

“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Quegli sfigati fanno sempre parte dei "deboli". Solo che alcuni di questi oltre ad andare dietro le mode del momento, cercano anche di pararsi il culo dicendosi "cristiani", e quando possono cercano di fare autocritica condita di ipocrisia, sufficiente a loro dire per garantirsi qualche opzione per una vita felice dopo la morte, e soprattutto per placare l'ira di un dio autoritario che incute timore.
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Io continuo a dire che anche Abdullah ha scritto quello che dico io e cioè che Ilah è il sostantivo che sta a significare la parola dio, plurale dei, mentra Allah è la parola che sta ad indicare il nome di Dio, ma non comporta automaticamente che sia la traduzione araba del sostantivo dio. Io la intendo così.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




Scusa Giordi, credo che con "timore di Dio" non si intenda la paura della punizione per chi ha agito fuori dalle regole, ma più lo stupore e la consapevolezza della nostra nullità di fronte al Grande Mistero dell'universo, della vita, della morte, della ragione della nostra esistenza, tutte descrizioni parziali dell'Inconoscibile che per comodità chiamiamo Dio, Yahwe, Allah.
I.m.h.o.