Fine 2014 - Governo Renzi comincia a preparare il Jobs Act e si parla di modifiche all'articolo 18.
In opposizione alla nuova riforma sul lavoro, un piccolo gruppo di deputati del PD decide di secedere e formare Sinistra Nazionale, un progetto politico laico socialdemocratico con l'obiettivo di ritornare alla sovranità nazionale (mediante referendum) per fondare un polo mediterraneo-socialista in opposizione all'Europa euroliberista. Al soggetto aderiscono una manciata di deputati provenienti dagli altri partiti. E' la prima spaccatura "a sinistra" del governo ma viene fatta passare dai media come la boutade di un gruppetto di matti. La stessa sinistra interna al PD (e fuori da esso) è scettica su alcuni toni razzistoidi ed eccessivamente populisti assunti da Sinistra Nazionale.![]()
2015
Nella prima parte dell'anno il partito si ritaglia un flebile consenso fra gli operai meno di sinistra e dall'opinione pubblica di sinistra solo per la sua opposizione al Jobs Act. A seguito della inaspettata visibilità il gruppo parlamentare forma un vero e proprio partito: il Partito Socialdemocratico della Nazione (PSN). Seguono altre adesioni, qualcuno anche al senato. Ovviamente il PSN si classifica partito di opposizione. I salotti di sinistra, che speravano fino all'ultimo che il progetto andasse verso sinistra, si dissociano. Allo stesso tempo il PSN è presentato come una roba inguardabile anche dai giornali "governativi" e da quelli di destra.
Tuttavia il PSN riesce ad attirare le simpatie di Bagnai, il quale, pur presentandosi sempre come indipendente simpatizzante e non come membro, è di fatto uno dei punti forti del partito; infatti la notorietà di Bagnai assicura visibilità al partito (talk show, ecc), che infatti comincia a rubare voti alla Lega al nord ed al M5S al sud.
Alle elezioni regionali il partito non è ancora davvero pronto, ma comunque candida gente a caso ovunque e una persona decente in Campania; dato lo scenario desolante il PSN riesce a prendere un buon 8% (le elezioni sono comunque vinte da De Luca). Altrove il partito non va oltre il 2/3%.
A questo punto se ne parla di più anche perché comincia ufficialmente la crisi del PD, e comincia dunque una progressione notevole del partito che rosicchia voti alla Lega e (meno) al M5S, quest'ultimo comunque cresce molto fino ad arrivare a 2/3 punti dal PD. Il PSN si presenta come un partito di sinistra, dalla parte del popolo contro la finanza, l'Europa e la globalizzazione. Si definisce la vera sinistra moderna del XXI secolo contro il PD che invece è la sinistra dei padroni. Come messaggio politico funziona perché copre un segmento elettorale scoperto: gente che vuole il welfare ma non gli immigrati, l'euro, ecc e che nella nostra timeline è diviso fra Lega e M5S. I media lo presentano sempre come un partito di destra, se non direttamente "fascistoide", sebbene abbia una struttura classica democratica, mentre invece Lega e FI chiamano sempre il PSN un partito di sinistra, socialista, statalista, ecc...
2016
Il partito cresce fino a superare la Lega, diventando di fatto il terzo partito del paese, il centrodestra è in crisi gravissima per la concorrenza del PSN sui temi dell'immigrazione e dell'Europa. Renzi comincia a fare muso duro con Bruxelles per cercare di non recitare il ruolo politico del conservatore europeista. Nasce Sinista Italiana come nella nostra timeline.
Alle elezioni comunali Milano, Torino, Bologna e Napoli vanno al PD mentre a Roma vincono i 5s, che riconquistano un po' di visibilità. Il PSN stringe una alleanza "trasversale" "per il paese" con FDI per supportare la Meloni a Roma, dato che FI e Lega (Noi con Salvini) vogliono candidare Bertolaso. I risultati 1° turno sono:
Milano csx 40%, FI-Lega 35%, M5S 10%, PSN-FDI (candidato del PSN) 10%,
Roma csx 19%, FI-AP-NcS 10%, M5S 30%, PSN-FDI (Meloni) 22%, Marchini 8%, Fassina 4%, Marino 4%
Ottobre 2016
Il referendum vede la vittoria del NO, quindi la riforma di Renzi passa. Sondaggi danno gradimento del premier oltre 40%.
Novembre 2016
Donald Trump eletto Presidente degli USA.
2017
Lo scenario internazionale precipita, gli USA entrano in recessione per alcune politiche folli prese dal governo e l'Europa segue.
In sondaggi tornano a peggiorare rapidamente per Renzi ed a migliorare per le opposizioni.
Prima che la situazione precipiti il premier decide di andare a nuove elezioni.
Il centrodestra è in crisi gravissima: Silvio vuole assolutamente mantenere il ruolo centrale di FI ma il partito ormai è sotto il 10% da mesi e Salvini e la Meloni guardano ormai sempre con più convinzione il PSN. Dopo un po' di teatrino, avviene la spaccatura: FI viene scaricata da Salvini e Meloni e Berlusconi si mette a supportare Renzi, elemosinando un posto nelle liste del PD. Si forma una nuova alleanza Lega-FDI-PSN chiamata Alleanza per l'Italia con un programma fortemente sovranista e socialista "prima gli italiani" ecc. il programma politico prevede cose come il ritorno alla lira e la monetizzazione parziale del debito, ma anche programmi sociali di sostegno alla famiglia e ai poveri, incluso il reddito minimo garantito.
Alla fine FI non si presenta alle urne e Berlusconi dice di votare Renzi.![]()
Sondaggi 2 settimane dal voto
PD 33%
M5S 25%
SI 4%
LN 8%
PSN 18%
FDI 6%
Area Popolare 3%
sondaggi ballottaggio
PD 48%
Alleanza per l'Italia 52%
Chi votate?
Chiedo scusa se ci sono incoerenze o se alcuni passaggi sono davvero poco realistici, è scritto nel titolo che è uno scenario al limite.![]()





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