

"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


No ovviamente il mio problema è molto più "profondo".
Diciamo che mi sono scelto un hobby che invita allo studio e all'approfondimento e quindi - almeno in questo ambito dei miei attaccamenti materiali - mi ritaglio una presunzione di "legittimità" in funzione alla via dello spirito.
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se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Io questo problema non lo vedo proprio.
Dovresti privarti di qualcosa che ti piace e ti appassiona in vista di che? Non è così che funziona.
Finchè farai fatica a lasciare il desiderio persino della tua ciotola vuota, non sarai sulla giusta via. E quel desiderio te lo può togliere solo qualcosa di cui ti innamori di più.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


"Intuisco" che hai ragione...alcuni parlano di gusto superiore.
Ora i casi sono due (proprio per un discorso logico).
a) questo gusto superiore lo assapori anche se sei legato ad altro...tutti siamo legati a questo o a quell'aspetto del nostro attaccamento con cose o persone ;
b) questo gusto superiore non lo assapori finché ti mantieni impegnato con i legami del possesso. in questo caso la rinuncia è contemplate come l'unica alternative di realizzazione spirituale.
L'alternativa a) si potrebbe declinare in due prospettive:
a.1) il gusto superiore lo puoi assaporare ritagliandoti spazi temporali in cui metti a letto e taciti i ritorni dei legami e degli attaccamenti (la tua vita non è solo dedicate alla ricerca di esso).
a.2) il gusto superiore puoi assaporarlo se il legame col possesso non ti crea emozioni che ti distolgono....ma questa alternative è difficilissima...se hai la bocca impasatata da altro difficilmente assaporerai il gusto pieno di un buon vino.
Comunque la giriamo dovremmo essere in grando di metterci nella posizione originaria.
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se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


c'è una terza alternativa (quella dei campioni del mondo): il gusto superiore lo assapori sempre e comunque qualunque sia la posizione ed il grado di attaccamento col reale.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Che cosa intendi per "gusto superiore"? Un'esperienza vera e propria oppure il semplice desiderio di assoluto?
Perchè il desiderio di assoluto, lo slancio verso l'alto lo puoi provare anche contemporaneamente ai legami della vita ordinaria. Vi sono addirittura persone divise in due, legate ad una dimensione sensuale e purtuttavia contemporaneamente fortemente desiderose di cose celesti che portano avanti le due dimensioni al tempo stesso.
Come invece possono esservi soggetti che pur non essendo attaccati a nulla per natura, non possiedono alcuno slancio verso l'alto, restando nella dimensione comune delle cose.
Se invece intendi un'esperienza vera e propria essa può essere semplicemente suscitata dal proprio maestro con il suo tocco, o comunque la sua volontà, indipendentemente dalla tua condizione d'origine. Una sorta di regalo. Yogananda ne scrive nella sua autobiografia. L'esperienza poi dovrebbe tornare spontaneamente allorchè le pratiche ascetiche si fanno avanzate.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Qualsiasi cosa facciamo il ricordo di sé dovrebbe essere la nostra naturale identità..è come una lenta pressione che piano piano apre le porte più chiuse..oppure è la goccia che nei millenni erode la roccia..
Quindi ..a prescindere da tutte le considerazioni..il primo e ultimo passo è ascoltarsi..
Col tempo vedremo i nodi..le situazioni che ci ostacolano..e allora dovremo ascoltarci ancora di più...in questa fase potremo diventare esperti di un vizio..maestri in qualcosa..
Così creiamo una scaletta che ci consente di entrare nel vasto mare dell'Essere senza tuffi volitivi..
Alla fine..lasceremo la scaletta..ma se ci vogliono vite o milioni di vite..dipende dalla sopportazione del nostro tedio..che quasi sempre è molto alta..
Per cui..attaccati il più possibile..e ascolta il più possibile..che alla fine uno dei due cede..e lì si vede di che pasta siamo fatti..se siamo Tamino o Pappageno..se siamo qualificati o illusi..eletti o dannati..
In fin dei conti è questo il gusto della vita..che raggiunge tutti..là..dove ci meritiamo..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


L'immaginazione è una grande forza che non è relazionata con l'età..in quanto si origina dai corpi sottili..anche se la condizione di malattia può indebolire il corpo astrale..quello dell'energia superiore..che lavora con un idrogeno sottile come dice Gurdjieff..
Quando l'Universo non può raggiungerci nel corpo..poiché è diventato duro e legnoso..allora ci raggiunge tramite i sogni..
Anche Dante viene elevato in sogno quando era in ascesa nel Purgatorio..
Raccogliersi e trasferirsi nei corpi sottili mano a mano che invecchiamo..e ti assicuro..che se muovo bene il corpo durante il giorno..e non lo sovraccarico di energie tamasiche..la notte faccio dei sogni con una tale intensità energetica da lasciarmi talmente pago e soddisfatto come mai è successo ne cosiddetto stato di veglia..
Ciò si può raggiungere anche con l'immaginazione ..e modificare pure i fluidi corporei e sessuali..rendendoci discepoli tantrici..è una tecnica di meditazione ..e funziona..
Ma la Via è un'insieme di tecniche..di percezioni ..di segni e presagi..nessuno va scartato..e se vogliamo salire..bisogna usare le mani..i piedi e anche la bocca per aggrapparci....pure saltare o gridare..tutto..va usato..anche l'attesa e la prudenza..
Il corpo fisico è solo un appiglio..ma non il solo..magari il primo..ma poi dobbiamo spostarci più a dentro..che quando la casa crolla è bene trasferirci in altri luoghi..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Ecco, questa prospettiva, di cui comprendo le finalità, mi pare si ponga - ancorchè declinata diversamente - nella mia alternativa prospettiva b) e cioè: puoi anche dedicarti contemporaneamente o alternativamente sia all'attaccamento alla materia grossolana e all'ego che alle cose che riguardano la tua dimensione sottile e la via dello spirito, ma alla fine della tua storia una deve escludere l'altra (che insieme sono incompatibili).
Maestro quindi tu non pensi possa esserci equilibrio e convivenza tra i due piani?
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Analizzi le prospettive con la razionalità del ragioniere. Sei gelido, distante, ipercerebrale, non hai alcuno slancio.
Non è così che funziona. E' del tutto evidente che non ti importa nulla della ricerca se non a livello puramente mentale, discorsivo. La ricerca non è un'equazione, non è un problema da risolvere con varie ipotesi e soluzioni. Non è cosa che si affronti da un punto di vista freddamente razionale, intellettuale.
La ricerca è passione interiore, è percezione misteriosa e confusa del soffio divino, è sentiero che si apre per logiche misteriose davanti alla tua attenzione colmando un'assenza e un vuoto del quale non ti accorgevi ancora.
Se non arde alcun fuoco in te, allora resta con quello che hai. Anche questa è intelligenza cardiaca.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)