Rimbaud: Una stagione all'inferno, Incipit
Jadis, si je me souviens bien...
Un tempo, se ben ricordo
la mia vita era un festino
in cui tutti i cuori si aprivano, tutti i vini scorrevano.
Una sera, ho preso la Bellezza sulle ginocchia
E l'ho trovata amara, E l'ho insultata.
Mi sono armato contro la giustizia.
Fuggii.. O streghe, o miseria, o odio
è a voi che è stato affidato il mio tesoro!
Riuscii a far svanire dal mio spirito
tutta l'umana speranza, Su ogni gioia, per strangolarla,
ho fatto il balzo sordo della bestia feroce.
Ho invocato i carnefici per mordere,
morendo, il calcio dei loro fucili.
Ho chiamato i flagelli per soffocarmi con la sabbia col sangue.
La sciagura fu la mia dea. Mi sono disteso nel fango.
Mi sono asciugato all'aria del delitto. E ho giocato brutti tiri alla follia.
E la primavera mi ha portato il riso orrendo dell'idiota.
Ora, trovandomi sul punto di fare l'ultimo crac!
Ho cercato la chiave dell'antico festino
in cui forse potrei ritrovare l'appetito.
Questa chiave è la carità.....
Questa ispirazione dimostra che ho sognato!
"Tu resterai iena..." risponde il demonio
che mi ha incoronato di così amabili papaveri.
"Giungi alla morte con tutti i tuoi appetiti, il tuo egoismo e tutti i peccati capitali"
Ah! ne ho avuto fin troppo:
Ma, Satana caro, te ne supplico,
una pupilla meno irritata!
e in attesa di qualche piccola vigliaccheria ritardataria,
a voi che non amate nello scrittore facoltà descrittive o istruttive,
strappo questi pochi turpi foglietti dal mio taccuino di dannato.
(Rimbaud ha scritto poco
ma non stupisce che abbia lasciato il segno)