interesse che la scienza, come materia di studio, suscita nelle persone. Interesse che non è affatto esteso: infatti, quante persone sentiamo parlare di argomenti scientifici ordinariamente? L'uomo comune al massimo parla dell'ultimo modello di Iphone che è uscito. Ma è questo parlare di scienza, in senso proprio? Secondo il mio modesto ed umile avviso, no. Si farebbe un torto alla scienza, sminuendola.
Il tuo ragionamento parte dal presupposto erroneo che, quando la religione aveva forte presa sulle coscienze e sulle persone, qualsiasi cosa venisse spiegata in termini magico-superstiziosi. C'è un malattia? E' colpa del demonio! Il raccolto è andato bene? E' un miracolo divino!
Da qui allora la convinzione che, grazie ai progressi della scienza e ai nuovi ritrovati della tecnica, improvvisamente l'uomo si sia come risvegliato dal torpore oscurantista in cui era per prendere realmente coscienza di sé. Questa è una visione stereotipata dell'epoca pre-1789 ed è infatti una visione ideologica, che ormai anche la storiografia più recente sul Medioevo ha smentito ed abbandonato perché figlia del particolare clima culturale liberal-illuministico di cui furono permeati il Sette e l'Ottocento, con abbondanti influssi sul Novecento.
Sicuramente la tecnica, che è connessa alla scienza, ha avuto un ruolo di non poco conto nel contribuire a quello che è stato chiamato il "disincanto del mondo", ma in termini molto diversi da quelli affermati da questa vulgata (in merito rimanderei alle riflessioni di Heidegger e Carl Schmitt).
Ad esempio, la famosa disputa tra Galileo e il Sant'Uffizio, che spesso viene citata, a torto, ad esempio di repressione oscurantista da parte della Chiesa, interessò un numero di persone realmente limitato. Se all'uomo comune dell'epoca avessi chiesto quali fossero esattamente i termini della questione, nessuno sarebbe stato in grado di risponderti. Anzi, probabilmente, la maggior parte neanche sarebbe stata a conoscenza dell'esistenza stessa di una disputa di questo tipo. Tutt'oggi, che l'alfabetizzazione e la scolarizzazione di massa è prassi, ben poche persone sono davvero informate delle vicende connesse a questo episodio storico. Moltissimi te ne saprebbero parlare, ma in termini esclusivamente superficiali. Magari, qualcuno ti direbbe che Galileo venne mandato a morire sul rogo, confondendolo con Giordano Bruno!
Sarà stato ed è sicuramente un limite della mia personale esperienza, ma io di certi argomenti legati alla medicina, alla biologia, alla matematica e a tutto ciò che si può considerare "scienza" nel senso moderno del termine non ho mai sentito parlare, con proprietà di linguaggio e conoscenze adeguate ed approfondite, quasi nessuno se non persone che avevano condotto studi ad hoc in quegli specifici settori o che esercitano una professione derivante dal loro ambito di studi universitari.